051713_SpursWarriorsSan Antonio batte Golden State, e porta a casa la serie per 4-2. Una serie con tanti protagonisti e tante emozioni, con 2 gare decise all’overtime e più resistenza dei Warriors rispetto a quello che si poteva prevedere alla vigilia.

La gara comincia ad alto ritmo, con transizioni da una parte e dall’altra, ma le tante palle perse, 5 per squadra, e le basse percentuali, tengono la partita a basso punteggio e in sostanziale equilibrio.

In un quarto in cui prevalgono le difese, sono Tim Duncan ed Harrison Barnes a condurre i rispettivi attacchi, il rookie di Golden State è in grande condizione, ed è sicuramente la miglior matricola di questi playoff.

Gli Spurs cercano di piazzare un parziale con il tiro da tre ma, nonostante le buone spaziature e l’alta qualità dei tiri, sbagliano molto e concludono il periodo con un 2/6 dall’arco. I Warriors, complice la non perfetta forma di Thompson e soprattutto di Curry, cercano di attaccare il ferro, ma i lunghi di San Antonio proteggono bene l’area pitturata e il quarto si conclude con in punteggio di 21-19 a favore degi Spurs.

L’inizio del secondo periodo vede gli Spurs scappare una prima volta, con il massimo vantaggio di +10, Splitter a centro area difende ottimamente e condisce con 6 punti, i Warriors non riescono ad entrare in ritmo, e la difesa degli Spurs costringe la squadra di coach Jackson a basse percentuali, sotto il 40%.

Alla metà del periodo i Warriors cercano di rialzare la testa, e Curry si distingue con 11 punti che portano lo svantaggio di Golden State in singola cifra. Buono l’ìmpatto a rimbalzo di Biedrins, uscendo dalla panchina. Vantaggio Spurs 47-40 alla fine del primo tempo.

Il terzo quarto è ancora a basso punteggio. Gli Spurs difendono in modo magistrale forzando 4 palle perse di Golden State, ma in attacco faticano. Tirano molto male dal perimetro e si affidano ai post di Duncan e a qualche buona transizione conclusa da Leonard.

Curry cerca di fare quel che può con quella caviglia in fiamme, ma conclude il periodo di gioco con 2/6. I Warriors trovano punti dalla panchina, con Landry ed il solito Jack, ma non riescono a piazzare una rimonta convincente ed il terzo quarto si conclude con gli Spurs ancora in vantaggio di 7: 66-59.

L’ultimo quarto comincia meglio per i Warriors, che con Jack e David Lee cercano di riportare la gara in equilibrio, arrivando anche al -2 con un jumper di Curry, ma non riescono mai a piazzare il parziale decisivo, un po’ per merito della difesa degli Spurs, un po’ per demerito dei tiratori di Golden State, che si fermano sul 38% dal campo.

Gli Spurs riescono a gestire bene il vantaggio accumulato, e Parker sfodera un quarto da 10 punti con 2/2 dall’arco, imbeccato bene da Ginobili che conclude la gara con 11 assist. I Warriors non riescono più a segnare e gli Spurs passano il turno, portando a casa gara 6 con il punteggio di 94-82.

Gli Spurs riescono ad imporsi sui Warriors dopo 6 partite, chiudendo la serie con una gara in cui non hanno mai dato davvero l’impressione soffrire in modo eccessivo.

Alla fine ha vinto la squadra più forte, ma i Warriors escono a testa alta da dei Playoff giocati con cuore e grande volontà. Ha detto bene coach Jackson a fine partita: “E’ stimolante pensare a ciò che siamo stati in grado di realizzare quest’anno e alle fondamenta che abbiamo posto per il futuro”.

Gli Spurs avevano cominciato male questa serie, difensivamente molli per buona parte delle prime due gare, andando ad un passo dal perdere gara 1 e perdendo gara 2. Ai Warriors successivamente è mancato l’apporto dei 2 uomini più importanti dell’attacco, Thompson e Curry. Il figlio di Dell è stato limitato sia dall’infortunio alla caviglia che dalla buona difesa degli Spurs su di lui, soprattutto con Danny Green.

La reale differenza tra le due squadre l’ha fatta la difesa: durante tutta la serie i Warriors sono stati tenuti a 99,7 punti su 100 possessi, mentre nella regular season avevano viaggiato a 104,2 punti, sempre su 100 possessi.

Un grande Curry all’inizio della serie ed il grande tifo dell’Oracle Arena hanno spinto i Warriors fino al pareggio sul 2-2, ma da qual momento in poi è prevalsa l’esperienza e l’organizzazione degli Spurs, che adesso si apprestano a giocare l’ennesima finale di Conference dell’era di Duncan e coach Pop, la seconda consecutiva.

La voglia di tornare in finale Nba è tanta, come dice lo stesso Parker: “Penso che tutta la squadra voglia tornare a giocarsi il titolo un’altra volta, è passato tanto tempo”.

Per gli Spurs adesso ci sono i Grizzlies di Gasol e Randolph, per molti versi la squadra più ostica che potevano incontrare. Gara 1 domenica sera, alle 21:30 ora italiana.

Post By Francesco Trafficante (95 Posts)

Seguo il basket NBA dal 2000, quando Vince Carter volava sui cieli di Oakland e quando i Lakers battevano i Trail Blazers alla settima. Studio giurisprudenza presso la facoltà di Palermo, mi piace la musica e suono la chitarra. Ma soprattutto, sono NBA-dipendente… Email: big.ideas@hotmail.it Twitter: @sleepinpill87

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One thought on “San Antonio alle Conference Finals, battuti i Warriors 4-2

  1. i warriors potranno diventare contender, sperando ke reggano bogut e curry. comunque Harrison Barnes è un fenomeno, con l’ infortunio di lee ha dimostrato un potenziale da all star

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