Cosa possa spingere trecento ragazzi ad assistere ad un incontro in cui è presentata l’ennesima ristampa di un “libro non libro”, vecchio di una decina d’anni e scritto da un giornalista ex avvocato che, a detta sua, dice un scacco di “cazzate” è semplicemente la passione per la pallacanestro.

La presentazione di questo piccolo volume che raccoglie svariate storie di basket americano e non solo, non sempre a lieto fine, si trasforma presto in una chiacchierata a 360° che tocca i più svariati argomenti. Partendo dalla pallacanestro a ruota libera fino alla Birmania, passando per il cinema e per la sua passione per il Milan.

Non a caso il primo “excursus” della giornata è un omaggio allo storico capitano del Milan Franco Baresi, nato a Travagliato, Brescia, cittadina dove l’evento è stato organizzato e persona per cui Buffa ha una venerazione quasi mistica.

L’incontro è stato intitolato “Where Buffa happens”, citando una nota pubblicità NBA. Moderatore Mauro Bevacqua, giornalista. Dopo una breve introduzione del libro e la spiegazione che i profitti andranno in beneficenza in Birmania per un progetto scolastico si apre un dibattito con il pubblico prontissimo a fare domande, avido di risposte mai banali e sempre colorati con aneddoti divertenti.

Molti spunti nascono dalle recentissime Finals. Piccolo sondaggio per valutare quanti, guardando Mavs-Heat, tifavano contro i “Big Three” a prescindere dall’avversario. La metà dei presenti alza la mano e da lì l’avvocato snocciale una serie di aneddoti, storie e idee tecniche con una fluidità di parola pari alla fluidità di scrittura di Kerouac, un flusso continuo ricco di spunti che sembra essere senza fine.

In pochi minuti ci spiega come Mark Cuban, owner dei Mavs, studente uscito da Indiana University senza grandi aspirazione, fosse partito da insegnante di Cha Cha Cha e in pochissimo tempo avesse costruito un impero. Con una semplice idea. Trasmettere le radiocronache delle partite dell’Indiana University, tanto semplice che nessuno ci aveva ancora pensato.

Il passo verso l’aquisto dei Dallas Mavericks è breve ed oggi la fonte maggior di guadagno è con il cinema. A Dallas Cuban c’è andato per tre motivi: ”lo sport, i soldi e le belle donne e non per forza in quest’ordine”. Raccontandoci del suo viaggio alle Finals del 2006 Buffa ci racconta del personaggio Cuban, avanti trent’anni rispetto a chiunque altro.

Se in Italia Lotito ha inventato la “Task Force” per monitorare il campionato di Serie A, Cuban è andato oltre con un dossier sugli arbitraggi degli ultimi quattro anni, fischio per fischio, pro e contro i suoi Mavs. Naturalmente il tutto pubblicato sul blog personale, cosa che gli è costata circa 1 milione di dollari di multe.

Su Nowitkzi ci spiega come molti abbiano cambiato idea e lo considerino oggi più forte di quando vinse il titolo di MVP e il giocatore che è diventato è la conseguenza della sconfitta nel 2006. Automatica scatta la domanda sull’europeo più forte di sempre nella NBA. Il ricordo, non senza emozione, torna a Drazen Petrovic, che come ricorda sarebbe sopravvissuto all’incidente se fosse stato alla guida.

Terzo quintetto assoluto nel primo anno in cui gli era stata data l’opportunità di giocare con continuità, nessuno però potrà mai sapere dove sarebbe potuto arrivare. Donn Nelson, che scelse Nowitzki prendendolo dalla seconda serie tedesca considera però Sabonis meglio del tedesco. Il dibattito è aperto, di sicuro un altro giocatore come il 41 dei Mavs difficilmente lo rivedremo.

Parlando di tattica oggi esistono due correnti di pensiero tecniche nella NBA. Chi crede come i Lakers che si possa vincere solamente con i centimetri e la stazza e chi invece come D’Antoni che vuole un gioco con atipici con la predisposizione al tiro da tre punti. La forza di Nowitzki è quella di essere talmente unico da costringere l’avversario diretto giocare zone del campo poco abituali. Con i Lakers costringeva Gasol o Odom ad uscire e liberare l’area, con i Thunder invece più spesso in post-basso per sfruttare la maggior fisicità.

Parlando di centri due parole non potevano non essere spese per Shaq ormai ritiratosi.

L’aneddoto più divertente quello che vede Buffa, a notte fonda, in cerca di un ristorante a L.A.. La sua attenzione viene rapita dall’arrivo di una limousine con musica talmente alta da sembrare un aereo in atterraggio.

Dall’automobile scende Shaq con la crew e offre una mancia di 700 dollari alla cameriera del ristorante per un posto a sedere, senza badare che il locale è mezzo vuoto. Tutto normale?

Forse per Shaq si ma per non farsi mancare niente, all’arrivo dell’ordinazione, tempo tre minuti da quando si è seduto, si rialza con tutta la compagnia, saluta e se ne va alla faccia dei 700 dollari appena lasciati… comunque niente a confronto dei 1000 dollari che Tyson diede di mancia al Madison Square Garden alla signorina per avergli portato la birra…

Non sfugge alla discussione naturalmente LeBron James: ha sbagliato ad andare a Miami? Avrebbe fatto meglio a scegliere Chicago? New York?

Partendo dalla considerazione che nessuno negli ultimi anni NBA ha vinto il titolo senza avere a fianco un altro top player e che nessuno dei top free agent sarebbe venuto nell’Ohio, la partenza era l’unica soluzione. Probabilmente però l’errore di James è stato di andare nella squadra di Wade, se fosse andato a Chicago avrebbe trovato una situazione ideale, anche se si dice che Rose non abbia fatto i salti mortali per portarlo ai Bulls.

Sul recentissimo Draft l’avvocato dice che i Cavs non abbiano avuto dubbi sullo scegliere Irving, nelle loro valutazioni nettamente meglio di Knight di Kentucky in quanto già interprete di altissimo livello del pick and roll. Sulla seconda scelta assoluta dice che i Lakers hanno offerto Odom per arrivare a Williams per mettere a roster un giocatore di talento, futuribile e già adesso in grado di assicurare maggior mobilità difensiva e atletismo che ha evidenti limiti, evidenziati da Dallas, sulle rotazioni.

Sempre su Williams ancora i Cavs hanno avuto la possibilità di un provino con Tristan Thompson . Il canadese scelto alla quattro ha impressionato per fisicità e atletismo anche se molto meno tecnico di Williams ma i Cavs pensano di essersi assicurati l’asse play-centro per il futuro.

Buffa non nega una passione speciale per i Clippers. E sempre a proposito del Draft ci ricorda che pur di liberarsi del Barone, in cambio di Mo Williams, hanno inserito anche la loro prima scelta che inevitabilmente si è trasformata nella prima chiamata assoluta… i soliti “si prevedono tempi duri e quando non lo sono stati” Los Angeles Clippers, che però possono consolarsi con Blake Griffin, sempre che non decida di trasferirsi altrove, magari nella stessa città sponda Lakers.

Infatti i Lakers esercitano un fascino particolare per storia e per la città in cui giocano…c osa che non accade per i Clippers anche se “le strade, i semafori e i palazzi sono gli stessi”. A proposito di Lakers Buffa racconta di come l’owner Jerry Buss fosse una squattrinato abitante della periferia losangelina che abitava in una casa in cui non si capiva come mai le piastrelle si sporcassero sempre di nero. E’ bastato sollevarne alcune per capire che la casa era stata costruita su un giacimento di petrolio.

Oggi passata la mano al figlio Jerry Buss si gode la pensione dorata mentre Jerry jr ha deciso di prendere le redini della gestione dei giallo-viola chiamando ad allenare Mike Brown senza però avvertire Bryant. Bene ma non benissimo come inizio.

Un consiglio per un giocatore in rampa di lancio per la prossima stagione? Sulla scia di Randolph di Memphis attenzione a Monta Ellis. Se fosse in una squadra da play-off avrebbe molta più considerazione.

Chiudiamo con il lock-out. Gli owner hanno avanzato pretese per ricavare maggiori introiti e l’unico modo possibile è quello di prendere una parte dei profitti dei giocatori naturalmente decisi a concedere niente. Entrambe le parti restano sulle posizioni iniziali anche se l’idea è che si arriverà a dividersi la torta 50 a 50.

Ufficialmente il lock-out è iniziato e, come fece nel 1999, sarà Stern a stabilire una data ultima per poter far iniziare la stagione. Difficile che prima di allora le parti trovino l’accordo ma tutti sanno che non possono permettersi di perdere audience uno stop rischierebbe di far saltare i contratti con gli sponsor proprio in un momento in cui il seguito NBA è al massimo di sempre.

Le Finals sono state una di quelle più seguite in TV di tutta la storia. Se “per Stern le Finals ideali sarebbero Lakers A contro Lakers B”, non dispiace nemmeno l’idea di rivedere i “tre amigos” in finale, tutti incollati alla TV per vedere come va a finire, a tifare pro i pochi tifosi Heat, a tifare contro tutti gli altri.

Post By bianco20 (73 Posts)

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12 thoughts on ““Where Buffa happens”

  1. Grazie tante per aver fatto un articolo del genere.
    E’ sempre un vero piacere ascoltare Federico….sempre.

    Io, che odio il calcio da ormai pù di 10 anni, lo scorso anno ho seguito una trasmissione su sky dove si parlava di Milan e in studio c’era invitato proprio l’avvocato. Per il piacere di sentirlo l’ho seguito parlare dei rossoneri per cinque interi minuti……e ho detto tutto ;-)

  2. Piccola postilla:

    La domanda sul draft (che gli ha fatto il sottoscritto) è stata la seguente:

    “Irving alla 1, Knight alla 8, ci sono davvero 7 chiamate di differenza fra i 2, ossia Irving è così più forte di Knight o i Pistons hanno fatto l’affere?” E la risposta è stata quella pubblicata, con l’aggiunta che secondo lui il prodotto di Duke è l’unico potenziale giocatore franchigia del draft.

    Gliene avevo fatta un’altra di domanda, sempre sul draft, sulla mossa degli Spurs (cedere Hill a Indiana per la scelta di Leonard) e l’Avvocato mi ha risposto che questa decisione di SA è figlia del primo turno con i Grizzlies e in particolar modo di Zach Randolph che lui (Buffa) dice essere stato uno dei pochi singoli giocatori ad aver fatto fare più incubi a Pop…

    Sono state 3 ore molto interessanti…. e ha detto un sacco di cose, troppe per riportarle tutte per iscritto…

  3. ha dei tempi scenici fantastici che amplificano esponenzialmente il piacere del suo sapere.
    un grandissimo.

  4. fabiolous
    Posted July 9, 2011 at 11:30 AM

    grandissimo federico! è possibile sapere le prossime date delle sue presentazioni?

    mi interessano anche a me, ciao

  5. mi accodo al commento2 di Kem : dove è possibile vedere il video completo di tutto l’incontro ??

  6. è stata una serata memorabile. sopratutto per noi che abbiamo organizzato averlo a cena al ristorante per altre due ore è stato incredibile.

  7. I video postati non sono completi. Si può sapere se c’è la possibilità di vedere il video integrale se pur spezzettato? Credo che la richiesta sia condivisa da molti.

  8. si peccato non poter vedere tutta la conversazione
    e sopratutto peccato non esserci andato(un tantino lontano da me)

    ad ogni modo un mito Buffa

    una capacità unica di sintesi e di narrazione, ma la sua qualità migliore secondo me è il farsi credere(passatemi il termine) la capacità di convincerti che i suoi concetti sono giusti, ci riesce sempre, mai una volta che dopo un suo ragionamento io abbia pensato “nooo sta dicendo una stronzata” mi viene sempre da dire tra me e me “ha ragione, è vero è vero”

    fossi stato lì avrei sicuramente fatto una domanda su T-MAC
    ricordo in quell’epico Houston-San Antonio Buffa dire: Bowen soffre Tracy molto più di Kobe per questa sua capacità di elevarsi
    avrei sicuramente chiesto cos’è mancato ad uno così
    perchè uno 0 titoli l’altro 6

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