Il giovane Lillard si sta mettendo in mostra anche nei finali di partita...

Il giovane Lillard si sta mettendo in mostra anche nei finali di partita…

Episodio ricco di tiri e di assoli: ci occupiamo infatti di quando i go-to-guy si mettono in proprio e cercano la giocata clutch per risolvere la partita, attivando la modalità “hero mode” (o “hero ball”), che può aprire le porte verso la gloria o confinarsi in un ostinato “one man show” che aliena il basket, sino alla deprecabile regressione a “sport individuale”.

Cominciamo con una “citazione” da una partita di cui ci siamo già occupati nell’Episode 3, poiché in quel contesto questo prodigio era rimasto fuori delle immagini. 

IND@MIN (09-11-12)

 

C’è quasi del “sadismo sportivo” nel giocare con il difensore come fosse uno yo-yo, per poi insaccargli in faccia la tripla del pareggio, a nemmeno quattro secondi dal termine. Tuttavia, l’elevato coefficiente di difficoltà rende questa soluzione “da campetto” sconsigliata a gran parte dei giocatori che non abbiano un tiro più che automatico.

CHA@MIN (14-11-12)

 

Kemba Walker sembra poter giocare con il blocco, magari cercando il cambio di marcatura; invece, il bloccante deve ritornarsene sconsolato ai margini del campo, dopo che Kemba ha rifiutato l’offerta, continuando il palleggio incrociato senza accelerare, puntando Shved. Il guizzo con incrocio per salire in sospensione lo porta a tirare con due difensori addosso, più alti di lui, ma il tiro (eseguito con meno compostezza rispetto al capolavoro di Hill) arriva comunque a destinazione.

BOS@BRK (15-11-12)

 

Pierce sceglie di non forzare la tripla per il pareggio, ma andare rapidamente al ferro (e quasi ci scappava l’“and one”…). Dopo un inatteso 0/2 ai liberi, Paul decide di riscattarsi senza troppi fronzoli e senza sprecare tempo: coast to coast, arresto e tripla; e quei due errori ai liberi non sono più un rimorso…

HOU@POR (16-11-12)

 

Hero mode” inchiodato su “on” per il rookie Lillard che, per ben tre possessi consecutivi decide di cavarsela da solo. Nell’ultimo caso, con il punteggio in parità, forse più che una tripla da otto metri, sarebbe stata scelta saggia una penetrazione, magari a caccia di un fallo o uno scarico in ala, ma, in fondo, il ragazzo si sentiva palesemente “in the zone”…

LAC@SAS (19-11-12)

Assolo magistrale di Chris Paul, agevolato dalla scarsa mobilità dei lunghi Spurs (Bonner e Duncan) ancorati sulla linea di fondo e dal tentativo di Parker di immolarsi per subire sfondamento.

 

MIL@CHA (19-11-12) 

Una tripla tentata da Monta Ellis sul -2 Bucks è sempre una soluzione ad alto rischio: infatti, nonostante il salto maestoso (e l’atterraggio vistosamente in avanti), il tiro scheggia il primo ferro e l’esecuzione ci ricorda tutti i limiti di Ellis come tiratore (23% da tre quest’anno e 32% in carriera); scelta biasimevole soprattutto alla luce dei sette secondi mancanti per cercare una soluzione migliore.

 

Un attacco al ferro sarebbe stato ben più problematico da contrastare per la difesa Bobcats, anche considerata la possibilità di scaricare a Jennings appostato in angolo (29% nelle triple laterali quest’anno, ma il 35% l’anno scorso) per il canestro del +1.

 GSW@DAL (19-11-12)

 

Collison (6-0) decide di cercare gloria tirando contro Ezeli (atletico 6-11), non servendo Kaman (7-0), smanioso in post basso contro Curry (6-3)… la palla che esce dalla retina è un ottimo alibi per la scelta del play dei Mavs, ma in generale il mismatch da sfruttare dovrebbe essere quello interno, perché a più alta percentuale: in quel caso, un lungo tira su un difensore basso nei pressi del ferro, altrimenti tocca al giocatore in difetto d’altezza tirare da lontano contro un difensore più alto, perdendo ogni vantaggio

L’alternativa per la guardia sarebbe sfruttare la maggior rapidità di piedi per aggredire il ferro (come visto fare in precedenza da Pierce contro Evans), ma anche così facendo, contro un lungo mobile come Ezeli, le possibilità di successo sono inferiori rispetto ad un tiro “da allenamento” per un sette piedi marcato nella paint da una guardia leggera.

In conclusione, lasciamo che l’ultimo Mvp ci illustri una buona variante dell’hero mode: adescare la difesa per poi scaricare ai tiratori appostati sul lato debole.

 MIA@DEN (15-11-12)

 

 

2 thoughts on “Last minute – Episode 5

  1. Il tiro di Lillard era in ritmo ed era anche giusto prenderlo e rischiare, ma l’isolamento in atto gli avrebbe consentito una penetrazione agile per tentare il canestro della vittoria. Discorso simile per Ellis che, però, ha forzato malamente la tripla quando, come hai detto tu, avrebbe potuto penetrare, attirare la difesa su di sé e poi scaricare su Jennings all’angolo per una comoda tripla.

  2. Ci possono essere differenti “scuole di pensiero” per queste situazioni… personalmente, considerando che sia Ellis che Lillard sono molto affidabili ai liberi (>80%) ed anche buoni penetratori, avrei preferito un attacco al ferro, per la vittoria (nel caso dei Blazers) o per il pareggio (nel caso dei Bucks), ma va anche ammesso che se il giocatore “si sente il tiro” è lecito che segua l’istinto, alla faccia delle percentuali…

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