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Sono bastati pochi minuti in campo per rendere Ricky Rubio il beniamino numero uno dei tifosi di Minneapolis

Il Caos regna sovrano a Minesota: tutto merito di David Kahn. Il General Manager dei Wolves non ha mai dato l’impressione di avere le idee ben chiare su cosa fare, ne tanto meno su chi puntare dei suoi giocatori.

L’addio di Kevin Garnett nell’ormai lontana stagione 2007-2008 ha reso la franchigia della Northwest Division una delle squadre cuscinetto della lega e sotto l’attenta guida del GM Kevin McHale sembrava che la squadra avesse gettato le basi per una ricostruzione interessante grazie all’arrivo di giocatori giovani e dall’avvenire quasi garantito, ma l’arrivo di Kahn ha scombinato i piani.

Il cinquantenne di Portland non ha saputo valorizzare i giocatori che aveva a roster cambiando la squadra ogni qualvolta gli si presentasse l’occasione. I risultati si sono subito visti e i Timberwolves hanno chiuso le ultime due stagioni regolari con rispettivamente 15 e 17 vittorie.

Quest’anno però sembrano intenzionati ad iniziare una vera e propria ricostruzione e, per quanto possibile, la dirigenza ha fatto le cose in grande per ripartire con un nuovo e ambizioso progetto, ma anche qui ci sono alcune note stonate che mettono sempre di più in evidenza il brutto lavoro svolto da Kahn.

La chiave della stagione dei “Lupi” del Minnesota passa necessariamente da Rick Adelman (rilasciato dai Rockets e corteggiato anche dai Lakers), una delle poche scelte con cui concordare con l’attuale GM.

Si tratta infatti un grandissimo allenatore che, pur non avendo mai vinto un titolo NBA, ha guidato i Blazers alla finale del ’92 e un decennio più tardi i Kings fino al tempo supplementare di gara 7 delle finali di Conference contro i Lakers i Shaq e Kobe. Con 945 partite vinte in carriera è nella Top 10 degli allenatori più vincenti ogni epoca che più di una volta a saputo portare in alto squadre buone, ma non eccezionali. L’ex Kings avrà fra le mani una squadra giovane e talentuosa che con ogni probabilità farà dell’atleticità e dell’incoscienza i suoi punti di forza.

Kahn successivamente però non ha saputo resistere alla tentazione di dimostrarsi un General Manager di scarsissimo valore mettendo su una squadra affollata in alcuni reparti e completamente scoperta in altri.

Lo spot di playmaker se lo contenderanno ben tre giocatori: Luke Ridnour, Ricky Rubio e JJ Barea. Per ora il primo è sempre stato il play titolare nelle partite di stagione regolare disputate anche se per il trentenne dell’Idaho non è da escludere un utilizzo partendo dalla panchina per far valere le sue doti da tiratore, 44% da 3 nell’ultima stagione.

Il suo posto in quintetto potrebbe venire ben presto occupato da Ricky Rubio: il rookie spagnolo scalpita e dopo due anni di attesa, 5° scelta assoluta al draft 2009, attraversa l’oceano per cercare di risollevare le sorti della franchigia nonostante il suo ultimo anno europeo che è stato abbastanza difficile e molto al di sotto delle aspettative. Rubio potrebbe essere uno dei punti di svolta nella stagione dei T’Wolves, con le sue doti di grande passatore e di ottimo difensore.

Oltre a Rubio il vero colpo è stato J.J. Barea. Il portoricano, fresco di anello conquistato con Dallas, arriva a Minneapolis con la consapevolezza di essere uno dei punti di forza della squadra e venendo dalla panchina potrà mettere in mostra il gioco in pick and roll e le sue taglienti penetrazioni che hanno fatto impazzire Miami nelle scorse Finals.

Due i punti interrogativi: Barea merita il quadriennale da 19 milioni? Potranno convivere i tre playmaker?

Alla prima domanda si può rispondere riportando alla memoria la serie contro Portland e le Finals disputate da Barea anche se forse è ancora troppo poco per uno stipendio cosi generoso. La risposta alla seconda domanda ce la dovrà dare Adelman magari inserendo in alcuni tratti di partita anche un quintetto con due playmaker.

Se nel ruolo di play c’è abbondanza di uomini e di talento stessa cosa non si può dire per le guardie a disposizione di Adelman. I “Lupi” dovranno fondamentalmente fare affidamento sulle prestazioni di Wesley Johnson come titolare. Il prodotto di Syracuse nella scorsa stagione non ha brillato ed è stato molto discontinuo pagando un pò l’inesperienza.

Dalla panchina uscirà uno fra Ellington e Webster, specialisti che possono portare il loro contributo. Oltre a loro fino a qualche tempo fà a roster come guardia figurava anche Bonzi Wells che però è stato rilasciato prima che potesse combinare qualche danno, non tanto per quanto riguarda il gioco visto che con Adelman ha vissuto stagioni entusiasmanti, piuttosto per il rapporto che poteva instaurare con i compagni dato che in spogliatoio figurano soggetti come Michael Beasley e Darko Milicic!

Proprio l’ala ex Heat è uno dei punti fermi della rifondazione dei T’Wolves. I suoi problemi caratteriali si contrappongono alle sue grandi doti di realizzatore che fanno di lui la croce e delizia della squadra. Beasley a tratti può essere dominante grazie alle sue grandi qualità di saltatore e di realizzatore, ma è troppo instabile mentalmente e questo a volte può essere deleterio per la sua squadra.

Toccherà ancora una volta a Rick Adelman fargli cambiare registro e cercare di responsabilizzarlo. Nel caso non dovesse riuscire nell’impresa l’ex coach di Houston può contare sull’apporto di Randolph ma soprattutto può utilizzare a tratti Derrick Williams da tre.

Il rookie di Arizona, seconda scelta assoluta al draft di Giugno, nasce come una ala forte, ruolo in cui è coperto da Love, anche se è indubbiamente troppo piccolo per giocarsela con i pari ruolo in NBA, per questo Adelman sarà quasi sicuramente costretto a farlo giocare come ala piccola, nonostante manchi di un pizzico di atleticità, esaltandone le doti nel gioco in post.

La stella della squadra è senza dubbio Kevin Love. Il numero 42 fa coppia sotto canestro con il serbo Milicic, anche se il rendimento dei due è molto diverso: Love garantisce solidità a rimbalzo e doti offensive ottime a cui sta cercando di aggiungere un più che discreto tiro dalla lunga. Per quanto riguarda il serbo invece le prestazioni sono ancora altalenanti e il suo comportamento fuori dal campo spesso è fuori dalle righe.

Oltre a loro Adelman sotto le plance dovrà fare affidamento su Nikola Pekovic e Brad Miller. Il primo in cerca di un identità, giocatore molto fisico ma nulla di più, mentre il secondo è un pretoriano di Adelman che se lo porta sempre dietro che dovrebbe garantire minuti di qualità soprattutto in fase difensiva.

Nonostante l’arrivo di Adelman, che dovrà fare un gran lavoro per trovare un alchimia di squadra, parlare di Playoff per questa squadra, almeno per quest’anno, è sicuramente un azzardo, ma Minnesota, dopo troppi anni bui, ha finalmente iniziato un progetto coerente per risalire la china.

Il talento di certo non manca, i giocatori chiave sono giovani e nessuno ha il contratto in scadenza, la piazza, non essendo tra le più prestigiose, è disposta ad accettare ancora qualche anno in purgatorio. Si prospetta quindi un’altra stagione da lotteria, ma con molte più soddisfazioni rispetto alle ultime due disastrose annate.

Post By Giacomo R. (7 Posts)

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10 thoughts on “La ricostruzione di Minnesota

  1. Essendo un tifoso dei Vikings ho anche simpatizzato per i Timberwolves.
    Quest’anno con l’arrivo di Rubio sono molto più curioso di seguire la loro stagione: Rubio sarà un grande giocatore di questa Nba!
    Volevo ricordare però
    che Adelman ha portato Portland a 2 finali, anche a quella del ’90 persa con i Pistons….

  2. da tifoso (già da un pò di anni) di Minniemi son fatto tante risate leggendo sto articolo,sembra che McHale era un fenomeno di GM e invece sambiò KG ai Celtics solo per fare il favore all amico Ainge quando poteva prendere Bynum e Odom dai Lakers,l unica cosa decente fu lo scambio Mayo-Love che ci ha portato in dono un all-star,che però mi smebra non sarà mai la prima punta di una squadra che punta al titolo,è comunque un giocatore spaventosamente efficace…lo spunto su Milicic è esilerante “i suoi comportamenti fuori dal campo spsso fuori dalle righe”: ma dove?cosa ha mai fatto da quando è stato firmato dai Wolves?? E’ un giocatore che non ha mai realizzato le aspettative altissime su di lui,resta comunque un ottimo difensore,il migliore in squadra tra i lunghi e l anno scorso quinto in NBA per stoppate,lo stipendio è sui 4-5 mln a stagione,cioè uno stipendio da 5 di riserva normalmente,se Adelman lo usa bene potrebbe farlo rendere anche di più,Beasleyd accordo è proprio un cojonazzo,fa quello che vuole,si mette nei guai ok,l autore dell articolo secondo me su Milicic non sapeva proprio che scrivere..comunque sempre forza Wolves!

  3. Tutto questo venirsi nelle mutande parlando di rubio proprio non lo capisco, ha fatto un assist sotto le gambe di Dirk e sembra il dio del basket

    • Dove hai letto che è il Dio del Basket
      ma soprattutto…hai visto le altre partite di Rubio?

  4. L’articolo lascia intendere difficoltà. Mancanze nel roster e lottery (giusto per David Kahn e interrogativo lo spot 2) ma allo stesso tempo mette in evidenza, forse non volendo, tutte le potenzialità di questa franchigia.

    1- Rubio, Barea, Ridnour (lo spagnolo lascia intravedere cose interessanti e Barea ha dimostrato che al momento giusto può rimanere veramente utile). Meglio avere di questi “problemi” che non averli.

    2- W. Johnson, Webster(2-3 sempre infortuni), Ellington

    3- M. Beasley(3-4), D. Williams

    4- Love, A. Randolph(3-4), Tolliver

    5 Milicic, Miller, Pekovic

    Ciliegina sulla torta Adelman.

    M.Beasley: solito discorso. Testa matta ma potenzialità. Personalmente lo scorso anno mai mi sarei aspettato che potesse ricoprire lo spot 3 e l’ha fatto veramente oltre ogni personale aspettativa. Ad oggi può ricoprire tranquillamente due spot ad alti livelli. Adelman è nel Minnesota da poco, se riesce a “calmarlo” e tirargli fuori tutte le sue effettive potenzialità questo è un atleta che può far parlare tranquillamente di lui ad alti livelli.

    C’è chi dice che dal Caos si trovano gli equilibri. Personalmente non saprei, ma su una cosa punterei sicuramente. Tranquillizzare Kahn e dare carta bianca a Adelman. Se Rubio risponde alle aspettative, Beasley dimostra tutte le sue potenzialità potendo contare su uno spot 5 con chili rimbalzi e punti, un Love che ha ripreso da dove aveva lasciato, un Barea pronto ed innesti interessanti già quest’anno, ma sicuramente per il futuro con i giusti accorgimenti, possono far parlare di loro.

    Oggi sono a 57 ml. Il prossimo a 39,7 con tutti sotto contratto tranne Tolliver (Beasley e Randolph alla fine della stagione hanno una Qualifying offer e Webster una team Option….sperando di non essermi sbagliato). Hanno dalla loro tempo, atleti e salary per poter fare i giusti accorgimenti e pensare allo spot 2. Fossi in loro lascerei da parte il caos e penserei alla tranquillità.

    Forse nel Minnesota non cambierà nulla, ma sicuramente hanno tra le loro mani qualcosa che potrebbe diventare un interessante progetto, partendo dal loro Coach.

    Concordo con Zotal su Milicic e “interessante” in discorso KG (ma passato).

    -“avrà fra le mani una squadra giovane e talentuosa che con ogni probabilità farà dell’atleticità e dell’incoscienza i suoi punti di forza”. Intanto che Adelman si prende il suo giusto tempo un pò di “incoscienza” non guasta.
    -“ma Minnesota, dopo troppi anni bui, ha finalmente iniziato un progetto coerente per risalire la china”.
    -“Il talento di certo non manca, i giocatori chiave sono giovani e nessuno ha il contratto in scadenza, la piazza, non essendo tra le più prestigiose, è disposta ad accettare ancora qualche anno in purgatorio”.

    Sui discorsi P.o. sono curioso.

    Complimenti.

    • quello che dici è condivisibile,occhio comunque che Kahn dopo quest anno potrebbe benissimo non essere pù il GM visto che il suo contratto scade,in ogni caso hanno assunto il figlio di Adelman come aiuto-GM,questo fa capire che in pratica Adelman ha un potere decisionale molto pesante anche sul roster,appare chiaro che Kahn è stato deresponsabilizzato di molto dopo questa off-season..in ogni caso serve come il pane un 2 buono che si sappia creare un tiro dal palleggio,quest estate saranno restricted fa sia Love,Beasley e Randolph e non credo che tutti e 3 verranno rinnovati,Kevin Love ha la priorità assoluta,per gli altri 2 si vedrà,io spero in una trade a breve per una guardia appunto e magari scaricare qualche lungo che ora come ora sono in aondanza e non ci sono minuti per tutti…

  5. come detto in altre occasioni in questo sito parlando dei Twolves vedo una stagione tra le prime otto per loro solo se da qui alla dead line riusciranno a scambiare qualcuno (Ridnour, Beasley?) per una guardia tiratrice da 15-20 punti (un Kevin Martin per esempio) e Williams trova subito le misure della nuova realtà professionistica. La guardia sarebbe il colpo che farebbe quadrare una squadra che ha un immenso potenziale e che può apprifittare di questa stagione corta ed anomala per giocarsi un primo turno ai play off.

  6. Beh quello che dici su Kahn e Adelman (non tifo Minnesota come nessuna franchigia Nba quindi “perdo” molte notizie) non fà che avvalorare il mio pensiero e, credo, la vostra speranza.
    E’ vero quanto dici su Love che và in scadenza. Da fonte hoopshype nel 2013/14 scendete a 14,677 avendo sotto contratto Rubio,Barea,Milicic,Williams,Johnson,Ridnour,Elligton,Hayward. Quindi spazio per muoversi e rifirmare con attenzione senza “ingolfarsi” c’è. Personalmente mi piace Randolph (che seguivo dai tempi Warriors) e sono molto curioso di Beasley. Sicuramente sarà il classico buco nell’acqua, ma se Adelman riesce a tirargli fuori il suo basket questo è un atleta dalle vere potenzialità e da rifirmare. A breve potrebbe “uscire” una trade per un 2 come riporti. Materiale per muoversi c’è ma scaricare uno di quei 3 centri non sarei sicuro. Sai, di norma nella NBA un 2 con certe caratteristiche esce fuori. Una batteria di lunghi come la vostra non è male. L’importante e non correre. Il tempo e il salary c’è per fare bene.
    Minnesota è da seguire e rimango curioso per questi p.o.

  7. Così parlò Milicic dopo un Serbia-Grecia:

    – Darko Milicic, nonostante la sconfitta complimenti … prime impressioni ?
    Questi due … no tre orrende teste di mer##, queste fichette di arbitri figli di putt### ci hanno rubato la vittoria, ecco cosa e’ successo. Figli di putt###, fichette succhia caz##.
    Quelle teste di mer## si credono importanti qui, teste di caz##. Andro’ da tutti loro tre e scopero’ le loro madri nelle loro fig## marce. Ecco quello che faro’. Froci e finocchi tutti e tre ! (arbitri) Gli fottero’ la sua madre italiana, bastarda italiana, la scopero’ nella sua fi## italiana. Ecco cosa devo dire.

    – Darko, ti prego calmati … dai … impressioni riguardo la partita.
    No, questa testa di mer## puo’ succhiarmi il caz##. Scrivilo pure sul giornale… tutti e tre, prima uno, poi l’altro ed infine il terzo mi succhieranno il caz##. Non me ne frega un caz## di chi siano.

    – Partita combattuta …
    Quale combattuta ? questa fighetta figlio di tro## non ha fermato la partita a noi, si e’ cagato addosso, froc##. Gli scopero’ sua madre nella bocca … E se ha una figlia piccola mi scopero a sangue anche lei

    – Questa prestazione di squadra vi ha ridato fiducia in voi stessi ?
    Noi abbiamo fiducia, abbiamo lottato come matti, sono completamente a pezzi … poi questi arbitri ce l’hanno rubata come fossimo una massa di mer## …

    – Darko, per favore … non dire nient’altro.

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