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NBA Lockout: i (non) decertificati – Seconda parte

Dopo le lunghe e necessarie premesse contenute nella prima parte di questo articolo, è il momento di passare alla valutazione di situazione e conseguenze dal punto di vista legale.

Fissiamo nuovamente alcuni concetti, comunque già presenti e declinati nella suddetta prima parte.
Nel nostro caso il datore di lavoro (NBA) contratta con i dipendenti non a livello individuale, ma collettivo. In situazioni di questo tipo viene istituita una Trade Union (l’Associazione Giocatori), che si fa carico di rappresentare direttamente i dipendenti stessi e tutelarne i diritti in sede di trattativa.
L’accordo raggiunto è appunto collettivo (CBA) ed essendo firmato dalle due parti tutto ciò che vi è contenuto è ritenuto legale. Si è nel campo del labor law.

Se i termini dell’accordo con il passare del tempo non vengono più ritenuti soddisfacenti o in caso di difficoltà in sede di rinnovo del contratto collettivo (come sta succedendo adesso) i dipendenti hanno la possibilità di scegliere di smettere di affidarsi ad una Trade Union; così facendo si perde il peso contrattuale di una collettività di dipendenti, ma aumenta in linea teorica la tutela offerta dalla legge.

La decertificazione rappresenta uno scioglimento dal basso della Trade Union di riferimento, il disclaimer of interest rappresenta uno scioglimento dall’alto. In entrambi i casi il risultato è la cessazione del regime di labor law, che richiede la presenza contemporanea delle due entità “collettive”, ovvero datore di lavoro e Trade Union.

Si entra quindi nel campo dell’antitrust law, alla luce della quale alcune delle norme considerate “normali” in un accordo collettivo possono essere messe in discussione. I dipendenti contrattano a livello individuale con il datore di lavoro e possono avvalersi della consulenza e dei servizi di una Trade Association, le cui funzioni sono spiegate nella lettera che Hunter e Fisher hanno inviato ai giocatori per spiegare la scelta di avvalersi del disclaimer of interest.

Dunque…

E’ evidente che nel caso del lockout NBA la fu Associazione Giocatori sia stata sciolta perché si è ritenuto (correttamente) che rimanendo nell’ambito del labor law il potere in sede di trattativa come più volte detto sarebbe stato (ed è effettivamente stato) esclusiva dei proprietari.

L’accordo non è stato trovato perché le concessioni di ciascuna delle due parti non sono state sufficienti ad accontentare le richieste dell’altra; l’unica alternativa alla “sconfitta” è la ricerca di un motivo per far abbassare le pretese altrui; l’unico motivo per cui i proprietari possano arrivare a proporre un’offerta migliore ai giocatori è che abbiano qualcosa da perdere.
La normativa antitrust offre questa possibilità: in caso di sentenza favorevole infatti il dipendente ha diritto a un risarcimento da parte del datore di lavoro pari al triplo del danno subito.

Per rendere l’idea: il totale degli stipendi che i giocatori non percepiranno nel caso di stagione saltata in toto è pari a circa 2 miliardi di dollari; una sentenza favorevole a questi ultimi costringerebbe i proprietari a pagare 6 miliardi (200 milioni l’uno). Se si dovesse arrivare a una sentenza in tempi più brevi il treble damage potrebbe equivalere a un paio di miliardi.

Il concetto quindi è: cercare una ragione per portare l’NBA e i proprietari davanti a un tribunale antitrust, possibilmente con possibilità di sentenza favorevole.

Detto di Hunter, non è un caso quindi che anche le altre due “teste” della neonata NBTA siano avvocati: Jeffrey Kessler e David Boies.
Kessler è nome ormai noto a chi ha seguito le vicende del lockout, essendo stato protagonista sin dall’inizio… anche con uscite molto poco diplomatiche.

Boies invece è una new entry: uno dei migliori legali in materia antitrust degli States, come anticipato ieri si è in passato occupato anche di sport professionistici, uscendone vincitore… anche se dall’altra parte della barricata.

Ed è lui, proprio in virtù del proprio curriculum, ad aver preparato le due cause che i giocatori hanno inoltrato a due dei tribunali federali storicamente più liberali e quindi pro-dipendenti: a Minneapolis i firmatari sono stati Caron Butler, Ben Gordon, Anthony Tolliver e Derrick Williams (qui il documento), mentre a Oakland (già spostata su San Francisco) Kevin Durant, Chauncey Billups, Carmelo Anthony, Leon Powe e Kawhi Leonard; non a caso formazioni eterogenee, con rookies, veterani e stelle, per poter rappresentare al meglio le varie anime dell’ex NBPA.

Dal momento che una class-action volta a chiedere l’annullamento di molti dei concetti tipici di un salary cap (solito esempio: le limitazioni massime per i salari dei giocatori in base a anni di permanenza nella lega, contratto precedente, stagioni di militanza nella stessa sqaudra, etc.) avrebbe come probabilissima risposta da parte dell’NBA l’annullamento di tutti i contratti, misura probabilmente legittima perché firmati in regime collettivo, è stato necessario trovare un’altra formula che evidenziasse un abuso di posizione dominante.

Ecco quindi l’accusa: illegal group boycott. Ovvero predeterminazione, responsabilità unica ed in sostanza illegalità della situazione venutasi a creare, un lockout che mette a rischio la stagione (qui e qui per maggiori info).

Proprio come successo nel caso dell’NFL, anche se questa è un’altra storia (per chi fosse interessato, si vedano gli ultimi 5 punti di questo illuminante articolo).

Ma…

In previsione dello scioglimento dell’Associazione Giocatori ai fini di ottenere leverage contrattuale, già a inizio agosto l’NBA si era preventivamente cautelata presso il tribunale di New York (storicamente amico dei datori di lavoro e dell’NBA stessa in particolare) alla ricerca di una sentenza che affermasse la legalità del lockout anche secondo le norme antitrust e che portasse a invalidare un’eventuale disclaimer of interest per “sham” negotiation tactics, cioè… ciò che è in realtà, un mero “cambiamento di ragione sociale” per spostare l’equilibrio delle trattative. E in questo senso il fatto che Hunter sia ancora a capo dell’NBTA, con tanto di stipendio, non aiuta a vederla in modo differente.

Prima ancora di avere un verdetto sul merito della questione, c’è quindi la possibilità che il suddetto tribunale obblighi la ri-costituzione dell’NBPA, con conseguenti e ulteriori perdite di tempo prezioso… e qui subentrano le già citate colpe di Hunter.
Innanzitutto per le tempistiche, troppo strette: le date fissate per le udienze sono rispettivamente 29 febbraio per il Minnesota e 9 marzo per la California. Assolutamente troppo tardi per pensare di salvare la stagione, anche se si farà il possibile per anticipare.

La scelta del disclaimer of interest a discapito di una decertificazione contro cui la lega si era mossa comunque, ma che evidentemente in quanto “dal basso” avrebbe avuto ben altro peso e quasi nulle possibilità di essere bloccata dalle accuse di “sham”.

E anche l’aver ignorato, oltre ai consigli di chi il lockout l’ha vissuto e ne è uscito in pezzi più o meno grossi (NFL 2010 e NHL 2004/05), proprio l’esempio dell’NFL di cui sopra, che pur non assicurando nulla in alcun senso è abbastanza chiaro: disclaimer del NFLPA, causa in Minnesota… spostata a New York e persa, anche se con modalità non così semplici.

Dopo la possibilità di blocco di tutta la procedura subentra quindi il secondo grosso ostacolo per le ambizioni dei giocatori: data la provenienza delle parti in causa, il precedente suddetto e la difesa preventiva attuata dall’NBA è probabile che le due cause vengano spostate “in casa” dei proprietari, con esito più facilmente catastrofico per i giocatori. O perlomeno con ulteriore perdita di tempo, che già manca, per capire di chi sia la competenza.

Insomma, come si vede situazione estremamente complessa e nebulosa, che probabilmente nessuna delle due parti è disposta ad affrontare fino in fondo.

La domanda però è: chi cederà per primo? Chi rivederà le proprie posizioni per paura delle conseguenze legali?
I proprietari hanno da perdere fino a 6 miliardi di dollari, i giocatori rischiano di andare incontro a un contratto collettivo ben peggiore di quello rifiutato.
E ciò succederà in tempo (quantificabile in un mese a partire da oggi come più volte ricordato) per avere una stagione?
Chi è il riferimento tra i giocatori per rimettere in piedi una trattativa? Hunter, Kessler o Boies?
Potranno dei nomi nuovi (si pensava ad esempio a Jerry Colangelo per i proprietari, magari con controparte proprio Boies) farsi carico delle trattative con il vantaggio di avere la mente sgombra dal rancore verso la controparte?

Molto difficilmente si avranno aggiornamenti di qualsiasi tipo prima di fine mese (settimana prossima negli States si festeggia il Thanksgiving)… e come sempre l’ottimismo resta vivamente sconsigliato.

Post By Fazz (21 Posts)

Redattore e (tra molte virgolette) speaker radiofonico per playitusa.com e radio.playitusa.com Mi trovate su Facebook (http://www.facebook.com/Fazzettino), su Twitter (http://twitter.com/Fazzettino)...e tutti i lunedì con Ball Don't Lie (http://radio.playitusa.com/?cat=8), il podcast NBA in italiano

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32 thoughts on “NBA Lockout: i (non) decertificati – Seconda parte”

  1. Articolo impeccabile, come al solito.

    Volevo solo aggiungere un altro spunto di discussione: i proprietari IN TEORIA hanno da perdere 6 miliardi di dollari.

    IN REALTA’, se anche i giocatori dovessero andare fino in fondo con la causa, e se anche l’esito della causa fosse un successo su tutta la linea, con condanne pesanti per le franchigie NBA (e sono due SE belli grossi), queste ultime avrebbero sempre un’ultima opzione: chiudere bottega.

    A fronte di una condanna da 6 miliardi e fischia, infatti, l’NBA non potrebbe che dichiarare fallimento, perché nessuno al mondo ha a disposizione una disponibilità finanziaria del genere: altro che inverno nucleare, si chiude baracca e burattini e buonanotte a tutti.

    Quindi, di fatto, la causa che i giocatori stanno intentando è SOLO ED UNICAMENTE un vluff, non ha alcuna valenza reale: se perdono, si ritroveranno ad accettare un accordo collettivo molto peggiore di quello che hanno respinto la settimana scorsa. se vincono, non possono comunque sfruttare quella sentenza se non sedendosi di nuovo attorno ad un tavolo e contrattando con gli owners, perché applicare la sentenza significherebbe perdere tutto.

    1. Esattamente Maestro Fleccio…
      Ma non lo si dica ai giocatori, che magari son lì che gongolano sperando di vedere Sarver (che tanto li avrà nascosti sotto al materasso) e GIlbert sotto un ponte…

  2. La causa non può essere che un bluff, Hunter e Stern sono da biasimare
    Sono convinto che la maggior parte dei giocatori avrebbe accettato l’accordo proposto pur di giocare e riaprire il circo, per quanto possano sembrare scimmie decelebrate è impossibile che non si rendano conto che non ci sono alternative neanche lontanamente paragonabili all’Nba
    e soprattutto qualcuno gli dica che qui da noi non ci sono i soldi e non c’è lavoro per tutti, forse solo per Kobe e pochi altri (preferibilmente europei) il 90% se ne stà a casa e senza lavoro e comunque non resisterebbe un mese

    1. Concordo al 100% con il punto di vista, ma non sono così convinto che ci fosse la maggioranza.
      Che si sappia con certezza solo una ventina di giocatori si sono dimostrati davvero pronti ad accettare: Scola, Battier, Kevin Martin, Glen Davis, la maggior parte dei Magic (v. dichiarazioni di Duhon di lunedì pomeriggio), pochi altri.

      Sicuramente non sono tutti qui, sicuramente quasi tutti gli Internationals (poco meno di un centinaio se non ricordo male) inizierebbero domani, ma 250 fatico comunque a vederli, altrimenti difficilmente si spiega come i 30 rappresentanti (sì, anche Duhon… MAH) abbiano votato all’unanimità per il disclaimer of interest.
      Ok, c’è da mettere in conto che tanti ancora oggi non sanno di cosa si stia parlando, ma tant’è…

  3. Fazz illuminante come sempre! I complimenti per i tuoi articoli non sono mai abbastanza…

  4. voci parlano di un tentativo di salvare la stagione per natale, che come si sa e’ una fonte di reddito pazzesca per le tv con i christmas match. Saltando le partite fino a gennaio vorrebbe dire anche come ridotti introiti televisivi oltre ai mancati incassi al botteghino perdite fino a 2 miliardi di dollari per gli owners, quindi le due parti devono muoversi se vogliono salvare qualcosa…

  5. La stagione partirà. Non ci sono dubbi. Per Natale ci siederemo sui nostri divani per vedere Nowiztki contro Wade/James. Ne sono certo.

    6 mld di perdite, fallimento della NBA, contratto collettivo peggiore dell’ultimo, gente a casa per un anno, tempi semi biblici per risolvere il contenzioso, tribunali amici/nemici, etc….

    Ora non ricordo da quando la partita di Natale (diventate 3) sia stata messa in calendario ma se non sbaglio non c’era nel 1999. In tempi di crisi è uno dei pochi eventi che sponsor, lega, e giocatori non possono perdere.

    Se pensiamo anche al numero di gare perse, owners (in buona parte) e i giocatori hanno tutto da perdere.

    Fare a chi ce l’ha più lungo è insensato. Tutto questo circo è una bolla di sapone. Partiranno. Evidentemente sono troppo fiducioso ma non vedo come possano farsi del male (tutti).

    1. Logica e buonsenso sono una terribile trappola, ma il sospetto che abbiano nulla a che fare con tutto ciò che sta succedendo è sempre più fondato…

    2. Ti sbagli. Le partite di Natale sono una tradizione in NBA da almeno gli anni ’70….hanno sempre giocato a Natale.

      Per esempio, quando c’è stato l’ultimo lockout nel 1998 (che durò fino al 6 gennaio 1999) le partite di Natale vennero sacrificate.

  6. hanno dimostrato di essere autolesionisti MA FINO A CHE PUNTO???????????????????????

  7. Ricordiamoci che c’era sempre lo “schiavista” Stern quando l’NBA era l’hip-hop league e l’NBA e’ diventata la lega americana con lo stipendio medio piu’ alto… oggi per molti giocatori e’ un nonno rompiballe e come ho scritto anch’io quest’estate probabile che se ne vada. Triste pero’ vedere troppa ira nei suoi confronti da parte dei big players…

  8. Sarò troppo ottimista ma si muoveranno. Indubbio che i giocatori sono stati trattati con i guanti bianchi, gli hanno permesso di tutto specie in alcune realtà dove la star prendeva per gli zebedei i proprietari (James di recente). Ovvio che vedersi decurtato lo stipendio o i privilegi fa male se sei abituato a navigare nell’oro anche considerando che gli introiti NBA sono saliti nonostante la crisi generale.

    Ed è qui che casca l’asino se poi le TV locali hanno ricoperto d’oro LAL e Knicks. Ad un demente medio sapere di accordi multimilionari non fa altro che inasprire la contesa se dall’altra parte i proprietari vogliono tagliarti gli introiti.

    Sul discorso Stern non so da che parte stare. Quel signore a reso la NBA un carrozzone favoloso che raccatta denaro neanche fosse un’aspirapolvere. Vero che la fortuna si chiama Bryant, Nowiztki, James, Paul e prima MJ, Bird, Magic… ma il giocattolo è diventato quello che è grazie a lui.

    Che la sua fine come commissioner sia vicina è un dato di fatto ma quegli scimmioni dovrebbero ringraziarlo se oggi hanno quello status.

    Ripeto ma non vedo come possano rincoglionirsi a tal punto da gettare al vento miliardi di $ perchè parliamo di questo.

    1. Sono non d’accordo, di più.
      Il problema è che chi è nato negli anni ’60/inizio 70 ha iniziato a seguire da bambino una Lega che non era minimamente paragonabile a quella in cui poi si è trovato a giocare.
      Ha notato la differenza, ha capito che era il caso di baciare i piedi a Stern.

      Chi è nato dopo… è cresciuto con l’NBA di Magic e Bird se non addirittura Jordan.
      E non può capire quanto lavoro “di ufficio” ci sia dietro.

      E ritiene Stern un dittatore incompetente, schiavista e razzista, etc.

      E non ha la percezione di cosa ci sia fuori di lì, o di cosa ci fosse prima.

      Quindi pur non concependolo ormai da mesi mi sono messo nell’ordine di idee che sia possibile che continuino sulla strada vista finora…

  9. articolo fantastico, come tutti quelli presenti su playit, complimenti alla direzione e già che ci sono rimembro un paio di dati: stipendi medi dei giocatori delle 4 major per la stagione 2010-2011

    NBA: $5.15 million
    MLB: $3.34 million
    NHL: $2.4 million
    NFL: $1.9 million

    è vero che sono loro a mandare avanti la baracca ma forse è il momento che tornino un pò sulla terra

    1. Bisogna dire però che in NBA ci sono solo una quindicina di giocatori x squadra, mentre negli altri sport che hai elencato ogni squadra ha decine e decine di giocatori, come nel football dove ci sono una cinquantina di giocatori x squadra, quindi x forza di cose gli stipendi negli altri sport devono essere + contenuti xchè hanno appunto + giocatori a libro paga.

      Detto questo, sono d’accordo lo stesso con quello che dici, perchè intanto rimarrebbero gli atleti più pagati anche con il nuovo contratto, e- onestamente- esiste un’altra lega di basket al mondo che consenta ai giocatori di avere tutti questi privilegi? Top condizioni di viaggio (aerei tra i più sicuri e confortevoli al mondo), top hotel (cinque stelle extra lusso), top security che li segue ovunque vadano, organizzazione curata nei minimi dettagli, staff medico tra i migliori sulla piazza, ecc. ecc. Quindi rimango allibito quando sento giocatori che minacciano di venire in Europa o in Cina xchè convinti che le cose vadano meglio da noi. Chiedete a Josh Childress, che nel 2008 venne a giocare in Grecia convinto di trovare chissa cosa e ora ha deciso di restare in USA, nonostante il lockout, dicendo di non essere interessato all’opzione Europa.

      Ma non crediate siano solo i giocatori. Anche molti tifosi e giornalisti americani danno x scontato il lusso dell’NBA e criticano i cambiamenti che i proprietari vogliono attuare e appena li fai notare (esperienza personale) che non hanno idea di quanto bene le cose vadano da loro rispetto alle leghe nostrane si mettono a ridere e non ci credono…banda di viziati, TUTTI non solo i giocatori ma anche chi li segue negli USA.

  10. tutto giusto, lo posto su twitter magari alla pagina di Carmelo così lo facciamo ragionare :)))…

  11. Per quanto riguarda i commenti su Stern razzista, dittatore blah blah blah, x favore non scherziamo.

    Scusate la lunghezza ma alcune cose devono essere dette su questo argomento, che è un argomento che mi sta a cuore.

    L’NBA è l’unica lega USA che ogni anno riceve un “A+” per quanto riguarda il numero di minoranze che vengono assunte a lavorare negli uffici dell’NBA a New York o a lavorare anche x le singole squadre.

    Stern stesso ha premuto moltissimo per far diventare l’NBA la prima lega sportiva USA ad avere un proprietario di maggioranza di una squadra NBA appartenente ad una minoranza etnica, e ci riuscì con Bob Johnson (fondatore di BET, Black Entertainment Television) nel 2004, che acquistò i neonati Charlotte Bobcats…poi li ha venduti a Michael Jordan (su consiglio di Stern), che rimane l’attuale proprietario della squadra. Anzi, Stern ha cercato potenziali proprietari appartenenti a minoranze anche durante gli anni ’80 e ’90, non solo adesso. C’era quasi riuscito nel 1990 quando un gruppo di afroamericani era arrivato vicinissimo ad acquistare i Nuggets. Di certo un razzista non avrebbe mai provato a convincere afroamericani a diventare parte del management NBA.

    Stern fece anche un viaggio in Africa con Pat Ewing, Dikembe Mutombo e Alonzo Mourning per imparare la cultura del posto e disse che l’NBA avrebbe dovuto avere una presenza maggiore in Africa e aiutare a costruire infrastrutture per far si che i giovani del posto avessero la possibilità di giocare a basket. Di certo un razzista non l’avrebbe mai fatto.

    Ha supportato la campagna presidenziale di Barack Obama, anche attraverso donazioni molto consistenti, e il giorno che Obama è stato eletto Presidente ha sospeso l’attività all’interno degli uffici NBA x far si che tutti i suoi dipendenti potessero seguire l’evento. Di certo un razzista non l’avrebbe mai fatto.

    Ha fatto degli atleti NBA (che sono per il 70% circa afromaericani) gli sportivi, in media, più pagati al mondo. Un razzista non l’avrebbe mai fatto.

    E poi il discorso razzista non regge anche perchè uno dei proprietari più duri (se non il più duro secondo molte fonti) contro i giocatori in queste negoziazioni è Michael Jordan, che è afromaericano. E’ razzista anche lui? Contro la sua propria razza?

    Oppure guardiamo all’ hockey NHL, che NON seguo però mi sono un po’ informato sul loro di lockout, che ha portato alla cancellazione dell’intera stagione 2004-05. Quello che i proprietari NHL chiedevano erano cose molto simili a quelle che stanno chiedendo al momento i proprietari NBA e volevano anche loro cambiare il sistema completamente, visto che non funzionava e stava portando a perdite di milioni e milioni di dollari. Ma la stragrande maggioranza dei giocatori di hockey sono bianchi quindi il commissioner NHL non venne accusato di razzismo, ma stava facendo per lo più lo stesso di quello che sta facendo Stern adesso. Quindi questo dimostra che non c’è del razzismo dietro a quello che l’NBA chiede ai giocatori.

    Poi qualcuno può anche menzionare alcune regole introdotte negli ultimi anni, come il dress code, oppure la regola che i giocatori in panchina non possono entrare in campo durante una rissa oppure istruire gli arbitri ad essere più fiscali sul gioco fisico. Ma sono cose che Stern è stato obbligato a fare perchè nel 2004 ci fu la rissa tra Pistons e Pacers con alcuni giocatori dei Pacers che si menarono con i tifosi dei Pistons (ve lo ricordate?) e a quel punto un numero enorme di tifosi minacciò di non seguire più l’NBA (anche se comunque molte di queste persone hanno usato la rissa come scusa e l’NBA non la seguivano comunque…era solo una scusa x lamentarsi di qualcosa), altri fecero presente agli sponsor dell’NBA che non apprezzavano il fatto che supportavano una lega dove i giocatori andavano alle partite vestiti da gangsters (specie Allen Iverson, che è visto un po’ come la ragione x cui c’è il dress code) e che non avrebbero + comprato i loro prodotti se non fossero intervenuti. Questi sponsor di conseguenza l’hanno fatto presente a Stern, che si è visto obbligato ad istituire il tanto famigerato dress code. E anche un gioco meno fisico rispetto al passato proprio x ridurre la possibilità di risse.

    Ora, lo so che molti appassionati nostrani potrebbero restare a bocca aperta ma garantisco che questo è quello che è successo (che poi ha anche portato alla creazione del programma benefico NBA Cares, in parte x calmare una parte del pubblico che non vedeva i giocatori di buon occhio), quindi in pratica gli stessi giocatori che Stern ha difeso alla morte dalle critiche del pubblico generalista ora lo stanno ringraziando cosi, chiamandolo dittatore, razzista e chi più ne ha più ne metta.

    Stern non sarà perfetto, avrà anche un atteggiamento che non piace a molti, compresi molti giornalisti che lo intervistano e che dicono che hanno timore di lui xchè non sai come possa reagire a certe domande, ma garantisco che diventerei anch’io come lui se dopo quasi 30 anni come commissioner e aver trasformato l’NBA in quello che è, verrei chiamato razzista, arrogante, dittatore da gente che non sa quello che c’è dietro.

    /Rant.

  12. due cose: 1) penso che qui abbiamo abbastanza esperienza di NBA (vista, ovviamente), da non criticare Stern soprattutto per cose infondate come il razzismo. Altra cosa dire che ha fatto il suo tempo viste relazioni deteriorate con i players piu’ giovani. 2) tradizione di natale a parte, i christmas match fruttano un sacco di soldi, che sfumerebbero cancellandoli, tra tv e botteghini; poco saggio che questo avvenga, e in America e’ stato riportato che ricominciare a gennaio come nel ’99 non sarebbe una grande soluzione.

  13. oggi, dalla Cabello, Gallinari ha detto: “si sta verificando lo scenario peggiore” “e cioè?” “che si riprendere a gennaio”.

    Ora, vero che il gallo è europeo, ma sicuramente qualche contatto con i suoi compagni ce l’ha e, anche tramite il suo agente usa, qualcosa della situazione conosce…

    quindi mi appare evidente che quello dei giocatori sia tutto un bluff e che aspettano il 31 dicembre per andare dai proprietari con le brache calate…

    che ne dici Fazz?

  14. a patto che riprendere a gennaio non e’ la soluzione peggiore, che e’ la stagione cancellata, i giocatori non possono cedere in questo modo magari con un accordo peggiore: se no tanto valeva accettare quello prima…

  15. Marco dico che i giocatori, soprattutto quelli che stanno giocando altrove, in particolare gli Internationals… non sanno nulla.
    Ma NIENTE.
    E lo si è visto più e più volte in questi mesi.
    Quindi conta pochino.

    1. In effetti anche Gallinari ha più volte ripetuto durante le ultime settimane che non sapeva nulla e, anzi, non si stava neanche interessando del lockout. Quindi non ci metto la mano sul fuoco sulla possibilità che sappia qualcosa che noi non sappiamo.

      Io spero che riprendano x Natale, magari con quel Dallas-Miami che è in calendario x quel giorno (anche se comunque non è sicuro che ci sia quella partita perchè tanto, anche in caso di accordo, il calendario verrebbe completamente rifatto) ma non ci scommetterei neanche un centesimo a questo punto. E dire che ero uno dei più ottimisti fino alla settimana scorsa.

  16. I giocatori accettano di ridursi lo stipendio, Stern fa il cavallo goloso e vuole di più. Trattative e trattative e non succede niente finchè non si accetta ciò che vuole Stern…ho capito bene? Perchè se è così è dittatura, non capisco neanche perchè hanno perso tutto qursto tempo. Se il boss è un dittatore imbecille cosa perdono tempo a fare?

    La causa da parte dell’associazione giocatori potrà anche essere un bluff, se perdono ci rimettono se vincono dite che siamo al punto di prima. Non penso, perchè Stern se perde non so che fine fa, insieme a tutti i capoccioni. Perdi una sentenza da 6 miliardi di $ e vuoi ancora tutto ciò che dici? Mi sa che hai problemi psichici dovuti a traumi infantili.

    Se l’NBA va in fumo potrebbe rinascere un progetto identico con un altro nome no? Come i siti di streaming :D

    1. Certo mirossit,
      infatti ieri stavo rinominando il mio sito di streaming, ho sbagliato un click ed ho creato una nuova lega di basket professionistico! Praticamente è la stessa cosa fare una o l’altra…

  17. Fa strano pensare che in questi tempi di crisi, e l’America non fa eccezioni, ritrovarsi con l’NBA ferma… rischiare che saltino i match natalizi… cominciare un processo che può portare a milioni e milioni di $ con cancellazione della stagione(e della Lega?)… o è davvero un bluff o hanno tutti un patrimonio alla Zio Paperone… ma ne dubito, visto che Delonte West è finito a lavorare in un supermercato! Purtroppo rifondare una nuova lega non è facile economicamente, i tempi sono troppo lunghi… e non è un sito streaming…! chissà, forse nessuno si rende davvero conto che stanno giocando con le proprie cariere… e anche con le proprie vite.

  18. Ragazzi fate conto che le partite di Natale siano già saltate…

    la cosa è ancora sotto traccia, ma è implicito che anche questa settimana sia andata (giovedì è il Giorno del Ringraziamento, quindi restano solo oggi e domani per trattare) e che per la solita regola Stern “guardate il calendario” (ovvero aggiungete un mese) siano andate le partite di tutto dicembre…

    e la situazione è questa: http://www.cbssports.com/nba/story/16194891/could-a-simple-phone-call-end-lockout-will-anyone-make-that-call/

  19. Sinceramente delle partite di Natale nonnme ne frega niente, penso alle migliaia di persone che sono in attesa di un’accordo perchè il loro lavoro e il loro futuro dipende da questo, penso all’operaio della ditta che smonta e rimonta il paquet dello Stapples, al tipo che ti vende quella porcheria che chiamano cibo, al negoziante che non venderà una maglietta di Kobe neanche sottocosto, al giornalista, al massaggiatore, all’autista, non solo a quei 400 giocatori che si troveranno senza una squadra, penso a Kobe e mi chiedo come può un’agonista, un professionista rinunciare a tutto e non cercare una soluzione, qualcuno non ci dorme alla notte, qualcuno non ce la farà…
    Spettatori, sponsor, Tv, si reciclano e trovano altro, gli Owner hanno altre attività e altri interessi, ha fatto bene D. Williams ad andare in vacanza in Grecia, altri venderanno frutta e verdura o faranno i braccianti che altro…

  20. Sembra che si stia prospettando il raggiungimento dell’accordo per partire il 25 dicembre. Speriamo sia la volta buona. Altrimenti mi toccherà sperare che Tyreke Evans non faccia il culo a Cantù. Non so chi tifare.

    Oppure che faccia 30 punti ma che perda la gara.

  21. è finitoooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo
    il lock out è finitoooooooooooooooooooooo

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