La sua prima volta a 27 anni, LeBron è MVP delle Finals alla sua nona stagione NBA, due in più di Michael Jordan ma più giovane di un anno

La prima volta di LeBron, gli Heat zittiscono i giovani Thunder in 5 gare

Finalmente ! L’inevitabile arriva definitivamente verso le 6 della mattina. LeBron James è campione NBA. Una notizia che si aspettava da anni, da troppo tempo.

Se lo merita, è il giocatore più dominante della NBA, uno dei più forti di sempre, è colui intorno al quale si è creato il più grande interesse mediatico nella storia dello sport.

Non poteva rimanere senza anello, no, non uno come lui. Ieri notte il Re non è più senza corona e senza scorta, come cantava De Andrè. Di nuovo, finalmente !

Il Re incorona se stesso, perchè ha vinto da MVP delle Finals, in un anno in cui è pure MVP della pazza regular season 2012.

Dwyane Wade guida l’aiuto a sua maestà, da secondo violino, senza mai far sorgere dubbi su chi fosse il leader, come l’anno scorso, al primo tentativo, quando persero da Dirk e i Mavs.

Miami ha imparato la lezione e LeBron su tutti. Tranquillo, maturo, sicuro di sé, soluzione nuove e più dinamiche in attacco e nei possessi finali, un uomo prima che un giocatore che non manca l’appuntamento col destino.

L’abbiamo detto. Era inevitabile. Il più grande con l’anello al dito, non poteva non succedere, non poteva più essere rimandato. Ieri la storia si è posata sulla quotidianità e ha imposto la sua voce.

Gara 5 non è mai esistita. Gli Oklahoma City Thunder non si sono ripresi dalle prime due gare a Miami, dove errori nel finale ci hanno negato una serie lunga.

NBA Finals dal pronostico incerto, che si presentavano come una della sfide più belle di sempre. LeBron contro Kevin Durant uno contro uno, un sogno.

Si poteva pensare, ancor di più sulla base delle prime due gare, di poter scalare fino almeno a gara 6, se non oltre. OKC invece pasticcia, LeBron è in missione per conto del destino, della storia che va al di là della NBA.

Perchè LeBron non è più solo un giocatore di basket. E’ un’icona del terzo millennio. Il campo però lo aveva visto trionfare da singolo, e l’anello restava un tabù.

Ieri notte ha vinto lui, senza mezze misure, con un altro manifesto del suo talento infinito. Va in tripla doppia, a voler mostrare al mondo ancora una volta il suo impatto su ogni aspetto del gioco. Un dominio assoluto.

Michael Jordan è sempre The Greatest, Kobe era ed è più scorer, benissimo, LeBron è il più completo, in attacco come in difesa (basti vedere l’effetto che ha avuto sul top scorer Durant), è semplicemente il più forte qualsiasi cosa possa significare una partita, da qualsiasi lato la si voglia leggere.

Non è un’ode in suo onore, ma ci si assomiglia molto. Non si può dire questo oggi, come non si poteva non criticarlo per la sua “Decision” e per quelle dichiarazioni roboanti appena arrivato a Miami.

A Cleveland era solo venerato, poi ha diviso l’America e gli hater di professione sono cresciuti a dismisura in ogni angolo del mondo.

Cosa avranno da dire oggi dopo queste NBA Finals ? Ha vinto, e alla maniera sua, essendo anche clutch all’occorenza, segnando anche con i crampi, dando la sensazione di un’onnipotenza controllata e dirottata sul più importante degli obiettivi.

Le cifre fanno paura ma potrebbero anche esserlo di più, se solo avesse voluto. Non è questo il punto, LeBron ha guidato da leader una squadra forte ma imperfetta, con molte pecche, ad un titolo NBA telefonato nell’estate 2010, arrivato con ritardo a dimostrazione del valore della competizione e del suo.

Onore ai Thunder, sono giovani, avranno modo di rifarsi con qualche aggiustamento. Oggi però celebriamo una festa.

Una festa iniziata nel 2003, che ha visto tanti sorrisi ma anche tanti lenti, e che solo oggi vede il momento di quella torta dove la prima candelina può essere finalmente aggiunta e soffiata di slancio.

Non finisce qui, e quelle candeline posso essere anche tante. Adesso non importa. Ieri non hanno vinto solo i Miami Heat per la seconda volta nella loro storia.

Ieri un uomo ha gioito e ha tirato un sospiro di sollievo. “Bussò tre volte un giorno alla sua porta” e finalmente quella porta ieri si è aperta, dopo il 2007, dopo il 2011.

Complimenti LeBron, adesso il presente è veramente tuo come la storia tra i grandi del gioco e il futuro ancora da potenziale comandante in capo di tutta la NBA.

 

OKLAHOMA CITY THUNDER

Russell Westbrook : 19 pts, 4 reb, 6 ast, solo 4-20 dal campo. Ha sprecato in gara 4 la grande occasione di vincerla alla grande, ieri confuso e alla fine deluso. 5,5

Thabo Sefolosha : ha cominciato benissimo queste Finals, ieri solo 9 minuti, a riprova di un calo anche difensivo oltre che dannosissimo in attacco. 4

Kevin Durant : ha troppo talento per non segnare 32 punti, con 11 rimbalzi, 13-24 dal campo, ma LeBron vince anche per come lo ha influenzato. Fino alla fuga decisiva e irreversibile, un ottimo KD, peccato che non lo sia stato al meglio nelle prime due gare in Florida. 7

Serge Ibaka : tra le critiche a coach Brooks il suo utilizzo. 9 pts e 4 reb in 25 minuti, un altra partita limitata, con errori anche banali in difesa. 5

Kendrick Perkins : 4 reb in 19 minuti, basta il finto centro Bosh e LeBron da 4 perchè non abbia impatto. Eppure sui lunghi OKC aveva un vantaggio tecnico che non ha mai sfruttato. 4,5

James Harden : 19 punti inutili, troppi a partita già finita, con 4 reb e 5 ast, 5-11 dal campo. Ha dato ai suoi solo una gara su 5, è la vera indiscutibile delusione di queste Finals. 4,5

Derek Fisher : va anche di fisico contro LeBron ma questa volta le Finals non sono casa sua. 11 punti, 3-6 da tre, cerca di guidare con l’esempio ma è troppo poco e troppo tardi. 5,5

Nick Collison : 4 reb in 17 minuti, commovente contributo da veterano, altro inspiegabile poco minutaggio di Brooks. 6

 

MIAMI HEAT

Mario Chalmers : e alla fine ridendo e scherzando passerà alla storia per aver vinto la gara della svolta. Ieri ancora decisivo, 10 punti con 2-4 da tre e 7 assist, quando prende ritmo non è troppo lontano dall’élite della lega. 7,5

Dwyane Wade : ruolo da secondo violino ? Si, senza più chiacchiere. Quindi perfetto, segna quando conta, nonostante non sia stato il miglior Wade nemmeno della stagione. 20 pts, 8 reb, 3 ast, 7-12 dal campo, gara pulita come tutte le Finals, dà il giusto senza alzare la voce. 7,5

LeBron James : tripla doppia per incidere su pietra il suo trionfo, adesso non più solamente personale. 26 pts, 11 reb, 13 ast, 9-19 dal campo, 8-9 ai liberi, 2 stoppate, un recupero, MVP delle Finals all’unanimità com’è onnipresente sul campo. Non c’è mai stato uno come lui per come intende il gioco e questa tripla doppia vale solo come tentativo di certificazione del suo all-around game. 9,5

Shane Battier : 11 pts, 3-7 da tre, il suo contributo è stato fin troppo importante, anche di più di quello che ci si poteva aspettare, non in difesa ma al tiro. 7,5

Chris Bosh : 24 pts, 7 reb, 9-14 dal campo, è tornato grande quando più contava. Unico vero lungo Heat, ha giocato da solo per un intero reparto, LeBron a rimbalzo permettendo. 8

Mike Miller : può essere stata la ultima ultima partita in carriera. Niente male una gara 5 di Finals da 23 pts e 5 reb, con un fantastico 7-8 da tre. OKC cercava di restare attaccata alla gara, ma le sue triple non hanno dato scampo. Schiena a pezzi ma mano ancora sartoriale. 8,5

 

MVP VS. TOP SCORER

Kevin Durant non ha fallito, ma poteva essere più presente in gara 3 e in gara 4. Alla fine LeBron ha vinto anche direttamente contro di lui, con una difesa da migliore del suo ruolo.

 

NBA FINALS TWEET

Immaginifici pensieri dei protagonisti, non veri post ovviamente, solo per sintesi di alcuni dei temi delle Finals.

@James Harden : ragazzi scusate, ma questa barba l’ho fatta crescere anche per momenti come questi. Nasconde la vergogna, non è vero ?

@Dwyane Wade : he’s the King, adesso portaglieli rispetto

@LeBron James : Ah…

 

COUNTDOWN TO LEBRON JAMES FIRST RING

Missione compiuta.

 

Sono state delle NBA Finals bellissime, con un risultato finale più importante di tante altre. Potevano durare di più, va bene, e ci ricorderemo di questi giovani Thunder buttare via due gare per la loro inesperienza.

La stagione più pazza di sempre, compressa più del possibile, ci ha regalato il verdetto più logico. Non ha necessariamente vinto la squadra più forte, ha vinto chi ha aveva più voglia e più motivazioni.

Forse nemmeno così. Ha vinto chi doveva, al di là del campo, al di là di tutto.

NBA Finals Game 5 Top Plays

Post By Mick (87 Posts)

“E qualcosa rimane tra le pagine chiare e le pagine scure…”

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15 thoughts on “NBA Finals Gara 5 – Le pagelle

  1. mick non sono per niente daccordo col giudizio su durant ed in parte su james.
    durant ha fatto un solo errore: si è gestito male nei falli.. se lebron è stato grande, come lo è stato, durantula ha segnato più di lui col 55% dal campo essendo da lui marcato.. e viene considerato normale… a me sembra assurdo. oltretutto spesso ha giocato fuori ritmo causa scelte scriteriate da parte di chi doveva dargli il pallone.

    james quest’anno è stato il più forte. james dell’anno scorso quest’anno non avrebbe vinto. e nemmeno quello degli anni passati. mi sembra lapalissiano.
    oggi è il più forte perchè è nettamente il più completo. negli anni passati altri erano meglio di lui (fino a 2 anni fa bryant, l’anno scorso Nowitski)… domani… domani credo che sarà durant.

    PS: vedo con molto piacere che avete sistemato il sito, bravi. peccato la fuga degli storici visitatori

  2. c’è poco da analizzare, ha vinto chi doveva vincere…e non Miami, ma LeBron…sarebbe stato il + grande delitto della storia del basket se quest’uomo avesse fatto la fine di grandi campioni come Stockton, Malone, Ewing.Barkley ecc…cioè grandissimi senza anello.era veramente un uomo che puntava dritto al suo obiettivo, e l’ha raggiunto. bravo LeBron te lo meriti.possiamo analizzare quanto vogliamo, ma è successo quello che era giusto accadesse, Durant e OKC che sia…

  3. Ciao,
    vorrei fare una micro-analisi. Non sono assolutamente un esperto. Sono un semplice appassionato da qualche anno. Quindi magari, dirò cose senza senso (spero di no!). Ma… non è che gli Heat hanno vinto per mancanza di avversari? Fatemi finire prima di arrabbiarvi.

    East. Togliamo quelle fuori playoff perchè, ad oggi, hanno zero possibilità di vincere. Rimane:
    -Knicks (un’accozzaglia di gente senza collegamento logico. Zero possibilità ad oggi).
    -Magic ha solo Howard (per sintetizzare il concetto. E comunque credo che lo avrà ancora per poco…).
    -Atlanta è lontata dal giocare le Finals.
    -Indiana pure.
    -Boston è un miracolo che abbia messo in crisi gli Heat. Data l’età dei Celtics. Se non hanno vinto 2 anni fa la finale coi Lakers quando erano al top, diciamo, oggi possono ben poco. Giusto per l’assenza di Bosh e un momento di “crisi” di Miami, hanno combattuto la loro serie.
    -Bulls, senza Rose.
    -Quindi, riassumento ad Est c’erano solo i Bulls a competere se avessero avuto la squadra al completo. E da quello che ho visto (ripeto non sono un esperto) gli Heat hanno giocato VERAMENTE come squadra, solo le Finals. Non per altro, in tutte le precedenti serie c’erano sempre polemiche. Via Bosh per infortunio. Heat in crisi. Ma visto le altre candidate ad est, pareva “facile” arrivare alle finali per Miami.

    West. Anche qui, togliamo quelle che non vinceranno mai, fuori playoff. Rimane:
    -Utah, Dallas (non è più la squadra dell’anno scorso), Clippers, Memphis. Con zero possibilità (ad oggi).
    -Lakers, com’erano messi quest’anno, pure loro scarse possibilità. Il solo Kobe, con l’età che avanza, non può vincere da solo.
    Spurs e Thunder rimanevano.

    Quindi il concetto che voglio dire è, quali avversari VERI avevano ad est?
    E sulle Finals: se avessero incontrato gli Spurs, invece degli “inesperti, giovani” Thunder, avrebbero vinto lo stesso? Quanti candidati VERI al titolo c’erano quest’anno? (IMHO, ad ovest Spurs e Thunder. Stop. Ed a est, come scritto sopra). Questa stagione è stata mooolto compressa, conterà qualcosa? L’anno prossimo che sarà tutto normale e alcune squadre si sistemeranno meglio il roster (trade permettendo), vinceranno lo stesso?
    Questo è solo il mio personale punto di vista da un non-esperto, si intende.
    Quello che voglio dire è che questa non potrà essere una squadra che vincerà 5-6-7-10 titoli. Togliamo i “big two and a half”, il resto del roster è stato presente solo nella serie finale (e per fortuna). Fino alla finale di conference, ci si lamentava sempre ovunque che gli Heat non avessero una vera squadra, una vera panchina, ecc…

    Ho detto cavolate?

    • qui nessuno è un esperto, siamo tutti amatori, ad ogni modo miami ha meritao la vittoria ma certo un pò il ginocchio di rose un pò l’età dei celtics hanno aiutato…questo però succede sempre, si vince anche per difetti degli altri

      sulla stagione compressa niente da dire..ha avuto un fattore e non è azzardato dire che sono arrivate nella finals le squadre con più muscoli e gambe

  4. A Est ci sarebbero potuti essere avversari… solo che si sono tutti trovati nella stessa squadra!!!
    Se Bosh, LBJ e Wade fossero stati separati… ma lo sport non si fa con i se, i ma, i forse.
    Ok, LBJ grandissimo, fortissimo, vittoria stra-meritata. Non sono un hater, stimo Lebron, però questa vittoria mi lascia un po’ di amaro in bocca… come se a fine anni 80 Jordan, all’ennesima eliminazione ai playoff, avesse lasciato Chicago per andare a Boston da Bird per dominare l’est e giocarsela con la migliore a ovest.
    Ciò che fa grande lo sport è la sana rivalità tra atleti. L’NBA degli ultimi anni ha un po’ perso questa caratteristica. Spero non “retrocedano” verso una tipologia di sport più europeo, con poche squadre (Siena, CSKA, Pana… e non faccio l’esempio del calcio perché sarebbe fin troppo semplice) che hanno più soldi, più attrattiva degli sponsor e tutte le altre a fare da contorno.
    Bradipo ha ragione: 5 anni fa ricordo che tutte le squadre ai play off dell’ovest erano possibili candidate ad una finale, c’era incertezza, equilibrio… è anche per quello che l’organizzazione degli sport americani è stata splendida fino adesso, molto più di quella europea, a mio parere!
    Il mio è un discorso generale, non c’entra LeBron.

  5. Ma ci sono amatori e amatori. Io sono più quello tipo: <> (non è riferito alla serie, è solo di esempio). Ma ci sono anche amatori tipo: <>. Meno “tecnico”, diciamo. Per questo mettevo le mani avanti con la storia del “non-esperto”, nel caso avrei detto cavolate :-)
    È vero che si vince anche per i difetti degli altri, ma non è forse questa la differenza tra un vincitore e un vincente? (non erano più o meno le parole di Jordan? O ricordo male…) Non ci saranno sempre gli altri coi loro difetti. Secondo me, bisogna aspettare gli anni a venire e vedere se e quanto vinceranno gli Heat (come ho letto in altri commenti). Se riusciranno veramente nell’impresa dichiarata due anni fa: “non 2 titoli, non 3, non 4, non 5…”. Solo allora si potrà parlare veramente di dinastia. Altrimenti, saranno una delle varie squadre ad aver vinto un titolo grazie a “una serie di casualità positive”.

    Per Mattia 81: non è forse questo il motivo del veto di Stern sulla trade Paul-Lakers? Per mantenere equilibrio e non concentrare tutto il talento a Los Angeles? Ma non c’è già il salary cap per quello, tassando gli eccessi di stipendi (e quindi il raggruppamento di giocatori talentuosi, che logicamente guadagnano di più)? E fra l’altro, se si vedono i salari che pagano le varie squadre quest’anno, si notano che quelle con stipendi più alti sono:
    -Boston (discorso del messaggio precedente. Piena fase calante)
    -Magic. Tolto Howard, non sarebbero neanche arrivati ai Playoff
    -Lakers. Logico.
    -Portland (…)
    -Heat
    -Knicks (se non erro, da sempre una delle squadre con gli stipendi più alti, ma con minori risultati).
    Questi, in ordine dai più pagati.

    -Denver, 26° in classifica e non hanno fatto malissimo (certo, non sono da finale. Ma raggiungere i playoff spendendo 1/3 in meno di Portland…)
    -Thunder, 19° come salari
    -Bulls 14°

    Tutto questo per dire che non sempre i soldi portano i risultati. Quindi, pure concentrando i talenti in una squadra, non sempre si arriva ai risultati (esempio lampante New York).

    Intanto volevo anche ringraziare il sito per lo splendido lavoro che fate. Vi leggo spesso ma non avevo mai scritto prima d’ora.
    Grazie!

    • Chiedo scusa se mancano dei pezzi al messaggio precedente, ma è da ieri sera che provavo ad inviarlo e mi diceva sempre che era duplicato e non lo pubblicava.

      Le prime righe, dove ci sono le parentesi vuote erano:
      Ma ci sono amatori e amatori. Io sono più quello tipo: bella partita, ma hanno difeso poco. (non è riferito alla serie, è solo di esempio). Ma ci sono anche amatori tipo: in gara 1 X ha difeso Y. Mentre in gara 2 X ha difeso Z e le percentuali al tiro sono calate dal 50% al 35%.
      Meno “tecnico”, diciamo. Per questo mettevo le mani avanti con la storia del “non-esperto”, nel caso avrei detto cavolate :-)

      Scusate il casino dei messaggi (spero che non ne compaiano una decina, per i vari tentativi di invio). Chiedo scusa in anticipo.

  6. mattia proprio un bel ragionamento… quindi lebron sarebbe dovuto rimanere ai cavs dove era solo, bosh ai raptors che non sono neanche da playoff e wade da solo pure lui… invece dall’altra parte è più che legittimo vedere duncan con parker e ginobili, bryant con gasol e bynum, durant con westbroock e harden… ma dai, k ragionamenti sono???? come al solito di obbiettività ne avete molto poca…

  7. Scuami Mick ma NBA Finals Bellisime quali ???
    – Il gioco di Miami in attacco, soprattutto nell’ultima era mi butto dentro (WADE o LBJ) e poi al massimo scarico a caso al primo che ho vicino, tanto anche se faccio 12 passi chi me li fischia… Nelle Finals ho beccatto Battier e Miller che non ne sbagliano 1, conclusione vinco il titolo.

    – Perkins è vergognoso che abbia giocato 3 finali. Punto

    – Difesa di OCK a tratti vergognosa

    – Ma sopratutto dopo gara 5 delle Finals di Conference alla domanda ma questa è la tripla più importante della tua carriera IL BARBA ha risposto, non sarà quella delle finali… quale quella che ci sarà in gara 6. Impalpabile, nettamente il fattore della serie.

    – Concludo dicendo che nonostante lo mal sopporto e molto LBJ è cambiato e un titolo se lo merita, quest’anno molto meno sbruffone dei trascorsi (anche se avrà sempre un anello in meno di Wade e per ora 4 in meno del Mamba)

    Bravi Heat ma su FINALS e Playoff in generale bellissimo sono in completo disaccordo….

    • le prime 4 gare sono state equilibrate, decise solo alla fine, per me conta questo più di tutto, ho sentito dire che queste finals sono state la morte del basket ma spurs-celtics era meglio ? andiamo….onore ai vecchi…ma preferisco vedere correre i thunder che duncan che salta un foglio di giornale

      • Sarebbe stata la più bella pallacanestro da molti anni a questa parte (Boston- San Antonio). La circolazione degli Spurs quest’anno è stata una favola, un’espressione di basket mai espressa prima… Se poi, rispettabilissima opinione, si preferisce vedere degli atleti che saltano e hanno doti atletiche fuori misura ci sono anche gli Harlem Globetrotters…

        • Verissimo.La penso esattamente come te. I vecchietti di Boston e San Antonio hanno dimostrato che sapendo giocare a basket si può superare il gap dell’età. Certamente i tempi di recupero più lunghi non si conciliano con i tempi tiratissimi di questa stagione e dei playoff.

  8. 4 meno del mamba
    E quanti anni meno del mamba a giocare col most dominant ever???? No giusto per capirci… Se uno capita nella squadra del giocatore più dominante( non più forte) della storia del gioco, e n’altro con ilgauskas credo ci siano differenze,no????

    Poi Sti piagnistei della mancanza di avversari, della stagione corta.. Ma dai!!! Beceri tentativi di sminuire il più forte al mondo… Figli dell’hateraggio… Del resto haters gonna hate

  9. oh mio dio ricominciate con la storia degli anelli in meno!! e ricominciate con la storia della stagione corta.. Ricordatevi che la stagione corta ha FAVORITO le squadre con l’età media avanzata (san antonio e la qualità della stagione di Duncan è un esempio lampante, LAMPANTE) basta vedere chi è arrivato in finale di conference con OKC e Miami. Probabilmente oltre che appassionati siete o siete stati giocatori quindi sapete benissimo che, nonostante qualche eccezione che esiste sempre, vince la squadra più forte. Mi volete dire che per TUTTI i playoff non è stata miami che ha vinto ma gli altri che hanno perso?? ma fatemi il piacere…. Miami non credo sia in grado di creare una dinastia a meno che non mettano a posto la panca, e probabilmente hanno una finestra di 2 al massimo 3 anni in cui possono vincere ancora. Lasciate perdere quindi lo sterile esercizio dell’hateraggio. Noto comunque con dispiacere che da un po’ di tempo questo sito è diventato un mortorio, mai visti solo una decina di commenti per notizia, accidenti mi mancano i lakersfans!!!

  10. Beh, vero che la stagione è stata corta ma anche che la frequenza delle partite è stata mostruosa. Io credo che in finale Miami sia stata la squadra più forte ma non credo proprio che se avesse fatto il percorso di OCK a Ovest avrebbe raggiunto la finale.
    Cmq non capsico perchè si stia spopolando il sito. è il migliore in circolazione. Basta che ci mettiamo a commentare noi che tornerà a popolarsi !!!
    La qualità degli articoli è indiscussa

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