Giocatori che minacciano la decertificazione, proprietari che mandano Allen e Jordan quali rappresentanti aggiuntivi rispetto a quanto ormai abituale… e ovviamente date queste premesse nessun accordo neanche nei colloqui di stanotte, protrattisi per oltre 8 ore e che hanno visto il ritorno sulla scena del mediatore federale George Cohen.

E proprio Cohen è stata la figura centrale della giornata, avendo proposto 6 soluzioni per cercare di limare le ancora numerose e importanti differenze esistenti in vari ambiti della trattativa. Tra i punti:
– BRI variabile da 51% in favore dei proprietari (in caso di andamento economico della Lega inferiore alle previsioni) a 51% in favore dei giocatori (risultati eccellenti), con la “normalità” a 50/50
– MLE ad anni alterni: in caso di contratto di 4 anni (il massimo possibile) firmato utilizzando l’eccezione, nella stagione successiva la stessa potrà dar vita ad un contratto della durata massima di soli 3 anni.
– “mini” MLE per i teams oltre la soglia della Luxury Tax. I proprietari non la volevano, i giocatori la volevano “full”…. ecco allora 2.5M per 2 anni di eccezione salariale
– nessuna possibilità di sign&trade per i teams oltre la suddetta soglia
– ulteriore penalizzazione di 1 dollaro per ogni dollaro di sforamento sempre della suddetta soglia per i repeat offenders, cioè per chi si trovi a pagare la Luxury Tax per più anni consecutivamente

Per parola di Stern l’NBA ha deciso di accettare 5 di questi suggerimenti e di includerli nella propria proposta, che con le caratteristiche appena citate è stata offerta all’NBPA.

Di fronte al rifiuto pressochè totale dell’Associazione Giocatori, nella persona dell’economista Kessler, i proprietari hanno deciso di lasciare qualche giorno alla controparte per ragionare sulla proposta e valutarla a pieno, ma annettendo un ultimatum.

O la si accetta entro mercoledì, o da lì in poi si va a peggiorare sensibilmente, con un ritorno alle proposte estive di 53/47 per i proprietari e flex cap di impronta NHL.

Ovviamente di altro tenore le dichiarazioni di Kessler e Fisher con Hunter influenzato (deja vu?).

Si aspettavano che l’aver accettato di abbassare ulteriormente le richieste economiche al 51% del BRI (quindi vicino a quanto proposto dall’NBA) potesse essere il passo decisivo per la soluzione di quel problema, ma non credevano che a ciò si dovessero accompagnare delle modifiche così sostanziali al sistema, che dal loro punto di vista risulterebbe essere “not fair”.

Si aspettavano una posizione più disponibile e moderata, mentre l’impressione è che a guidare i giochi sia solo la frangia più estremista dei proprietari (che comunque conterebbe 10-14 membri, ovvero tra un terzo e metà del totale, nda).

Non sono assolutamente d’accordo sull’inserimento nell’offerta dei punti suggeriti dal moderatore, che a loro modo di vedere sono semplicemente stati inseriti nelle discussioni odierne come idee per sviluppare un ragionamento (Fisher usa il termine “what ifs“) e non come soluzioni intermedie tra le due posizioni.

E affermano che su questi what ifs è stato immediatamente posto l’ultimatum, senza che per i giocatori ci fosse la possibilità di controbattere, oltre ai soliti “non si sono presentati con l’idea di trovare un accordo, mentre noi abbiamo fatto tutto il possibile”, “è un piano predeterminato per colpire i giocatori” e “non possiamo accettare alcun ultimatum”, anche perchè di quei punti potrebbero arrivare ad accettarne solo uno (non specificato) e solo dopo alcune limature.

Tutta la pressione insomma è sui giocatori, con un sistema salariale che farebbe la felicità di tutti coloro che hanno sempre espresso preoccupazione sui reali intenti dell’NBA, che poteva sembrare orientata quasi esclusivamente sul discorso economico con il rischio di tralasciare l’aspetto della competitività.

NBPA che però appare drammaticamente spaccata, tra alcuni dei top (con annessi agenti) a spingere per una decertificazione che nelle loro idee potrebbe ammorbidire le posizioni dei proprietari e la base che lascia trapelare segnali sempre più forti di resa; prima di mercoledì non sono previsti ulteriori incontri ed è difficile pensare si sia vicini ad una soluzione… a meno che Fisher e Hunter non decidano per la prima volta di metterla ai voti.

In ogni caso, momento estremamente importante.

Post By Fazz (22 Posts)

Redattore e (tra molte virgolette) speaker radiofonico per playitusa.com e radio.playitusa.com

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21 thoughts on “NBA Lockout: l’Ultimatum

  1. Mi sfugge l’utilità di porre ultimatum in una trattativa così lunga e dura… in cui le parti si sfidano più su questioni di principio che sui soldi… porre un ultimatum vuol dire costringere l’altra parte a rifiutare, in questo momento…

  2. Anche io in linea di massima sono d’accordo sull’antipatia di porre degli ultimatum, come nn ero d’accordo sul tono usato da alcuni proprietari nelle scorse settimane. In questo, salvo sparuti interventi isolati (KG, Kobe), mi pare che i players abbiano tenuto un atteggiamento piuttosto positivo

    Nella sostanza dell’articolo però, mai come in questa occasione, con queste offerte sul tavolo, mi sento di appoggiare i proprietari. Ed in questo forse (considerando che si partiva da 57-43 del BRI a favore degli owners, come offerta iniziale) giustifico anche un ultimatum, dato che sostanzialmente, sono solo i proprietari che negli ultimi due mesi hanno abbassato le richieste (da 57 a 50-51% del BRI, concessione della MLE, luxury tax ridotta da un rapporto 4-1 ad un 2-1 per ogni dollaro speso in eccesso…)

    Ripeto per la 1000esima volta: nn c’è modo che i giocatori vincano questa partita, si tratta solo di verificare le gradazioni della sconfitta. Un owner può stare anche 2-3 anni senza il giocattolo, è vero, perde soldi, perde credibilità, ma qui si parla di multimilionari, con diversi business da portare avanti, nessun bisogno di mantenersi in forma atletica, e spesso con altre franchige di proprietà

    Prendete un Kobe o un KG, o molti altri “over 30”. Ogni giorno che passa è una mazzata sulla durata delle loro carriere. Senza contare il danno all’immagine che, essendo ormai passati dalla parte del torto secondo l’opinione pubblica, li sta travolgendo

    Personalmente auspico la votazione di cui si parlava nell’articolo, in questo modo si potrebbe verificare se davvero la NBPA è davvero unita come sbandierato ai 4 venti da Fisher, o se invece si va in direzioni diverse

    La mia idea è che una votazione porterebbe ad una sonante vittoria di quelli favorevoli all’accordo. Perchè diciamoci la verità, quelli che maggiormente hanno da perdere al momento sono le stelle e gli agenti. Le prime, col cap rigido o una luxury tax rafforzata, si sognerebbero da oggi in poi certi contratti, i secondi, in virtù di un maggior equilibrio salariale, perderebbero parte del loro “significato”, e delle loro entrate

    Muoio dalla voglia di vedermi un po’ di sana NBA, ma preferisco una stagione saltata, ad un accordo che lasci le cose invariate, e renda la Lega ancora a 2-3 velocità come stato negli ultimi anni

  3. Mah, l’impressione è che le crepe sul fronte giocatori inizino ad essere più importanti delle crepe sul fronte proprietari.

    Da qui l’ulteriore abbassamento dell’offerta dei giocatori (51-49) e la risposta dei proprietari (regole più penalizzanti e ultimatum).

    Ho idea che abbiano “fiutato il sangue della preda ferita”.

    Capitolo mediatore: le proposte fatte più che una mediazione sembrano scritte su dettatura dei proprietari più estremisti…

  4. fazz, scusa, ma la decertificazione serve ai giocatori per far paura ai proprietari, o alla fine farebbe così tanti danni ai giocatori da non servirgli? perchè se è come nella seconda delle mie ipotesi, settimana prossima finisce il lockout sicuro… anche se i proprietari sono veramente bas*ardi, e da questo punto di vista quella vecchia volpe di stern è stato un genio del male, prima li facciamo scendere pian pianino, poi quando incominciano a saltare i primi stipendi gli facciamo un ultimatum, così i giocatori saranno costretti a scendere di 7 punti di BRI in un colpo solo, cosa che a luglio non si pensava possibile MAI…
    grazie e ciao!!

  5. Il coltello dalla parte del manico ce l’hanno i proprietari. I giocatori volente o nolente devono fare delle scelte. Ci sarà un bel gruppo che stanco di questo tira e molla spingerà la parte oltransista a cedere sulle loro posizioni. E non credo che un Garnett, Bryant, Wade abbiano un ascendente tale da tenere uniti 400 giocatori. Non vedo in loro delle personalità vere.

    I proprietari e Stern lo sanno come sanno che l’opinione pubblica sta voltando le spalle ai giocatori rei di essere fuori dal mondo.

    L’ultimatum mi sembra un colpo di genio che può aprire scenari foschi o dare una botta definitiva al lockout. Faccio fatica a credere alla decertificazione che non porterebbe a nulla di buono.

    Mi auguro che l’accordo quando ci sarà sia volto ad un livellamento della lega. Perchè come dice restiamo umani meglio perdere una stagione che avere lo stesso obbrobrio.

  6. Mirco

    Ricorda che l’offerta iniziale era 57-43 per gli owners, ben 14 punti % in meno del vecchio agreement…chi è sceso da Luglio ad oggi sono solo i proprietari, che ora sono disposti a prendere il 51%…si sapeva da subito che la vecchia ripartizione era troppo sbilanciata, quindi che i giocatori perdessero era lapalissiano

    Posso decertificare chi vogliono, poi però staranno un paio di anni fermi…bell’affare, specie quando si parla di miliardari (e nn voglio fare demagogia). Se uno è scemo abbastanza da perdere due anni di carriera (ed un fottio di soldi) per motivi di orgoglio, fanno bene i proprietari a mostrare i denti

  7. non capisco una cosa.. da quanto letto precedentemente sugli articoli chiarificatori del sito, in pratica lo stipendio annuo contrattuale del giocatore, altro non è che una % sugli incassi della franchigia. Ricapitolando i 24mln $ di kobe sarebbero diversi, a fine anno, dai 24 mln di $ di LeBron (per dire). Se così fosse all’interno di una franchigia non conta tanto il numero assoluto ma il peso relativo di un contratto rispetto agli altri? è corretto?

  8. No, non è così.
    I 24M sono uguali per tutti, è che… non sono 24.

    Per ricavare quanto veramente intascano i giocatori bisogna inserire questo dato come incognita in una proporzione matematica.

    X:quota fissa giocatori (ciò che era il 57%del BRI)=”stipendio” (quello che si trova su hoopshype, per rendere l’idea):monte salari complessivo della Lega (la somma reale dei 30).

    Adesso sono da cellulare e impazzirei a spiegarlo, provvedo pomeriggio… e rispondo anche alla domanda di Mirco sulla decertificazione.

    P.S.: una curiosità.
    Delle oltre 8 ore passate sabato nell’hotel, 8 sono state spese con le due parti in due stanze separate e il mediatore a fare la spola, cercando di limare cm per cm le distanze sui vari punti senza che subentrassero emotività, rancori e scazzi vari.

    Al momento di fare il punto della situazione… un quarto d’ora.

    Il tempo necessario a Stern per fare l’offerta, a Kessler per rifiutarla sdegnato e a Stern per rimetterla sul tavolo con tanto di ultimatum.

    Lontanissimi dalla soluzione…

    Anche qui, cvd…

  9. N:T= E:B
    con
    N: valore nominale dello stipendio (hoopshype)
    T: totale ingaggi della NBA
    E: valore effettivo stipendio
    B: totale che spetta ai giocatori, (ovvero
    il 57% del BRI almeno fino a ieri)

    quindi E=(NxB)/T

    Esempio:
    Nel caso di Bryant e della stagione 2011 vien fuori un conto del genere (dati approssimati): (25×2150)/ 1900, quindi Kobe nella stagione scorsa ha preso poco più di 28 milioni, a fronte dei 25 (poco meno) pattuiti con i Lakers.

    Nel 2009/2010 il nominale di Kobe era 23.1M, con le cifre reali risulta (23.1x 2077)/2247, quindi ha intascato 21.35M

    Poi ci sarebbero anche altri discorsi da fare, ma 9 volte su 10 funziona così.

    @Mirco:

    i giocatori hanno evitato di decertificare a luglio proprio perchè impauriti dai “contro”, nonostante le due parti fossero lontanissime.
    Non ha senso farlo adesso, quando la distanza è sensibilmente inferiore.
    L’idea sarebbe di raccogliere i voti necessari a inizare il processo della decertificazione e nei 45 giorni che trascorreranno da questo momento a quello in cui bisognerà votare per ratificarla mettere pressione sui proprietari sperando che qualcuno, impaurito dalle possibili ripercussioni legali della faccenda, molli un po’ il colpo.
    Per proporre servono 135 voti (30%) e verranno trovati facilmente, dato che si tratterebbe esclusivamente di una manovra “tattica”.
    Altrettanto facilmente i proprietari se ne sbatteranno altamente, perchè sanno benissimo che decertificare oggi significherebbe automaticamente la perdita completa della stagione (per avere un qualsiasi tipo di indicazione -non dico sentenze eh, indicazioni- servono MESI, ecco perchè farlo a luglio avrebbe avuto senso) e i giocatori ovviamente non vogliono e non possono arrivare ad una soluzione di questo tipo…

    Altro discorso sarà la votazione per la conferma, che richiede 226 voti (50% +1) e che come detto non ha senso di essere finchè ci sarà una minima possibilità di giocare, mentre sarà quasi automatico una volta concretizzatosi il (sigh) triste scenario.

    Per farla breve, le due possibilità sono:

    A – i giocatori accettano (adesso o fra al massimo due mesi, poco cambia), si gioca
    B- i giocatori NON accettano, si continua il faccia a faccia fino a gennaio indipendentemente dalla minaccia di decertificare, salta la stagione, si decertifica.

    Tutto questo a prescindere dalle conseguenze della decertificazione, che non è affatto detto possa portare a quanto i giocatori si auspicano.

  10. premetto che che tra un datore di lavoro e uno suo dipendente, in qualsiasi campo, mi schiero sempre dalla parte del dipendente (diciamo che è una questione di principio) e che quindi anche in questo caso, mi schiero dalla parte dei giocatori (nn tanto le stelle, quanto principalmente i vari giocatori di “contorno”). il motivo è molto semplice: prima di toccare gli stipendi dei dipendenti, voglio sapere se effettivamente il datore di lavore abbia fatto tutto il possibile nel cercare una via alternativa per sistemare la situazione economica. invece, quando c’è una crisi, la prima cosa che si cerca sempre di fare è quella tagliare le spese e in questo caso la spesa sono gli ingaggi. per me è semplicemente inconcepibile ed una cosa estremamente comoda. si parla sempre degli ingaggi dei giocatori, definendoli a volte immorali (senza tener presente che nessuno ha mai obbligato i proprietari a elargirli quei contratti), ma ci si dimentica che i proprieari guadagnano cifre ancora maggiori, che hanno migliaia di interessi e che spesso quando comprano una franchigia è perchè hanno semplicemente i loro bei interessi personali.

    per tornare al discorso lock out, io nn sono assolutamente convinto che i proprietari abbiano mai fatto tutto il possibile per sistemare i conti senza toccare gli stipendi. ad esempio nella nba nn c’è mai stata una ripartizione degli introiti locali e ricordiamoci tra l’altro che quando i giocatori hanno provato a tirare fuori tale argomento i giocatori, i proprietari si sono praticamente incazzati, adducendo come motivazione che di questo argomento nn dovevano interessarsi in quanto nn li riguardava (stronzata, in quanto è strettamente collegata agli ingaggi, e infatti mentre veniva fuori una revenue sharing i proprietari hanno anche abbassato le loro pretese sui tagli). e di modi per aumentare gli introiti, sono sicurissimo che ce ne siano molti altri.

    con questo nn voglio dire i giocatori nn devono ridimensionare le loro pretese, ma sicuramente prima di farlo, i proprietari devono percorrere tutte le strade alternative. una volta fatto questo, se nn viene ancora garantita una stabilita economica, allora a quel punto si parla degli ingaggi.

    io cmq ai giocatori rimprovero solo di nn aver pensato ad una cosa, che a mio avviso avrebbe messo molta pressione ai proprietari: la creazione di una specie di “fondo lock out”. provo a spiegare rapidamente cosa intendo: della possibilità di giungere a questa situazione si sapeva da almeno un paio di anni. sapendo questo i giocatori avrebbero potuto mettere tutti una parte, una percentuale, magari variabile a seconda dell’ingaggio, in un fondo con lo scopo dare sostegno ai giocatori che iniziavano ad avere problemi nn appena si interrompevano i bonifici delle franchigie, fino a quando nn sarebbe terminata la serrata o nn avrebbero trovato un ingaggio in un altro campionato, con l’obbligo della restituzione in futuro di tale aiuto economico. questo a mio avviso avrebbe avuto 2 enormi aspetti positivi, entrambi strettamente collegati: avrebbe permesso una maggiore unità all’interno dell’associazione giocatori, permettendo a questa di poter lavorare con più tranquillità e con più forza alla discussione del nuovo contratto collettivo, ritardando significamete gli eventuali conflitti interni, ritardo che avrebbe permesso anche la possibilità di iniziare a pensare alla creazione di una lega alternativa

  11. In realtà fondi di questo tipo ci sono.
    Ma sono sotto forma di “prestito”, o di altri giocatori (Kobe, KG), o dei propri agenti, o è una saggia spalmatura del proprio dell’ingaggio.

    Essendo anche i giocatori discretamente attaccati al soldo la questione è però quasi irrilevante, perchè ok, di gente alla Delonte West che rischia la fame ce n’è pochissima, ma tutti ragionano sul medio/lungo e su “perdo il 5-10-15% degli introiti di una carriera” e non su “l’anno prossimo sono senza soldi”.

    Quanto alla creazione di una Lega alternativa beh, qualcosa che avrebbe potuto garantire gli introiti necessari a soddisfare le richieste economiche dei giocatori è assolutamente utopistico e comunque molto lontano nel tempo, tanto da sconsigliare tutti coloro che abbiano più di 22 anni.

    A patto di trovare gli investitori, i mercati, le arene, i contratti TV, etc., per i primi tempi sarebbe stato un bagno di sangue, anche perchè sarebbe stata con poche squadre (diciamo 16 per comodità), con spese assurde in salari (solo i primi 200 giocatori, ovvero oltre cento milioni per squadra in base appunto ai parametri e alle richieste attuali) e senza la globalità e il potenziale commerciale attuale dell’NBA.

    Invece sì, visto come investimento per il bene dei giocatori del 2025 avrebbe potuto avere un senso.
    Per me no in ogni caso, ma la possibilità ci sarebbe stata.

  12. ok grazie fazz, allora è come pensavo io, non la faranno mai veramente, non gli servirebbe…
    Restiamo Umani (in memoria di Vik)
    hai ragione, però penso che all’inizio, quando i proprietari hanno detto “57-43 noi”, fosse più una provocazione, non penso che nessuno credesse possibile arrivare a tali cifre, ma neanche vicino, e mi sembra di ricordare anche che i nostri eroi di BDL citavano spesso un 53-47 o un 52-48, insomma il 50-50 è una bella vittoria dei proprietari, anche perchè sono cifre grosse, già 2 punti % fanno una bella differenza sugli incassi, figuriamoci 7…
    certo che se fanno tutto sto casino adesso, nel 2016 quando ci sarà un nuovo contratto tv, con le sue enormi cifre, chissà che botte…

  13. fazz ma allora scusa mi sembra di avere ragione.
    Se si opta anche per un hard cap vorrà dire che al kobe di turno non darò 24 mln ma 16. tutti i proprietari saranno costretti a fare altrettanto e quindi è lecito attendersi una riduzione degli ingaggi. per cuuui non avrò più 24 mln su 2.200 mln di ingaggi totali ma 16 su 1.500 poco cambia mi pare.
    discorso hard cap e soft cap… se abbasso il tetto ingaggi le mid level exception non saranno molto ridotte in numero, e se tutti i proprietari pagano un monte salari più basso a ron artest non verrà data una mid da 4,5 su 2.200 mln di ingaggi totali ma di 3 su 1.500..
    dov’è l’errore nel ragionamento?

    • ehm… non ho capito la domanda!

      Passa pure sui commenti dell’articolo appena pubblicato, quello linkato qui sotto come trackback, per nuovi chiarimenti

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