L'espressione di Derek Fisher dice tutto sulla situazione della NBA...

Cosa sia successo ormai lo sapete.
Stern e il vice Silver da una parte, a rappresentare i proprietari delle 30 franchigie.
Hunter e Fisher dall’altra, a capo dell’associazione giocatori.
E un accordo che dopo dieci settimane di chiacchiere e quattro di trattative non è stato trovato, come peraltro ampiamente previsto da mesi, portando alla cancellazione ufficiale delle prime due settimane di Regular Season.

Ciò che alla maggior parte di chi segue l’NBA manca è invece un aggiornamento organico sullo stato delle trattative; cerchiamo quindi di fare chiarezza sui punti all’oggetto del contendere e su quali proposte le due parti hanno messo sul tavolo prima dello stop della notte scorsa.

Prima di tutto una piccola digressione personale e un ringraziamento al “nostro” Simone Sandri e a David Aldridge, Howard Beck, Ken Berger, Alan Hahn, Chris Mannix, Adrian Wojnarowski e tutti gli altri reporters che stanno passando le loro giornate sui marciapiedi di Manhattan in attesa di notizie e che grazie a Twitter hanno permesso a noi appassionati di seguire tutto in diretta, come se si fosse sul posto… ma senza che venissero chiamati i pompieri per farci liberare l’area antistante al rinominato “Hotel du Lockout”. Ebbene sì, è successo anche questo, oltre a dipendenti dello stesso in preda a una crisi di nervi e a questa rissa tra cameramen.

Dicevamo, trattative sospese.
Negli ultimi due incontri, per un totale di 13 ore di riunione, non è stato possibile affrontare alcun tipo di discussione sulla spartizione dell’ormai famigerato BRI, dal momento che le due parti hanno concordato nel subordinare le questioni strettamente economiche alla soluzione di tutte le problematiche riguardanti il sistema salariale e le caratteristiche dei contratti… se non fosse che anche in questo ambito le distanze tra giocatori e proprietari si sono rivelate estremamente difficili da colmare.

Mentre pare infatti che un punto d’incontro sia stato trovato sulla durata massima dei contratti, che passerebbe da 5 anni (6 per i giocatori rinnovati utilizzando i Bird Rights) a 4 (5), su moltissimi altri aspetti si sta ancora discutendo: i giocatori hanno suggerito di ridurre l’ammontare del primo anno della Mid Level Exception da 5.8 a 5 milioni, mentre la richiesta dei proprietari ne prevederebbe il dimezzamento e limitazioni alla durata, quindi massimo 3 milioni per 3 anni; simile domanda è stata presentata per quanto riguarda gli incrementi annuali massimi dei contratti, variabili a seconda della tipologia degli stessi e che la NBPA vorrebbe ritoccare mediamente di un solo punto percentuale (oggi +10.5%/anno per i giocatori firmati sotto Bird Rights e/o rinnovati, 8% per gli altri); ma soprattutto a bloccare la situazione è un nuovo impianto di Luxury Tax, più restrittivo e che ha portato Hunter a dichiarare:

My attitude is, if it quacks like a duck and walks like a duck and it looks like a duck, it’s a duck. We came up with proposals to stiffen the tax, but we do not want a hard cap. You can’t say, ‘OK, we agree we’re going to move away from a hard cap,’ but then do everything else that brings about the same result.

Nelle stagioni precedenti per ogni dollaro speso oltre la soglia prestabilita le franchigie pagavano una “tassa” di un dollaro.
Nel nuovo scenario avremmo invece un rapporto tassa/sforamento di 1.75:1 per i primi 5 milioni oltre alla soglia e incrementi di 0.50 dollari ogni ulteriori 5 milioni.
Schematizzando e sulla base dei numeri della stagione precedente per ogni dollaro di sforamento andrebbe pagata una tassa di:
– 1.75 $ con un monte salari tra 70 e 75 milioni
– 2.25 $ tra 75 e 80M
– 2.75 $ tra 80 e 85M
e così via.
Cui aggiungere le ulteriori restrizioni richieste dai proprietari, che intendono consentire l’utilizzo delle eccezioni (MLE, Bird Rights, etc.) solo ed esclusivamente alle squadre che si trovano sopra il tetto salariale (nell’ultima stagione fissato a 58M), ma sotto alla soglia della Luxury Tax (70M), rendendo così di fatto estremamente sconsigliabile  il superamento di quest’ultima “linea”.

C’è da dire che allo stato attuale delle cose solo i Los Angeles Lakers sarebbero pesantemente toccati da queste novità, ma l’Associazione Giocatori ha in ogni caso fatto sapere che non accetterà alcun sistema che abbia le sembianze di un hard cap o che comunque possa portare ad avere contratti divisi in tre grandi fasce: rookies, con la scale dedicata, stelle, al massimo consentito, e poi tutto il resto, con veterani, comprimari, role players e anche giocatori di medio-alto livello a contendersi le briciole.

Detto dei problemi di sistema, che appaiono di difficilissima soluzione, resta sempre il dettaglio (che dettaglio non è) dei 6 punti percentuali di differenza tra le due parti.

Sia i proprietari che i giocatori chiedono infatti per se il 53% del BRI (quantificabile nella stagione appena conclusa in 3.817 miliardi di dollari), portando la distanza effettiva a oltre 200 milioni sul solo primo anno e a oltre un miliardo sull’arco di validità del prossimo CBA, stabilto in accordo dalle parti (almeno questo…) in 6 anni più uno.

Rapidamente dimenticata la proposta informale e dell’ultimissima ora presentata da Stern di spartizione 50/50, anche perchè i giocatori, spinti da Bryant e Garnett prima, da una lettera degli agenti poi e infine dal duo Heat James e Wade, hanno fatto sapere di non volersi muovere ulteriormente; nodo della questione restano i 300 milioni di dollari di “rosso” denunciati dalla Lega, cifra che Fisher ha dichiarato di accettare come corretta nonostante le polemiche estive, ma che a torto o a ragione rifiuta di coprire completamente dato che richiederebbe una spartizione 51/49 in favore dei proprietari.

Di strategie, leverage e prossimi passi s’è già parlato e si parlerà in altra sede, da segnalare resta la campagna mediatica promossa su Twitter dai giocatori e caratterizzata dal messaggio LET US PLAY!!! e dal tag #StandUnited, lanciata nella speranza di raccogliere il supporto dei tifosi e sviluppatasi invece nell’evidente disappunto dei giocatori (Carmelo Anthony in particolare) a causa dei numerosi messaggi che ricordano a Fisher e soci che la situazione attuale è per metà colpa loro e che quindi dovrebbero chiedere a loro stessi di essere lasciati liberi di giocare…

In chiusura, le previsioni: purtroppo quanto detto e ripetuto negli articoli e nei podcast di Radio Play.it si è rivelato corretto e le prospettive non sono certo rosee. Di certo non resteranno solo due le settimane di stagione cancellate e a seconda dei livelli di pessimismo si prevede un accordo tra fine novembre e fine gennaio, ricordando che sono necessarie circa tre settimane dalla stretta di mano definitiva alla prima palla a due.

Il tutto ovviamente a patto che non venga cancellata l’intera stagione, ipotesi remota e terrificante, ma tutt’altro che impossibile…

Post By Fazz (22 Posts)

Redattore e (tra molte virgolette) speaker radiofonico per playitusa.com e radio.playitusa.com

Mi trovate su Facebook (http://www.facebook.com/Fazzettino), su Twitter (http://twitter.com/Fazzettino)…e tutti i lunedì con Ball Don’t Lie (http://radio.playitusa.com/?cat=8), il podcast NBA in italiano

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11 thoughts on “Lockout e trattative: ecco cosa sta succedendo

  1. Il video della scazzottata o presunta tale da far ridere. Dei dilettanti. Una manfrina durata due minuti per vomitarsi addosso delle parolacce in posa da pugile. Stendiamo un velo pietoso.

    Tornando al lockout trovo la situazione paradossale. Il 50/50 non lo vuole nessuno, l’hard cap infastidisce i giocatori e gli owner non vogliono perdere soldi.

    Alla fine cederanno i giocatori perchè la gran parte di loro deve lavorare. Concordo con Charles quando parlava di una NBA diversa dal 1999 che vedeva lo stesso Jordan ritiratosi fare la voce grossa durante le trattative e non per una giornata come i finti campioni nel nome di Kobe, James, LeBron, Garnett venuti li per fare scena.

    Inoltre trovo ragionevole l’istituzione dell’hard cap o qualcosa di poco flessibile per evitare l’effetto baseball. Infatti gli Yankees spendono 192 mln di stipendi mentre i Royals di Kansas City 38!!!!

    C’è un altro aspetto che Charles enfatizzava ed era che per due anni non si è parlato d’altro che del futuro di James e di Melo mentre ora avremo la telenovela sul duo Paul e Howard. Lui faceva notare che una NBA costituita da mercati piccoli senza stelle non può essere la soluzione ideale perchè si rischia di avere una lega con 3/5 squadre formate da stelle con il resto a fare da contorno. A chi gli ricordava del successo di pubblico lui ribatteva che era figlio della scelta di James. Concordo. Inoltre ha sottolineato le cappellate fatte dai proprietari e dai GM nello stendere contratti ridicoli come quello a J. Johnson e a Lewis.

    Insomma non so come andrà a finire ma è chiaro che tutte e due le parti devono cedere qualcosa cercando di porre un freno a questa emorragia di talenti verso determinati mercati. Altrimenti accordo o non accordo avremo una lega a due velocità e le arene semi vuote. Per cui o fanno sul serio oppure la soluzione sarebbe ridurre le franchigie a 24 tagliando i sei peggiori mercati.

  2. Prima di tutto una piccola digressione personale e un ringraziamento al “nostro” Simone Sandri e a David Aldridge, Howard Beck, Ken Berger, Alan Hahn, Chris Mannix, Adrian Wojnarowski……..
    e, nel nostro piccolo, al buon Fazzettino, che impiega percentuali rilevanti del proprio tempo libero per tenerci sempre informati. Spesso riportando le notizie con una fedeltà al vero che pochi reporter USA superano e pochissimi italiani riescono a pareggiare.

  3. Le parti in causa litigarono ferocemente al termine di un incontro, divise dagli uomini della sicurezza.

  4. la “rissa” è linkata nel pezzo, ma si tratta di un episodio che aggiunge grottesco al grottesco, due babbi di minchia che passano cinque minuti a farsi finte e controfinte sfiorandosi appena. ridicoli.

    • sì sì, era ovviamente un easter egg con le caratteristiche appena descritte…

      Ah, grazie doc!

  5. Chi è il 16mo miglior giocatore della NBA? Garnett, Pierce, Rondo, Ginobili, Parker, Duncan, Randolph, Aldridge, Bosh o Horford?

    Nessuno di loro ma mister statistiche per eccellenza, il mitico KEVIN LOVE!!!!!!!!!

    Questo risultato secondo ESPN.com, the TrueHoop Network, TrueHoop TV, Daily Dime Live, ESPN TV, ESPN Radio, ESPN Deportes, espnW, ESPN The Magazine, ESPN Insider, ESPN Fantasy, ESPN Games, ESPN Dallas, ESPN Los Angeles, ESPN Chicago, ESPN New York, ESPN Stats & Information, ESPN Topics and ESPN Analytics.!!!!!

    Insomma secondo questi signori KL è meglio del bigliettone, di Ginobili…. Come no.

    Da sciroccati. Non oso immaginare chi sarà il primo! Aspetterò con ansia!!!!

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