Qui contro il compagno di tante sfide Derek Fisher, Kobe Bryant si è preso in mano i Lakers in gara 3

Kobe Bryant e compagni erano ben consapevoli di essere di fronte a una gara che non si poteva sbagliare. La classica partita in cui, non importa come, ma bisogna portare a casa il risultato.

Ebbene: quasi tre ore di gioco, 52 falli fischiati, 72 tiri liberi tentati (67 realizzati), in una gara che non è stata certo un manifesto ideale del gioco (e del buon arbitraggio), ma ha reso bene l’idea di quanto i Lakers fossero alla disperata ricerca di una vittoria per non mettere in soffitta in anticipo la stagione.

Alla fine ha fatto la differenza la maggior esperienza di Bryant contro l’imprecisione dei Thunder negli ultimi possessi, oltre a qualche fischio decisamente benevolo verso i gialloviola.

Con Oklahoma City avanti di 5 a poco meno di tre minuti dal termine, è arrivato un 6-0 di parziale per i padroni di casa, chiuso da due liberi del 24. Poi risposta di Durant con un jumper dai 6 metri, a Kobe ancora abile a subire il contatto di Westbrook per andare in lunetta a firmare il sorpasso (95-94) a 33″ dal termine.

Qui la giocata chiave, con Durant che penetra e, chiuso dalla difesa, scarica in emergenza a Ibaka che cerca un tiro avventuroso dall’angolo. Solo ferro, ma lo stesso KD recupera il rimabalzo d’attacco, che gli viene strappato dalle mani in maniera assai dubbia da World Peace e Gasol. Per gli arbitri tutto regolare. Palla a Kobe, che subisce un altro fallo e dalla lunetta mette il +3 che costringe Durant a un ultimo disperato tentivo da 8 otto metri che gira sul ferro beffardo prima di uscire.

OKC perde così la propria imbattbilità nei playoffs, ma lo fa sapendo, comunque, di aver giocato una partita ad anni luce di distanza dai propri standard.

Male Westbrook, troppo innamorato del tiro dalla media che stanotte non è entrato (21 punti ma 7/18 al tiro), così così Harden, entrato con grande impatto nel primo tempo, ma poi un pò persosi per strada nel prosieguo (21 con 4/13 al tiro), solita presenza difensiva (11 rimbalzi e 3 stoppate) per Ibaka, che però si è concesso qualche licenza di troppo nella metà campo offensiva (4/10 con anche un tentativo da tre punti!).

Bene solo Durant, unico dei suoi a stare a ridosso del 50% al tiro (12/23 per 31 punti). C’è qualche rimorso per non essere ora sul 3-0, ma anche la consapevolezza che fare peggio di così sarà difficile.

Sospiro di sollievo, invece, per LA. Ancora una volta gli uomini di Mike Brown hanno messo la partita sul piano che preferiscono, rendendola dura, spigolosa. La partenza era stata ottima (16-4 dopo una manciata di minuti), salvo subire il rientro della second unit di OKC.

A quel punto c’è stato un grande sforzo di squadra per non lasciare che nulla venisse facile agli avversari. World Peace (10 punti) ha lottato come sempre, innervosendo non poco Westbrook, Bynum (15+11) nonostante una serata da 2/13 al tiro, non ha lesinato impegno sotto i ferri, Sessions (12 e 4 assists) ha giocato un primo tempo finalmente importante, pur sparendo un pò nel secondo, mentre Steve Blake, dopo le minacce dei tifosi ricevute dopo il tiro decisivo sbagliato in gara 2, si è preso una gran rivincita, con una serata da 12 punti e 4/5 al tiro, compresi 5 punti pesantissimi nel finale.

Capitolo a parte per Bryant che, intuito il metro arbitrale, è stato molto abile nello sfruttare ogni tipo di contatto per guadagnarsi ben 18 tiri liberi (tutti segnati), esattamente la metà del suo bottino complessivo, con anche 7 rimbalzi e 6 assists.

MVP

Kobe Bryant, come detto, sfrutta al meglio una serata dove i fischietti degli arbitri sono bollenti. Mette in croce ogni difensore che lo va a prendere: Westbrook e Harden accumulano falli, mentre Fisher lo vede segnargli in testa in più di un’occasione.

Queste sono le sue partite, quelle in cui non si può sbagliare e lui deve dare l’esempio ai compagni. Missione compiuta, a giudicare anche dallo sforzo che tutti hanno profuso per raggiungere l’obiettivo e buon segnale anche per coach Mike Brown che vede il suo uomo di punta giocare una partita intensa, in parte anche per lui, proprio mentre, parecchi chilometri più a est la situazione tra un’altra superstar e il suo allenatore non pare essere delle più rilassate.

Vani gli sforzi di Kevin Durant

LE CHIAVI DELLA PARTITA

Ovviamente i tiri liberi, inevitabile tornarci sopra. I Lakers vincono nonstante una serata da 39% al tiro, con 15 palle perse e Bynum e Gasol che tirano 6/21 dal campo.

Numeri che, in linea di massima, anche solo guardando alla serie con Denver, avrebbero portato alla sconfitta. Ma la capacità di andare a visitare la lunetta per 42 volte (record franchigia nei playoffs) ha dato ai gialloviola la possibilità di ovviare a tanti incovenienti, tra l’altro contribuendo ad abbassare il ritmo della gara, oltre che caricare di falli e logorare anche psicologicamente gli avversari. Insomma, quella che si definirebbe una vittoria d’esperienza.

Capitolo a parte poi per Russell Westbrook che, come dicevano in precedenza, dopo la serie con Dallas e gara 1 contro LA, pare essersi innamorato un pò troppo del suo tiro dalla media distanza, dimenticandosi contemporaneamente delle sue capacità di pentratore. Oggi il tiro non è entrato, ma nonostante questo l’ex UCLA ha continuato a prenderlo, senza avere buoni risultati e senza dare una preoccupazione in più ai Lakers, ai lunghi in particolare.

VERSO GARA 4

Se gara 3 era una partita in cui i Lakers non potevano permettersi di perdere, mentre Oklahoma poteva anche accettare la sconfitta, gara 4, invece, sarà un must win game per entrambe. Los Angeles non può pensare di andare sotto 3-1, con la prospettiva, poi, di dover vincere due volte in trasferta.

I Thunder non vogliono riaprire completamente i giochi, dando, inoltre, parecchia inerzia agli avversari. Assunto ulteriormente complicato dal fatto che si tornerà in campo già questa notte, in un curioso back to back di cui, nei playoffs, non si ha memoria.

Chi recupererà meglio dalle fatiche, indubbie, di gara 3? Oklahoma è stata in partita pur non giocando il proprio basket, ma, d’altro canto, va detto che i Lakers, per la seconda gara consecutiva, hanno portato la gara sugli andamenti da loro preferiti.

Bynum è chiamato a una prova di riscatto, mentre Sessions deve mantenere gli standard mostrati stanotte, ma sull’arco dei 48′, mentre Westbrook, per Oklahoma, deve ricordarsi che gli avversari, per contenere le sue gambe alla dinamite, non hanno nessuno. Occhio, ovviamente dopo una partita come quest’ultima, alla direzione di gara. Difficile che si vedano nuovamente così tanti fischi, cosa che, a naso, dovrebbe dare un vantaggio ai Thunder.

Si torna in campo questa notte alle 4.30, allo Staples Center

 

Post By nikfiumi (62 Posts)

Cestista, baskettaro, appassionato della palla a spicchi, fedele adepto del parquet.
Nato a pane e Danilovic, cresciuto a tarallucci e Ginobili, ho sviluppato col tempo un’insana passione per il basket a stelle e striscie e i Denver Nuggets, aggiungendo poi con calma interesse vivo per Football Americano (San Francisco 49ers) e Baseball (San Francisco Giants). Scrivo per diletto. Parlo a volte, a sproposito, su Radio Playit.

Connect

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

5 thoughts on “I Lakers vincono la gara di tiri liberi e accorciano le distanze

  1. stai per caso insinuando che qualcuno potrebbe avere dei vantaggi ad allungare il più possibile questa serie? XD

  2. Ma anche tutti quei contatti visti sui tiri di Kobe, tutti entrati tra l’altro, non contano?

  3. Non sono mai stato un fan di complotti o cose simili.
    La partita è stata arbitrata male in generale: vedi anche la clamorosa infrazione di campo di KD non fischiata, i 2/3 falli quasi consecutivi di Harden mooooolto dubbi, più tante altre piccole/grandi cose.
    Chiaro che nel finale quel contatto sul rimbalzo offensivo di Durant lascia qualche dubbio.
    Però ecco, non credo ci sia un “piano” per far vincere i Lakers o allungare la serie.

  4. che mentalità che si ha qui in italia porca miseria. decide sempre l’arbitro!

    la partita non l’ho vista, ma i lakers potevano benissimo stare in vantaggio.

  5. Gli arbitri hanno utilizzato lo stesso metro per entrambe le squadre. (magari sbagliato, IMHO i vari Jordan, Drexler, Thomas, che vedevano la gara in TV si saranno spanciati dal ridere visto che qualche anno fa era impensabile vedere fischiare certi contatti, specie ai Playoffs dove l’intensità delle difese cresce non di poco).
    Due spunti interessanti: è la prima partita che finisce punto-a-punto (o giù di lì) che OKC perde in questi Playoffs.
    Sul 95-94 per i Lakers, Durant in entrata, dopo essersi liberato in maniera SUBLIME di Artest, al momento di andare al ferro….scarica su Ibaka. Come detto in telecronaca: se l’avesse fatto Lebron, apriti cielo….

    Intendiamoci, sono un fan di KD che tra l’altro ha già dimostrato le sue capacità di clutch-player, anche di recente, però lì ha proprio sbagliato la decisione e, in quel momento, perso la partita perchè di certo se proseguiva con l’azione personale, anche se non segnava, subiva un contatto che gli fruttava, visto il metro arbitrale della gara, due liberi sicuri.

    Credo che questo sia stato comunque l’acuto dei Lakers nella serie, adesso OKC vince le prossime due e via verso le Finali di Conference.
    Bryant encomiabile, ma Sefolosha su di lui sta facendo un lavoro strepitoso, il Black Mamba non ha un tiro, uno, che non sia contestato.

Commenta