Heat vs Mavs: uns sfida alla lavagna

Visto che gli Heat e il loro sistema di gioco sono più conosciuti e riconoscibili, andiamo ad analizzare specificamente qualche aspetto significativo del gioco dei Mavs.

Partiamo brevemente dalla difesa, segnalando una opzione tattica a disposizione di Carlisle che potrebbe rivelarsi fondamentale in quesa serie, vale a dire la possibilità di effettuare cambi difensivi sui giochi a due ogni volta che Kidd è in campo, per scoraggiare il portatore di palla (che in finale di conference è stato Westbrook, e nelle Finals sarà verosimilmente Wade) ad una facile penetrazione, “costringendolo” ad un tiro perimetrale.

Normalmente in una situazione del genere il cambio è sconsigliato, ma Kidd ha il fisico per tenere botta, quantomeno per qualche secondo, contro avversari più alti e/o più forti, soprattutto se questi ultimi non si muovono subito ed aggressivamente verso una posizione pericolosa.

Nei due video vedremo quindi un gioco a due Westbrook/Durant, con Kidd e Marion che reagiscono cambiando immediatamente e con estrema naturalezza, senza esitazioni, negando la penetrazione al palleggiatore, che rimane costretto a palleggiare sul posto o in laterale.

In entrambi i casi Durant e Westbrook non riconoscono immediatamente la situazione favorevole, e anziché allontanarsi l’uno dall’altro per isolarsi ognuno contro il proprio nuovo difensore, continuano con la medesima spaziatura; Kidd tiene botta fisicamente, e appena Durant mette palla per terra Marion porta un aiuto deciso, mentre gli altri compagni si chiudono attorno al pitturato: ai Thunder non resta nessuna soluzione di qualità, e in entrambi i casi si riducono ad un long jumper di Westbrook, che Dallas accetta molto volentieri.

Se agli Heat si dovesse ripresentare questa situazione tattica, avrebbero bisogno di un rapido movimento ad allontanarsi del bloccante, in modo da isolare Wade contro un avversario che non ha il suo passo; tra l’altro gli Heat non usano il pick and roll Wade-James tanto quanto i Thunder fanno affidamento sulla combinazione Westbrook-Durant, quindi Wade potrebbe trovarsi ad affrontare un mismatch ancora più significativo.

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Passando all’altra metà campo, guardiamo innanzitutto cosa NON fare contro i Mavs e il loro temibile pick and roll.

Il primo comandamento è evitare che l’uomo di Nowitzki sia troppo passivo: in questa prima immagine, sul blocco del tedescone, Odom non guarda nemmeno Barea, restando attaccato al 41, e il portoricano, grazie al suo bruciante cambio di passo e alla spaziatura garantita dai suoi compagni, ha una prateria da sfruttare per generare un qualitativo tiro dalla distanza per Stojakovic.

In quest’altra immagine Odom si rende più attivo sul portatore di palla, ma comunque troppo tardi, quando Barea ha già “girato l’angolo”, e non c’è già più niente da fare: i lunghi dei Lakers scoraggiano Barea dal prendersi un tiro, ma con quella spaziatura i Mavs si garantiscono non uno ma due buoni tiri sullo scarico.

La ossessiva attenzione delle difese avversarie sui giochi a due che coinvolgono Dirk finisce anche per creare spazi per giocatori che normalmente non avrebbero la possibilità di crearsi un tiro da soli.

Nel prossimo filmato vedremo un gioco che i Mavs hanno ripetuto spesso nel corso della stagione, e che eseguono con una fluidità semplicemente meravigliosa.

Si parte con un apparente gioco a due Terry-Nowitzki, ma The Jet fa solo finta di sfruttare il blocco del 41, cambiando direzione e prendendo invece un blocco di Chandler sul lato forte dell’attacco.

Visto che la mossa di Terry ha spiazzato Fisher, Odom e Gasol dovrebbero stringere al centro per riempire un’area che adesso è totalmente sgombra, ma se Gasol correttamente scala su Terry inducendolo a temporeggiare, Odom è “costretto” a prestare attenzione più a Nowitzki che a Chandler.

Questo attimo di esitazione è proprio quello che l’attacco di Dallas aspettava, e con un unico, fluido movimento, Chandler taglia verso il centro mentre Kidd riceve lo scarico da Terry e subito deposita un cioccolatino sul cuscino, proprio sopra al ferro, solo da schiacciare.

Un tipo di gioco che non solo regala due punti facili, ma soprattutto può devastare il morale di una difesa: subire un canestro del genere, da Harlem Globetrotters, in un momento capitale della stagione, può indurre più di un dubbio in una difesa che era concentrata su altri aspetti dell’azione.

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Parliamo infine di Nowitzki, e vediamo alcuni dei mille modi di cui dispone per far piangere una difesa.

Il video che segue ne esemplifica molti in una sola azione.

Guardiamo innanzitutto come, nei primissimi secondi dell’azione, Nowitzki piazzi in rapida successione due blocchi diversi per Kidd, uno frontale e uno laterale: la difesa attiva di Westbrook e Collison non concede spazio al play, e allora Nowitzki, anziché insistere sull’idea originaria (verosimilmente un pick and pop), esegue il movimento cosiddetto di “slip the pick“, ovvero fintare un ulteriore blocco e tagliare deciso verso il suo “ufficio” in post medio.

La reazione di Collison è nuovamente immediata, e gli nega una facile ricezione, ma a questo punto, dopo che i due difensori dei Thunder hanno già disinnescato ben tre idee avversarie, Dirk si trova comunque spalle a canestro in isolamento, con tutto il campo a disposizione, e quindi Oklahoma è ancora sotto pressione.

Nel corso della serie, in situazioni del genere, i Thunder si sono spesso pigramente accontentati di un raddoppio col giocatore “a un passaggio di distanza” (Westbrook su Kidd), con risultati disastrosi; in questa occasione, invece, vanno a raddoppiare in modo intelligente, mandando Ibaka su Dirk ma coprendo immediatamente l’uomo lasciato libero dal congolese.

Ed è qui che si vede uno degli aspetti più sottovalutati dell’evoluzione di Nowitzki, da grande tiratore ad arma letale a tutto tondo: Ibaka non fa nemmeno in tempo ad arrivare che il 41 ha già visto non solo che sta arrivando il raddoppio, ma anche qual’è l’uomo rimasto libero, benché non sia l’uomo di Ibaka e si trovi dalla parte diametralmente opposta del campo.

Si tratta di una lettura tutt’altro che scontata, difficile da ammirare anche in un esterno, figuriamoci in un giocatore di sette piedi abbondanti con quel repertorio offensivo.

Tra l’altro è obiettivamente impossibile difendere meglio di così, con i Thunder che schierano il loro quintetto più mobile, più atletico e con il più alto Q.I. difensivo, eppure finiscono per concedere un tiro tutto sommato comodo.

Tiro che, in questo caso, non entra, ma nell’arco di una serie godere continuativamente di occasioni del genere significa portarsi a casa la vittoria.

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Chiudiamo questa carrellata con altri due video, tratti dallo straordinario “NBA playbook” di Sebastian Pruiti (che consiglio a tutti spassionatamente), che mostrano altre varianti di Nowitzki sul tema del gioco a due.

La prima è particolarmente interessante perché ci mostra proprio il tipo di difesa contro il pick and roll che gli Heat utilizzano estensivamente, con un cosiddetto “hedge” molto pronunciato dell’uomo del bloccante, che “esce” dalla marcatura con grande aggressività per mettere pressione al palleggiatore ed impedirgli di girare l’angolo.

La contromossa del tedesco è però immediata: taglia deciso verso il ferro, andando a ricevere e concludere in beata solitudine.

Gli Heat dovranno difendere meglio di così, ma sono perfettamente in grado di riuscirci: non solo perché spesso estremizzano ulteriormente l’hedge, trasformandolo in un vero e proprio raddoppio del lungo sul portatore di palla, allontanandolo da Nowitzki e rendendo più complicato il passaggio, ma anche perché i due difensori dal lato debole (tra i quali c’è inevitabilmente uno tra Wade e James) sono molto più attivi ed efficaci nell’anticipare quel passaggio e rendere più complessa la ricezione del tedesco.

L’ultimo video rappresenta invece una ulteriore variante del gioco a due, con una interpretazione semplicemente poetica del movimento senza palla del bloccante.

L’idea iniziale è un “pick and pop” del 41, che blocca per Kidd e si allarga per un tiro frontale; il suo marcatore, che non è l’ultimo dei fessi ma un difensore di alto livello come Aldridge, anticipa il movimento e tenta di negargli la ricezione: a questo punto, però, il tedesco taglia in backdoor alle sue spalle, e va al ferro senza più incontrare resistenza.

Detta così sembra molto semplice, ma si tratta nuovamente di una lettura eseguita in una frazione di secondo: Aldridge praticamente ha appena iniziato ad anticipare la linea di passaggio che il tedesco ha già messo in pratica la contromossa.

Anche la lettura e il passaggio di Jason Kidd si lasciano guardare, con il pallone che arriva nei tempi giusti ed esattamente sulla mano destra di Nowitzki.

Post By FletcherLynd (19 Posts)

Siamo tutti nella fogna, ma alcuni di noi guardano alle stelle. O. Wilde

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7 thoughts on “Le Finals alla lavagna – Seconda parte

  1. Complimenti per l’articolo.
    In effetti Dirk è un maledettissimo genio oltre che un giocatore pazzesco.
    Credo che queste finals saranno splendide..

  2. I miei più sentiti complimenti, queste analisi tattiche per noi che probabilmente siamo in maggior parte dei profani come si suol dire sono di un’importanza incredibile per comprendere al meglio molti aspetti del gioco.
    Nowitzki comunque è diventato anche un passatore sublime a differenza degl’anni scorsi, ad esempio nelle finals 2006 era un passatore nemmeno mediocre in my opinion.
    Offensivamente una delle pf più forti e complete della storia, avesse messo su una buona difesa in tutti questi anni sarebbe nella top 3/5 all time.
    Anche su questo aspetto comunque lo trovo migliorato rispetto al telepass di qualche tempo fa sebbene sia sempre sotto la media.

    • d’accordissimo sull’evoluzione di Nowitzki come passatore, e sul fatto che all’epoca delle altre Finals fosse uno dei suoi principali punti deboli.

      l’altro secondo me era il rinunciare un po’ troppo presto a prendere posizione in post se l’avversario gliela negava inizialmente, adesso invece va in repost anche due o tre volte che è una bellezza… e ovviamente tutto è facilitato dall’avere una squadra che insiste su di lui anche in repost, è molto raro vedere i mavs prendersi tiri affrettati o palleggiare 7-8 secondi da fermi durante l’azione, sono veramente una gioia per gli occhi.

  3. bellissimo articolo, spiegato molto bene, ma dopo aver visto gara 5 delle finali est so già chi vincerà: chi prenderà più regali dagli arbitri, e su questo piano gli heat hanno già dato dimostrazioni di forza che vanno oltre ogni lettura difensiva… wade, james o bosh non fa differenza, in gara 5 sono stati vergognosi gli arbitri… troppi liberi regalati, soprattutto considerando che si dice che gli arbitri, se pendono da una parte, è quella della squadra di casa…
    anche se penso che simili letture (parlando di finals) siano da applicare molto frequentemente, una giocata come quella che porta all’alley-oop tra kidd e chandler è fantastica, ma contro bosh e soprattutto anthony la vedo molto più dura…
    vedremo…
    ciao!!!!

  4. Non so se sbavare più per l’articolo scritto in maniera esemplare e “semplice” (cosa non da poco) o per Dirk. Complimenti a entrambi. Anche a Giasone dai.

  5. bellissimo l’articolo, magari capirne così tanto di tattica. Siete pronti per stanotte? ;)

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