Impressionante l’esordio stagionale di Andrew Bynum…

Dominante.
Se si dovesse descrivere con un solo aggettivo la prestazione di Andrew Bynum nel suo ritorno dopo quasi otto mesi di inattività, causa lockout e squalifica post-gomitata rifilata a Barea, questo sarebbe il termine ideale per farlo.

Si dovesse piuttosto trovare un’azione della partita di ieri con la quale dimostrare il vero impatto avuto dal prodotto di St. Joseph High School sul rendimento della propria squadra, bisognerebbe invece soffermarsi su questa doppia giocata difensiva/offensiva: Timofey Mozgov riceve la palla da Gallinari, si alza per il tiro, ma Bynum lo stoppa perentoriamente; la palla vagante finisce nelle mani di Blake che apre il contropiede e serve un comodo tiro a Bryant, che il 24 però spedisce sul ferro. A rimorchio arriva Bynum, che strappa il rimbalzo e inchioda una schiacciata che vale il +2 Lakers.

Presenza sia in attacco che in difesa era quello che aveva chiesto coach Brown al centrone ventiquattrenne in questi giorni; punti nel pitturato, solidità a rimbalzo ed intensità in difesa è quello che effettivamente ha portato Andrew alla sua squadra.

“I think he can be a double-double guy” aveva detto Mike Brown nel pre partita; 29 punti e 13 rimbalzi, di cui 6 offensivi che hanno permesso ai Lakers di dominare la statistica dei punti provenienti da seconda chance (21-13 in favore dei lacustri), sono stati la risposta sul campo di Bynum, oltre alle 2 stoppate in fase difensiva.

Per rispondere ai tantissimi detrattori di questo giocatore, e a tutti coloro i quali spingevano e spingono tutt’ora affinchè possa realizzarsi il sogno di vedere Dwight Howard in maglia gialloviola, faccio notare come queste cifre, accostabili anche a quelle raccolte nelle due gare di preseason contro i Clippers (20.5 punti ed 11.5 rimbalzi in 32 minuti di media sul campo), siano perfettamente in linea con quelle messe insieme dal Superman di Orlando nelle sue prime apparizioni di quest’anno.

E che quindi, senza alcun bisogno di stravolgere gli equilibri della squadra con trade ai limiti della fantascienza, LA possiede il suo piccolo Howard già in casa; basta fargli sentire la fiducia dell’ambiente, e permettergli di giocare in un sistema offensivo che si adatti alle sue capacità.

Ora, la domanda più scontata e lecita potrebbe essere la seguente: può Andrew continuare su questi standard, dopo che nei suoi primi anni nella Lega ha dimostrato di non avere la tenuta fisica adeguata per competere costantemente con i più grandi centri del panorama NBA?

Citando Andre Khatchaturian, columnist per Bleacher Report, una delle risposte più plausibili potrebbe essere: “Perchè no? Adesso è sano”

Se infatti, come dimostrato nelle sue tre uscite stagionali, lo stato di salute gli permetterà di rimanere in campo con costanza, non vedo quali ostacoli possa trovare Bynum per continuare ad avere questi numeri lungo tutta l’annata.

Le sue capacità tecniche sono a mio parere molto sottovalutate (si conti anche che il ragazzo ha passato gli ultimi anni sotto la supervisione di uno dei centri più forti mai visti su un campo da basket, Kareem Abdul-Jabbar), e non mi sorprenderei nel vedere il nome di Andrew all’interno delle discussioni per le convocazioni all’All Star Game, magari già a partire da quest’anno.

Il ragazzo ha infatti tutto per competere a grandi livelli: tempismo in difesa, presenza fisica, ottimo gioco in post basso, reattività a rimbalzo e, andato migliorando di anno in anno, grande uso dei piedi nei movimenti vicino a canestro.

Ben tre delle prime quattro conclusioni mandate a segno nell’apparizione di ieri contro Denver, hanno visto Bynum in situazioni di gioco spalle a canestro, nelle condizioni di dover scegliere quale piede perno usare.

L’ottimo gioco di piedi, assieme al corretto uso delle spalle e delle braccia, hanno permesso al numero 17 di arrivare a tre tiri differenti l’uno dall’altro: nel primo caso, un semplice appoggio a canestro, dopo aver completamente aggirato la difesa di Mozgov; nel secondo, un semigancio destro dopo aver confuso il russo con un movimento di spalle; nell’ultimo, un tiro in allontanamento dalla posizione di post-basso sinistro.

Fattore comune delle tre situazioni, l’ottimo movimento di piedi, che gli permette di confondere il diretto avversario, aggirandolo ed arrivando così ad una conclusione a più alta percentuale.

Cosa potrà dare in più alla sua squadra questo Bynum?
Non ci è dato ancora saperlo, ma qualcosa possiamo comunque cominciare ad immaginarcelo: maggiore stazza fisica sotto le plance sia in fase offensiva che difensiva sicuramente, permettendo a Gasol di agire da quattro più lontano da canestro e  favorendone così il suo stile di gioco, più “fine” rispetto a quello più “duro” e “sporco” di Bynum; non che Pau non sappia giocare fisicamente, ma è risaputa la sua predilezione per il gioco da esterno, da ala grande, rispetto al lavoro sporco del numero cinque.

Andrew andrà quindi a completare il frontcourt dei Lakers, che potrà così vantare Gasol e, appunto, Bynum come titolari, con Troy Murphy e Josh McRoberts come backups pronti a subentrare dalla panchina, con quest’ultimo, in particolar modo, che grazie alla sua versatilità (può essere utilizzato sia da PF che da centro) e alla sua energia, potrà dare una grossa mano alla causa gialloviola lungo tutto l’arco della stagione.

Bynum, infine, potrà essere certamente un fattore nel sistema difensivo di coach Brown, il quale andrà a sfuttare la sua capacità di disturbare i pick-and-roll avversari e di tornare immediatamente a difendere sul bloccante per rallentare le azioni avversarie, oltre che le sue abilità nelle stoppate.

Se è vero che la difesa dei Lakers è riuscita a limitare squadre come i Knicks (95.0 punti di media) e i Nuggets (105.75 punti di media), ovvero due delle macinatrici di gioco offensivo più letali dell’intera NBA, la presenza sul parquet di uno come lui può solo che migliorare l’efficienza nella propria metà campo della squadra, andando ad incastrarsi perfettamente nei meccanismi previsti da Mike Brown.

Staremo a vedere quale sarà l’effettivo impatto che il centro avrà sui Lakers, nella speranza di poterlo vedere sano tutto l’anno. Intanto però, almeno per una notte, i tifosi gialloviola si sono dimenticati delle giocate di Shaquille O’Neal e del sogno chiamato Dwight Howard.

Post By EmilianoT (53 Posts)

Appassionato di basket americano e di calcio, soprattutto quello inglese da qualche tempo, è laureato triennale in Scienze Politiche presso la LUISS di Roma e studia Marketing presso lo stesso ateneo. Gioca agonisticamente a basket. Conta diverse collaborazioni sul web come redattore sportivo, specializzato in basket NBA. E’ regolarmente iscritto all’ODG del Lazio come pubblicista.

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6 thoughts on “Andrew Bynum, l’arma in più nell’arsenale dei Lakers

  1. Beh certo LA ha trovato un centro che può essere un gran bel punto di riferimento per l’attacco interno dei gialloviola. Purtroppo per loro però la problematica infortuni di Bynum non può essere certo dimenticata, la sua stazza così possente e la sua mobilità sono causa degli innumerevoli infortuni che già negli anni passati hanno portato i Lakers ad affrontare lunghi periodi di difficoltà senza un vero numero 5, anche perchè Gasol non può considerarsi tale in America. Altro problema è la continuità, i Lakers hanno giocato solo 6 partite e Bynum due di esse, può veramente essere continuo o il rendimento risulterà altalenante? Ce lo sapremo ridire tra 20 partite.

    Ale

  2. …il Gm dei Lakers ha tutto il tempo per vedere cosa combina Bynum…prima della chiusura del mercato valuteranno se è il caso di inseguire Howard o Deron Williams (scambiando quindi Gasol)…

  3. Ho visto sia la partita dell’altro ieri notte che quella di ieri… Che giocatore sta diventando Bynum!
    Come dici tu nell’articolo ciò che colpisce è la proprietà di mezzi tecnici: anche se Howard gli è ancora superiore nel complesso, Andrew secondo me ha un maggior potenziale tecnico, dovuto anche grazie agli insegnamenti di Jabbar, che qualche movimento lo sapeva fare…
    Sta diventando (o meglio è già diventato) un fattore a rimbalzo e una costante in attacco. Basta vedere la frequenza con cui Brown chiama i giochi in post appositamente per lui.
    Se sta bene, io che comunque adoro DH12 non stravolgerei la squadra per prenderlo e rimarrei con il 17 gialloviola…

  4. bè, però non penso che i tifosi dei lakers volessero lo scambio puramente per motivi tecnici, o di difesa, quanto per via del fatto che bynum, pur essendo un centro fortissimo, tra i primi 5 della lega sicuramente, non lo può essere per 80 partite all’anno + playoff, questo è stato il suo vero limite finora. e quando punti a “tutto o niente” come fanno i lakers, non puoi vivacchiare che un giocatore forte, ma che sul più bello si rompe, ogni anno… per il resto non si discute nulla, è dominante, anche perchè molto alto, howard se non sbaglio si ferma ai “canonici” (beato lui…) 2.10, forse neanche quelli, mentre bynum va sui 2.15, e qualche cm in più, nelle finals nba, fanno sempre bene…
    un dubbio: ma il movimento di “svitamento” che usa spessissimo bynum, visto più volte anche nei video qui sopra, se fatto “uncinando” col gomito l’avversario non è fallo in attacco? perchè se è così gli togli un bel pò di opzioni offensive, tecnicamente mi sembra così, ma se non gliele hanno fischiate, effettivamente… chiedo conferma a chi ne sa (sicuramente) più di me…
    ciao e complimenti!!!

  5. Se rimane sano i LAL sono una contender non solo perchè c’è Bryant, sono una contender di nome e di fatto. Bynum da ASG senza discutere. Per quanto mi piaccia Howard, il buon centrone dei Lakers tecnicamente è di un altro pianeta

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