41 punti in 39 minuti, D Wade firma una gara manifesto del suo enorme talento per il Bye Bye Indiana

Per certi versi è stata la serie di Dwyane Wade. Se LeBron James infatti è stato una costante, il numero 3 ha accento e spento. Lo sciopero di protesta di gara 3 poteva avere due sole soluzioni.

O la fine di tutto, per qualche motivo ancora astruso che a noi esterni non era dato sapere, oppure una reazione forte, di quelle che possono farti alzare di rendimento ancora di più del solito.

Tre gare di fila da campione, tre vittorie Heat e turno superato in 6 gare. Ieri 105-93 per l’ultimo chiodo sulla bara degli Indiana Pacers.

E’ stata una gara abbastanza equilibrata, almeno fino agli ultimi istanti del terzo periodo, dove gli Heat allungano. Nel quarto Indiana risponde colpo su colpo ma solo per rintuzzare lo svantaggio e non riesce mai a portarsi a stretto contatto.

All’inizio il piano è finalmente, e ci sono volute 6 partite per renderlo esplicito senza fraintendimenti, attaccare in post-basso contro degli Heat più bassi e meno fisici.

A maggior ragione senza Hudonis Haslem, sospeso per questa nottata di elimination game per il suo flagrant in gara 5, come anche Dexter Pittman, la macchietta dei 3 minuti da starter in gara 3, 3 gare out per lui senza rimorso alcuno.

E’ David West il protagonista della buona partenza Pacers. Segna in testa a Shane Battier, che pure fa un lodevole lavoro, ma senza aiuti appare difficile da contenere.

Buoni movimenti, buona mano per finire, ma pessima per scaricare sugli esterni. Tre palle perse non sono solo il frutto della buona difesa avversaria.

C’è Wade però, fin dall’inizio. Questa volta la bilancia tra lui e LeBron pende a suo vantaggio senza ambiguità, dalla palla a due fino agli ultimi possessi.

In più c’è Mike Miller, 4-7 da tre per 12 punti, l’unico insieme a Mario Chalmers (15pts) capace di metterla dentro praticamente per tutta la durata della partita.

Ci sono infatti sono altri 2 punti da James Jones, 2 da Battier e 5 da Joel Anthony. Per LeBron 28pts, 6 rimbalzi, 7 assist e 3 recuperi.

Faccia pure lei signor Wade, ne riparliamo dopo. Per Indiana invece il migliore è certamente West, 24pts, seguito da George Hill a quota 18 con 5 assist e Granger con 15pts.

Limitato dai falli e da una caviglia dolorante gli va dato credito di aver giocato una solida partita, come anche Hibbert (12pts, 8 reb).

Indiana va a casa paradossalmente dopo avere giocato il suo miglior basket. West in post-basso, 35% da tre, 47-33 nella gara a rimbalzo. Per il resto c’è troppo Wade, c’è sempre stato troppo LeBron.

“Sono stati spettacolari in questa serie, sono stati troppo per noi”, dice Vogel sui Big 2. Bosh è ancora out, a tempo indeterminato come ci fa sapere per adesso coach Spoelstra.

E’ stata una serie dura, combattuta. Larry Bird dopo il blow-out di gara 5 ha detto che i suoi sono stati “soft”, anzi, lo ha addirittura sottolineato con lo spelling. S-O-F-T.

Altro paradosso nella serie dei flagrant e delle offese reciproche. Ieri comunque i Pacers vanno in vacanza a testa alta, senza poter rimpiangere niente.

Non si poteva sperare che potessero portare gli Heat a gara 6, col rischio molto concreto di una inopinabile gara 7. Hanno fatto anche di più di quello che potevano fare.

Corre un parallelo con l’altra semifinale ad Est. I Sixers sono una squadra ben allenata, senza superstar, portano i Celtics in gara 7.

Non sempre è scontato che vinca chi ha più ammasso di talento, questa è una delle verità sacrosante dello sport e del basket in particolare.

Miami ha scampato il pericolo, ora tocca a Boston ? La Finale della Eastern Conference non ha ancora il secondo nome. Celtics comunque favoriti, ad ogni modo ne riparleremo a tempo debito.

 IL BUONO

Dwyane Wade. 41 punti, 10 rimbalzi, 3 assist, 2 recuperi, 17-25 dal campo, 7-8 ai liberi in 39 minuti. Fantastico, troppo bello da vedere e anche un po’ old style.

Floater in mezzo all’area, bank shot (i tiri alla tabella), splitting the defense (quando si dimarca da un double team in penetrazione), one-two step, insomma tutto il suo repertorio da ragazzo ormai maturo che non ha perso un millimetro del suo primo passo e altrettanto verso il ferro.

IL BRUTTO

La panchina dei Pacers. Coach Vogel ha sbagliato clamorosamente il timing dei cambi oppure si è fidato troppo nel tenere insieme Darren Collison, Leandro Barbosa (che ha sbagliato tutti i tiri da 3 nella serie) e Tyler Hansbrough.

Intensità che diminuisce, problemi offensivi enormi e insolubili. Almeno ieri, con il back-court suddetto che non entra in ritmo.

 IL CATTIVO

Vince la squadra più forte, con la migliore difesa, che ha eseguito meglio. Miami ha alcune preoccupazioni uscendo da questa serie.

Ma ne guadagna la convinzione di avere una forza mentale impareggiabile. Nei poll dei fan è terza per vincere il titolo (fonte ESPN), dopo Spurs e Thunder praticamente a pari merito.

Cattivi tutti, contro LeBron, contro Wade, contro tutta Miami. Sono stati belli da vedere e “ugly” allo stesso tempo, ma non penso abbiano mostrato così tante crepe da potersi dire non favoriti per la rincorsa al titolo.

Il bello deve ancora venire, Bosh o non Bosh.

 

COUNTDWON TO LEBRON JAMES FIRST RING

-8.

 

Gara 7 tra i Celtics e i Sixers e poi vedremo con chi si accoppierà Miami. Se vince Philadelphia non vedo come LeBron e compagni non possano già considerarsi alle Finals.

Serie insidiosa contro i Celtics. I vecchi leoni venderanno cara la pelle al loro ultimo ballo. Per adesso la Florida del Sud attende tra un bagno e un altro dei primi stagionali.

 

Post By Mick (92 Posts)

“E qualcosa rimane tra le pagine chiare e le pagine scure…”

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5 thoughts on “41 di Wade, Miami saluta Indiana e attende gara 7 tra Boston e Philadelphia

  1. Miami la porta a casa con un 4-2 che lascia pochi dubbi. Alla faccia di chi aveva sparato a zero dopo le prime difficoltà alludendo alle solite difficoltà nel roster, strutturata male ecc ecc e non mi dilungo. Nell’articolo una frase mi ha colpito e condivido appieno: “Miami uscendo da questa serie guadagna la convinzione di avere una forza mentale impareggiabile”. Questa frase rende al massimo quello che Miami ha fatto, dato che non si è fatta distruggere dalle critiche dopo le prime 3 gare.

    • Sono d’accordo. Troppo poco i due fenomeni contro quello che uscirà a ovest…Una minima flessione del Fascetta ed è la fine.

  2. E ridaje con questo “COUNTDWON TO LEBRON JAMES FIRST RING”! Forse con i Thunder Miami potrà anche farcela, ma se in finale troverà San Antonio il copione sarà quasi sicuramente lo stesso dell’ anno scorso.

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