David Stern è alle prese con il momento più critico della sua carriera di Commissioner

“Stand”, resistere: stava scritto su alcune magliette indossate dai giocatori NBA, tra cui Kevin Garnett, Carmelo Anthony, accorsi a New York per le ultime trattative (inutilmente) tese a scongiurare un lockout nelle ultime settimane.

In questa parola si puo’ riassumere lo scontro epocale tra presidenti e giocatori NBA sfociato nel blocco (lockout appunto) di ogni attivita’, in primis la stagione dei free agent, in mancanza del CBA, ovvero il contratto collettivo che regola l’attivita’ di ogni sport professionistico americano, scaduto appunto il primo luglio.

Premettiamo subito che lo scopo dei proprietari e’ invertire il trend attuale, che porta le franchigie NBA a perdere intorno ai 300 milioni l’anno, in particolare ovviamente quelle che appartengono agli small-markets, cioe’ le piccole aree metropolitane come Memphis Milwaukee, New Orleans, mentre i giocatori non sono convinti sia delle cifre indicate come perdite, sia che debbano essere loro a rimetterci,

Vediamo di approfondire i punti in discussione.

Salary Cap e ripartizione degli utili

La proposta dei proprietari NBA nelle due ultime settimane di giugno e’ stata di un flexi-cap, ovvero di un tetto salariale piu’ duro del precedente, ma con dei margini di flessibilita’ molto alti. Cioe’ un tetto di 62 milioni, rispetto agli attuali 58, e con un limite non solo massimo ma anche minimo in cui “navigare”, un po’ come come il salary cap NFL che, per evitare di avere squadre non competitive, prevedeva un livello minimo di monte stipendi.

Questo flexi-cap dovrebbe durare 10 anni, e inserirsi all’interno dell’ancor piu’ delicata questione della ripartizione degli utili: attualmente il 57% dei proventi NBA va ai giocatori, che annualmente ricavano 2 miliardi di dollari tra salari e benefits.

Gli owners vorrebberlo ridurla di almeno 800 milioni annui, e di conseguenza ridurre il rapporto 57-43 a favore dei giocatori. Tanto che’ la controproposta del direttore esecutivo della NBPA, l’associazione dei giocatori NBA, Billy Hunter, di una riduzione di 500 milioni in 5 anni, e’ stata giudicata “insufficiente” dallo stesso Commissioner NBA David Stern, come anche una proposta all’ultimo momento di ridurre a 54,3% la quota di utili per i giocatori non ha convinto i proprietari a riprendere le trattative. Inutile dire che i giocatori avevano subito rifiutato il flexi-cap, giudicandolo un hard-cap mascherato.

Contratti garantiti e altre controversie

Un passo in avanti, sempre nelle ultime settimane, si era fatto con la rinuncia dei proprietari all’introduzione nell’NBA di contratti non garantiti, come nell’NFL, dove di fatto dall’oggi al domani si puo’ “tagliare” qualunque giocatore, senza corrispondergli l’intero stipendio: non a caso l’NBA e’ diventata la lega professionistica al mondo piu’ players oriented.

Il cambiamento sarebbe nel passare dai sei anni di contratto per un rinnovo di contratto, a 5, e per un accordo con una nuova squadra a 3 anni dagli attuali 5. Questo per evitare concentrazioni di star tipo Miami Heat, e ritornare a legami di fedelta’ con la squadra originaria del giocatore. In verita’ su questo punto, come su altri punti tecnici (percentuale al giocatore nel caso di trasferimenti), le differenze sono superabili. Vediamo quindi di analizzare le distanze tra giocatori e proprietari.

I motivi di uno scontro

Come ha detto David Stern, “non mi preoccupano le divergenze, mi preoccupa che tra noi e i giocatori ci sia una diversa concezione del futuro dell’NBA”, le posizioni sono veramente lontane, e non solo dal punto di vista economico.

Ed e’ proprio sulla ripartizione delle entrate NBA tra le diverse franchigie che si sono appuntati i sospetti dei giocatori. In sostanza, quest’ultimi ritengono, non del tutto a torto, di dover sapere quanti soldi vanno alle squadre piu’ piccole, proprie quelle che da un taglio salariale avrebbero molti vantaggi.

Il problema ben si pone, essendo l’NBA molto distante dall’NFL, dove l’80% dei guadagni derivanti non solo dai diritti tv, ma perfino dal merchandising e dalle carissime tribune vip allo stadio viene ripartito tra le 32 franchigie: mentre l’NBA redistribuisce fondi provenienti solo dalle squadre che arrivano alla luxury tax. In sostanza, e alle porte di un succoso nuovo contratto tv, i giocatori non credono in una NBA in perdita, o che comunque debbano rimetterci soltanto loro.

Prospettive future

Derek Fisher, play dei Lakers ma soprattutto presidente dell’associazione giocatori NBA, era stato chiaro: “Non accetteremo un brutto contratto per negare un lockout”, e come ha ribadito il vero uomo forte della NBPA, il direttore esecutivo Billy Hunter, che negozio’ gia’ per i giocatori nel precedente lockout del 1998, “alleggeriremo le nostre posizioni quando i proprietari alleggeriranno le loro”.

Sembra almeno scongiurata la vera bomba atomica che aleggia sulla lega, ovvero la decertificazione da parte dei giocatori: in sostanza, come avvenuto gia’ per l’NFL, consisterebbe nell’appellarsi ai giudici federali rinunciando a negoziare tramite i propri rappresentanti, per far giudicare illegittimo il lockout da parte dei proprietari.

In questo modo, pero’, si allungherebbero ulteriormente i tempi, che non a caso nel football parlano di 100 giorni di blocco di ogni attivita’, senza che un accordo sia ancora veramente vicino.

Il problema e’ che il dialogo e’ sembrato non bastare nell’NBA, e che anche senza decertificazione un accordo arrivera’ solo tra mesi. Gli owners NBA sembrano pronti a tutto, anche a perdere meta’ stagione, pur di ottenere il miglior accordo, e il rischio e’ di arrivare a gennaio senza che la stagione sia iniziata.

Pessimismo esagerato: forse, ma il rischio di parlare di basket a tavolino ancora per molto sembra essere veramente reale…

Post By Alberto Cavalasca (172 Posts)

appassionato della cultura americana, dagli sport alla letteratura al cinema della grande nazione statunitense…

per qualunque curiosita’ scrivetemi a: albix73@hotmail.it

Connect

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

46 thoughts on “Guida all’NBA lockout

  1. A questo proposito ho letto una dichiarazione di Gilbert Arenas (mi pare), che giustamente diceva:

    “Se metti un paio di scarpe su ebay che io ho pagato 100 dollari. Ed ora la gente fa l’asta e le compra a 200 anche se costano 100 non prendertela con chi vende le scarpe ma con chi fa l’asta. Se io sono free agent e 28 squadre dicono che valgo 50 milioni ma le restanti due si fanno la guerra alzando il mio prezzo fino ad 85, loro alzano il mio valore.”

    Insomma le squadre stanno pagando il prezzo della loro stessa stupidità e ingordigia, e non dell’avidità dei giocatori. Per altro sono propenso a pensare che non siano degli stupidi, quindi se sono stati disposti a suo tempo a pagare così tanto un giocatore sicuramente si erano fatti i conti in tasca.
    I giocatori della NBA sicuramente guadagnano troppo, se pensiamo che l’ultimo degli scaldapanchina prende tra i 370000 e i 500000 dollari l’anno, ma le franchigie non sono governate da sprovveduti.
    Sicuramente una regola che permettesse di tagliare un giocatore in maniera netta sarebbe interessante, metterei come clausole certamente l’impossibilità di farlo se il giocatore ha un infortunio certificato (da medici non-di-squadra), o di farlo per un giocatore che ha alle spalle 5 o più anni nel team.
    Promuovendo così la permanenza nella stessa squadra per tutta la carriera, ed evitando cose tipo “è il mio ultimo anno di contratto e gioco una super stagione, poi una volta firmato un nuovo contratto torno a fare il minimo sindacale”.

  2. Diciamo che sono parzialmente d’accordo col dire che se molte franchigie sono in rosso, la colpa è soprattutto loro, e degli assurdi contratti elargiti a giocatori spesso solo sulla base del potenziale (vedi Dalembert), o di un valore del tutto nn reale (vedi Gilbert o Lewis)

    Una cosa però va detta: alcuni stipendi, oltre che da idiozia, sono legati anche al fatto che i piccoli e medi mercati, per nn cadere nell’oblio, e dover ricominciare sempre da zero, sono spesso costretti a conferire un valore superiore al reale, alla loro superstar di turno, per evitare che questa parta verso altri lidi dove magari prenderà meno, ma avrà una esposizione maggiore, o lotterà per il titolo

    Guardate i soldi dati a Joe Johnson: questo ragazzo vale 20 milioni annui? Neanche per il cazzo, lo sanno tutti, lui per primo…ho da subito criticato la mossa di firmarlo a quelle cifre, ma se fosse finito a NY, o Miami, da dove ripartiva Atlanta? Squadra senza tradizione, notoriamente sfigata, mercato buono ma mai pienamente sfruttato

    Ma un Love, che è richiesto da una 20ina di squadre, logico che per rimanere a Minnie gli farebbe cagare sangue…e Minneapolis nn è LA, dove la gente fa a gara per giocare (pensiamo solo alle ultime dichiarazioni di Howard), è “in the middle of nowhere”, e tolto il periodo KG, è sempre stata la Siberia della NBA

    Su un’altra cosa sono stra-daccordo coi proprietari

    1-cap se nn fisso, con molte meno eccezioni di oggi, ed una soglia minima. Nn esiste che una squadra possa (o voglia) spendere 90, ed un’altra 40, il margine deve essere max un 20 milioni annui)

    2-i contratti garantiti: senza rrivare ai livelli della NFL, io vorrei che fosse possibile per i GM tagliare i giocatori che nn vogliono più, dando loro solo una % del loro stipendio. Dato che un giocatore tagliato può accordarsi subito con altre franchigie, nn vedo poi tutto questo danno economico per loro…

  3. Daccordo col Flexy cap. Basta coi Clippers o i Twolves del caso e con Heat o Lakers ammazza trade.

  4. vik:

    mi dispiace, ma questa volta sono completamente in disaccordo con te e condivido, invece, le parole di arenas.

    solo i rarissimi casi, che si contano sulle dita di una mano, mi schiero dalla parte dalla parte dei datori di lavoro e questo nn è uno di quei casi. io mi schiero con i giocatori, cioè i “lavoratori”, coloro che rendono possibile l’esistenza della nba. e nn tanto con le stelle, quanto con i cosidetti gregari, con i vari fisher e battier, cioè quei giocatori che realmente ci perdono e molto dalla politica dei tagli che voglio attuare i proprietari. è vero, anche questi giocatori guadagno cifre molto superiori rispetto alla gente comune, ma bisogna pur sempre considerare che la loro carriera se va bene, dura una decina di anni, quindi un tempo abbastanza breve

  5. analizziamo invece i motivi per cui sono in rosso i conti delle squadre. c’è una cosa che per me stona molto, ed è quella che le squadre sono in perdita, mentre i profitti della lega sono in aumento. questo per me è un controsenso che si spiega solo con la scarsa oculatezza nella gestione dei soldi da parte dei proprietari. arenas nell’intervista ha detto una cosa su cui riflettere: poteva firmare per 127, invece ha firmato a 111. come ha speso i soldi risparmiati la franchigia? con una intro migliore per la partita.

  6. parliamo anche di un’altro aspetto.

    esistono pur sempre delle eccezioni, ad esempio gli hawks che avrebbero il palazzetto vuoto anche in finale, o come nella baia che aveva il tutto esaurito anche ad inizio millennio, bisogna considerare, però, che di norma, se una squadra ha problemi di pubblico, nn è perchè il mercato di quella città nn affascina, ma principalmente è perchè quella squadra fa schifo

  7. prendiamo minnesota: se ci sono poche persone al palazzetto è perchè la squadra è oscena e nessuno ha voglia di spendere 50 o più dollari per vedere una squadra imbarazzante, senza possibilità di lottare e che probabilmente verrà fatta a pezzi dall’avversario di turno oppure se la partita è tirata è solo perchè gioca con gente al loro stesso livello, cioè basso

  8. e ciò che dico trova riscontro con la realtà di memphis, che fino ad un paio di anni fa a vedere i grizzlies c’era giusto il custode appoggiato al manico di una scopa, mentre quest’anno, con una scquadra competitiva magicamente il pubblico ha ripreso a seguirla.

    quindi il pubblico c’è solo se c’è anche una squadra competitiva e se c’è equilibrio tra le squadre.

  9. per creare un maggior equilibrio, l’hard cap può essere una soluzione, ma a mio avviso è una soluzione troppo complicata da attuare, anche perchè come bisogna comportarsi con i contratti che sono già in essere? si annullano tutti. o si lasciano inalterati mettendo le squadre in una condizione di totale immobilità? e di aspetti complicati ce ne sono ancora molti.

  10. la mia idea, invece, è molto più semplice, ma a mio avviso anche più efficace: per creare equilibrio bisogna disincentivare le squadra a spendere cifre eccessive. la luxury tax era nata con questo scopo, solo che si è visto negli ultimi anni che nn è pienamente efficace, visto che esistono squadre come lakers e mavs che sono in luxury di oltre 20 mil da più di 5 anni, segno che per i loro proprietari, pagare 100 o 120 nn fa molta differenza.

  11. quindi per frenare le spese di queste persone, la soluzione per me è quella di introdurre una luxury tax progressiva

    mi spiego meglio: in quella attuale si paga un dollaro per ogni dollaro eccedente. in quella progressiva si pagerebbe 1 dollaro per ogni dollaro eccedente al primo anno, 2 al secondo, 4 al terzo, 8 al quarto e così di seguito

  12. per fare un esempio pratico: prendiamo i lakers. pagano 90 mil di stipendi, la luxury è a 70 mil. quindi complessivamente spendoni 110 mil. il secondo anno ne spenderebbero 130, 170 al terzo 250 al quarto e così di seguito. io questo modo sarei proprio curioso di vedere chi ha voglia di pagare di tasse nel giro di 3 anni il doppio di quello che spendono per gli stipendi. logicamente il conteggio si azzera appena una squadra torna sotto la luxury.

  13. tra l’altro bisogna considerare che in questo modo è molto più difficile l’aggregazione di talento come successo a miami. infatti, visto che quei 3 coprono il cap, per competare la squadra, vanno in luxury per i prossimi 5-6 anni. fate voi i conti di quanto dovrebbero spendere di tassa al sesto anno. a meno che i giocatori nn scelgano di ridursi lo stipendio in maniera drastica, cosa a mio avviso impossibile e che cmq porebbe essere fatta anche con l’hard cap

  14. quindi visto che sarebbe difficile ammassare troppe stelle, queste sarebbero costrette ad andare in mercati minori, spalmando in questo modo il talento tra le squadre in modo da avere più competizione tra queste.

  15. inoltre occorre prendere in considerazione che in questo modo risulta molto più semplice capire chi è un gm valido, dato che deve costruire un roster competitivo con la possibilità di entrare in luxury tax al massimo per 2 anni, per essere considerato ancora vantaggioso e nn rischiare di mandare in bancarotta la franchigia

  16. ho sudato postando il commento rispetto a quando gioco a basket

    per una mia piccola soddisfazione, fatemi sapere cosa ne pensate si questa soluzione

  17. complimenti a albix73: bel articolo!

    Io non sono per niente d’accordo con la possibilità di tagliare i giocatori: se hai sbagliato a dare un contratto troppo grande, ne paghi le conseguenze per tutta la durata; altrimenti sarebbe facile prometterti la luna per poi tagliarti appena non rispetti le promesse. Inoltre, questo meccanismo, aumenterebbe la “slealtà” della lega, come si è visto in questi anni: giocatori tagliati che vanno a giocare in squadre da titolo per due soldi…

  18. concordo con In memoria di pienamente,a queste condizioni diventa una nuova serie A italiana,3 o 4 si giocano il campionato,le altre fanno numero..

    • bisogna ripensare i contratti: in molte leghe una parte cospicua è composta da bonus,cioè è molto semplice,tanti giocatori fanno la stagione super e poi preso il contrattone se ne fottono,smettono di lavorare,di migliorarsi in estate,tanto il loro stipendio è garantito sia che si fanno 40 minuti o che giochino 12….come pensato che l abbia preso l attuale contratto Dalembert?? come mai quest’ultimo anno ha fatto un annata non male? guarda caso è in scadenza….tutta colpa dei GM??

      • se nn è tutta colpa loro, lo è per la maggior parte.

        se uno gioca decentemente solo nell’ultimo anno di contratto e poi ritorna a fare schifo appena trova un gm che vuole inchiostrarlo a cifre sostanziose, mi dispiace ma il deficiente è il gm

        un giocatore può anche chiedere come stipendio il pil della cina, è un coglione, ma chiedere nn costa nulla, ma se poi arriva uno e glielo da realmente, quet’ultimo è coglione 2 volte.

        i cestisti, anche se privilegiati, sono cmq persone che lavorano per un datore di lavoro e come qualsiasi altro dipendente di questo mondo lavora per chi gli offre di più

        penso che anche tu tra un lavoro che ti offre 1000 euro e uno che te ne offre 2000, scegli il secondo. oppure accetti il primo perchè ritieni di valere 1000 euro?!? anche se le cifre nn sono paragonabili con quelle dei giocatori, il discorso di fondo resta lo stesso

        tra l’altro, se nn fosse colpa di gm e proprietari, come mai ci sono thunder, spurs che ottengono risultati con una gestione più attenta, mentre squadre come wolves e raptors, che offrono 7 mil ad amir e 5 a milicic, fanno pena? è colpa dei giocatori?

  19. io sono assolutamente d’accordo con le franchigie, l’nba dipende da loro e non dai giocatori, quelli si trovano ovuinque, ma se non ci saranno più franchigie dove giocheranno? perchè devono guadagnare tanto? invece dei cap perchè non bloccano i contratti, vale a dire porre un limite invalicabile, in modo che un giocatore non possa guadagnare più di quanto effettivamente valga, se ci fosse una regola del genere giocatori come Arenas Jonson e Lewis non avrebbero quei contratti, per non parlare di Durant che prenderà 20ml a 27 anni, quando probabilmente ne chiederà 25 per altri 3 anni, quindi a 30 ne prenderà 30ml, cazzo, sono cifre assurde in una lega dove alcune farnchigie sono difatti fallite, vedi New Orleans, cazzo questi guadagnano barche di soldi e si lamentano pure

    • scusa, ma l’nba esiste come la conosciamo noi perchè esistono celtic, lakers, knick e bulls, o perchè ci sono stati giocatori come russel, chamberlain, jordan, pearl monroe, duncan, garnett, magic, bird, pippen, ecc…? pensi realmente che senza questi giocatori la nba potesse avere la risonanza mediatica che ha attualmente?

      come dici tu i giocatori si trovano sempre, ma nn avremmo l’nba, se va bene avremmo l’nbdl, che nnè proprio la stessa cosa. è molto più facile trovare qualcuno che vuole fare una nuova franchigia e la storia lo dimostra quando nacque l’aba, dove inizialmente approdavano i maggiori talenti, anche perchè guadagnavano di più

      riporto l’intera intervista rilasciata da arenas sul lockout e spiega questa cosa in una maniera semplicissima:

      “Ieri ho letto un articolo in cui si diceva che io sono il giocatore simbolo dei motivi della serrata. Ve lo dico ora per l’ultima volta, se non capite, mi dispiace. Cercherò di spiegarmi con parole di tutti i giorni. Se metti un paio di scarpe su ebay che io ho pagato 100 dollari. Ed ora la gente fa l’asta e le compra a 200 anche se costano 100 non prendertela con chi vende le scarpe ma con chi fa l’asta. Se io sono free agent e 28 squadre dicono che valgo 50 milioni ma le restanti due si fanno la guerra alzando il mio prezzo fino ad 85, loro alzano il mio valore. Ed allora gli altri free agents, che hanno il mio esempio, e magari sono più bravi di me, vogliono più soldi. Un contratto firmato a quelle cifre segna un precedente. Invece di attaccare i free agent, andate da chi il problema lo crea, chi ‘scommette’. Se io valgo 50 ma uno mi offre 85 il problema è suo. Gli altri 29 dovrebbero ‘sgridarlo’. Sembra che noi siamo andati da loro ed abbiamo firmato come volevamo i contratti. Purtroppo le persone ricche non riescono a controllare le altre persone ricche ed allora attaccano i lavoratori. Se la smettessero di strapagare i giocatori non avremmo il lockout. Se io ora vi offrissi 100 milioni, voi direste WOW e li accettereste. Lo so perchè ogni volta che regalo delle scarpe 30 mila persone fanno a gara per prendersele. Quindi smettetela di mentirci. I proprietari che strapagano e continuano a farlo nel tempo significa che ce li hanno i soldi. Così facendo gli altri proprietari vanno in sofferenza. Avrei potuto firmare per 127 milioni ma ho accetato un contratto da 111 milioni facendo risparmiare la squadra e loro come li hanno spesi? Un intro migliore per la partita. Tutti hanno giocato a Monopoli almeno una volta. E chi vince? Quello che gioca in maniera più intelligente. Gli altri cercano invece di capire dove hanno sbagliato. Forse se la smettessi di comprare qualsiasi cosa su cui metti piede non perderesti dei soldi. Parlando di Monopoli, ogni giorno gioco a Pogo.com ed il mio nome è ‘whodatsensei’ e giocare è gratuito. Ora spero che abbiate capito meglio. Non sono contro il lockout, voglio solo farvi vedere il punto di vista di un giocatore. Sono anche io un proprietario e so di cosa sto parlando. Speriamo che tutto si risolva perchè tutto ciò colpisce i tifosi. Proprietari e giocatori troveranno sempre un modo di fare i soldi. Questo è quanto avevo da dire”

  20. Io infatti me la prendo con chi da quei soldi e con chi non fa regole appropriate, tanto è vero che sui contratti firmati ho detto palesemente che bisogna stabiolire dei parametri in base al vero talento del giocare e stabilire un limite che non può assolutamente essere superato, però è anche vero che oggi il casino c’è e va risolto ed i giocatori devono fare un passo indietro.
    Quando dico che sono le franchige a fare l’nba lo dico in senso pratico, no simbolico o mediatico

    • il punto è che il mercato fa lievitare gli stipendi a livelli assurdi,per questo ci vogliono gli stipendi non garantiti perchè l imprenditore che è il datore di lavoro non è sicuro che il contrattone dato a quel giocatore si trasformerà in più vittorie per la squadra e cioè più pubblico,poff,incassi dai poff e via dicendo,è un discorso molto complesso,ma la verità è che i soldi li mettono i proprietari e non c è scritto da nessuna parte che non possano giocare per cifre inferiori,è chiaro che non vogliono arretrare perchè loro hanno solo una finestra ridotta per guadagnare quelle cifre…mi fai l esempio di Milicic che non è proprio il più indicativo del mondo,se Dalembert prende 13 milioni e rotti quest’anno vuoi che 4 milioni e qualcosa Milicic non se li meriti? guardati le cifre dei 2 giocatori quest’anno ed è facilissimo intuire che la posizione di centro è quella più drogata,perchè essendoci pochissimi centri forti devi tirare i soldi dietro anche a quelli mediocri…un altro tipo di cap risolverebbe molti problemi…per me ascoltare Gibo Arenas che parla del lock out è come sentire Silvio Berlusconi che parla dei comunisti..non proprio obbiettivo…

  21. scusate mi spiegate una cosa che non mi è chiara? ma quando parlano di 57% degli utili ai giocatori che vuol dire? che oltre allo stipendio partecipano agli utili nella misura del 57%.
    Che in quel 57% rientra il loro stipendio? ed in questo caso se l’utile è negativo in teoria lo stipendio sarebbe zero. (anzi dovrebbero parteciapre alle perdite).
    poichè la seconda opzione mi sembra folle, credo sia corretta la prima che mi sembra assurda dato che non capisco in base a cosa i giocatori debbano partecipare all’utile dato che non assumono nessun rischio d’impresa…
    Alert, IWY, albix73..mi illuminate pf?

  22. No, sakuragi, ero gia’ stato attento a non essere fuorviante nell’articolo. I giocatori, tramite salari e benefits, arrivano a prendersi il 57% dei revenues, redditi, entrate NBA: fossero utili ovvio che il discorso sarebbe diverso! Non a caso i proprietari vogliono ridurre questa quota anche con un hard (o flexi) cap…

  23. Ma questo benedetto 57% è una media o è così per ogni franchigia? immagino sia una media.
    Per cui quando i giocatori dicono di voler scendere al 54% non capisco poi sulla singola franchigia come andrebbe ad impattare. Mi viene da dire che nei Lakers, dato che sono in attivo, il monte salari sai ben più basso del 57% dei ricavi… sbaglio?

  24. espy85:

    guarda che le regole per gli ingaggi esistono già ed esistono anche i limiti.

    un giocatore nba nn può chiedere lo stipendio che vuole, ma può chiedere al massimo tra il 30 e il 35% del salary cap, e tale % varia in base agli anni di anzianità nella lega; inoltre è anche stabilità la % di aumento annuale. senza contare che persino i contratti dei rookie sono prestabiliti in base all’ordine di scelta. quindi dei limiti per i contratti ci sono

    il problema nasce quando determinati proprietari, gm, ecc… elargiscono stipendi fuori mercato per giocatori mediocri, facendo lievitare a dismisura il monte ingaggi. come ha detto arenas, se 28 squadre dicono che un free agent vale 50, ma le altre 2 si fanno la guerra e portano il valore ad 85, sono quelle 2 che creano un precedente e di conseguenza tutti i giocatori vogliono un trattamento simile.

  25. espy85:

    altro punto: come fai a parametrizzare un ingaggio, quali parametri utilizzi? le sue statistiche? e allora a quanto ammonterebbe lo stipendio di un giocatore come battier? lui potrebbe chiedere al massimo un paio di mil. il problema che l’apporto che shane da alla squadra nn si vede dalle statistiche, ma fa parte di quelle cose chiamate intangibles. caso contrario, quanto avrebbe duvuto guadagnare un ricky davis? le sue squadre hanno sempre avuto record pessimi, ma le sue statistiche erano quasi da all-star, visto che viaggiava a circa 20 punti di media. su questa logica il suo stipendio doveva essere di almeno 15 mil.

    bisogna guardare ai risultati di squadra? allora gente come bowen doveva avere un ingaggio da all-star e magari il tmac di orlando poteva chiedere al massimo sui 5-6 mil.

  26. espy85:

    se parli di senso pratico, allora parli a livello mediatico, poichè, essendo un sport, deve fare intrattenimento, spettacolo e lo spettacolo nn lo fai con le franchigie, ma lo fai con i giocatori, perchè sono loro che scendono in campo e portano e portano pubblico. quindi l’nba esiste perchè esistono i giocatori.

    sappi che questo è per tutte le attività. se un’azienda esiste, nn è perchè c’è qualcuno che la apre, ma è solo perchè ci sono persone che lavorano al suo interno.

    ti dirò di più: un’azienda può esistere senza proprietario, ma è morta senza operai

  27. zotal:

    per la serie “sono tutti froci con il culo degli altri”

    ma che caz.zo vai scrivendo. che razza di discorso è “ci vogliono gli stipendi non garantiti perchè l imprenditore che è il datore di lavoro non è sicuro che il contrattone dato a quel giocatore si trasformerà in più vittorie per la squadra e cioè più pubblico”. mi dispiace, ma quello che fai è un discorso troppo semplice. il proprietario è quello che tira fuori i soldi, ma proprio per questo lo fa a suo rischio e pericolo. quando prende qualcono fa un investimento, una scommessa e per sua stessa definizione una scommessa è rischiosa, può andare bene o male.

    è troppo comodo fare una scommessa e, se va male, farne pagare le conseguenze ai lavoratori.

    nn so quanti hanni hai e se lavori, ma penso che farebbe girare altamente le palle se il tuo datore di lavoro ti dice “io adesso faccio un investimento rischioso, ma sappi che se mi va male ti licenzio”. nn so te, ma io lo manderei a fare in cu.lo e gli dico, no nn fai l’investimento e mi mantieni il posto di lavoro.

    se un proprietario ha fatto una stronzata, mi dispiace, ma lui si tiene le conseguenze di questa, nn le fa pagare sulla mia pelle, perchè se lo fa, io dopo gli do fuoco alla macchina, alla casa a qualsiasi cosa

  28. hanamici:

    la % se la fai sul totale o su ogni singola voce, la somma finale ha sempre lo stesso risultato.

    cmq quella % è sull’intero incasso annuale della lega. viene fatto questo per una questione di equilibrio, dato che al suo interno ci sono mercati più floridi come new york e los angeles e realtà meno ricche come magari portland e sacramento. quindi magari si avrebbe che i primi, con il 57% avrebbe un cap a 80 mil, mentre i secondi con la stessa % avrebbero il cap a 40 mil.

    se sommi le singole % avrai lo stessi risultato, solo che facendolo sul complessivo viene più semplice e più equa la ridistribuzione

    spero di essermi spiegato

    • ciccio calmati non sei il portatore della verità,non permetterti di dire che scrivo stronzate hai fatto un esempio che non c entra nulla nulla e te l ho fatto notare rispetto la tua opinione però tu rispetta la mia sennò ci metto poco a mandarti a fare in….è chiaro che i proprietari rischiano in NBA,ma non puoi applicare la situazione come se si stesse parlando di una fabbrica o di una piccola o media impresa…io non dico che gli owners non sbagliano.lo hanno fatto ma qui il problema è che se vuoi una lega equilibrata devi ridurre il massimo spendibile e livellarlo per tutti perchè è normale che non tutti voglion spendere lo stesso,ma non ci son squadre che giocano per le coppe o per salvarsi,i team non devono essere in perdita costantemente,con questo sistema si continuerà con le perdite per chi non ha revenues alte..questo è ciò che penso…il giocatore se non gli dai quello che vuole c è un altra squadra pronta a dargli la vagonata di soldi…poi,se il propietario ha fatto la cazzata concordo,continua a pagarlo ma almeno se vuole tagliare il giocatore NON dovrebbe contare sul cap come accade ora..

      • * quando dico non garantiti intendo: se ti prometto 15 milioni 8 sono tuoi comunque,7 li becchi chesso,se giochi 1500 minuti in stagione,se fai 15 punti a partita…etc,non intendo dire il 100% non garantito…

  29. no zauker non ho capito il discorso.. puoi porvare a spiegarti usando parole diverse?

  30. @hanamichi è molto semplice: ai giocatori spetta il 57% delle entrate complessive della lega, A PRESCINDERE da quello che c’è scritto nei loro contratti: a fine anno si fanno i conti, se la somma di tutti i contratti NBA supera il 57% del BRI, allora i giocatori devono “restituire” agli owner quei soldi in proporzione al loro salario, se invece è inferiore al 57% del BRI gli owner devono integrare quella somma con un versamento ulteriore in modo che si arrivi a quel bendetto 57%.

    in buona sostanza, i contratti dei giocatori sono “virtuali”, e servono solo per conteggiare se le squadre rientrano nel cap e quanto spazio hanno: i soldi effettivi che i giocatori si mettono in tasca dipendono poi da questo “aggiustamento” fatto a fine stagione.

    ad esempio, l’anno scorso un contratto da 12M di dollari nominali si è tradotto, in realtà, in un pagamento VERO di 11.1 milioni.

    • e in effetti proprio i soldi che ad agosto dovrebbe dare l’NBA come conguaglio dell’anno, e che verrebbero congelati nel CBA decennale proposto dagli owners, sono fonte di rabbia per i giocatori che li vorrebbero adesso e non tra dieci anni!

  31. Secondo me si perde di vista il reale problema, noi da tifosi giustamente guardiamo alla competitività della lega, cioè al maggior equilibrio possibile, da quello che leggo invece ai proprietari interessa il giusto questo argomento, anzi direi poco o nulla, a loro interessa guadagnarci o come minimo non andarci in perdita, che sono due cose molto differenti

  32. Se fosse solo una questione di equilibrare la lega sarebbe tutto semplice a mio avviso, si mette un cap rigido da 70M con possibilità di arrrivare massimo a 75M sopra il quale non si può andare e una soglia minima di spesa di 50M con un pavimento massimo a 45M, chi spende più di 70 paga una luxury, chi spende meno di 45 idem, si chiede ai giocatori di accorciare i contratti in base alle età, 4 anni le matricole, max 5 per i giocatori sotto i 30, max 3 per i giocatori sopra i 30 in modo da rendere più flessibili i cap oltre a una riduzione graduale degli stipendi di un 10% dei massimali a partire dal 2014. Oltre a questo metterei l’opportunità da parte delle società di non considerare nel cap il contratto di un giocatore che subisce un infortunio grave (accertato esternamente) e perde più di 60 partite e non può giocare i play-off.

  33. La domanda che mi pongo però è: come farebbero certe società che sono in perdita già ora spendendo meno e prendendo i soldi della luxury a star dentro spendendo mediamente 50M e prendendo molti meno soldi di luxury?????

    Questo è il grosso problema, e per questo si sta chiedendo ai giocatori di rinunciare a tanti, tantissimi soldi e diritti, quando la soluzione sarebbe una e una soltanto e tutti qui la conosciamo:
    RIDURRE A 24 LE FRANCHIGIE, più partite, più introiti televisivi, più competitività!!!

    Purtroppo qui si sta pagando il prezzo di una gestione fallimentare degli ultimi anni, e si sta chiedendo ai giocatori di pagare la cauzione per tutti e credo sia profondamente ingiusto, qui chi vuole fare il frocio coi culi degli altri sono Stern e gli owner, che hanno fatto mille cappellate e ora chiedono agli altri di toglierli dagli impicci.

  34. quello che dicono Gatzu e Fletcher è molto interessante…io parto dal presupposto che stiamo parlando di NBA,sport professionistico americano,e siccome negli States filantropi ce ne sono proprio pochi,quindi i proprietari vorrano sempre se non guadagnarci almeno non perderci,non son tutti quelli che trattano la squadra come un giocattolo (Buss,Cuban) e se ne sbattono altamente delle perdite….i miei ragionamenti non possono includere fasi del tipo ah ma i giocatori sono lavoratori,non si può accostare secondo me un giocatore NBA,che è quella con il salario medio più alto NEL MONDO a degli operai,commercianti,artigiani e via dicendo….i giocatori sono dei privilegiati secondo me ed è ovvio che si oppongano a ipotetiche riduzioni dei salari però anche da come l NBA ha ribattutto ai dati sciorinati da Forbes e ripresi da un quotidiano questi giorni si vede che anche la Lega non è contenta dell andazzo,io vorrei un salary cap fisso o con un limite per quello che si può spendere oltre,in fin dei conti l’NBA è bella proprio perchè potenzialmente tutte le squadre possono avere delle stars in squadra e competere come meglio credono,questo elemento dovrebbe essere preservato,sono anche d accordo sul limite minimo da impegnare ogni anno in stipendi…

  35. Zauker

    Hai capito solo in parte il mio discorso (anche perchè sono pigro ed ho scritto due righe)

    Confermo quello che dicono in tanti, e che ho già detto, ovvero che i proprietari sono i primi colpevoli per aver elargito certi contratti, e che bastava non lasciarsi prendere dalla frenesia di spendere, o di veder partire un giocatore “futuribile”

    Però c’è anche un margine di rischio, una percentuale di imprevisto, che per quanto tu sia bravo a giudicare, rimarrà sempre aleatoria. Guardate ad esempio TMac: ha 32 anni, all’epoca della firma del suo ultimo contratto “serio”, c’era qualcuno che pensava ad un rendimento simile oggi? Quando Arenasfu rifirmato nel 2009, qualcuno avrebbe potuto pensare che sarebbe finito ai margini della Lega? Quando Grant Hill passò ai Magic, quelli della Florida come potevano sapere che avrebbe trascorso più tempo in infermeria che in campo?

    E di esempi così se ne possono fare a decine (come di esempi contrari, di gente firmata a poco, e diventata importante). Per quanto si possa essere bravi a giudicare un giocatore sia nella testa che tecnicamente, c’è un margine di rischio, ed anche piuttosto elevato

    Quando parlo di contratti parzialmente garantiti, lo dico perchè il giocatore eventualmente tagliato potrebbe poi immediatamente rifirmare con un altra franchigia. Mettiamo contro che Rashard Lewis sia tagliato, e che i Wizard gli debbano corrispondere solo, nn so, il 50% del suo salario. Rashard avrebbe poi la possibilità di firmare con chi vuole, magari nn a cifre eccessive, ma comunque le perdite sarebbero relative

    E non è neanche vero che i giocatori tagliati andrebbero a rinforzare le squadre già forti, perchè con un salary cap rigido, lo spazio quello sarebbe, quindi certi giochetti non sarebbero possibili

    Personalmente capisco la posizione di Arenas, ma posso anche capire alcuni proprietari in mercati di medio-basso livello che, in determinate circostanze, strapagano alcuni giocatori per non farli andare via, con conseguenze nefaste su squadra e comunità locale. Per sopravvivere la NBA deve in primis andare incontro alle esigenze di questi.

    Ok, sono miliardari comunque, non è che se nn lo fa finiscono in mezzo ad una strada…dico solo che poi questi si trovano col cap ingolfato, nn hanno i soldi di Cuban, e quindi si forma in automatico una franchigia materasso. Il che ha reso la NBA più simile al calcio europeo che alla NFL negli ultimi anni

  36. Attenzione però che il ragionamento “la Lega è in perdita perché i proprietari danno contratti assurdi” non è corretto.

    Come detto da Fletcherlynd e come potete ascoltare nel podcast (perdonate la pubblicità :D) che è uscito oggi il totale dovuto ai giocatori è una cifra fissa e predeterminata.
    Ci fossero 400 Arenas o ci fossero 400 minimi salariali nulla cambierebbe, ai giocatori spetterebbe sempre e comunque il 57% del BRI.
    Non un dollaro di più né uno di meno, a prescindere dai singoli contratti.

    I contrattoni uccidono la competitività e la flessibilità delle singole franchigie (Orlando oggi, NY ieri), non la loro economia.
    È una Lega in cui ci sono i Lakers che guadagnano più di tutti pur essendo da anni in Luxury Tax e i Kings e i Bobcats che perdono più di tutti pur essendo da anni al limite minimo.

  37. Si deve trovare una soluzione che sia quantomeno salomonica. Entrambe devono cedere qualcosa altrimenti si rischia di saltare la stagione.

    Per come la vedo io ci sono vari problemi:

    1- stipendi folli generati dal mercato e dal desiderio delle “piccole” di tenersi il giocatore di riferimento, l’ultimo caso sotto gli occhi di tutti e JJ;
    2- salary cap più rigido e un tetto max e min da rispettare. Sono tifoso Kings e vedere la franchigia essere “costretta” a prendersi il contratto di un giocatore infortunato (Daniels) per salire sopra i 41 mln fa riflettere;
    3- spalmare il talento. Inutile girarci attorno. Ci sono realtà come Toronto che senza campioni affollano l’arena (almeno 15 mila) nonostante in città ci siano altre due franchigie professioniste (Blue Jays e Maple Leafs) e altre che vedono spazi vuoti nonostante siano ai PO, come Indianapolis, Atlanta e NO. Sacramento che viaggia nei bassifondi è passato da anni di tutto esaurito (17347 spettatori) a poco più di 12 mila. Quindi se hai una stella anche nei mercati sospetti 15 mila fans li vedi altrimenti non puoi non soffrire economicamente;
    4- ridurre le franchigie (non accadrà mai) in base al mercato/spettatori e non al record. Inutile avere NO che non ama il basket, Minnie, Atlanta, Milwaukee… che non hanno mercati decenti e peggio ancora non riempiono le arene;
    5- i contratti più corti con dei garantiti. Si fissano degli obiettivi e se li raggiungi ti prendi tutto il malloppo altrimenti il 70% tanto per dare un numero.

Commenta