Il Gallo, il Beli e il Mago: croce e delizia dei tifosi italiani

L’Italia da poco è stata brutalmente eliminata agli Europei 2011 giocati in Lituania, e la cosa dobbiamo ammetterlo non è passata inosservata.

Fase a gironi fuori dalla nostra portata, sistema di gioco inconsistente, furore agonistico evanescente.

E’ inutile negarlo dunque, la ferita brucia ancora, ma allo stesso tempo va detto resta una ferita superficiale per l’appassionato italiano del basket a stelle e strisce. Si perché lo spettacolo indegno proposto dagli azzurri allenati da Pianigiani può scalfire con certezza colui che ha piacere nel seguire ‘le gesta’ della nazionale italiana, però di pari passo, assieme alla delusione, può essere un enorme fucina di appunti e analisi (lo sport nazionale preferito in ogni dove) riguardo a certi giocatori nello specifico che nel giorno della sconfitta attirano su di sé la luce abbagliante delle critiche.

Non è saggio continuare a girarci intorno. Lo sapete anche voi. Stiamo parlando di Italia, dell’amarezza Europei, di un movimento nostrano senza identità. Quindi è oltremodo ovvio che ad essere tirati in ballo per primi siano i 3 tenori italiani Nba: Andrea Bargnani, Marco Belinelli, e Danilo Gallinari; sempre loro.

Uno complementare all’altro. Tre ragazzi dalle infinite possibilità, chi più, chi meno. Tutti e tre entrati nella National Basketball Association pieni di speranze o sogni; sogni alle volte realizzati, altre volte no. Tutti e tre inevitabilmente sul banco degli imputati dopo la debacle in terra lituana. Tutti e tre rinviati alla prova del nove in questa nuova stagione che si avvicina a grandi passi.

Ora una domanda, a brucia pelo, sorge spontanea dopo questa breve doverosa introduzione: è colpa loro, di questi 3 ragazzi che ci avevano fatto sperare in un rilancio del movimento cestistico italiano, se la nazionale di Pianigiani non è riuscita a replicare i fasti del 1999?

Partendo da questo semplice quesito non è nostra intenzione “sparare sulla croce rossa”, né voler mettere in risalto i difetti di ciascuno di loro in questa spedizione europea targata 2011. Però visto che quello a cui abbiamo assistito poche settimane fa è molto simile a ciò che abbiamo visto durante le ultime 2 stagioni NBA, troviamo sia più che appropriato spenderci qualche parola, per mettere sotto i riflettori, le luci e le ombre di questi tre ragazzi, che per primi, dovrebbero far risplendere a livello internazionale la bandiera tricolore.

Andrea Bargnani

La prima scelta assoluta, il più criticato, sia con la maglia della nazionale, sia con i Toronto Raptors. Andrea, oramai non è più un segreto di stato, dovrà lavorare molto se vorrà ristabilire il suo status di uomo-franchigia, perso da diversi mesi a questa parte.

Il ragazzo, arma da fuoco primaria nelle mani di Pianigiani, e in passato di Mitchell & Triano, sa attaccare, sa fare male da fuori, sa migliorare gradualmente il suo gioco offensivo e sa raccogliere statistiche di tutto rispetto (vedi la super prova contro la Lettonia con l’Italia, o i 21.4 punti di media nell’ultima stagione Raptors con il 44% dal campo) su questo pochi dubbi.

Ma l’altra faccia della medaglia, che sia in ambito europeo o USA, ci racconta di un giocatore che fatica molto a rimbalzo – eufemismo – nonostante le sue doti fisiche, di un giocatore che ha eluso troppo presto la parola ‘difesa’ dalla sua concezione di gioco, di un ragazzo che in alcuni fattori sembra essersi accontentato di ciò di cui dispone.

Peccati capitali per chi ha solo la possibilità di osservare; visto che Andrea Bargnani si ritrova ad avere per natura quegli “strumenti” idonei per essere un giocatore che sposta in ogni angolo del parquet. Un vero problema, che nasce un po’ da come Andrea è stato gestito a Toronto negli ultimi anni, ma al tempo stesso si riflette anche sul carattere dell’uomo, in una gestione complicata tra persona – tempo – e lavoro. Andrea Bargnani deve trovare una soluzione a questo rebus altrimenti finirà per essere uno dei giocatori più sopravvalutati della sua generazione. Un ‘delitto’.

Marco Belinelli

Discorso diverso va fatto invece per Marco Belinelli, poiché il suo percorso NBA ed il suo percorso in nazionale sono ben scissi, e distanti anni luce. Di fatti mentre in NBA Marco compie egregiamente il suo dovere, svolgendo compiti da specialista/tiratore in una squadra di medio livello (con la panchina sempre dietro l’angolo, ed il ruolo marginale di sesto uomo di lusso nell’ombra di NOH, piazzando 10 punti di media, con il 41% dalla lunga distanza)… altresì non si può dire la stessa cosa quando entra a far parte delle spedizioni azzurre nelle competizioni FIBA.

Marco in questi contesti finisce per snaturare il gioco intelligente acquisito in America, che servirebbe a poco in un europeo va detto; e ripropone ai suoi vecchi tifosi un Belinelli egoista, inconcludente, ed estremamente volto ad incentrare ogni possesso su di se, sentendosi quel leader in campo che forse non sarà mai.

Belinelli ha tiro, ha cervello (altrimenti non riesci a ritagliarti uno spazio nella Lega più famosa del mondo), ha voglia di migliorarsi, ha spirito di abnegazione, ma non deve cercare d’essere un giocatore che non è, solo per ricordi di stampo bolognese. Potrebbe essere un’arma devastante nelle mani di Pianigiani, solo se la squadra riuscisse a capire i suoi meccanismi.

Un tiratore così ‘strano’, così pungente, così atletico, se mosso e sfruttato nella giusta direzione, orchestrando i punti di forza dell’intero sistema d’attacco, potrebbe cambiare il volto della partita in qualsiasi momento. Il punto della questione è: si arriverà mai a capire che un Belinelli che sparacchia da tre con l’uomo in faccia non è utile a niente?

In ambito Nba invece (rimanendo sempre con il ‘Beli’) Marco dovrà continuare a perseguire la strada intrapresa, perché con questo impegno, con questa passione, e con questo modo di adattarsi, che piace tanto ai coach Nba, i minuti caldi di una partita saranno garantiti in una franchigia come New Orleans – escludendo qualsiasi discorso di Trade, che può stravolgere ogni cosa.

Danilo Gallinari

Con Danilo il discorso è diverso. Gallinari è il giocatore (forse) più forte dei tre; il più completo, il più duttile, il più capace ad adattarsi; e ad onor del vero, tra i tre, quello ad aver fatto la figura migliore in Lituania. Ora, nel periodo lock-out, lo rivedremo indossare la maglia di Milano, e sarà un piacere poterlo riammirare sui nostri campi, visto che il suo talento qui da noi… sposta, eccome.

Nel contesto “nazionale”, se vogliamo trovare un neo a Gallinari, dovrebbe, al contrario di Belinelli, cominciare a capire che è lui a doversi prendere sulle spalle le responsabilità del Leader. Non che non ci abbia provato (e glielo concediamo) ma spesso il leader deve essere riconosciuto da tutto il gruppo simultaneamente, e per accadere ciò la personalità del leader deve fuoriuscire come una energia incontrastabile, e contagiosa, che doni ai compagni la sicurezza di vincere.

Invece in alcuni momenti Gallinari sembra quasi sconfortarsi riguardo a ciò che vede in campo, e sembra accontentarsi di quel che gli viene concesso da avversari e compagni. Purtroppo a livello FIBA quando i riflettori sono tutti puntati su di te, non bastano delle belle prestazioni, ed il ruolo di migliore in campo tra i perdenti; serve invece la forza di guidare tatticamente chi ti sta al fianco, elevando in maniera concreta il proprio gioco (e di conseguenza il talento di cui si dispone).

Gallinari in Nba sta dimostrando di essere un ottimo elemento da quintetto base; ha lampi di classe assoluta, partite da 30 e passa punti, ha la stima dei suoi allenatori, e delle possibilità atletiche precluse anche a certi suoi compagni americani. Il punto per lui è: può andare oltre le statistiche? Può andare oltre i 15 punti e 5 rimbalzi di media a partita, e diventare un leader in campo? I mezzi ci sono, la testa idem, non resta altro che sperare in un ulteriore step da parte di questo talentuoso ragazzo milanese.

In chiusura

la Nazionale, può risollevarsi dalla macerie se Belinelli, Bargnani e Gallinari sapranno evolvere le rispettive carriere nel modo più giusto? Temo che la risposta sia no.

Poichè se “I 3 Tenori” consapevoli realmente di ciò che possono o non possono fare, sarebbero un aiuto vitale per le speranze future della nostra nazionale, al tempo stesso senza un movimento cestistico italiano solido e duraturo sarà impossibile creare una situazione, un gruppo, un’alchimia… che ci consenta di tornare ciò che eravamo un tempo.

La situazione è buia, e in tal senso, nonostante possano aiutare, non saranno tre giocatori provenienti dalla Nba a salvare ‘capra e cavoli’. E qui dobbiamo fermarci, visto che stiamo entrando senza volerlo in una questione più grande pure di un singolo articolo scritto per Play.it USA; e ci vorrebbero delle ore se non di più per entrare nel merito del problema.

Post By riccardo (28 Posts)

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19 thoughts on “Gallinari, Bargnani e Belinelli: tra Europei, Italia ed Nba

  1. Beh dire che Gallinari è stato il migliore in Lituania secondo me è un pò un’assurdità; ha avuto percentuali ridicole e scelte non sempre perfette (si è intestardito a buttarsi sempre dentr quando si schiantava regolarmente su un muro senza ricavarne nulla). Il Mago non avrà sempre brillato ma i suoi 20 li metteva sempre e a rimbalzo e difesa ha dato un buon contributo (sempre migliorabile però) in un contesto che lo vedeva servito non costantemente in attacco ( leggesi Beli non la passava mai…)

  2. Riccardo

    Non scherziamo. Gallinari ha fatto schifo agli europei. Non giriamoci attorno. Dei tre quello che ha reso più di tutti con tutti i suoi limiti è stato Andrea. E senza di lui si tornava a casa con 0 vinte e 5 perse.

    Inoltre analizziamo i fatti: Andrea ha giocato nel ruolo di centro, non il suo ma a differenza di Toronto ha giocato meglio in difesa di quanto non lo ha fatto in Canada. Il tagliafuori e gli aiuti sono da bambini dell’asilo ma nella difesa contro l’uomo se le è cavata. Kaman lo ha massacrato negli ultimi due minuti ma per il resto c’è poco da recriminare. E in Canada sarebbero stati ben lieti di vedere un Andrea da 7 rimbalzi a gara.

    Gallinari il “cervello” della squadra se lo è bevuto durante la spedizione agli europei. Percentuali dal campo ridicole, viaggiava sul 37%, decisioni assurde (figlie del sistema D’Antoni) che lo spingeva a prendersi dei tiri senza senso. Quindi se proprio vogliamo buttare la croce addosso a qualcuno lo merita il figliol prodigo. Una vera delusione.

    Belinelli è diventato uno specialista che vive delle magie di un certo Paul. Senza di lui non sa che fare ma solo sparacchiare da tre. Quando era in Italia il suo contributo era superiore per punti e qualità. La NBA lo sta uccidendo cestisticamente parlando, perchè il ragazzo meno talentuoso dei tre sa fare tante cose. Ahimè nella NBA c’è gente più veloce, più atletica di lui e quindi deve giocoforza fare lo specialista.

    Quello che traspare dalla spedizione in Lituania è che la NBA è bella ma dipende dove giochi. I tre sono stati sfortunati perchè Toronto, NY, GS, Denver, NO (senza Paul tra poco) non mi sembrano realtà eccezionali. E se da un lato ci guadagnano economicamente dal punto di vista tecnico no. Per paradosso se i tre fossero stati in Europa a giocare l’eurolega sarebbero stati più pronti e più completi. Giocare 82 partite alla caxxo di cane in sistemi di gioco assurdi è una cosa, giocare per Siena, Pana, Barcellona, CSKA… con allenatori con le palle avendo come obiettivo la vittoria nei campionati e l’eurolega è un’altra. Spero solo che nel prossimo futuro possano giocare in contesti veri.

    Chiudo con questo: nel sito ESPN c’è la classifica, stilata da giornalisti e addetti ai lavori, dei giocatori per impatto/talento. Ebbene Gallinari è al 68mo posto, Bargnani al 81mo e Belinelli al 228mo.
    Curiosa alcune considerazioni. Su Gallinari si dice che i tifosi di NY si sarebbero infuriuati nel vedere il loro pupillo al 68ma posizione ma ora che è a Denver nessuno se ne frega, per Bargnani invece si dice che è la copia sbaidita di Dirk, e un altro dice che se solo prendesse più rimbalzi sarebbe 50 posizioni in avanti.

    Concordo. Ho sempre pensato che al loro massimo Andrea è il numero uno perchè ha un mix di talento e fisico raro da trovare ma se la testa non farà un salto di qualità sostenuto da un coaching staff decente, lo vedremo sempre vivacchiare ad un certo livello inferiore per impatto a Danilo più pronto di testa. Spero solo che a Denver facciano le cose per benino.

  3. Concordo con Diego, mi sembra che Bargnani sia l’unico che ha fatto il suo, pur con tutti i limiti.

  4. Riprovo a formulare il mio pensiero in breve: dei tre la vera delusione è stato Gallinari per come ha giocato e per le decisioni prese in alcune partite chiave, vedi contro la Germania. La testa e il cervello se lo è bevuto cammin facendo. D’altronde se per (quasi) due anni giochi alla corte di D’antoni non puoi che diventare un tiratore da tre senza ne capo e ne coda.

    Bargnani è stato il migliore, poche storie. Senza di lui la casella W sarebbe rimasta a zero. Ha difeso meglio di come ha fatto in Canada, ha preso più rimbalzi e segnato tanto sempre e solo giocando da centro. Ha comesso una serie di errori negli aiuti, dove proprio non sa come fare, ma nell’uno contro uno si è difeso discretamente. La cura NBA con il mitico duo Mitcchel/Triano lo ha pagato caro.

    Belinelli è il simbolo di come la NBA sia un’arma ha doppio taglio. Tra GS, Toronto e NO (senza Paul a breve) Marco si è ritrovato in contesti allucinanti relegato a ruolo di specialista. Non ci sarebbe nulla di male salvo che se lo fai a Dallas è un conto se lo fai in Louisina senza il folletto un altro.

    Purtroppo i nostri tre ragazzi hanno la sfiga di giocare in squadracce (Denver senza Melo, forse senza Nenè, senza Martin e Smith con un Harrington!!!!!, Toronto è un’incognita pazzesca, NO diventerà una lottery team) che non gli aiuteranno a crescere. Se non giochi in contesti veri e non fai PO si fa dura. Rischiano di perdere anni nell’oblio. Basta vedere Andrea. Anni buttati nel cesso con una dirigenza demenziale e allenatori che farebbero fatica ad allenare in Legadue.

      • Eh no, dovrebbe essere “World Peace 37”: ha cambiato il nome proprio perchè così i tifosi fischiandolo avrebbero fischiato la pace nel mondo… se no non ha senso!

        Tra l’altro, la stagione deve iniziare perchè devo procurarmi la sua canotta!

  5. Gallinari quello che ha fatto la figura migliore? Ma che europeo avete visto? Sicuramente il peggiore (tenendo conto anche delle aspettative e dell’infortunio patito) seguito a ruota da un Belinelli giustamente panchinato contro Israele. Già segnavamo poco, se Bargnani (come l’anno scorso nelle quali) non avesse giocato come ha fatto facevamo 50 punti a partita…

  6. Dipende come intendete il Basket… secondo me Bargnani agli Europei è stato forse il peggiore. Non basta vincere una partita contro la Lettonia da solo!
    In difesa era ZERO, lo superavano tutti. Contro la Germania… eravamo punto a punto, e negli ultimi minuti è stato divorato da Kaman.
    Hanno deluso tutti e 3, ma l’unico che veramente ha dato tutto è stato Gallinari. Lo confermo senza problemi. Le statistiche non sono tutto nel basket.

  7. si deve sempre partire dal punto di partenza… che hanno fatto ‘pena’ tutti e tre.
    Poi da li… Bargnani che doveva essere l’arma numero 1 del nostro attacco… spariva nei momenti clou, ed in difesa chiunque passasse di lì… faceva quello che voleva. Non basta fare 2 figure da leoni per fare la figura del ‘figo’.

    Gallinari ha tirato in maniera indecente, via via si è spento (aveva anche alcuni acciacchi), ma in generale ha provato a guidare la squadra, ha difeso alla grande contro Nowitzki, nei primi 2 match è sembrato l’unico che ci mettesse davvero l’anima in campo. Poi ha visto che tutti se ne fregavano, e ha fatto altrettanto.

    Ribadisco: non sono i numeri che fanno il basket, ci sono anche i piccoli particolari, le voci più nascoste, la difesa. E in tutto ciò, visto che da lui ci aspettiamo tutti tanto… Bargnani è stato il più deludente dei 3. Poi se vi accontentate dei 20 punti + 9 rimbalzi, beh sono contento per voi, io preferivo andare alle Olimpiadi.

    • Bargnani ha fatto quello per cui è conosciuto, e in difesa è stato meno inguardabile del solito…Belinelli indecente e Gallinari (di cui sembra non si possa mai parlare male) testardo, inconcludente, non l’ha mai messa e solo discreto in difesa…se poi consideriamo che doveva essere quello che ci cambiava le sorti…beh dire che ha deluso è dire poco…dici che ha visto che gli altri se ne fregavano e lui li ha seguiti…bel leader allora ma non era quello dei 3 che aveva più testa?

      kobisti…lebroniani…e ora gallo lovers…

  8. Bargnani ha giocato con una media superiore ai 20 punti a partita, fra i 6 migliori attaccandi del primo turno mi pare, giocando egregiamente in difesa, piazzando stoppate e anche qualche rimbalzo, e con una aggressività che non si vedeva da tempo. Gallinari è stato aggressivo e motivato le prime due partite, dopo è diventato più che il gallo una farfalla svolazzante nel campo. Si interstardiva in penetrazioni che cozzavano costantemente con la difesa ed era abbastanza inconcludente anche in difesa. Dire che Bargnani spariva nei momenti importanti significa aspettarsi da lui 40 punti a partita, il che francamente mi pare improponibile, oltre che, direi, assurdo dato che lo si considera inferiore a Gallinari(ahahahah). Qualcuno disse che con la serbia ha fatto punti nel garbage time, e sono cazzate, perchè ci ha quasi riportato in partita da solo, se lo avesse fatto il Gallo non avreste detto che era Garbage time ma che era un tentativo di rimonta. Contro la Francia è stato sontuoso, con la Germani idem, si è fatto superare in difesa due volte a fine partita e tutti a criticare, dimenticando come per tutta la partita fosse stato attento e preciso. Insomma, dire che il migliore è stato il Gallo mi fa veramente pensare che si debba esatlare sto ragazzo sempre e a prescindere. Io personalmente mi sento molto più deluso da lui che dal Beli, proprio perchè da Danilo ci aspettavamo tutti le sue proverbiali “palle” e la grinta da trascinatore. Invece si è ridotto a palla in mano e penetrazione…roba che manco belinelli…Se Gallinari è stato il migliore allora per confronto Bargnani è MVP della manifestazione….ma su dai…

  9. In linea di massima è difficile dare una valutazione obiettiva, soprattutto dopo delle prestazioni così deludenti.
    Più che di “migliore” dovremmo parlare di quello che si è comportato meno peggio e nell’inquietante deserto generale Andrea ha messo su qualcosa che va oltre i numeri, giocando da centro (che non è) anche contro squadre magari meno tecniche ma più fisiche e organizzate.
    Belinelli e Danilo non li commento, per motivi diversi.
    Il primo per rispetto a ciò che era e che potrebbe essere, il secondo perchè limitato fisicamente e palesemente incapace di esprimersi almeno al 50% delle sue possibilità.

  10. “Gallinari è stato aggressivo e motivato le prime due partite, dopo è diventato più che il gallo una farfalla svolazzante nel campo.”

    concordo. Il punto è che Belinelli e Bargnani non mi sono piaciuti nemmeno in quelle due partite.
    Che poi Bargnani non giocava propriamente nel suo ruolo mi interessa poco. In difesa – come qualcuno dice – non ha giocato per niente bene. L’impegno lo ha visto solo qualcuno di voi, io in alcuni momenti smadonnavo senza misura. La partita contro la Germania è stata quasi pornografica. Che poi ne mette 20 di media nel primo turno… mi interessa il dovuto se la squadra non va avanti e passa il turno.

    Matt parla di Gallo Lovers. Personalmente di Gallinari mi interessa il dovuto – e cioè quando gioca in nazionale. Anzi nel complesso mi piacciono molto di più i giocatori alla Bargnani. La realtà dei fatti è che Bargnani arrivati a questo punto della sua carriera… ha dimostrato meno di quanto doveva in realtà dimostrare; e mi dispiace perché ritenevo qualche anno fa Bargnani uno che poteva davvero diventare un uomo franchigia. Mi sbagliavo, e l’Europeo non ha fatto che confermare questa cosa. Gallinari – seppur pessimo – resta a mio parere quello che nelle prime due partite ha giocato meglio e dato di più. Metto da parte i 20 pts di media, o qualche stoppata… provo ad andare oltre un’analisi troppo semplice (e per certi versi veritiera).

    Poi la realtà dei fatti è che stiamo parlando di aria fritta… hanno fatto schifo tutti e 3, e l’Italia è stata sbattuta fuori. Andare fuori di testa su chi ha fatto meno schifo… mi sembra eccessivo, e forse anche un pò divertente :)

    • Purtroppo Bargnani vuoi per la testa, vuoi per allenatori incompetenti, vuoi per un GM da schiaffi non è arrivato dove tutti pensavano. Lui è il più talentuoso ma 5 anni a Toronto sono stati terribili.

      Poteva giocare al fianco di Hibbert centrone di Indiana, da loro scelto al draft, che avrebbe permesso al romano di giocare nel suo ruolo. La squadra di Toronto è ridicola al punto che un CSKA, un Pana o un Barcellona li schiaffeggerebbero. L’NBA è maledetta da questo punto di vista e i nostri son cascati male.

      Ora si deve sperare che Casey sia quello giusto e che il “fenomeno” di Colangelo aggiunga talento ad una squadra che ne ha poco. Su Gallinari sono poco speranzoso che i Nuggets facciano il salto di qualità. Lì non faranno la fila per venire come a Toronto e senza i Billups, Melo, Smith e Nenè si fà dura.

  11. So di andare fuori trama ma Pianigiani? nessuna citazione per il “burattinaio” senza fili,aveva un discreto talento in squadra ed ok il poco tempo per lavorare con elementi poco rodati tra loro e con il gallo alle prime presenze in nazionale ma in quella manciata di amichevoli ,alcune delle quali ben disputate, non ha mai puntato davvero a costruire un sistema di gioco valido.
    Trovare il peggiore ed il migliore della spedizione mi sembra un modo divertente per gli amanti di questo sport per sentenziare su tutto quello che non ha funzionato,e sono ovviamente d’accordo che i 3 tenori hanno colpe importanti nella spedizione lituana,ma la figura dell’allenatore(importantissima) è stata secondo me troppo tralasciata in quest’analisi premettendo che la stima per Pianigiani è assoluta questo senz’altro.
    Cosa si è visto a questi europei in un analisi che parte dalla panchina prima che dal campo?
    l’incapacità di dare motivazioni maggiori a quelle possedute da ogni altra squadra,una permissività nel concedere ai 3 qualsiai soluzione pur di creare gioco nel modo più subdolo possibile ,abbandonandoli spesso a loro stessi,senza infondere quella spasmodica ricerca del miglior tiro della miglior situazione possibile che solo tramite una buona circolazione di palla avviene e che non si è mai vista.Un gioco molto incentrato sui 3 e comunque senza mai valorizzare le loro doti .Senza isolamenti per il Gallo, palle in post per il mago,scarichi adeguati sull’arco per Belinelli situazioni di gioco che non hanno la soluzione di tutti i mali ma almeno avrebbero esaltato i singoli e invece senza nulla di tutto questo nonostante un gioco che si affidava molto al loro talento ,situazioni mai createsi perchè mai inserite in un sistema vero e proprio.Le migliori squadre europee hanno forse più giocatori dal Qi cestistico maggiore ma forse la verità sta nel mezzo e una buona trama di gioco parte soprattutto da chi siede in panca…forse non saremmo andati lo stesso lontanissimo ma credo che al di là di tutto i 3 “tenori” avrebbero potuto rendere di più e buona parte della loro assenza di buone prestazioni derivi da tutta la squadra e che questo conti molto più del singolo talento e delle varie statistiche.

    • Pianigiani ha le sue colpe ma fino a prova contraria se tu chiedi ai ragazzii un certo tipo di azione e quelli ne fanno un’altra non puoi fare nulla. Ricordo l’ultima azione contro Israele. Pianigiani dice di andare al ferro perchè nella peggiore delle ipotesi ci si garantiva un viaggio in lunetta. Cosa fanno? Tiro da tre di Gallinari e conseguente tonnara sotto canestro condita dalla minchiata del fallo di Bargnani a 0.7 secondi dal termine. I due “big” coinvolti in una azione ridicola!!

      Mi dirai: era una gara senza senso. Si ma questo è indicativo dello stato di salute della squadra. Senza testa.

      Pianigiani aveva problemi nel roster, senza un play vero e senza un centro. Squadra imbottita di gente che gioca in squadrette senza grande feeling per i match contro avversari veri. Hackett, Cusin, Cinciarini, Maestranzi, Datome, tanto per fare nomi dove hanno giocato? Quali sono stati i loro avversari? Sono stati decisivi nelle loro squadre? No.

      Tornando a Pianigiani, la consapevolezza di avere un gruppo non amalgamato e con poco talento e palle lo ha spinto inevitabilmente a lasciare carta bianca al trio. Molte volte chiamava gli schemi per dare ordine ma immancabilmente Hackett andava al ferro, o perdeva la palla, gli altri che non tiravano neanche a spararli con i tre che viaggiavano a percentuali ridicole salvo Bargnani che scollinava sopra il 40%.

      In un contesto del genere con un roster debole, una regia assente e con il cervello fumante (Gallinari) bollito non potevi andare avanti. Abbiamo pensato che con i tre sarebbe stato sufficiente per fare il salto di qualità senza renderci conto che oltre a loro c’era poco o nulla. Ora Pianigiani preparerà la spedizione per le qualificazioni agli europei del 2013 con nuovi innesti sperando che parte del lavoro intrapreso lo scorso anno si consolidi nel gruppo.

      Tutto questo per dire che un allenatore conta ma conta cosa ha in mano. E’ il materiale azzurro era tra i più scarsi dei 24.

  12. BASTAAAAAAAAAAAAA!!!
    Vi giuro che mi state facendo odiare Gallinari, cosa difficile perché supporto sempre gli italiani, ma è una cosa indecente.
    Il Gallo ha giocato un europeo orrendo, ORRENDO, doveva essere quello con le palle, quello vero, colui che ci guidava e tutto ciò non si è visto minimamente, mai che si sia preso la squadra sulle spalle eppure quello che viene criticato è sempre Bargnani.
    Dove sono state queste grandi partite di Gallinari? La prima ha fatto un ottimo primo quarto, forse tempo, poi è letteralmente sparito, cosa che se avesse fatto il mago lo avrebbero ricoperto di melma dicendo che segna quando non conta e poi se la fa sotto.
    La seconda ha fatto un discreto inizio e poi è sparito, si cita la grandissima difesa su Nowitzki e tutto ciò dovuto ai 2 falli che gli ha fatto fare ad inizio partita, anche perché poi spesso il crucco lo marcava Mancinelli, invece di Bargnani si dice che è stato annientato da Kaman, quando l’ha tenuto più che bene. Vero nel finale gli ha fatto 2 canestri importanti, in uno si è fatto uccellare (ma era una gran finta), nell’altro meglio non poteva difendere, poi se quello è bravo e segna lo stesso che ci può fare? Ma no, è sempre colpa sua che è una mozzarella!
    Terza partita, la prima in cui il mago parte titolare, perché ricordiamo che Pianigiani ha avuto la brillante idea di farlo partire dalla panchina, e la prima in cui viene servito con continuità, Bargnani si prende la squadra sulle spalle e la trascina letteralmente alla vittoria, Gallinari non pervenuto….ma non conta, giusto?
    Quarta altra prestazione sontuosa, anche contro Noah, visto che i soliti dicevano che il mago aveva fatto il gradasso contro i poveri lettoni, Gallinari non pervenuto, anzi sbaglia tiri importantissimi…ma, ovviamente, neanche questo conta.
    L’ultima non l’ho vista, ma quella non contava sul serio.
    Ditemi voi dov’è stato superiore Gallinari? Ripeto quello che avevo scritto al tempo, a prestazioni invertite il Gallo sarebbe stato eletto eroe nazionale con tanto di statua in ogni piazza d’Italia, mentre per Bargnani si sarebbero creati dei neologismi per insultarlo.

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