Dallas deve trovare le contromisure in Gara2 per la difesa degli Heat

Dopo la sconfitta di Gara1, due sono i pensieri che assolutamente non devono entrare nella testa di nessuno dei Mavs: che questa serie di Finale sia già segnata e, soprattutto, i ricordi della serie del 2006, incubi che ancora stanno inseguendo i Mavs.

Gara 1 è andata in archivio come una partita dalla quale prendere spunti interessanti per il proseguo della serie, in particolare perché la difesa degli Heat è sembrata riuscire a limitare l’attacco dei Mavs, uno dei più efficaci di questi playoffs.

Le cifre dopo gara 1 sono importanti, il tutto starà nel vedere se sono solo merito degli Heat o anche demerito dei Mavs che,diversamente dal solito, non hanno sbagliato tiri che tendono a realizzare.

A fine gara questo è stato il commento di Rick Carlisle, ovviamente ancora ottimista per il futuro della serie: “Giocheremo meglio, sono sicuro di questo. Abbiamo avuto le nostre opportunità, tiri che normalmente mettiamo. E’ stata dura ma è una serie lunga e faremo degli adattamenti per migliorare”.

In primo luogo, ottantaquattro punti segnati (minimo in questi playoffs per i Mavs) sono troppo pochi per pensare di espugnare l’American Airlines Arena, così come il 37% per cento dal campo. Nel primo e nel terzo quarto i Mavericks hanno addirittura segnato solo diciassette punti, molti di meno rispetto ai quasi venticinque di media realizzati nella post season.

Ancora più sanguinoso, per Dallas, è stato il contributo della panchina, fino a qua, invece fondamentale: non solo i vari Terry, Stojakovic, Barea e Haywood hanno tirato male (4/22), ma hanno pure segnato poco, ben dieci punti in meno della panchina di Miami.

E’ da qui che i Mavs devono ripartire, perché non possono vincere senza il contributo delle loro riserve. In particolare, avranno bisogno che Jason Terry, finto sesto uomo, ritrovi il suo ritmo, dopo essere stato mandato un po’ in palla dalla marcatura di Lebron James in gara 1.

Lo stesso Terry ha sottolineato come i Mavs non si aspettassero questa mossa, per poi descrivere quali siano i problemi per chi deve attaccare contro Lebron: “E’ più grande di te, ed usa la sua forza molto bene. Allo stesso tempo è veloce, abbastanza per starti davanti”.

Come ha detto Carlisle, il fatto che gli Heat abbiano messo James a difendere su Terry è un grande complimento per il Jet; ma, allo stesso, tempo, è importante che Terry ritrovi i suoi spazi, magari allargando maggiormente il campo o utilizzando di più i blocchi, come ha proposto il coach dei Mavs.

Un altro giocatore che dovrà migliorare il suo apporto è J.J. Barea, come sottolineato anche da Nowitzki: “J.J deve ragionare quando è in area, loro collassano e cercano di stoppargli il tiro. Mi sembrava che avesse fretta in alcuni casi, invece dobbiamo rilassarci”.

Barea ammette di avere avuto dei problemi, e non vede l’ora di giocare gara 2: “Non ho segnato i miei tiri, non so se fosse per la loro difesa o per sfortuna. Spero che la situazione migliorerà. Potevo essere più paziente, aspettare i blocchi, ma comunque in  area riuscivo ad entrare”.

A Dallas rimangono su di morale, anche con alcune iniziative bizzarre. Già prima della serie, infatti, si sono concentrati su alcuni sfottò, il principale quello promosso dal Dallas Morning News con il nome di LeDrawn James: in pratica i lettori sono invitati, utilizzando alcune foto di Lebron, a disegnarci intorno come preferiscono.

Leborn James è identificato come il “nemico” principale sia in campo che fuori, con i Mavs che hanno ovviamente anche ottenuto il sostegno morale dei delusi tifosi dei Cleveland Cavaliers.

O, forse, il nemico principale per i Mavs sarà un dito. Il dito al quale Nowitzki si è fatto male al tendine, e che porterà, al 99%, alla necessità di portare un tutore per le prossime gare.

La cosa bizzarra è che questo infortunio è stato definito come non rilevante da entrambe le parti, per ragioni diverse: Nowitzki e i Mavs dicono che non ci saranno problemi, perché per fortuna il tedesco è destro, mentre il dito con problemi è nella mano sinistra. Questa è stata a teoria anche di Lebron James a fine gara, assolutamente non disposto a concedere ai propri avversari un alibi, probabilmente preoccupato che la sua eventuale vittoria venga declassata.

Al di là di tutto, per fortuna dei Mavs e di questa finale il numero quarantuno non si è fatto male alla mano con la quale tira: allo stesso tempo, però, in molti hanno sottolineato come la mano sinistra sia comunque fondamentale nella fase di caricamento del tiro, o come, per esempio, Nowitzki preferisca entrare a sinistra, utilizzando quindi, ovviamente, proprio la mano che sarà infortunata.

Solo il tempo ci saprà dire, quello che si sarà per certo è che Nowitzki ieri si è allenato senza particolari problemi, rimanendo un’ora e mezza più dei compagni per allenarsi con Geschwindner e il trainer dei Mavs, Casey Smith.

In ogni caso, è ancora troppo presto per dire a Jason Terry di farsi togliere il suo tatuaggio del Larry O’Brien Trophy, come vuole fare in caso di sconfitta finale.

 

Post By ericapolini (52 Posts)

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3 thoughts on “Per Dallas la serie è appena inziata

  1. Vedo che entrambi abbiamo chiuso con il leit motiv della serie, il tattoo di Terry… :-)

    Tornando seri come scritto sul mio blog la vera sconfitta é stata di Carlisle contro Spoelstra. Non mi son piaciuti per niente gli accoppiamenti a inizio gara. Li dovrà far per forza degli aggiustamenti lo staff dei Mavs.

  2. Complimenti a entrambi quindi!
    Ero sicuro della vittoria Heat, il dubbio era su COME avrebbero vinto.
    Comunque gia è passato, le 2 squadre proporranno i loro aggiustamenti gia da stanotte e
    sono sicuro che ci divertiremo!
    Oggi leggevo di Mike Miller che si allena solo con un braccio, ad occhio direi che è più grave del dito del tedescone.

    ; )

  3. Per quanto riguarda gli accoppiamenti a iniziogara di Carlisle, è vero che ci sono dei problemi, ma è altrettanto vero che il quintetto inziale non è quello che finisce la partita.

    Per quanto riguarda gli infortuni: è evidente che quello alla spalla di Miller sia più grave di quello di Nowitzki al dito. Altrettanto evidente è, però, la differente importanza dei due giocatori nelle rispettive squadre….

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