Kyrie Irving con David Stern la notte del draft

Ecco la nostra guida alle scelte del draft tenuto giovedì scorso. Partiamo!

1) Kyrie Irving PG, Cleveland Cavaliers: scelta quasi dovuta dai Cavs, Irving non convince del tutto gli addetti al settore, causa propensione agli infortuni, poco atletismo e tiro nella media. Non abbiamo davanti un John Wall, ma e’ possibile che comunque l’ex Duke riesca ad imporsi a Cleveland per gli anni a venire nel ruolo, se non proprio a fare la differenza. La sua propensione ad essere uomo-assist in una squadra senza un go-to-guy e’ un limite, ma questa e’ una squadra giovane senza obiettivi immediati, quindi almeno Irving potra’ crescere senza troppa fretta.

2) Derrick Williams PF, Minnesota Timberwolves: anche se il GM Kahn ha cercato di dirottare questa scelta a mezza NBA, in cambio di un top-player, da Nash a Tony Parker, alla fine i Wolves arricchiscono il loro front-court gia’ affollato, ma non sono esclusi futuri scambi. Intendiamoci, non per colpa di Williams, ma per pura convenienza di colmare altri buchi nel roster: il prodotto di Arizona e’ forse il giocatore piu’ completo scelto in questo draft, puo’ giocare anche ala piccola e ha un tiro dalla media efficace, oltre che gli skills fisici per giocarsela sotto canestro con i piu’ titolati atleti NBA.

3) Enes Kanter, C, Utah Jazz: scelta a sorpresa ma non troppo, visto che il potenziale del giovane turco e’ ampio. Stazza, skills di qualita’ per tiro e rimbalzi, non testato dal lontano Hoops Summit 2010 dove pero’ travolse tutti. Potenziale nel post basso, in accoppiata con Derrick Favors, molto alto, sorge pero’ una domanda. E Paul Millsap in questo quadro c’entra, o sara’ obiettivo di uno scambio prossimo venturo? Comunque scelta potenzialmente azzeccata.

4) Tristan Thompson, PF, Cleveland Cavaliers: una scalata incredibile quella del talento di Texas, passato in pochi giorni da una scelta a meta’ giro, a una chiamata al numero 4. Forse un po’ troppo per un giocatore di grande potenziale fisico, ma ancora un po’ da costruire, soprattutto nel gioco offensivo. Resta il fatto che l’asse Irving-Thompson, piu’ nel domani che nel presente immediato, rimane valida, anche se uno steal di Derrick Williams a questo punto era una opzione legittima, ma purtroppo rimasta sulla carta per la squadra dell’Ohio

5) Jonas Valanciunas, C, Toronto Raptors: scelta un po’ così, tipica si direbbe di Bryan Colangelo, che non convince molto.  Valanciunas lascia  dubbi, per esempio, per le palle perse a partita e la gestione dei falli. Se teniamo poi conto della sua difficile situazione contrattuale, che potrebbe ritardare il suo arrivo nell’NBA, giusto dubitare che Toronto non volesse un giocatore subito disponibile per motivi di salary cap.

6) Jan Vesely, SF, Washington Wizards: giocatore dalle lunghe leve e molto atletico, sembra fondersi perfettamente in una squadra destinata a correre molto e giocare in velocita’ con John Wall, e che ha bisogno di giocatori che gli stiano al passo. Vesely sembra inoltre in grado di difendere le ali piccole NBA, spesso da Josh Smith a Lebron James delle ali grandi mascherate, mentre dovra’ rivedere il tiro, dalla meccanica un po’ incerta.

7) Bismack Biyombo, PF, Charlotte Bobcats: nell’unico scambio veramente in grado di cambiare, almeno a un certo livello, la dinamica del draft, Charlotte e’ avanzata al settimo posto, scegliendo un po’ discutibilmente il gigante congolese. Gigante grezzo, quasi nullo in attacco, certo utile a chi nel pitturato ha solo Kwame Brown e un sopportato Boris Diaw, ma se pensiamo che in giro c’era ancora Brandon Knight o Kwahi Leonard, ecco che Biyombo sembra una scelta azzardata.

8) Brandon Knight, PG, Detroit Pistons: il vero steal del draft, e il primo colpo di fortuna di Detroit da una vita a questa parte. Knight era dato almeno ai Jazz con la terza scelta, e averlo preso all’ottava e’ la soluzione, per il prossimo futuro, del problema del playmaker che funesta i Pistons da quando lasciarono andare Billups. Rodney Stuckey potrebbe reinventarsi come combo guard se rimanesse, ma avere tra le mani l’acerbo ma talentuoso prodotto di Kentucky e’ importante per la ricostruzione difficile di Detroit.

9) Kemba Walker, SG, Charlotte Bobcats: l’avevamo dato alla quinta o alla settima, e’ arrivato alla nona scelta, ed e’ difficile dire quanto potra’ dare Walker nell’NBA. Diciamo che Charlotte rientra nel novero di squadre in ricostruzione in cui lo avevamo inserito come destinazione, e visto le sue caratteristiche imprevedibili – non regista puro, troppo piccolo per una combo-guard – puo’ essere un boom o un bust. Deve migliorare un po’ tutti i fondamentali, nell’NBA non basteranno grinta e leadership come a Connecticut.

10) Jimmer Fredette, SG, Sacramento Kings: mettiamola così, dopo il mancato trasferimento ad Anaheim, i Maloof cercavano pubblicita’ per la squadra di cui sono proprietari e l’hanno trovata. Non perche’ Jimmer sia una scelta sbagliata del tutto, ma perche’ i Kings hanno fatto una trade con Charlotte e Milwaukee per scendere di 3 posizioni, finendo per non prendere una point-guard disponibile come sarebbe stato Knight alla settima, e per giunta si trovano sul groppone il contratto di John Salmons dai Bucks. Alla fine si dovra’ trovare l’intesa giusta tra Fredette, Tyreke Evans che e’ un po’ regista e un po’ guardia, e il sopracitato Salmons. In sostanza il dubbio degli ultimi due anni a Golden State tra Curry e Ellis, sperando in una soluzione migliore per i Kings.

11) Klay Thompson, SG, Golden State Warriors: avendo piazzato sul mercato Monte Ellis, i Warriors in attesa di concludere una trade, si sono cautelati con uno shooter puro come Thompson, andato un po’ sottotraccia perche’ proveniente dalla piccola Washington State, ma in verita’ emerso bene negli ultimi report pre-draft. Tipo di giocatore in grado di inserirsi velocemente, meglio per il nuovo coach Mark Jackson.

12) Alec Burks, SG, Utah Jazz: scelta discreta, giocatore senza grandi picchi, ma dal buon atletismo e la capacita’ di segnare con continuita’, meno dal perimetro, dove ai Jazz sperano che emerga il secondo anno Gordon Hayward. Probabile un po’ di apprendistato in D-League.

13) Markieff Morris, PF, Phoenix Suns: l’altro gemello Morris piu’ talentuoso era disponibile, ma ai Suns avevano bisogno del fratello cattivo, o comunque piu’ adatto ai desideri di Phoenix. Trovare un rimbalzista e anche difensore sotto le plance, in grado di fare quel gioco sporco che in una squadra piena di giocatori perimetrali difetta. Sperando che sia pronto fin dall’inizio.

14) Marcus Morris, SF, Houston Rockets: ecco l’altro Morris, piu’ talentuoso, dotato di un bellissimo tiro in sospensione. Avendo abbastanza muscoli, con Scola, Budinger, Hayes, e mancando in circolazione a quel punto un affidabile centrone vice-Yao Ming, scelta giusta da parte dei Rockets: potrebbe essere la sorpresa dei rookie di quest’anno.

15) Kwahi Leonard, SF, San Antonio Spurs: come dire, una soluzione che soddisfa tutti. Sceso a sorpresa dalla top-ten, veniva dato anche alla quinta scelta, Leonard e’ stato scelto dai Pacers e poi prontamente girato per George Hill agli Spurs: un ottima e atletica ala capace di segnare e prendere rimbalzi, un possibile clone di Gerald Wallace, offre una ventata di freschezza a una squadra vecchiotta come quella di San Antonio. Indiana ne esce con un giocatore utilizzabile anche come guardia oltre che come play, in coppia con un altro giocatore giovane come Collison.

16) Nikola Vucevic, SF, Philadelphia 76ers: tipico giocatore bianco di grande stazza e poca mobilita’,  aumenta peso a chi (Hawes, Speights) in verita’ ce l’ha gia’, ma evidentemente ai Sixers si vogliono cautelare nel caso riuscissero a liberarsi del contrattone di Elton Brand. Vucevic comunque ha anche un buon tiro ed e’ un rimbalzista tenace, quindi una scelta abbastanza sensata a questo punto.

17) Iman Shumpert, PG, New York Knicks: abbastanza divertente (se non si e’ tifosi Knicks!) vedere Spike Lee girarsi e chiedere chi diavolo era Shumpert, al momento della chiamata numero 17. Vero che i Knicks mancano di difesa, ma a cosa dovrebbe servire una point guard difensiva ma incapace di gestire il gioco???? Anche il proposito di trasformarlo in guardia difetta, a meno di cassare d’Antoni, tecnico che ama giocatori perimetrali in grado di piazzare triple con continuita’, non proprio la specialita’ di Shumpert. In sostanza, eterna confusione ai Knicks.

18) Chris Singleton, PF, Washington Wizards: buona scelta a questo punto, il prodotto di Florida State e’ un’ ala versatile, in grado di marcare anche giocatori piu’ piccoli senza soffrirne molto, puo’ essere un buon complemento di Vesely. Un giocatore alla Shawn Marion che da’ il suo contributo anche in attacco, e si dimostra sempre pronto. Un quasi steal alla diciottesima scelta.

19) Tobias Harris, SF, Milwaukee Bucks: come avevamo detto e’ stato scelto alla dicionnesima chiamata, anche se non da Charlotte ma da un’ altra squadra in aggiustamento, se non proprio in ricostruzione. I Bucks dovranno riuscire a farlo giocare al meglio, come ala piccola o grande, ma contando i suoi diciannove anni, margine per migliorare ne avra’ sicuramente.

20) Donatus Motiejunas, PF, Houston Rockets: il giocatore di Treviso non ha convinto fino in fondo gli scout NBA, per diverse lacune tecniche, a partire dalla capacita’ a rimbalzo, che per un 2,10 e’ quantomeno lacunosa. Scelto all’inizio dai Wolves, e’ stato dirottato ai Rockets nella trade per Brad Miller e sicuramente rimarra’ ancora in Italia a maturare.

In un draft non ricchissimo di talento, queste le scelte successive piu’ interessanti.

Alla 22sima pick, Denver ha scelto Kenneth Faried, che come avevamo scritto la settimana scorsa era uno degli sleeper piu’ interessanti, e che potrebbe diventare per i Nuggets il nuovo “Birdman” Andersen, giocatore difensivo e ottimo stoppatore.

Sempre Denver nella trade a tre che ha coinvolto anche Dallas e Portland ha ricevuto Jordan Hamilton, guardia tiratrice che aumenta le opzioni perimetrali dei Nuggets, soprattutto se J.R. Smith andasse via come Free Agent.

Kyle Singler ha pagato cara la scelta di non rendersi eleggibile l’anno passato, ed e’ scivolato al secondo round per essere preso dai Pistons. Tyler Honeycutt, talentino da NCAA, e’ scivolato anche lui al secondo giro di scelte, e si giochera’ il posto ai Kings.

Da menzionare infine Jon Leuer shooting guard  da Wisconsin, che rimane nello stato del formaggio e cerchera’ di fare il roster coi Bucks, e Josh Selby ignorato dai Knicks, ma scelto come numero 49 da Memphis. Visto il suo potenziale, chissa’ che non sia il vero talento nascosto del draft.

Post By Alberto Cavalasca (172 Posts)

appassionato della cultura americana, dagli sport alla letteratura al cinema della grande nazione statunitense…

per qualunque curiosita’ scrivetemi a: albix73@hotmail.it

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8 thoughts on “NBA Draft 2011: Review

  1. complimenti all autore per l articolo…i Kings in questo draft non hanno mostrato molta sapienza,hanno fatto una trade orrida,scendendo di 3 posizioni,riprendendosi un giocatore che avevano mollato qualche anno fa per liberare spazio salariale che adesso hanno diminuito di nuovo,dato via un giocatore utile come Udrih che non è un fenomeno ma almeno costa di meno di Salmons e preso alla 10 Jimmer Fredette che un play non è,col senno di poi dovevano rischiare,aspettare e si sarebbero ritrovati B Knight nelle mani e poi potevano organizzare in maniera diversa un eventuale scambio….buono I Thomas con l ultima scelta del secondo giro per me…

  2. Chi esce sconfitto sono i Cavs…Kanter-Knight sarebbe stato meglio di Irving-Thompson…malissimo i Bobcats….
    Bene Jazz….Spurs e Pistons…
    Dubbi sui Kings…ma se Jimmer esplode….!!

  3. complimenti per l’articolo.
    occhio a Marcus Morris, bello da vedere
    e questo si fa 10 anni di nba

  4. Io spero tanto che i Lakers o chiunque altro firmi Chuckwudiebere Maduabum! Buona fortuna telecronisti eh eh!

  5. Avevano due scelte alla 32 e alla 53: sembra che Justin Harper possa essere un ala grande che dia qualche minuto dalla panchina, nulla di piu’…

  6. Per me i vincitori di questo draft sono i Jazz, i Pistons e i Bobcats.

    I Jazz hanno pescato quello che secondo me è il miglior giocatore del draft: un ala-pivot con doti fisiche “Made in USA” e mani da europeo è qualcosa di più unico che raro: la coppia Favors-Kanter è futuribile e può dare grandissime soddisfazioni ai Jazz.

    I Pistons hanno trovato in Knight (meglio lui di Irving, a mio avviso) il giocatore da cui ripartire e con il solido Greg Monroe formerà un asse play-centro di altissimo livello. Con il ritorno di Jerebko e con le cessioni di Hamilton&Prince si può ricominciare la scalata ai piani alti.

    I Bobcats prendono Biyombo, stoppatore eccellente e atleta impressionante, e Walker, combo guard a tratti “unstopable” in grado di squartare le difese. L’unico dubbio riguarda Biyombo: questo qui rischia di diventare un Thabeet chiunque, oppure di dominare i pitturati NBA per i prossimi 10 anni.

    Attenzione alla scelta n° 60, Isahiah Thomas: visto un paio di volte, è davvero molto interessante.

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