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Le facce di James e Wade in conferenza stampa sono tutte un programma...

La stagione NBA si è conclusa. Dopo Gara 6 la Lega ha il suo vincitore, che purtroppo non hanno casa a South Beach.

I Dallas Mavericks hanno infatti vinto la serie contro i Miami Heat nella notte di domenica, suggellando così una fantastica cavalcata ai playoff. Gli Heat sono quindi la parte delusa della storia, dopo aver quasi stupito tutti ai playoff per una concretezza che non si era sempre palesata durante la Regular Season.

Concretezza, ma soprattutto convinzione, che è mancata prepotentemente negli ultimi due capitoli della serie. Quelle Gara 5 e Gara 6 in cui gli Heat hanno perso la loro occasione per arrivare al titolo con due ultimi quarti decisamente deludenti.

Il tonfo

Inutile girarci tanto attorno, Miami è crollata, soprattutto psicologicamente, quando è stata chiamata a dimostrare di essere una squadra vera. Gara 5 era in un certo senso sacrificabile, perchè dopo la vittoria in Gara 3, gli Heat si erano ripresi il fattore campo e pensare di strappare due vittorie a Dallas era forse troppo, soprattutto contro questi Mavs, che parevano in missione.

Certo, c’è sconfitta e sconfitta, e quella patita in Gara 5 ha probabilmente fatto molto più male agli Heat rispetto a quella di Gara 4, sia perchè ha portato Dallas al match point, sia perchè arrivata con un quarto quarto sanguinoso, con Miami che prima recupera e supera nel punteggio Dallas, poi si fa a sua volta recuperare con un parziale di 17 a 4 che chiude la gara.

E’ però in Gara 6 che Miami ha peccato maggiormente, dimostrando di aver patito oltremisura la rimonta di Gara 5. La fiducia infatti è venuta meno e in campo, fin dalle prime battute, è parso di vedere una squadra vuota e in difficoltà, che faticava a fare parziali per andare in vantaggio e beveva dall’idrante quando Dallas trovava le sue fiammate offensive.

E dire che dagli Heat ci si aspettava una partita decisamente fisica, perchè giocare in casa Gara 6 e, vincendola, poter giocare la decisiva settima tra le mura amiche sarebbe dovuto essere uno sprone decisamente importante per chi ha fame di anelli, come aveva dichiarato James a inizio stagione.

Invece nella parte conclusiva dell’incontro è proprio fisicamente che Miami è andata sotto, concedendo troppo ai Mavs, specialmente a rimbalzo d’attacco, concedendo tante seconde opportunità e facendosi letteralmente annichilire dagli avversari.

In quel momento la squadra è andata sotto e ha perso ogni tipo di reazione possibile, prima ancora nei suoi elementi chiave, LeBron James e Dwyane Wade.

AAA Leader cercasi

Due sconfitte con caduta libera nel quarto quarto non era argomento pensabile a inizio stagione per una squadra che poteva annoverare tra le proprie fila uno dei migliori lunghi offensivi della lega, Chris Bosh, un giocatore fenomenale già vincitore di un anello e di un MVP delle finali, fatte a più di 30 punti di media come Dwyane Wade, e quello che per molti è il miglior giocatore della lega, vincitore di 2 MVP e che si fa chiamare “Il Prescelto”, LeBron James.

Eppure, proprio quando le partite entravano nella zona calda e le stelle dovevano iniziare a brillare, i Big Three si sono sciolti e hanno lasciato scappare le partite. Il meno colpevole è forse Wade, che comunque ha provato fino all’ultimo a tenere la propria squadra in linea di galleggiamento e si è preso le sue responsabilità e i suoi tiri. Quello che doveva essere il terzo violino, Bosh, ha impersonato al meglio la parte di Godot, colui che tanto atteso mai si presentò da Didì e Gogò, i personaggi della sceneggiatura scritta da Samuel Beckett, nascondendosi per tutta la serie e dando qualcosa alla causa solo quando la partita entrava in un mood favorevole ai suoi.

La delusione più grossa però è stata LeBron James. L’ex Cavs infatti dopo le prime due buone partite è praticamente sparito dalla serie, lasciando troppo il pallino del gioco ai suoi compagni, senza prendersi le responsabilità che gli sarebbero appartenute nei momenti clou degli incontri. Un dato su tutti sono i 18.8 punti di media segnati nella serie con 15 tiri a partita, contro i 26.7 punti e quasi 19 tiri a partita tentati.

Un ridimensionamento difficilmente comprensibile e probabilmente anche non richiesto che ha portato Wade a essere il solo a prendersi determinate responsabilità, probabilmente derogando da quello che doveva essere il disegno iniziale nella collaborazione delle due stelle e che probabilmente dovrà essere rivisto in futuro per far funzionare al meglio la squadra.

Il futuro

Questo è ovviamente il momento in cui per gli Heat partiranno i processi sommari, in cui ognuno dirà la sua e si cercherà di crocifiggere James, Wade, Bosh o Spoelstra, anch’egli non esente da colpe nella sconfitta.

Però bisogna ricordare le parole proprio del coach ad inizio di stagione, quando disse che la squadra non era stata costruita per vincere subito e che per quest’anno probabilmente sarebbe già stato un buon inizio arrivare vicino al fondo. Non è semplicissimo infatti mettere insieme 3 stelle e farle giocare bene fin dal principio ed è quello che è capitato agli Heat.

Certo, arrivati a questo punto e dopo aver dato prove di solidità nei turni precedenti le parole di Spoelstra di inizio stagione paiono lontane, però a volte si deve fare i conti con la realtà e ammettere che per quest’anno ancora la squadra non era matura per l’anello. Heat che sono in piena tabella di marcia dunque, anzi in anticipo perchè non in molti nello staff di Riley si aspettavano una finale già alla prima stagione.

Deve fare forse un po’ riflettere il fatto che la sconfitta sia arrivata più per problemi di mentalità che di organizzazione tattica, sulla quale Spoelstra avrà comunque da lavorare parecchio per la prossima stagione, però la parola d’ordine per LeBron e compagni deve essere “Nessun dramma“, perchè il tempo è ampiamente dalla loro parte e già dalla prossima stagione avranno tutte le possibilità di vincere l’agognato titolo.

Le reazioni dei protagonisti

Prima di tutto bisogna rendere omaggio ai vincitori e principalmente alla loro stella. Le parole di coach Spoelstra in tal senso sono molto significative: “Credo che Dirk sia uno dei migliori giocatori di tutti i tempi e che in certi momenti sia semplicemente indifendibile. Dal 2006 ha continuato a migliorare il suo gioco ed è il miglior esempio per i suoi colleghi per dimostrare che si può crescere anno dopo anno lavorando sodo“.

Omaggio ai campioni che fa anche Chris Bosh, il primo dei suoi ad andare negli spogliatoi in lacrime, in una dichiarazione che potrebbe anche suonare come un’accusa ai propri compagni: “Dallas questo titolo lo ha voluto più di noi, ne aveva bisogno più di noi, lo necessitava più di noi“.

Anche Dwyane Wade fa capire che c’è stato qualcosa che non andava nella squadra, parlando di “pezzi che non si sono incastrati come era necessario“.

Capitolo a parte merita LeBron James, il più criticato dalla stampa e dai tifosi. LBJ prima ha dichiarato che “qualcuno più in alto di loro non ha ritenuto fosse arrivato il momento di farli vincere“, poi, pungolato sulla questione hater ha dichiarato: “non mi importa di chi mi critica o è contento per la sconfitta della mia squadra. Io domani mi sveglierò e così come fatto oggi farò la mia vita facendo le cose che voglio fare e la vita che voglio vivere, e lo stesso faranno loro“.

Quest’ultima intervista, inutile dirlo, ha fatto discutere molto, perchè alcuni si sarebbero offesi vedendo un senso di superiorità o un insulto verso chi invece che fare la vita milionaria come lui deve svegliarsi e vivere una vita meno agiata. Forse LeBron avrebbe dovuto usare una frase differente e meno interpretabile, però la dietrologia che si è scatenata a fronte di questa affermazione forse non si sarebbe scatenata se le parole non fossero uscite da lui e questo fa pensare su quanto James sia nell’occhio della critica.

Per fortuna ora c’è una lunga estate davanti e una trattativa per il rinnovo del contratto collettivo che potrebbe portare al lockout. Questa potrebbe essere l’occasione giusta per James, che insieme al suo compagno Wade è tra i principali protagonisti dell’associazione dei giocatori, per cercare di fare attività diplomatica e trovare una soluzione rapida al problema in modo da guadagnare punti tra l’opinione pubblica e i colleghi, che sulla possibilità o meno di giocare la prossima stagione baseranno il loro futuro. Speriamo che James non si lasci scappare questa occasione come si è lasciato scappare l’anello.

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33 thoughts on “Il crollo degli Heat

  1. premetto che gli heat proprio non li sopporto e sono felice della loro sconfita credo che siano andati oltre gli obiettivi di inizio stagione… in tanti li davano sconfitti da boston in finale di conference. poi è chiaro che per come si sono messe le prime 4 partite dove avevano dato la sensazione di essere comunque più forti è stata un’occasione persa.

  2. contentissimio che abbia vinto dallas, ancora più contento che miami abbia perso.
    ma non vedo come possano perdere ancora a lungo

  3. La dietrologia sulla frase di Lebron mi sembra assurda, per quanto l’ elemento non mi sia molto simpatico, pare una reazione ingiustificata e illogica, meramente strumentale.

  4. Chiaro che si tratta di occasione persa!
    A detta di tutti, quella appena conclusa, era una stagione di transizione per via del possibile lockout…
    Non vincere quest’anno significa provarci negli anni in cui squadre giovani avranno un anno di esperienza in più (CHI-OKC-MEM); squadre blasonate vorranno rifarsi dopo la delusione di quest’anno (BOS-LAL-SAS).
    Senza dimenticare che il nuovo contratto collettivo potrebbe mischiare ancor di più le carte in tavola!
    Sono d’accordo con chi dice che MIA solo all’inizio del progetto, ma
    ribadisco: OCCASIONISSIMA persa!

      • Ho seguito tutte le partite degli Heat in diretta e mi sono fatto un’idea precisa.. Il crollo è stato pilotato perchè qualcuno ha così deciso. E’ infatti inspiegabile come Lebron e parte dei suoi compagni abbiano perso la grinta proprio nelle gare decisive. E’ altresì inspiegabile come non si sia vista più una schiacciata grintosa da gara 3 della finale… Ma scherziamo? Dopo tanti capolavori e schiacciate rabbiose soprattutto di Lbj più nessuna? nessuna nelle due gare finali? Peccato che anche nell’Nba sia alla fine tutto un copione cinematografico… purtoppo però la realtà sembra dimostrare proprio questo.
        Concludo quindi affermando che il prossimo anno la Finale sarà tra gli Heat ed i Los Angeles Lakers

    • Questa fu una pagliacciata tremenda, come l’intervista – conferenza stampa su ESPN per dire che andava a South Beach.
      Però non diamolo per morto…gli heat sono molto giovani, si rifaranno e Lebron ha solo 26 anni.
      Inoltre stanno già buttando l’occhio su Samuel Dalembert il prossimo anno, non malaccio dai.

      • Bè a quel punto anche se dovesse vincere non sarebbe certo suo il merito, guarda che roster hai! A sto punto diamogli anche CP3 e vedi che LeMadmoiselle vince 8 anelli.

  5. Attenzione perchè il prossimo anno se ci sarà il lockout sarà una stagione strana e team che paiono non più ad alti livelli perchè vecchi potrebbero stupire in caso di stagione più breve.
    Magari sarà di nuovo un titolo con l’asterisco, però difficile dare un favorito per il prossimo anno

  6. Assolutamente d’accordo!
    Impossibile dare un favorito per l’anno prossimo. A parte la crescita “naturale” di alcuni team, ci sarà il nuovo contratto a mischiare ancora di più le carte…

    Per questo sottolineavo: OCCASIONISSIMA…persa.
    Anche se partono da una base COMUNQUE buona eh?

    Secondo me, la curiosità maggiore per la prossima stagione NBA (in qualsiasi data e forma) sarà proprio vedere chi trarrà maggior vantaggio dal nuovo contratto.

    • Gli Heat sono favoriti perchè hanno preso i tre amigos prima che abbassassero il cap o modificassero le regole, quindi il vantaggio se lo sono già preso. Al limite non potranno fare molte aggiunte e avranno le mani legate, ma sono gli altri team ad avere poi più difficoltà a costruire un team vincente con meno budget.

      Il mio discorso era circoscritto al prossimo anno, dove se la stagione inizierà dopo ci potrebbero essere Boston e San Antonio che arrivando meno spompati dalla stagione lunga potrebbero ancora dire la loro

  7. chissà come godono a Cleveland…

    ormai James non è più “The Chosen One”…
    sono pronti nuovi nicknames per lui…

    LeBroff
    LeBluff
    LeSbruffon
    LeLoser

    • Credo che alla fine i fatti e le magnificienze dimostrate in campo parlino da sole. Chi lo critica è solo invidioso e non obbiettivo. Prima o poi vincerà anche lui.. Pensate se non ci fosse più, con chi lo sostituireste? Quale giocatore gli paragonereste? Vorreste non vederlo più? Si sa che la maggiorparte degli ex poveri viva di senso di rivincita e si vanti un pò, vanno compatiti ed apprezzati per ciò che fanno in campo… Ripeto lui ha giocato così le ultime gare perchè seguiva ordini dall’alto.. è brutto a dirsi ma è così!

      • Si, saranno stati quei fetentoni del Nuovo Ordine Mondiale, oppure quelli ancora peggiori che ci avvelenano con le scie chimiche…. Per favore…

      • Ma stai scherzando o sei serio? Uno che fa il bello ed il cattivo tempo in regular season e si scioglie come neve al sole quando la palla scotta perchè non tiene i cocones ti sembra una motivazione scientifica/razionale/inattacabile per sostenere un’oscuro complotto dall’alto?
        Ma per piacere….

  8. patetici gli haters che esaltano un dirk vincente e affossano bron. vi ricordo che il vostro amato crucco ha perso tutte le occasioni fino ai suoi 32 anni. bron ne ha 26 e potrà rifarsi in futuro, anche immediato. E’ un personaggio sicuramente discutibile perchè rappresenta l’essenza tamarra dell’america all’ennesima potenza, ma è e resta un fior fior di giocatore

  9. sn d’accordo con benny sn tifoso di lebron, ma sono obbiettivo ha toppato di brutto, ma di sicuro vincerà e cmq x come era iniziata nessuno se li aspettava in finale, per essere il primo anno ottimo risutato. Con un buon play sn da titolo

  10. @benni,

    ma va…….. e chi sarebbe il pilota ? moggi ?
    cerchiamo di non portare nello sporta americano culture che sono solo nostre

  11. Ma da quando hanno introdotto il “dress code” come cavolo si vestono i giocatori? Sembrano dei pagliacci! Rimpiango quando Rasheed si presentava in sala stampa con una felpa con cappuccio degna di uno spacciatore di crack…

  12. @benny
    ahahah si certo lebron ha fatto un favore …ha aumentato ancora di piu l’odio e le critiche nei suoi confronti… peccato che tutti i soldi spesi dagli heat…e se fosse stata la NBA a dirlo di certo non portavano MAVS in finale (LAL BOSTON o LAL MIAMI era molto piu suggestiva)….ne hai di fantasia

  13. io credo che LeBron alla fine, oltre a tutti i difetti che abbiamo lungamente trattato in questi forum, sia stato anche… consigliato male.
    Non posso credere che abbia preso the Decision (o the Derision ^_^) da solo e andando contro tutti i pareri di chi gli sta vicino.
    Ha 27 anni e per quanto sia un uomo marketing ormai.. sicuramente c’è qualcuno che gli ha consigliato o lo ha appoggiato negli errori che ha fatto (dalla scelta della squadra, alla conferenza di annuncio, etc…).

    Perchè coloro che gli stanno vicino, gli agenti, lo staff…non gli hanno bisbigliato più di una volta di prendere spunto da giocatori com Bryant, Howard, Duncan, Pierce, Durant, etc… ??
    Vero che molti di loro fanno e dicono spacconate, ma non sono mai andati oltre un certo punto, in termini di spacconagine. Lui desisamente si.

    Per fare un esempio…. Prima di certe affermazioni o atteggiamenti da “Prescelto”, dovrebbe quantomeno dimostrare di essere un “closer” che segna i tiri decisivi per vincere nei finali di partita (verificare le statistiche di James su questo aspetto.. e resterete esterrefatti).

    Possibile che nessuno, ogni tanto, provi almeno ad accennargli cose del genere?

  14. Benny non capisco la tua tesi.. anche perchè non ha senso, per ora Lebron James è il giocatore più sopravvalutato di sempre, e sempre per ora è un perdente presuntuoso.. da quando esiste pare debba spaccare il mondo e tutti gli hanno sempre spaccato qualcos’altro. Il bello del Basket è che è uno sport giusto, l’NBA anche di più. in 100 partite si capisce chi è un campione e chi no. si capisce chi è un supercampione e chi non lo è. Se lui era metà di quel che da sempre si dice avrebbe vinto a Cleveland. Invece se ne è andato con codardia, quest’anno ha fatto solo tanti proclami.. nel momento in cui doveva dimostrare qualcosa è morto. DIrk avrà vinto a 32 anni ma lo ha fattto contro tutti i pronostici e da MVP. è un monumento all’etica del lavoro.. LeBron per ora non è niente.. è solo marketing.

  15. e anche fosse il più forte del mondo non può sparare dichiarazioni tipo ‘vincerò 7 anelli’.. intanto inizia a mettertene uno se sei capace

  16. Premesso che tifavo Mavs e che gli Heat mi stanno discretamente sulle scatole, trovo che addossare le colpe a LJ sia del tutto ridicolo e ancor più ridicolo è definirlo un perdente, mentre è folle non considerarlo il migliore di tutti. Ai Cavs giocava da solo e nemmeno Jordan ha mai vinto da solo. A Miami, potete dire quello che volete, ma oltre ai Big Three non c’è nessuno: e in effetti potrebbe bastare ma c’è un però, anzi 2. Bosh in quel sistema di gioco è praticamente inutile ma, soprattutto, nonostante ruoli e stazza diversi, James e Wade sono la fotocopia l’uno dell’altro. Pertanto gli Heat non hanno i Big Three, quanto piuttosto 3 nomi messi assieme ad minchiam e con una leadership non ben definita ma che stride fra il giocatore più forte al mondo (Lebron) e il leader carismatico della squadra (Wade). Bene farebbero a cedere Bosh alla ricerca di un paio di giocatori che svolgano ben altri compiti ma, tutto sommato, anche con questa squadra voglio vedere il prossimo anno chi li ferma (forse i Bulls se si muovono bene sul mercato).

    PS – La storia dei tiri decisivi è piena di nomi non propriamente altisonanti, quali BJ Armstrong, Kerr, Horry, Fisher e compagnia bella: solo ogni tanto ci scappa un Kobe, un Jordan o un Olajuwon e spesso ci scappano grazie anche alle difese di un Bryon Russell qualunque.

  17. Va be’ allora..a cleveland non aveva nessuno,a miami ci sono solo wade e bosh..non so..allora diamogli anche randolph sotto canestro, tony allen x la difesa e rondo come play ..lebron è un grande giocatore, ma non si possono continuare a trovare giustificazioni alle sue sconfitte..a miami qualche buon giocatore c è. I compagni bisogna saperli coinvolgere anche emotivamente,cosa che al momento lebron non riesce a fare

  18. FOLLE NON CONSIDERARLO IL MIGLIORE DI TUTTI??? Ma stiamo scherzando???
    Significato di migliore:

    Riferito spec. a persona, più buono d’animo, più ricco di doti morali e intellettuali, più abile, più capace, più stimato

    Il caro Lebron non è nulla di tutto ciò. Potrà esser migliore in alcuni campi specifici ma svegliatevi tutti da quello che ci racconta la NIKE e tutto ciò che gira intorno all’NBA (se ne stanno accorgendo anche loro). Lebron James non è il miglior, non è il prescelto, non è l’erede del 23, non è un vincente, non è il più tecnico, non è il più forte. PIANTIAMOCELA di pensarlo cosi perchè la Nike cerca d’imporlo e il mondo NBA lo ha scelto come erede di Jordan. Tutto ciò che ci hanno raccontato non è cosi. Tutto questo per un semplice motivo: NON HA DIMOSTRATO ANCORA NULLA se non di essere tra i primi 5 della Lega. Ma di King James, del prescelto e del giocatore che doveva dominare l’NBA non s’è vista traccia in questi 7 anni. Lo vogliamo capire o no? Cerchiamo di pensare con la nostra testa e per quello che vediamo e non per quello che gli altri ci impongono? Farebbe bene anche a lui uscire da queste logiche.

    Ai Cavs giocava da solo…
    A Miami ci sono solo lui, Wade (sicuramente MIGLIORE DI LEBRON per doti intellettuali, stima, capacità e secondo me anche per abilità) e Bosh… Certo diamogli anche CP3 e Howard? NO?

    Queste cose davvero non si possono davvero più sentire.

  19. Bah! Se uno che in carriera ha 27.7 PT (47.9%), 7.5 REB, 7.0 AST di media deve ancora dimostrare qualcosa… Non potete fare i conti coi titoli vinti, perchè, ragionando così, gente come Barkley, Stockton e Malone (e tanti altri) allora non son nessuno, mentre Fisher è un mostro… Che poi, andate a chiedere al tanto decantato Kobe che razza di squadre gli han dovuto metter su per vincere gli anelli che ha vinto. E guarda caso, quando si son trovati di fronte squadre costruite alla perfezione, ha fatto pure meschine figure, lui e tutti i Lakers.

    Poi oh, pure Jordan ha vinto il suo primo titolo dopo 7 anni eh… La differnza è che Jordan è rimasto sempre a Chicago e lì hanno costruito una squadra, mentre a Cleveland non hanno fatto praticamente niente se non aspettare che LJ vincesse da solo le partite. A Miami vedremo.

  20. infatti lebron non deve dimostrare niente,può chiudere la carriera tranquillamente così,ma dai…

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