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Miami ha ribaltato la serie

Seconda vittoria consecutiva per i Miami Heat, che si portano a casa anche gara 3 e ora conducono le Nba Finals per 2-1.

Non è stata certo una partita, a livello di gioco, all’altezza delle precedenti, l’intensità non è mancata, ma alla fine, molto probabilmente, è stata decisa più dagli errori che da singole buone giocate. E in particolare ci riferiamo ovviamente agli Oklahoma City Thunder, in partita per due quarti pur giocando peggio, avanti addirittura di 10 in apertura di secondo tempo, ma poi da lì in avanti spreconi all’impossibile.

Brutte decisioni di Westbrook (19 con 8/18) e Harden (9 con 2/10), tante palle perse, percentuali ai liberi scarsissime e, in definitiva, la sensazione di una possibile vittoria letteralmente gettata alle ortiche.

Sì, perché Miami, dal canto suo non ha certo brillato. Male Chris Bosh (10 punti con 3/12 al tiro ma 11 rimbalzi), negativo nel finale Dwyane Wade (comunque 25/7/7 ma con 5 perse e 8/22 al tiro), ha dovuto fare quasi tutto in solitaria LeBron James (29 e 14 rimbalzi), che ha preso per tutto l’incontro Durant (25 punti con 11/19, ma solo 1/5 nel quarto periodo) in difesa rendendogli impossibile la via del canestro nei momenti decisivi, mettendo poi le olive nel Martini in attacco.

Più in generale, si ha avuto, per la prima volta nella serie, la sensazione che i Thunder fossero realmente in difficoltà. L’attacco non è mai stato fluido, di contropiede se n’è visto poco e niente. Solo la difesa ha funzionato, ma, comunque, questo non ha tolto l’impressione di una squadra che ha pagato pegno all’esperienza maturata dagli avversari lo scorso anno su questi palcoscenici.

Per larghi tratti in campo ci sono stati gli Oklahoma City Thunder del primo tempo di gara 1 e questo è un segnale preoccupante in vista delle prossime due gare, in cui gli uomini di Brooks dovranno cercare di conquistare almeno un successo.

Miami ha avuto più energia per tutto il primo tempo. Sui rimbalzi offensivi e le palle vaganti gli uomini di Spoelstra sono sempre arrivati per primi, salvo vedersi penalizzati da qualche errore di troppo su tiri aperti e da dietro l’arco, mentre OKC, al contrario, rimaneva a contatto con qualche invenzione dei suoi solisti.

Poi nel terzo quarto arrivava la probabile svolta della gara. Gli ospiti rientravano in campo molto più determinati. Sefolosha in difesa faceva vedere i sorci verdi a James, mentre nell’altra metà campo Westbrook prendeva in mano la situazione, segnando e facendo segnare. Chalmers, per Miami, era più dannoso della grandine e un suo fallo su canestro pesante di Fisher significava il massimo vantaggio per i Thunder (54-64).

Ma lì arrivava la svolta. Con Miami che appariva senza più risorse, Durant spendeva in rapida successione 3° e 4° (dubbio) fallo, lasciando i suoi orfani del proprio faro offensivo con ancora diversi minuti da giocare nella terza frazione.

Era un attimo: falli di Ibaka e Fisher sulle triple di Battier e Jones. 6/6 ai liberi Heat. Harden, dal suo canto, non riusciva a guidare a dovere il “suo” quintetto, e allora era la coppia Wade-James e segnare il sorpasso con cui si entrava negli ultimi 12’, con parziale di 15-3 per Miami.

A questo punto la sagra dell’errore diveniva ancora più grande. Miami apriva meglio con l’energia di Haslem e Jones, ma pronta era la risposta di Westbrook e Durant. Le difese avevano nettamente il sopravvento sugli attacchi, ma in particolare OKC riusciva a fare maggiori danni, perdendo una serie di palloni in modo piuttosto banale, regalando di fatto un nuovo allungo ai padroni di casa: 86-79 con 2’19” alla fine. Tutto finito? Neanche per sogno. Bel basket in dosi omeopatiche, ma comunque gara tirata fino in fondo.

Brutta persa di Wade, come in gara 2, per l’appoggio di Sefolosha e jumper di Westbrook: -1 Thunder. Bosh in lunetta per il +3, poi ottima difesa di James su Durant, forzato all’errore. Lo stesso LBJ avrebbe il pallone per chiudere la gara, ma forza a sua volta, lasciando la chance a Westbrook per il tiro da tre punti del pareggio, che però vede solo ferro. Ed è l’epilogo in sostanza.

Un libero di James dà il +4 agli Heat e poi, sula rimessa successiva, Sefolosha butta via il pallone.

2-1 Heat, e l’impressione è che con la serie in Florida qualcosa sia cambiato.

MVP

Se sfiori il terzo trentello in altrettante partite di Finale, viaggi a rimbalzo con cifre alla Dwight Howard, marchi Durant e, per sovramercato, nel finale segni anche qualche punto ci vuole qualcuno che metta in piedi una gara di livello cinque stelle superlusso per toglierti il titolo di MVP della gara. Come detto, non è stata certo una partita costellata di prestazioni stellari. E quindi, logica conseguenza, è che il premio per il migliore in campo vada a LeBron James. Grande attenzione alla sua difesa, ancora una volta. Sta iniziando ad essere un fattore per davvero e nel finale Durant se n’è accorto sulla sua pelle. Se diventa la regola è realmente illegale.

Altra serata storta per James Harden

LE CHIAVI DELLA PARTITA

L’energia degli Heat che hanno approcciato meglio la partita. 45-38 a rimbalzo con 14 carambole offensive, 19-12 i punti in contropiede, 46-42 i punti in area. Per i primi 24’ questo deficit è stato evidentissimo, con Miami che ha preso tante conclusioni ad alta percentuale, entrando in area a piacimento e controllando i tabelloni, garantendosi anche buone dosi di secondi possessi.

Quando poi nel secondo tempo le percentuali sono crollate, su questo hanno potuto aggrapparsi gli uomini di Spoelstra, specialmente in fase difensiva, dove, oltre a un buon lavoro sugli esterni, anche Haslem e, in alcune occasioni, Bosh hanno garantito intimidazione in area. OKC, invece, avrà tanto da recriminare sulle occasioni che ha gettato alle ortiche.

La prima sul +10 nel terzo quarto. Il quarto fallo di Durant e due penalità assassine di Ibaka e Fisher hanno immediatamente permesso a Miami di riassorbire un colpo che altrimenti sarebbe potuto essere da ko. Poi, ancora, nel finale. Prima perdendo una messe di palloni e consentendo agli Heat di scappare a +7, poi, una volta tornati a -1, con una cattiva gestione dei possessi finali.

Insomma, probabilmente, è venuta fuori la gioventù di questa squadra per la prima volta in maniera così evidente. Il tutto senza dimenticare la pessima serata dalla lunetta (15/24, 62%) che ha condizionato non poco la gara, visto che parecchi errori sono arrivati in momenti delicati, specialmente da James Harden, incappato in un’altra serata storta. Se è vero che garantisce assists al bacio per i compagni e intuizioni geniali, c’è anche però da notare che, per la seconda volta in tre occasioni, la sua prestazione realizzativa è stata troppo sotto le aspettative. Una volta può andare bene (gara 1), due no.

Post By nikfiumi (62 Posts)

Cestista, baskettaro, appassionato della palla a spicchi, fedele adepto del parquet. Nato a pane e Danilovic, cresciuto a tarallucci e Ginobili, ho sviluppato col tempo un'insana passione per il basket a stelle e striscie e i Denver Nuggets, aggiungendo poi con calma interesse vivo per Football Americano (San Francisco 49ers) e Baseball (San Francisco Giants). Scrivo per diletto. Parlo a volte, a sproposito, su Radio Playit.

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28 thoughts on “Thunder spreconi, Heat più cattivi: 2-1 Miami

  1. Ma siete tutti tifosi Heat??? A parte gli scherzi, grazie per la velocità dei report e per la completezza di informazioni. Siete il miglior sito di basket in italia.

  2. complimenti per la rapidità del report! una domanda a tutti voi: da qualche giorno, quando digito nba.com mi rimanda al sito della Gazzetta. è normale? i due siti sono effettivamente collegati in queste Finals o devo fare depurare il pc, @roby?

    • Sui vari forum di basket ci sono state molte lamentele a riguardo, in poche parole la Gazza, per le persone che si collegano dal territorio italiano, ti rimanda a NBA italia a posto del normale .com, per ovviare al problema basta fare una semplice ricerca con google invece che accedere dai preferiti.

      • Oppure premere sul logo in alto a sinistra nella pagina della Gazza… anyway…è davvero molto fastidioso.

  3. Ok “la pozza e larga” e anche questa volta nessuno parlerà dell’arbitraggio, dico solo che se a James fischiassero i passi gli Heat perderebbero sempre di 10 (almeno) e che nel finale (ingenuamente) Harden cerca il fallo in attacco di James, LeBron alza prima il gomito, poi va di culo, poi gli da una spallata, e ovviamente va il lunetta e vince G3!
    Grazie Joe bel fischio! Mettici anche il 4 e 5 di Durant e il fallo su Thabo non fischiato dopo la rubata a Wade…
    mah la sensazione è che non si voglia far passare James alla storia dalla parte sbagliata
    I Thunder non meritavano comunque di vincere, intendiamoci ma preferirei che a decidere non fossino quelli in grigio

    • Heaters di Miami avete ragione : e’ un perenne complotto degli arbitri, dei poteri forti, delle lobbies,del governo, di Stern per far sì che quel sopravvalutato di Lebron James ( che evidentemente non sa giocare e farebbe fatica nel campionato Belga) vinca il titolo.. Il vostro provincialismo è qualcosa d’imbarazzante.

    • Ah ah tipico commento italiano dove le sconfitte sono sempre colpa degli arbitri
      Tornate a guardarvi il calcio

  4. Lebron con l’ anello..
    ancora qualche giorno e finalmente il Prescelto avra’ cio’ che si merita.
    Regna l’ equilibrio in questa serie finale, per me vince Miami alla settima a Oklahoma con 50 punti di Lebron di cui 20 nell’ ultimo quarto..

  5. La stanno decidendo gli arbitri….dal non fischio su Durant in gara2, a decisioni dir poco casalinghe stanotte, come il quarto assolutamente inventato sempre sul 35 che ha di fatto spento i thunder, o come il fallo di harden su james nel finale, che non era fallo, ma se proprio uno avesse voluto spendere un fischio, sarebbe dovuton essere un fallo in attacco

    Già sono due squadre che di per se giocano l’antibasket, se poi ci si mettono pure i grigi a indirizzarla, diventano le finals più inguardabili della storia

    • scusa perchè giocherebbero l’antibasket??
      Io non riesco a capire.. da un paio di anni sembra che L’NBA debba diventare l’Eurolega..

      • Intende dire, probabilmente, che i Thunder e soprattutto gli Heat non sono i massimi esponenti del basket inteso come “gioco di squadra”..visti i continui isolamenti..e “palla a LeBron e speriamo in Dio” che fanno.

        Penso intendesse dire questo!

        • In linea di massima concordo con il vostro filo logico: ma c’è da dire che se quando la partita è da decidere con la palla in mano a loro si vince, altro non è che fare la scelta giusta!

          San Antonio, che tutti dichiarano essere la squadra in assoluto più bella, con Popovich Dio in terra, l’ha pigliata in quel posto contro OKC… semplicemente nel 4° periodo, quando danno palla a lui è immarcabile… non è antibasket: è la soluzione della partita. Finchè non lo fermate, ha ragione lui!

  6. “mettendo poi le olive nel Martini in attacco”

    Questa metafora mi è piaciuta, bravo NIKFIUMI

  7. Grazie polisportiva :) anche se il “copyright” non è mio…
    Sui falli sono d’accordo. Il quarto di Durant è inesistente. Wade penetra solo per cercare il fallo e viene premiato ingiustamente. Ma su quello di Harden, secondo me, il Barba puó solo prendersela con se stesso, ha fatto di tutto per commetterlo in pratica..
    Come scritto, stanotte non è stata una gran partita, ma le prime due partite secondo me sono state godibilissime anche come qualità del gioco.

  8. la qualità di gioco è decisamente calata,però almeno questa volta non abbiamo visto il solito copione con Miami avanti e i Thunder che inseguono…nel finale è stata divertente con parecchi cambi di vantaggio…certo troppe palle perse,errori in lunetta e poi vabbè l’errore sulla rimessa…

  9. non si lamentano Brooks, Durant&co., i tifosi di OKC degli arbitri, e lo fate voi italiani… vi meritate il calcioscommesse. mah

    • Grandissimo… chi rompe con sto storia degli arbitri, merita di guardare il calcio! Guardatevi l’Italia stasera, e godete nel dire che il complotto per mandarci fuori è ingiusto… noi intanto ci godiamo l’NBA!

      Con Lebron che al primo turno prende una mazzata da Chandler ed invece di restare per terra e rantolarsi, si alza e guarda in faccia il pubblico dicendo… pensavate che mi avesse fatto male?

  10. Passo la notte in bianco o quasi per vedere lo spettacolo del basket Nba e di questa finale, che pur con tutti i limiti strutturali delle due squadre, mi sembra molto bella al pari dei Po appena finiti… non mi diverto a fare l”hater” non godo se vince la “mia” squadra perchè non ho una mia squadra e non tifo…
    detto questo vorrei solo che le partiti vengano decise da una grande giocata e sempre e comunque dai giocatori, non dagli arbitri. OKC può vincerne una in Florida ma anche colassare e perdere 4 a 1, ha dato chiari segni di squilibrio ed inesperienza, non centra la cattiveria agonistica, con la testa sono ad un passo da uscire dalla serie,
    Se deve essere che il colpo lo sferri un fuoriclasse, un LeBron o un Wade, non uno in grigio con l’elmetto (Crawford)
    Sport inalbitrabile comunque

    • Vogliamo mettere fine alle discussioni?
      La partita l’ha vinta Lebron con una difesa incredibile, ed un contropiede che si è capitalizzato in 3 punti a causa del fallo…

      La controspallata di Westbrook da tre punti è andata sul ferro e poco prima lo 0 su 2 ai liberi di Durant ha fatto si che i Thunder dovessero inseguire…

      Hanno avuto le occasioni per chiudere il match o quanto meno per tenerlo aperto… le hanno buttate così come gli Heat hanno fatto stupidaggini lo scorso anno!

      Crawford non ha deciso queste finali… scrollatevi di dosso quell’italiano che c’è in voi!

  11. Sta di fatto, giusto per alimentare ancora un po’ le polemiche (ahahahah), che piu’ passa il tempo..e piu’ e’ evidente che Durant e’ un FENOMENO..ma non e’ e non sara’ mai completo come LeBron.

    LeBron e’ un all-around player.
    Durant e’ “solo” il piu’ forte attaccante in lega.
    LeBron fa piu’ cose: prende giu’ piu’ rimbalzi. Smazza molti piu’ assist. Difende di piu’.
    Durant non fa tutte queste cose. Oppure le fa, in tono minore.

    Conclusione: Durant e’ il piu’ forte attaccante di tutta la NBA attuale.
    Ma LeBron e’ il piu’ completo giocatore di tutta la NBA attuale. E’ un pelino peggio rispetto a Durant in attacco, ma fa tutto il resto meglio.

    • Quoto ogni singola lettera!
      In particolare, x me, il fatto che LeBron riesca ad essere cosí incisvo in difesa con quelle cifre in attacco é pazzesco. Durant, dal canto suo, in difesa sta facendo una serie di figure che definire barbine mi sembra quasi generoso.
      Con questo non voglio sminuire il giocatore, anche perché ricordiomaci che ha 23 anni (mi fa paura il solo pensiero)

  12. Ma avete visto le finali di Chicago di Jordan o dei Lakers di Kobe?
    Decine di isolamenti per le due super star …
    Ma è ovvio che sia così! Cos’è … il possesso decisivo palla a Perkins o Chalmers e tutti via?
    Forse non vi rendete conto del livello di intensità e difesa che c’è nei PO americani. Se non hai una super star semplicemente NON VINCI.E oramai non ne basta nemmeno una soltanto.

    • 1)Non abbiamo detto che nel possesso decisivo la palla debba andare a Chalmers o Perkins.
      Non estremizziamo, per cortesia, solo per avvalorare la propria tesi.

      Qualcuno diceva solo che queste finali sono lo sponsor dell’antibasket inteso come “gioco di squadra”.
      Sono quasi esclusivamente isolamenti delle superstar.

      Ma e’ ovvio che nei possessi decisivi la palla che scotta..vada nelle mani di chi conta.

      2)dici “ormai non basta neanche piu’ una superstar soltanto”.
      Mah..veramente il periodo in cui le superstar erano piu’ di una in squadra..era qualche anno fa. Non solo ora.
      I Rockets di meta’ anni 90 avevano Drexler e Olajuwon, per esempio.
      LAL degli anni ’80 aveva almeno 3 superstar.
      CHI degli anni 90 aveva almeno 2 superstar.

      Non e’ una moda solo di questi anni.
      Anzi..la moda di questi anni c’e’..ed e’ il classico “ti piace vincere facile??” per cui i giocatori, pur di vincere, fanno carte false per andare nelle squadre blasonate assieme ad altre star.

      Una volta era tutto piu’ genuino e casuale.

      Adesso i Big 3 sono tutti creati a tavolino.

      • Una volta c’era più talento medio
        Le squadre erano di meno con una maggior concentrazione
        Il gioco era molto più lento e meno frenetico
        Esistevano i centri

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