Harden a Houston: la trade che non ti aspetti

Mancano appena 48 ore all’inizio della Regular Season, ma già l’NBA è in...

Harden non ha certo perso tempo: eccolo a Houston per salutare tifosi e stampa!

Mancano appena 48 ore all’inizio della Regular Season, ma già l’NBA è in pieno fermento. La notizia che ha incendiato gli animi degli appassionati è arrivata nella notte ed è la trade che i Thunder hanno concluso mandando James Harden, Daequan Cook, Cole Aldrich e Lazar Hayward a Houston in cambio di Kevin Martin, Jeremy Lamb, due prime scelte 2013 (in arrivo da Dallas e da Toronto) e una seconda scelta 2013 (da Charlotte).

Trade che ha spiazzato tutti perché arrivata come un fulmine a ciel sereno, anche se le notizie di un rifiuto da parte di Harden di una proposta di rinnovo a 54 Milioni per 4 anni dai Thunder avevano in qualche modo dato adito a voci di possibili scenari di scambio.

Quello che ha sorpreso è stata la rapidità con cui Presti ha chiuso l’affare, ottenendo il meglio che si poteva dalla situazione salariale di Harden, che ricordiamo che se non avesse firmato un rinnovo entro il 30 ottobre sarebbe diventato Free Agent a tutti gli effetti, facendo perdere ogni diritto su di lui ad Oklahoma City.

Le solite fonti ben informate raccontano di un primo scenario di scambio iniziato da Presti dopo il rifiuto dell’offerta di rinnovo da parte di Harden e del suo agente Rob Pelinka, che avrebbe visto coinvolti oltre a Lamb e a Martin anche Chandler Parsons, il secondo anno proveniente da Florida che bene si è comportato nel suo anno da Rookie in Texas e ben tre prime scelte, le due di Dallas e Toronto e quella di Houston. La controproposta di Morey, arrivata nelle 72 ore successive, è stata quella che ha sbloccato l’affare, considerata l’ormai ovvia conclusione della trattativa di rinnovo da parte del GM dei Thunder che non avrebbe comunque proposto il massimo contrattuale al miglior sesto uomo della scorsa Regular Season.

Lo scambio, che probabilmente vede Oklahoma City tecnicamente penalizzata per la stagione che sta per iniziare, nei tempi è stato impeccabile, perché ha permesso ai Thunder di iniziare da subito la stagione con la nuova conformazione e di conseguenza a coach Scott Brooks di adeguare fin da subito le sue rotazioni per trovare il giusto equilibrio tattico tra difesa ed attacco per la Second Unit.

Inutile sottolineare infatti quanto la partenza di Harden sia un duro colpo per l’apporto difensivo che dava alla squadra, che dovrà cambiare completamente strutturazione e preoccuparsi, nelle rotazioni della panchina, di coprire le lacune difensive di Kevin Martin, che come difensore non garantisce lontanamente l’efficacia dell’ex numero 13.

Ciononostante i Thunder non avranno grossi problemi a confermarsi nell’élite della Lega, perché con Martin, se sano, guadagnano in efficienza offensiva dal pino. L’ex Sacramento, infatti, rispetto ad Harden, è giocatore più affidabile nella produzione di punti e più abile nel gioco lontano dalla palla. La sua presenza darà quindi più possibilità al gioco dei Thunder, che avrebbero altrimenti dovuto far gestire molti possessi a James Harden, rendendo l’attacco più prevedibile.

Nell’immediato quindi, si può dire che i Thunder abbiano perso, ma non così tanto da cambiare radicalmente i loro obiettivi stagionali, mentre hanno decisamente fatto un colpaccio se si pensa alle prospettive future (ovviamente partendo sempre dal presupposto che a questo punto Harden sarebbe andato via) sia a livello tecnico che economico.

Martin è all’ultimo anno di contratto e se non rifirmato o se firmato a cifre più basse, potrebbe liberare 13 Milioni sul cap, mentre Lamb rimane un ottimo giocatore di prospettiva e che già quest’anno avrebbe la possibilità di imparare molto da una stagione in una squadra di alto livello. Le due prime scelte, inoltre, potrebbero essere entrambi da lottery, se si avverano le previsioni di annata deludente da parte dei Mavs e se i Raptors non trovassero la quadra per raggiungere i playoff già quest’anno.

Da considerare però anche l’aspetto più umano e meno tecnico della dipartita di Harden. Il Barba, da tre stagioni ad Oklahoma City, aveva legato con l’ambiente e con i compagni di squadra Kevin Durant e Russell Westbrook, con cui ha recentemente vinto anche l’oro olimpico a Londra con la maglia di Team USA.

Le sue recenti dichiarazioni, inoltre, facevano pensare a come la sua intenzione fosse di restare con loro e provare a vincere con la maglia dei Thunder (“Oklahoma City è la mia città e io voglio restare e vincere qui” aveva dichiarato il ventitreenne dopo la sconfitta nelle scorse NBA Finals) e le due star si erano più volte spesi in dichiarazioni di speranza di trattenerlo con loro.

Business is business però, soprattutto in NBA e la partenza di Harden non ha lasciato al momento strascichi nella testa delle due star. Westbrook è stato il primo a parlare, dicendo che gli spiace che il suo compagno sia andato via, ammirandolo sia come compagno che come persona, aggiungendo però che ha piena fiducia nell’operato di Sam Presti e già alcuni rumors parlano di un Westbrook felice della scelta di puntare su due rookie bravi come Lamb e Perry Jones III.

Allo stesso modo anche Durant ripone piena fiducia nel suo GM, convinto che la scelta, seppur dolorosa, sia stata fatta nell’ottica di migliorare la squadra nel breve-medio periodo.

A vederla dalla parte dei tifosi Lakers questa potrebbe comunque sembrare la prima e unica vittoria della loro Pre Season, con i Thunder che diventano meno pericolosi per la leadership ad Ovest. Questo Presti però lo ha messo sicuramente in conto, così come ha messo in conto il fatto che per battere i Thunder, i lacustri devono comunque infilare una grande stagione e integrare i due nuovi arrivi nel migliore dei modi, cosa comunque non così scontata.

Guardando la trade con gli occhi dei Rockets, non si può comunque non essere soddisfatti. James Harden rimane un giovane che ha già dimostrato di essere una delle migliori guardie della Lega e un giocatore completo in entrambe le metà del campo. Certo, dovranno rifirmarlo a cifre piuttosto alte (si parla di un quinquennale da 80 Milioni complessivi), ma potrebbe essere veramente una pietra miliare su cui basare la squadra del futuro, che ripartirà dalle scelte fatte al draft quest’estate e sacrificando un giocatore peggiore anche nel potenziale (Lamb) e un giocatore in scadenza che ai Rockets aveva mostrato di aver qualche problema fisico di troppo (Martin).

Con Jeremy Lin, acquisito nella Free Agency di quest’estate e su cui i Rockets hanno scommesso forte, l’arrivo dell’ex Arizona State dovrebbe garantire un maggior equilibrio sugli esterni e soprattutto una forte dose di introiti a livello di marketing, cosa che fin dai tempi di Yao Ming a Houston è un aspetto su cui si punta parecchio.

Nel breve periodo, alla fine, a perderci nonostante il contratto milionario che andrà a firmare potrebbe essere proprio James Harden, costretto a lottare per traguardi diversi rispetto a quelli che avrebbe inseguito ai Thunder, oltre ovviamente ai tifosi romantici che speravano di vedere una squadra costruita dal draft rimanere insieme per puntare alla gloria.

Come detto prima, però, Business is business e ancora una volta, pare che Sam Presti in questo campo sia il migliore.

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