Il grande Robert Horry tira da 3 in Piazza Duomo a Milano!

La giornata milanese targata NBA inizia subito con una piccola delusione.

A causa della durata del viaggio da Istanbul e probabilmente anche del risultato della partita disputata venerdi sera contro il Fenerbahce di Simone Pianigiani, i Boston Celtics hanno deciso di annullare l’allenamento del primo pomeriggio. Quindi niente porte aperte e niente media availability in pieno stile USA, con i giocatori da raggiungere direttamente sul parquet.

Al posto di questo evento (che però, si è saputo in serata, è stato reinserito in agenda e fissato per la mattinata di domenica, nella speranza che non vi siano ulteriori intoppi) è stata organizzata una conferenza stampa, presente Doc Rivers, in un albergo del centro città.

In ogni caso la mattinata prevedeva una visita alla Fan Zone in piazza del Duomo… e Fan Zone è stata.
Videogiochi, sponsor tecnici, media, ognuno con il proprio stand. Ma soprattutto una serie di metà-campo utilizzate per l’ultima tappa dell’NBA 3X Summer Tour e un “campo centrale”, con tanto di tribuna per gli spettatori e palco per ospiti e media, che è stato il vero nucleo della giornata.

Foto, tweets, pranzo ed è ora di spostarsi verso il Westin Palace Hotel di Piazza della Repubblica, ove i Celtics soggiornano e teatro della suddetta conferenza stampa.

Davanti ad una trentina di giornalisti, Rivers si presenta puntuale, in t-shirt verde slavato e berretto beige, decisamente old-style, e dopo alcune risposte di circostanza sulla stanchezza del viaggio, su Milano e l’Armani Jeans e sulla possibilità di svolgere il training camp in Europa, entra nel vivo delle domande riguardanti i Celtics.

Viene chiamato a parlare dei rookies scelti al primo giro e rivela che Sullinger è già sulla strada giusta per guadagnarsi il rispetto dei compagni, ostacolo principale dei giocatori che entrano nel mondo NBA.

Spiega che Jeff Green è uno “starter off the bench”, che avrà quindi minuti importanti, ma in uscita dalla panchina, e che a detta dei dottori è al 100% della condizione fisica, perché riprendersi da un problema cardiaco è più semplice rispetto ad un infortunio articolare, dato che non richiede la fase di riabilitazione, ma solo che il problema venga “riparato”.

Parla poi della rotazione delle guardie e lascia capire che la sua attuale preoccupazione principale è quella cambio del playmaker e che una volta recuperato (uno dei trainers del team gli indica dicembre come data di riferimento) Avery Bradley potrà essere molto utile in quel ruolo, dato che i nuovi arrivi Jason Terry e Courtney Lee rendono meglio rispettivamente come scorer e tiratore dagli angoli e che vorrebbe evitare ad entrambi compiti eccessivi da portatore di palla, scenario da cui però non può al momento prescindere.

Sempre su Terry, dice che al momento di valutare cosa potesse servire sul mercato e di stilare quella che lui chiama la “lista della spesa” da sottoporre a Danny Ainge il need primario della squadra era proprio quello di uno scorer in uscita dalla panchina che fosse in grado di crearsi un proprio tiro e che il Jet è evidentemente uno dei migliori giocatori NBA sotto questo aspetto.

Nel confronto con la stagione passata, appoggiandosi ad una domanda riguardante Ray Allen, Rivers parla di possibili peggioramenti dal punto di vista dei movimenti offensivi di squadra, ma di netti miglioramenti in imprevedibilità e capacità di creare dal palleggio e ritiene che a conti fatti il roster sia migliore; specialmente a livello di backcourt crede di non aver mai avuto, né a Boston né nel resto della propria carriera NBA, giocatori di questo livello.

E poi ancora Rondo, da cui si aspetta un ulteriore step a livello di leadership sul campo… e che mandi a segno qualche jump shot in piu. Garnett, che trae motivazione da qualsiasi commento altrui, di qualsiasi tenore esso sia, e che è il miglior compagno del mondo se segui le sue indicazioni, ma il peggiore se scegli una strada diversa.

E Milicic, la cui carriera è andata “backwards” e dal quale si aspetta buon impatto a rimbalzo, altra nota dolente della scorsa stagione e aspetto in cui il citato Sullinger può aiutare parecchio.

Un paio di battute sulla propria carriera da allenatore e su un possibile futuro come coach di Team USA, con la chicca del rapporto con i giocatori lasciati in panchina, che come raccontatogli da Larry Brown accettano serenamente le decisioni  durante la spedizione, ma che poi al rientro in NBA non aspettano altro che farla pagare a chi li ha fatti giocare poco.

Una domanda sul proprio rapporto con il figlio Austin e sul modo in cui affronteranno la vigilia dello scontro diretto che li coinvolgerà, tra Hornets e Celtics.

E poi per chiudere una domanda riguardante la rivale su cui concentrarsi maggiormente, con frecciatina verso i Lakers (“hanno tanti ottimi giocatori, ma con questa squadra non hanno ancora vinto nulla”), ma risposta tutto sommato diplomatica (“ovviamente Miami, perché prima di poter pensare a Lakers, Spurs o Thunder dobbiamo vincere la Eastern Conference e quindi per forza di cose battere gli Heat”).

Terminata la conferenza stampa si torna in Duomo… e inizia il delirio.
Prima il Dance Team dei Celtics e i Da Move a intrattenere il pubblico, poi Robert Horry protagonista e vincitore (strano eh…) di una gara di tiro a coppie, poi ancora l’invasione di campo, inattesa e spiazzante, di un Paul Pierce che si fa largo tra la folla, scavalca le transenne e inizia a riprendere da ogni angolazione la folla, a quel punto ormai decisamente numerosa, con il proprio iPad (il tutto senza essere neanche lontanamente riconosciuto dallo speaker ufficiale della manifestazione… ma sorvoliamo).

Verso le 17 arrivano infine altri giocatori dei Celtics, in veste “ufficiale”: si tratta dei rookies Melo, Sullinger, Joseph e Christmas, che, come da tradizione del programma NBA Cares,  si mettono a disposizione dei meno fortunati (nel dettaglio gli atleti di Special Olympics), regalando loro momenti di grande felicità.

Tanti i tifosi e gli appassionati presenti, grande l’entusiasmo, degno antipasto degli appuntamenti di domenica, ovviamente la partita su tutte…

A domani, e continuate a seguire la nostra diretta twitter!

Post By Fazz (22 Posts)

Redattore e (tra molte virgolette) speaker radiofonico per playitusa.com e radio.playitusa.com

Mi trovate su Facebook (http://www.facebook.com/Fazzettino), su Twitter (http://twitter.com/Fazzettino)…e tutti i lunedì con Ball Don’t Lie (http://radio.playitusa.com/?cat=8), il podcast NBA in italiano

Connect

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Commenta