Kobe Bryant non ha preso benissimo lo sweep da parte dei Mavericks...

I Los Angeles Lakers si sono presentati ai play off con il secondo record della Western Conference, costruito soprattutto dopo l’All Star Game, difatti subito dopo la partita delle stelle gli angelini hanno giocato una grande pallacanestro offensiva, integrando un recuperato Bynum in un meccanismo perfettamente funzionante.

Il finale di stagione regolare ha lasciato l’impressione che praticamente  nessuna franchigia NBA avesse un front line in grado di competere con Bynum, Odom e Gasol; inoltre i Lakers arrivavano da tre finali NBA e da due titoli consecutivi, questa era stata annunciata come l’ultima stagione di Phil Jackson, tutto sembrava apparecchiato per un altro viaggio dei Lakers e di Kobe Bryant verso la finale.

Tutto pronto, ed invece sono arrivati i Dallas Mavericks ed una bruciante uscita al secondo turno dei play off per 4 a 0, uno sweep inaspettato e impronosticabile: nemmeno il proprietario dei Mavericks Mark Cuban si sarebbe immaginato una vittoria tanto perfetta contro i nemici Jackson e Bryant, con i suoi che hanno giocato una pallacanestro offensiva ai limiti della perfezione.

Appena finita la serie con Dallas a Los Angeles si è scatenato il panico: tutti i giocatori erano sul mercato e tutto era in discussione, con Jackson che smette di allenare, Kobe in declino (?), il futuro di LA fosco e incerto…

Già Kobe Bryant … il giocatore simbolo di questi Lakers, dei Lakers vincenti dal 2000 al 2010, il giocatore più forte della lega ancora oggi secondo molti, subito spedito sul viale del tramonto da tanti giornalisti dopo una serie difficile contro Dallas dove non ha mai realmente lascito il segno e dove non è mai riuscito a prendersi davvero la squadra sulle sue spalle come aveva spesso fatto in passato. Segni di declino fisico?

Certamente Bryant ha sul suo contachilometri NBA molta strada, al di la dei suoi 33 anni anagrafici, quindi non può più permettersi in modo continuativo giocate sopra il ferro, oppure sciorinare gare da 30 punti a comando; è anche vero però che Bryant ha affrontato questi play off con i soliti problemi alle ginocchia e al mignolo, con cui ormai convive da tempo, ed inoltre nella serie contro gli Hornets ha riportato un problema alla caviglia che, se non gli ha  impedito di indirizzare emotivamente la serie per i suoi Lakers con due schiacciate a difesa schierata che hanno di fatto deciso gara 5 e condotto LA ad una “semplice”, per quanto può esserlo una gara di play off, gara 6, è sembrato condizionare decisamente Kobe nella serie contro Dallas.

Bryant è un feroce competitore, un agonista incredibile, che considera la vittoria come l’unico risultato possibile, ma contro Dallas in alcuni momenti non ha dato l’impressione di poter giocare al suo solito livello, non è sembrato in grado di competere, sia per i problemi fisici di cui sopra, sia perché mal supportato da una squadra che non ha mai giocato al suo massimo potenziale.

Certamente se Kobe avesse potuto giocare fisicamente integro,  le partite contro Dallas avrebbero potuto avere un altro svolgimento, anche se i Mavericks nelle quattro gare giocate sono sembrati decisamente superiori ai Lakers e molto probabilmente avrebbero comunque portato a casa la serie.

Per quanto forte e determinante sia ancora oggi Kobe Bryant credo che le sue possibilità di vincere il sesto anello di campione NBA dipendano più da quello che gli accade attorno che da se stesso, ovvero da chi saranno i suoi prossimi compagni di squadra, da come si comporterà il nuovo allenatore dei Lakers e da come si comporteranno i suoi compagni nei momenti decisivi della stagione.

Kobe può essere il giocatore che guida la squadra, che detta i tempi, che paga la cauzione per tutti nel momento di difficoltà, ovvero può continuare ad essere Kobe Bryant;  se però nelle partite decisive della post season tutti gli altri abbassano il loro rendimento rispetto alla regular season  allora non c’è Kobe che tenga.

Salvo Bynum, tutti i Lakers hanno giocato sotto il par nella serie contro Dallas, qualche momento di Odom e Fisher, quasi nulla da parte di Artest, irriconoscibile Gasol, insomma il supporting cast dei Lakers non ha saputo dare qualcosa di più nel momento della difficoltà, e contro un avversario che ha tirato con le percentuali ed i volumi di Dallas, senza il contributo sostanzioso di tutti non c’era speranza per i Lakers.

Il sesto titolo per Kobe, ovvero l’eguagliare almeno nel plamares MJ, non è impossibile ma lentamente la geografia della lega sta cambiando, con gli Spurs ed i Celtics che stanno declinando, con i giovani Thunder ed i Bulls che sembrano pronte per fare l’ultimo salto, con Miami e Dallas che sembrano destinate a rimanere ai massimi livelli ancora per anni.

In questo scenario, dove si inseriranno i Lakers del post Jackson?
Questa è la vera domanda da porsi, questa è la nuova sfida di Kobe, quella che caratterizzerà l’ultima parte della sua gloriosa carriera.

Post By gobbazzo (52 Posts)

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12 thoughts on “Kobe Bryant, il sesto anello è solo rimandato?

  1. Dallas non credo possa rimanere ad alto livello per molti anni…aveva l’età media più alta delle squadre nei playoff

  2. Io aggiungerei anche che la competizione nella Western Conference è tutt’altro che semplice. Al di là del mercato, che rischia di far emergere prepotentemente qualche altra squadra, già ora ci sono i campioni in carica di Dallas, una squadra giovane e in costante miglioramento come Oklahoma City e qualche outsider niente male tipo Memphis. Poi è ovvio che i Lakers hanno dei grandi giocatori, ma mai come questa volta sono un enigma da risolvere e non sarà semplice per loro tornare ad essere competitivi. Dovranno ritrovare la voglia di combattere a 30 anni ed oltre.

  3. Io credo, e forse i fatti mi daranno torto, che dallas non potrà ripetersi…
    riguardo kobe fino all’anno scorso era secondo me il giocatore più forte della lega… oggi credo sia tra i primi 5. I lakers tuttavia hanno l’organico per essere vincenti. quindi come dice l’autore dell’articolo se kobe farà il kobe gli altri dovranno fare il loro a cominciare da gasol…

  4. Se ha vinto Dallas quest’anno che praticamente hanno uno rooster simile a quello dei lakers per età media e completezza….
    Sarà solo una questione di motivazione e forma fisica nei momenti che conteranno….

  5. Secondo me o vincono l’anno prossimo con la stagione corta (SE si farà) o se no nada, avevano una squadra allucinante quest’anno. Unico neo forse il play, anche se per essere il quinto giocatore un Fisher è di superlux! Una squadra che può permettersi Odom, Brown, Barnes in panca e Blake come nono giocatore è assurda O_O

  6. Paragone con Dallas secondo me non sta proprio in piedi, lasciate perdere l’età media, contano gambe e atletismo e al di là dell’anagrafe Dallas ci mangia in testa, Barea ha stuprato per tutta la serie Fisher e Blake, noi ad oggi non abbiamo una guardia che penetri con quella facilità e velocità soprattutto, Marion io gli ho visto condurre delle transizioni offensive che Artest nemmeno nei suoi sogni più bagnati e in difesa ha tenuto a basse percentuali Durant nelle WFC e limitato Lebron che in tutte le finals è andato di media la miseria di 3 volte in lunetta a partita.Per non parlare poi dei vari Chandler (atleta pazzesco…), Stevenson, Terry senza dimenticare che hanno vinto il titolo senza Butler.Se i Lakers restano così per me non abbiamo molte chance perchè con Fisher in quintetto paghi troppo difensivamente e in attacco è come se giocassi in 4, oltre a questo la panchina si è dimostrata abbastanza mediocre.Abbiamo bisogno di nuova linfa, per il livello fisico di adesso siamo troppo poco atletici.Ovvio se Kobe torna a giocare da miglior giocatore della lega (cosa che non fa da gennaio dell’anno scorso dopo che s’è rotto il dito a parte le due serie coi Jazz e coi Suns….) e Gasol torna il giocatore che conosciamo ce la giochiamo ancora ma i difetti del roster sono evidenti e lo sweep coi Mavs li ha fatti venire tutti a galla.

  7. con in paio di rinforzi,penso che i lakers torneranno a lottare per il titolo,il limite principale dei lakers al momento si chiama fisher che con tutta probabilita non partira in quintetto l’anno prossimo visto che ci sara un cambio radicale di sistema di gioco,finche si giocava con la triangolo lo si poteva supportare.
    infatti si parla di interesse da parte dei lakers per felton che non sara paul pero sarebbe un netto miglioramento rispetto alla stagione appena finita.

  8. Io resto convinto che questo sia il miglior roster NBA. C’è qualcosa che non sappiamo. Ora sono costretti a prendere un playmaker vero visto l’abbandono della TPO, cosa non semplice vista la situazione salariale. La stagione corta può aiutarli, ma prima vanno risolti i problemi nello spogliatio, problemi evidenziati dall’intervista di bynum dopo gara 2 contro i mavs

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