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Quale destino per Bargnani a Toronto?

Può un giocatore, reduce dalla 5° stagione consecutiva in cui ha innalzato la propria media punti, arrivando ad averne 21.4 di media, alla soglia dei 25 anni e quindi ancora nel pieno della maturità cestistica, essere essere considerato una scommessa persa e persino un giocatore deludente?

Si, se ti chiami Andrea Bargnani e porti con te una camionata di aspettative derivanti dall’essere stato scelto con un primo pick assoluto (1° europeo della storia).

Aspettative in gran parte disattese, per demeriti propri e di altri, che ne hanno bruciato il potenziale, che 5 anni orsono era realmente importante.

Non stiamo parlando di un bust, ma di un giocatore di qualità, che ha dimostrato di poter essere un atleta di un certo livello in questa lega.

Giocatore con qualità particolari, che sarebbero state sicuramente apprezzate in qualsiasi altro contesto, senza attese di quel genere.

Il Mago sbarca nelle lega del 2006, scelto da Bryan Colangelo nuovo GM e deus ex machina dei Toronto Raptors, su imbeccata di Maurizio Gherardini, suo braccio destro nella sua nuova avventura canadese.

Nel solito ruolo e con caratteristiche simili Toronto ha già in Chris Bosh la stella della squadra, con in sella un coach che per tenersi il posto al sicuro, ne asseconda i capricci e ne esalta l’ego.

Per prendere Bargnani, Toronto passa sulla scelta di gente come Brandon Roy, LaMarcus Aldrigde, Rudy Gay.

Facile ora parlare con il senno di poi, certo è che comunque la scelta di Toronto fu un azzardo anche allora.

Ma c’era un progetto tecnico che lo vedeva coinvolto almeno sulla carta, per formare con Bosh un reparto lunghi in stile Europeo, dinamico, offensivamente condizionante per le difese altrui.

Peccato che a guidare questo progetto fosse un coach limitato dal punto di vista tecnico, e come concezione di gioco, Sam Mitchell.

La storia la conoscete un po tutti, i primi 3 anni spesi a trovare la sua collocazione tattica e tecnica, prima partendo dalla panchina, poi titolare convertito a centro, ma senza le stigmate del centro, senza quelle caratteristiche basilari che un big man deve avere nella NBA per non finire nel mirino della critica: fisicità in area, specie in difesa, intimidazione e doti di rimbalzista.

Ecco qui svelati i limiti più evidenti del Mago. Limiti su cui ha lavorato nei primi anni di carriera ma che negli ultimi 2 anni, con il naufragare del progetto ideato da Colangelo sono passati in secondo piano, e sono stati reputati troppo fisiologici per sparire o essere nascosti del tutto.

Due anni tra l’altro in cui Toronto ha puntato forte su di lui, prima rinnovandogli il contratto a cifre importanti, 50 milioni di dollari in 5 anni, cifre da uomo franchigia, che poi è divenuto anche tecnicamente con la dipartita di Chris Bosh verso Miami.

L’ultima stagione, quella dei 21.4 punti di media, in 35 minuti di utilizzo, doveva essere quella della consacrazione, quella in cui, senza più alibi o compromessi avrebbe dovuto e potuto sviluppare il proprio gioco ed alzare il livello delle prestazioni.

Innalzamento in gran parte statistico, ma non con l’impatto sperato dalla dirigenza.

Non ha aiutato il fatto Andrea si evoluito in quello che è diventato uno dei gulag della NBA odierna, dove nessuno vuole andare e da cui tutti sperano di fuggire, a parte chi vuole mettersi in mostra.

Oltra ai succitati limiti difensivi, in questa stagione interlocutoria, il Mago ha palesato altri limiti, di natura offensiva e di approccio al gioco.

Troppo monodimensionale in attacco per valere un investimento così importante, o per reggere alle pressioni di essere un uomo franchigia, cosa che assolutamente non è ora e non è mai stato nemmeno prima e nella più rosea delle aspettative.

Si ha come l’impressione che il rapporto, forte fino a poco tempo, tra la dirigenza e il giocatore si sia incrinato, e fonti riportano di malumori anche tra i tifosi per nulla soddisfatti delle sue prestazioni.

A Toronto il credito e la fiducia nel suo gioco è andata scemando, Colangelo recentemente ha dichiarato che Andrea non è più un punto fermo dei prossimi Raptors, e che quindi è cedibile.

Al draft addirittura Toronto ha scelto un giocatore con cui non si incastra molto bene, ovvero il lituano Valanciunas, centro fisicamente paragonabile al primo Bargnani, ancora acerbo e in dubbio di un approdo NBA prima del 2012, ma che comunque alimenta le voci di una sua dipartita imminente.

L’idea dei Raptors, raccolta da vari umori e da sensazioni che circolano in rete è che i punti fermi della ricostruzione (l’ennesima negli ultimi 3 anni…) siano DeMarr Rozan, Ed Davis ed il neo draftato.

Bargnani in questo contesto ha poco senso, tatticamente e tecnicamente, anche alla luce dell’ingaggio del nuovo coach, Dwyane Casey, che viene dipinto come un esperto della difesa e che vorrà giocare sugli stimoli dei suoi giocatori, sulla fame che hanno di emergere, per tenersi il più possibile saldo al timone, visto che da New York parlano di sirene canadesi per Mike D’Antoni.

Quindi il nuovo coach non farà prigionieri per giocarsi le sue chances.

Il Mago è di fronte a un bivio importante della sua carriera, ed ha di fronte a se scelte che lo costringono a rimettersi in gioco, lontano dalla bambagia che lo circondava a Toronto, un ambiente ovattato e disegnato dal sarto umanamente e tatticamente per le sue caratteristiche.

A 25 anni, ancora nulla è perduto, la sua carriera può avere una svolta, è ancora in tempo, a patto che si renda realmente conto di ciò che è: un comprimario, anche di lusso, uno specialista, ad alto livello probabilmente un sesto uomo.

Quello che un tempo era considerato il nuovo Dirk Nowitkzi, ad oggi è parso più essere il nuovo Mehmet Okur.

Non che il Mago avesse scelto questa scomoda comparison. Tuttavia tutti, tra analisti, tifosi ed addetti ai lavori, in base al potenziale mostrato in maglia Benetton, puntavano in quella direzione.

Aspettative, appunto.

Lasciando Toronto lascierà inevitabilmente alcuni privilegi che si era conquistato con il tempo, ripartirà da zero, le sue prestazioni nella propria metà campo saranno nuovamente sotto i riflettori, ancora di più della sua capacità di segnare dal pick & pop e di allargare il campo.

Ma è l’unica via percorribile che ha, per dare un senso alla sua carriera NBA, che è all’apice della sua produzione numerica, ma forse ai minimi storici per impatto effettivo, per stimoli, per il fatto che non ha saputo togliersi di dosso l’etichetta di giocatore soft e schiavo delle % al tiro, anzi, forse addirittura questa etichetta se l’è marchiata a fuoco sulla pelle.

Dove può andare il Mago?

Ancora non è certo, perché per ora si parla di lockout e non di mercato, ma si vocifera di diverse offerte pervenute ai Raptors e di sicuro le sue ore a Toronto sono agli sgoccioli.

Noi possiamo solo azzardare delle ipotesi, basate sul contesto tecnico delle presunte contendenti di Andrea, la loro situazione salariale e lo spazio di manovra che hanno.

La sensazione è che Toronto cedendo il Mago, traderà a perdere, perché il suo contratto è pesante, perché a quelle cifre probabilmente si muoveranno solo albatross altrui magari con scadenza minore, perché anche in caso di trade vantaggiose, Toronto otterrà giocatori di secondo piano, magari giovani e con potenziale inespresso.

Idea Orlando Magic

Il sistema dei Magic è chiaro, avere potenza di fuoco sul perimetro, per lasciare a Dwight Howard tutto lo spazio di cui necessita in area. Orlando ha un evidente buco sotto canestro, con i soli Howard e Brandon Bass come lunghi affidabili. Ci sarebbe Ryan Anderson che però è un rincalzo. Ci sarebbe il nuovo Rookie Harper, ma è appunto un rookie.

Il Mago in questo contesto potrebbe giocare accanto a un centro che gli tolga pressione difensiva, che non lo costringa a giocare in zone del campo che non gli sono naturali, come il post basso, che sappia valorizzare la sua capacità di segnare su scarico. Darebbe inoltre taglia fisica a una frontline che tolto il solo Howard, supera a malapena i 205 cm.

Ovviamente per averlo Orlando non dovrebbe sacrificare pedine importanti, e a Toronto offrirebbe i suoi scarti, in primis Hedo Turkoglu per non parlare forse di Gilbert Arenas. E qui la trattative morirebbe prima ancora di nascere.

Idea Chicago Bulls

Molto complessa, non fosse altro per la predisposizione di Thibodeau verso giocatori di impatto difensivo, ovvero il contrario della caratteristiche del Mago. Ma il vero tallone di achille dei Bulls, palesato negli ultimi playoff è la mancanza di tiratori che possano allargare il campo alla penetrazioni di Derrick Rose senza far diventare l’attacco macchinoso. Per come è strutturato l’est, con la potenza Heat che ha 2 esterni come Wade e James, Chicago non può permettersi troppo Korver in campo senza pagare dazio. Viceversa un lungo di 210 da affiancare a Noah prendendo il posto di Boozer, con Gibson a dare energia dal pino, potrebbe fare al caso.

Ma Toronto accetterebbe Carlos Boozer?

Idea San Antonio Spurs

A San Antonio seguono sempre con interesse i giocatori europei e Bargnani avrebbe molte delle caratteristiche che storicamente cercano per affiancare Duncan, alla luce anche del ritiro di McDyess e di un espressa esigenza di rinnovarsi per sfruttare le ultime cartucce dei Big Three, come si è visto anche dai rinnovamenti perpetrati in sede di draft. Il Mago sarebbe il lungo tiratore che a Popovich piace, con in più la stazza fisica su cui lavorare mentalmente per renderlo un difensore quantomeno credibile e onesto.

San Antonio però se acquista qualcuno vuole cedere Richard Jefferson.

Idea Denver Nuggets

Affascinante non fosse altro per la connection italiana con Danilo Gallinari, ma poco praticabile. Denver ha in Kenyon Martin un giocatore in scadenza e vuole piazzare a tutti i costi altrove Harrington. Bargnani potrebbe evere senso specie se Nene Ilario dovesse rimanere, e quindi dal punto di vista tecnico si incastrerebbe bene con il suo gioco nel pitturato. Inoltre lo stile di gioco dei Nuggets propende per i ritmi alti, fatti di molta transizione e quindi di open shot. E dal pino i Nuggets potrebbero far alzare due giocatori di energia molto integrabili con Andrea, come Faried e Andersen.

Toronto cosa ci guadagna? Nulla, anzi, si dovrebbe prendere un piantagrane come Al Harrington, magari addolcito dall’arrivo anche di Wilson Chandler.

Idea Cleveland Cavaliers

Cleveland ha appena scelto il suo play del futuro, ovvero Irving, e la sua power forward di potenziale come Tristan Thompson. Hanno da piazzare Baron Davis che può oscurare la stellina da Duke, benchè in Ohio sia stato accolto bene, e in frontline hanno da fare chiarezza tra Varejao, Jamison e Hickson. Nessuno di questi tre sembra far parte del progetto dei futuri Cavaliers, per motivi anagrafici (Jamison), di mercato (Varejao) o di reale affidabilità (Hickson, ora chiuso nel medesimo ruolo di Thompson). Potrebbero volere muovere giocatori ed è difficile che ottengano di più della loro cessione di un Bargnani.

Toronto potrebbe volersi accollare i contratti scomodi di Baron Davis e  Antwan Jamison o chiederebbero Anderson Varejao al suo posto? Cleveland che progetto ha in mente in realtà per i giocatori (sgraditi) che ha a roster?

Idea Boston Celtics

Si è ritirato Shaq, Jermaine O’Neal è affidabile per 40 partite a stagione, Glen Davis è sul piede di partenza. Sotto canestro hanno il solo Garnett, il rookie JJ Johnson, e il jolly Green. I Celtics hanno giocato per tutta la seconda parte di stagione con Krstic, e avevano puntato anche su Murphy, quindi il Mago può starci. Tra l’altro il sistema difensivo di Boston, può mascherare i suoi limiti magari spronato da KG a essere più attento a patto che nell’altra metà campo possa far pagare i raddoppi su Pierce o Allen o venga innescato a dovere da Rondo. Non necessariamente dovrebbe partire titolare, da primo cambio dei lunghi potrebbe essere il giusto fit.

Però Boston non ha quasi nulla da offrire a Toronto, forse il solo Jeff Green potrebbe essere appetibile.

Ripetiamo, questi non sono rumors, sono solo ipotesi, infondate al momento ma che sono affascinanti, per certi versi verosimili e che comunque collocano Bargnani in contesti congeniali al suo talento e alle sue caratteristiche.

Di sicuro il destino del Mago appare lontano da Toronto, se non in estate, probabilmente durante la stagione, quasi certamente nella prossima off-season, lockout permettendo.

Post By David Breschi (19 Posts)

Segue la NBA dal 1995, quando venne folgorato da Harold Miner durante la gara della schiacciate e divenne tifoso Heat.
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29 thoughts on “Il Destino del Mago

  1. “IDEA CLEVELAND CAVALIERS”

    per l’amor di Dio ^_^

    il mago è un buon giocatore,nessuna scommessa perdente e nessun grande fuoriclasse,semplicemente un buon giocatore che puo dire la sua nell’NbA..

    lo sport nn è fatto solo di campionissimi o bidoni,servono anche giocatori come il mago,semplicemente “bravi”.

  2. bargnani è una scommessa già persa. gioca solo per se stesso, non ha alcuna idea di quello che serve per far diventare la propria squadra vincente. ha detto che quest’anno non ha visto manco mezza partita dei playoff: non sia mai che imparava qualcosa.

  3. Bargnani

    Per favore non iniziamo a ricoprirlo di merda solo perchè va di moda. Gioca solo per se stesso? Allora come si spiega l’abnegazione mostrata in nazionale? Come si spiega che ai Raptors i compagni si mettessero in proprio per fare gli eroi quando bastava gestire la palla in maniera decente e servire lo sfigato per cercare di portare a casa una W in più?

    Io difendo Bargnani nella misura in cui tutti lo attaccano neanche fosse il diavolo in persona. Scelto numero 1 va a Toronto allenato da un incapace. Lo mettono in coppia con Bosh, poi cedono i diritti di Hibbert, gli prendono O’Neil e infine lo lasciano con Johnson, Davis…. Il tutto giocando un pò 4 e molto 5 in una squadra pessimamente allenata con il “pregio” di avere la peggiore difesa degli ultimi due anni. Sarà solo colpa del mozzarellone.

    Bargnani è un ottimo giocatore ma la sfiga ha voluto che è andato in una franchigia/sistema di bassissimo livello che ne ha limitato il potenziale. Inutile girarci attorno ma se fosse capitato a Boston/S.A/Lakers… la vita cestistica sarebbe stata diversa, avrebbe imparato di più ingoiato molti più rospi e preso maggiori responsabilità. Toronto è una realtà “fiabesca” dove manca tutto e dove guarda caso, chi se ne andato ne ha dette di tutti i colori.

    Dove andrà?

    Non lo so.
    Credo che i Raptors proveranno a prendere un centro se vorranno dare una chance ad Andrea altrimenti se non lo facessero aspetteranno una chiamata per tradarlo cercando di perdere il meno possibile.

    Se fosse per me lo vedrei bene ai Bulls non foss’altro perchè i Tori ci guadagnerebbero in pericolosità offensiva e stazza. Boozer non difende è basso ed è più anziano di Andrea che oltretutto è sano. La difesa di Andrea salirebbe di tono anche solo per le pressioni che lo staff tecnico gli proporrebbe. Non dimentichiamoci che l’anno scorso con Bosh aveva una media di stoppate buona e con un big man al proprio fianco si sgraverebbe di troppe responsabilità. Lo vedrei proprio bene. Idem per i Magic salvo che loro non hanno veramente nulla da dare.

    Certo che per i Raptors cedere Andrea per Boozer non sarebbe un affarone.

    Chiudo con una postilla: giocare per le statistiche è costato il posto ad un allenatore, citofonare a Minnie.

  4. alert, magari il tempo ti darà ragione e io avrò scritto fesserie. Volevo solo precisare che non lo critico perchè, ora, così fan tutti. semplicemente mi sconcerta la sua incapacità di leggere le partite e capire in che modo aiutare il suo team. ma come detto magari mi sbaglio e il suo processo di maturazione mi smentirà

  5. è un buon giocatore ha degli ottimi movimenti in attacco ma gli mancano le palle …non prende i tiri dove come e quando vuole…e in difesa e a rimbalzo se ne frega altamente…come aveva detto in una intervista

  6. per capire cosa può fare il mago: vi ricordate l’anno precedente il filotto di risultati che fino a poco prima dell’ASG ha portato toronto 4/5 a est?per un buon numero di partite Bargnani e Bosh sembravano magicamente integrati e in sintonia, si sono cercati, e la squadra ha inanellato risultati sorprendenti. Si era rivalutato difensivamente il mago per il fattore stoppate,e bosh pur non lasciandogli palla in mano lo cercava e bargnani aveva spesso responsabilità.
    in quel contesto si è visto un Bargnani ottimo secondo violino (e il primo era bosh, non certo tra i top), e questo era corroborato dai fatti (toronto 5° con ampio margine). Si è rotto bosh, si è spaccata la squadra. Ma in quella metà stagione, in un contesto abbastanza “vincente” e di squadra(paradossale si stia parlando dei raptors ma stavano facendo davvero bene), il vero valore di Bargnani si è visto: non uomo franchigia, non un campione, ma un bel giocatore che dava un valore aggiunto consistente

  7. Io mi auguro un bargnani via da toronto. se poi capitasse nelle mani di un coach decente…
    il paragone con novitzki con stava eccome, non vorrei sia troppo tardi per resettare ed aggiornare la carriera nba del mago. Anche perché nessuno a Dallas si è mai sognato di schierare wunderdirk come 5. Mai. Ma proprio mai. Gli hanno affiancato via via Shawn Bradley, Sean Rooks, Raef LaFrentz, Erick Dampier, Tyson Chandler. E lo han sempre coperto difensivamente, affidandogli via via il ruolo di leader offensivo ed emotivo. In squadre che a roster han avuto anche Finley, Mash, Kidd, Josh Howard, Stackhouse. A Dallas han quindi investito A LUNGO PERIODO sul processo di maturazione di wunderdirk. Si può dire la stessa cosa di toronto?

    • inutile ostinarsi a dire che bargnani è un futuro Dirk….ok è un lungo con un buon tiro…però non è un lavoratore come il crucco(si è allenato tanto tanto per vincere il titolo mentre il Bargnani non vuole manco lavorare per prendere 2/3 rimbalzi in piu)….Dirk quando vuole prendere un tiro si mette in post o ovunque lui voglia e se la fa passare mentre Andrea non ha di certo sta qualità…massimo assomiglia piu a Rasheed Wallace

  8. Scusate ma fino a 4 mesi fa Nowitzki era dipindo come un bidone tedesco bravo soio a perdere.
    Calma con le etichette, dalle mie parti si direbbe che è più facile che cresca l’unghia al c@##o che vincere a Toronto…
    Dategli un sistema di gioco, dategli dei compagni di squadra decenti e poi ne riparliamo.

    E poi scusate, se Bargnani è un flop allora LBJ cos’è?

  9. Ma se colangelo comprasse un centro e non far marcare ad Andrea come è successo in quest anni Dwayte Howard, Shaq, e addirittura Yao Ming , non a caso le + belle partite fatte da Andrea me le ricordo contro Chicago quindi che aveva un centro mascherato come Noah e Dallas cpntro Nowtzicki che addirittura mi ricordo che lo stoppò tranquillamente io spero che vada a Boston con Garnett e Rondo e poi ci si diverte!!!

  10. ALEX

    Sono opinioni.

    bobovieri ricordava la stagione dei due ragazzi (Bosh/Bargnani) prima che il giocattolo si rompesse. Quest ‘anno Andrea che è molto colpevole di scazzo cubico ha giocato delle gare entusiasmanti ad altre in cui mi dava fastidio vederlo. E ti parla uno che apprezza il giocatore. Però se giochi in un gulag cestistico la voglia di sbatterti su tutte e due i lati del campo viene meno. Gioca alla morte chi deve assicurarsi un contratto, chi è alle prime armi o il rookie.

    Andrea ha peccato di presunzione/menefreghismo facendosi letteralmente da parte quando si trattava di difendere. Casualmente in alcune gare che riteneva stuzzicanti si è dato da fare, come contro i Celtics, gli Heat, NY….

    Dove voglio arrivare: 82 gare senza possibilità di PO, giocando in un ruolo non suo, con lo scazzo di chi è massacrato sempre e comunque ma che vorrebbe andarsene da Toronto. Tutto sto schifo ha portato il ragazzo a rammollirsi più di quanto non lo sia effettivamente. L’etichette affibbiatogli sono giuste ma non definitive.

    Lui ha bisogno di una squadra nuova, un centro al suo fianco e un coaching staff con i caxxi se vogliono sfruttarne le doti.

    Il fatto che con l’Italia si dia da fare, si sbatta in difesa e si mette di grugno a difendere su gente grossa e pesante mi da sempre l’idea di quanto a Toronto ne capiscano poco. Non posso dimenticarmi la sfida contro Pekovic in cui Andrea lo bastonò sonoramente e solo l’incapacità dei compagni non permise alla nazionale di vincere di 15.

    Quindi spero due cose: o che cambi aria o che quei deficienti gli affianchino un centro. Poi non ci saranno scuse ne giustificazioni.

    Un’ultima cosa: secondo gli insider Andrea è tra i giocatori che si allena con più impegno. Non lo dico io.

  11. Ad Orlando non lo vedrei male ma che si fà se poi gli vendono Howard? Anche Chicago e Denver sono opzioni valide (e non escluderei un anno a scuola da TD)

  12. L’unica ipotesi decente delle proposte è Orlando. Ma non cedendo Arenas, secondo me vogliono dargli l’ultima chance….e comunque non scambio un pessimo Arenas per Bargnani. Le altre proposte sono beneficienza…

    a Chicago è vero che serve un tiratore, ma non un 4 tiratore, serve un 2 o un 3, perchè per quanto si sbatta il difensore Noah è un 5 quanto Andrea. Lo scambio con Boozer non sarebbe male per i Bulls, otterebbero uno che per lo meno sa tirare, ma possono prendere di più scambiandolo con altri.

    Ipotesi Spurs: dare via Jefferson? Per Bargnani? Se Duncan gli fa da chioccia e Andrea si sveglia e decide di sbattersi al 10% (rispetto al suo solito 0,00000000000001%) magari ne esce qualcosa per il futuro. Se no ci perdono.

    Per Toronto la trade citata con Denver non è male, prendono due teste calde, ma due giocatori, come si diceva nei primi commenti, non campioni ma “bravi”. Two is meglio che one! A Denver liberarsi di quei due in effetti non penso dispiaccia, ma la vedo improbabilissima come trade.

    Cavaliers? Davis Jamison e Varejao (?!)….su NBA 2k11 lo farei forse :D fantascienza.

    Boston, vedi sopra. Bargnani è un 4 a cui serve un vero 5. Di veri 5 in NBA ce ne sono pochi. Uno ce l’ha Orlando, Boston non mi pare ne abbia uno.

  13. Alla fine della fiera, e dei commenti che ho letto, tutti sensati, si può dire che il pallino c’è l’ha ancora il mago. ha 25 anni, un talento offensivo (almeno come shooter) fuori dal comune per un 4, difensivamente nell’uno contro uno in alcune partite fa vedere che ci sa fare. Spetta a lui migliorare nelle fasi del gioco in cui scarseggia e imparare a leggere meglio le partite. Non è affatto impossibile, però deve iniziare da subito. forza mago, già dagli europei potresti stupirci.

  14. Ciao a tutti,
    leggo assiduamente ma non commento mai… qst conversazione mi stuzzica, qnd vado di primo commento (e allargo).

    Sono tifoso del basket in generale, mi piace l’nba e tifo orlando, ma sono convinto che l’nba nn sia espressione di basket “puro”. Il Mago ha talento, è fuori di dubbio, ma gli manca la testa da “cannibale”… anche alla Benetton, seppur molto giovane, si vedeva che poteva fare ma che non aveva l’atteggiamento giusto per dominare. Ci sono i Bryant, i Willis Reed ma ci sono anche i McHale (Bird diceva che era il più dominante… se solo avesse voluto). Il Mago a Orlando renderebbe i Magic moooolto competitivi; Howard necessita di un 4 con punti nelle mani… dai 4/5 metri in su per avere la giusta spaziatura e non pestarsi i piedi. I rimbalzi e la difesa sarebbero cosa di superman e il mago farebbe male con qlc stoppata e girando attorno al centro.

    Allargo agli italiani in NBA: quello con la testa giusta per l’NBA è qll con meno talento (il Beli), il Mago non è famelico ma ha grande talento… il Gallo è il basket, ma proprio per questo non corrisponde al canone NBA. In USA è più importante (per essere considerato star) farti un isolamento segnando l’ultimo tiro piuttosto che fare il passaggio giusto o creare i presupposti per un canestro di un compagno. Io ero uno dei pochi che urlava al Gallo “vai a NY” durante la sua ultima partita al Forum di Milano (tutti chiedevano che restasse) ma solo perchè sono convinto avere che tre italiani in NBA fa un gran bene al basket italiano. Sia perchè l’allenamento NBA li farà progredire molto (con benefici per la nazionale… che magari comincerà ad essere alle olimpiadi con costanza) sia a livello mediatico con più bambini che giocheranno a basket, un requisito necessario per avere un movimento solido (è assurdo che la Spagna sia così più forte di noi… ed è solo perchè hanno infinitamente + scelta).

    Concludo dicendo che il Mago, non ha fatto male fino ad ora, ma che per essere al 100% di qll che tutte le sue caratteristiche gli permettono, deve essere nel giusto contesto (leggasi vicino a Howard…ahahahah). Ciao e scusate se mi sono dilungato.

  15. Dai ragazzi, il Mago ha un talento offensivo incredibile!!Altrimenti nessuno ti sceglia alla numero 1.
    Non possiamo distruggerlo di critiche nella sua migliore stagione realizzativa. Un italiano nei primi 20 realizzatori NBA, scherziamo?!?!?
    Il problema è un sistema in cui nopn è solo lui che non difende, non difende nessuno, non c’è un sistema difensivo e lui non un centro.
    Mettigli accanto un Chandler e vediamo…
    Vorrei ricordare le Finals 2006 di Nowitki senza nessuno che difendeva accanto lui e quelle 2011 con chamdler, Kidd e Deshawn Stevenson….
    Dategli compagni e allenatore giusto e in attacco è immarcabile (non dimentichiamo i grandi progressi fatti spalle a canestro in attacco, non è più solo un Jumpshooter….sennò non segni così tanto nella NBA!)

  16. secondo me il mago potrebbe anche stare bene nei Bucks, jennings, jackson, delfino o mbamoute da 3, bargnani e bogut, mi sembra un bel team, difesa ok con bogut e jackson a fare da esempi e attacco con punti nelle mani (al contrario di ciò che han fatto vedere quest’anno i bucks). Toronto potrebbe prendere lo stesso mbamoute, gooden o sanders.

  17. Ma ancora a dire che Bargnani è un jump-shooter??

    Se uno si guarda le scelte di tiro dell’ultima stagione, da 3 ha dimezzato i tiri e pure ridotto le percentuali. E’ dentro l’area che ha fatto il vero salto di qualità, tale da renderlo, a livello offensivo, uno dei primi 10 lunghi dell’attuale NBA. Difesa e rimbalzo sono un’altra cosa, e il discorso motivazioni credo gli calzi a pennello.

  18. Bargnani è un super giocatore, che sa fare tutto e fa (molti), punti contro qualsiasi tipo di avversario. Ha preso per mano la nostra Nazionale ed ha cominciato a risollevarla, portandone il peso solo sulle sue spalle. Legge le partite alla perfezione e, quando viene intervistato ne dà sempre un’ottima lettura. Gioca all’europea (velocità, gioco di squadra e scelta continua), in un campionato di muscolari. I suoi difetti? Gli manca un po’ di potenza esplosiva e non ha la stessa capacità di mantenere alta la concentrazione dei top player nba. Io scommetto su di lui e non mi aspetto che diventi MVP in NBA, ma che ci porti a qualche finale importante con la Nazionale.

    • Bargnani è un super giocatore….non ha la stessa capacità di mantenere alta la concentrazione dei top player nba…non fila ehehe….se migliora le percentuali è un ottimo attaccante(ora un buon attaccante)…se tira fuori i c….i e si prende le responsabilità può diventare un Leader Offensivo…. se si impegna e si concentra in difesa e a rimbalzo può essere un ALL STAR….una SUPERSTAR di primo livello non lo sarà mai

  19. Non esageriamo!

    Bargnani ha tanto di quel talento nelle mani che è ancora inespresso. La verità è che il ragazzo non ha la mentalità del leader e soffre le situazioni di merda come nei Raptors. Lui stesso ha più volte ribadito che ha bisogno di uno che gli dice cosa deve fare. Insomma una guida. Se questa è un allenatore (Pianigiani in nazionale) o un giocatore poco importa.

    Difensivamente è solo questione di testa mentre se pensate che si butti sui palloni e si sbucci le ginocchia scordatevelo. D’altronde tanti celebrati campioni non lo fanno, alcuni nomi? Gasol, Nowiztki, Anthony, Stat… insomma ce ne sono. Spero che il nuovo corso sia buono altrimenti dovremo aspettare una trade o la fine del contratto per vederlo in una nuova realtà.

  20. kobe, durant, rose, nash, wade… questi erano i miei top player, non ne vedo molti altri… solo per non farsi mettere in bocca le cose che uno non dice…
    PS ma che c’avrà in comune con la pallacanestro boozer e tutti quelli come lui?

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