Chandler: il centro difensivo moderno deve sapersi giostrare anche sul perimetro

Chandler: il centro difensivo moderno deve sapersi giostrare anche sul perimetro

Dopo 5 anni in cui la media di triple tentate a partita oscillava intorno ai 18,  quest’anno la media Nba è arrivata a 20, di gran lunga la media più alta di tutti i tempi.

Con questa “perimetralizzazione” del gioco, diventa ancor più rilevante la capacità delle difese di coprire sul perimetro, anche quando tocca ai lunghi dover lavorare di footwork  (“feetwork” se siete puntigliosi), magari in copertura su giocatori più rapidi. Ecco alcune situazioni esemplificative.

NYK@CLE (4-3-13) 

Rimessa Cavaliers sul -3 a 6 secondi dal termine:

 

Pregevole giocata di Chandler che, dopo aver accettato il cambio difensivo, costringe Irving a ricevere lontano dal ferro, così da impiegare più tempo per raggiungere l’arco (“fermata” inevitabile per il play Cavs, considerando il -3), dove il mismatch in altezza diventa spietatamente favorevole ai Knicks.

Da notare come Tyson abbia stoppato il tiro di Irving saltando in avanti ma con buon controllo del corpo, assecondando la difficile esecuzione, fuori equilibrio, della stella dei Cavs (che forse sperava di “forzare” un fischio arbitrale…).

TOR@LAL (8-3-13)

115 pari a circa 15 secondi al gong del primo overtime, palla in mano a Kobe:

 

Involontario ostacolo di Gray (troppo lento per essere a suo agio così lontano dal ferro su una guardia) che finisce con il bloccare il suo compagno e lasciare a Bryant la rampa di lancio libera; le spaziature larghe dei losangelini risultano per i Raptors “amletiche” quanto basta a concedere a Bryant l’attimo per il decollo. 

POR@NOH (10-3-13)

Blazers a -2 con poco più di 15 secondi al termine ed una rimessa laterale per pareggiare o tentare la tripla del vantaggio: 

 

Per “deformazione professionale” Anthony Davis aiuta sul taglio al ferro del rimettitore, concedendo a Lillard la separazione necessaria per poter ricevere e tirare senza troppo disturbo, vanificando così i piani difensivi di coach Williams, che aveva preventivamente messo Davis su Lillard proprio per disturbarne il prevedibile tiro.

PHI@DEN (21-3-13) 

Rimessa Sixers sul -1 con 2.1 secondi sul cronometro:

 

Il rimettitore, Turner, perde l’attimo per servire il tiratore Wright in angolo e Wilkins si “insacca” fra tre difensori, fra cui McGee, prontissimo nel lasciare il rimettitore e Randolph, rispettivamente 8,5%(!) e 5% di Blk% quest’anno…

Parzialmente assolto Young, che era salito in punta per ricevere un passaggio piuttosto improbabile (poiché “schermato” da McGee), ma non poteva comunque prevedere che il suo compagno l’avrebbe “puntato” per l’arresto-e-tiro.

[Off topic: in questa stagione, il neo Defensive Player of the Year Marc Gasol ha deciso ben due gare con una stoppata in aiuto su una tripla: contro i Sixers e contro i Kings]

DET@BOS (3-4-13)

28 secondi al termine (22 per l’azione), palla ai Pistons in svantaggio di 3 punti:

 

Rotazioni difensive messe alla prova dall’insolita penetrazione di Monroe: la difesa implode per negare i due punti veloci (e quindi la possibilità di un ultimo tiro a fine gara), ma quando il lungo scarica sul perimetro, Bradley e Lee convergono entrambi sullo stesso attaccante, costringendo Green a sguarnire la linea di fondo: lo spazio per la tripla di Villanueva è tutelato da Monroe, ma il leprechaun biancoverde seduto sul ferro salva i padroni di casa…

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