Al Horford, preziosa chiave tattica per gli Hawks

Eterno dilemma tattico: spingere l’altro ad adattarsi al proprio stile, o adattarsi allo stile altrui per neutralizzarlo?

A seconda della risposta e dei contesti possono nascere differenti orizzonti…

Proviamo dunque a dare un’occhiata a quali scelte, più o meno creative (quasi “nelsoniane”), potrebbero caratterizzare le scacchiere del secondo turno dei playoff.

 

 

LAKERS VS MAVERICKS

 

Lakers side: alzare il quintetto principale (Bryant, Artest/Barnes, Odom, Gasol, Bynum)

Pro: per Dallas diventerebbe quanto mai rischioso, per motivi difensivi, inserire gli irrinunciabili sesto uomo Terry e l’“apri-scatole” Stojakovic, troppo vittimizzabili da qualunque Lakers. Per non subire l’onda d’urto offensiva (ed a rimbalzo) di L.A., i Mavs dovrebbero quindi ricorrere spesso a Stevenson e Marion simultaneamente, con il conseguente impoverimento dell’attacco che risulterebbe troppo appeso alle mani dispensatrici di Kidd, per di più braccato da Kobe (che ha già fatto “riscaldamento” con Paul al primo turno…). Inoltre i tre lunghi di L.A. potrebbero “passarsi” Dirk, a seconda della situazione falli personali (ed il 38,2% da 3 in regular season di Odom, lascerebbe ben sperare per la pericolosità dall’arco del quintetto losangelino).

Contro: molto stress fisico per un Kobe, già non al 100%, che toccherebbe molti palloni in attacco (per sfruttare i mismatch) e dovrebbe spendere molte energie per annichilire Kidd. Se poi Dallas rischiasse con quintetti piccoli e la mettesse sul run and gun, lo showtime stavolta potrebbero subirlo i Lakers…

 

 

Mavericks side I: investire molto su Peja Stojakovic in attacco (lasciando a Marion il compito di partire dalla panca per badare difensivamente alla second unit di L.A., specialmente ad Odom…)

Pro: costringere Artest a non poter raddoppiare su Nowitzki ed a dover inseguire Peja sui blocchi (attività ostica per Ron), allargando inoltre l’attacco dei Mavs in modo da agevolare le penetrazioni ed i giochi a due di Kidd (indispensabili per innescare anche Chandler).

Contro: la difesa di Peja potrebbe non coprire adeguatamente i tagli di Ron e tanto meno impedirgli di farsi sentire a rimbalzo offensivo (ve l’immaginate Peja che inchioda Artest su un taglia-fuori?).

 

 

Mavericks side II: giocare con 3 “torri” (Kidd, Terry, Nowitzki, Haywood, Chandler)

Pro: le twin tower di L.A. troverebbero molto pane per i loro denti, sia in fase offensiva che a rimbalzo; in generale, l’attacco losangelino, Kobe in primis, dovrebbe fare i conti con tre giocatori di sette piedi che chiudono il pitturato.

L’attacco Mavs sarebbe molto a trazione posteriore, ma il mismatch “verticale” tra Dirk e Ron potrebbe aprire scenari interessanti (tipo il tedesco che tira regolarmente sopra Artest…), a meno ché i Lakers non optino per mandare Ron su uno dei due lunghi di Dallas, entrambi non esattamente temibili per autonomia in attacco…

Contro: il vantaggio palese l’avrebbe Kobe contro Terry, ma proprio per questo l’attacco di L.A. rischierebbe di “grippare” negli assoli di un Kobe un po’ acciaccato, ma troppo ingolosito dall’occasione per non accentrare il gioco su di sé (falsa riga della strategia di Atlanta contro Howard…).

 

P.S. Barnes si rivelerà l’anti-Nowitzki?

 

 

 

 

THUNDER VS GRIZZLIES

 

Thunder side: quintetto small (Maynor, Westbrook, Harden, Durant, Ibaka)

Pro: follia? Sicuramente azzardo e mossa a sorpresa… di certo, coach Hollins dovrebbe: o rinunciare a tenere in campo l’asse motrice della squadra, Marc e Zach (praticamente buttando via il playbook) così da avere Zach centro e Battier su Durant; oppure, senza snaturare la propria identità offensiva, tenere in campo Gasol e mandare Zach su KD, fomentando una sparatoria da annali fra Randolph e Durant (reciprocamente immarcabili).

Contro: dipenderebbe dalla contro-mossa scelta da Hollins…

 

P.S. La media di falli per squadra in regular season era 20,7, ma nei playoff è salita a 23,4 (nonostante il calo di possessi/partita medi da circa 92 a circa 88); con il gioco più intenso e gli arbitri non certo a corto di fiato, sarà cruciale l’autocontrollo di Perkins ed Ibaka: mentre Gasol e Randolph possono trascurarli un po’ in difesa, senza rischiare falli, i due dei Thunder devono forzatamente scegliere bene i tempi ed i modi d’intervento, pena finire in balia delle alte percentuali offensive dei due Grizzlies… l’esito della serie potrebbe essere deciso da questo 2 vs 2.

 

 

Grizzlies side: francobollare Battier su Durant ed Allen su Westbrook

Pro: qui c’è poco da essere ingegnosi; una volta messi i due migliori difensori sulle due bocche da fuoco dei Thunder, con Conley su Sefolosha e Mayo sul suo “clone barbuto” Harden, non resta che affidarsi al lavoro, su entrambi i fronti, della premiata ditta “Zach & Marc”.

Contro: il terzetto Westbrook, Harden, Durant spingerebbe Hollins a sacrificare, per motivi difensivi, Conley… com’era quell’idea sperimentale di Mayo da “point-guard adattata”?

 

P.S. Da quando Memphis è stata 2-1 con gli Spurs, sono convinto che, visto il tabellone, i Grizzlies potrebbero arrivare persino in finale Nba… staremo a vedere.

 

 

 

BULLS VS HAWKS

 

Bulls side: promuovere Taj Gibson come ala piccola e slittare Deng in guardia

Pro: le possibilità di Deng di giocare anche guardia sono un atavico dilemma in casa Bulls, ma se ciò consente un quintetto tremendamente difensivo contro un attacco non organizzatissimo, varrebbe forse la pena di fare un tentativo… la front line Noah-Boozer-Gibson risulterebbe altamente predisposta sia al contropiede, sia alla circolazione della palla (Booz e Joakim sono ottimi passatori) sia a rapide rotazioni difensive. Inoltre, Gibson potrebbe risultare efficace in marcatura su Smith, tanto quanto Deng in marcatura su Johnson.

Contro: Deng risulterebbe l’unico tiratore perimetrale affidabile, per cui, inevitabilmente, per non incappare in altri 0/9 (Gara1) o 1/9 (Gara4) da tre di Rose, bisognerebbe spingere molto sull’acceleratore, così da ridurre gli attacchi alla difesa schierata, dove la mancanza di pericolosità perimetrale avrebbe come drastica conseguenza l’intasamento del pitturato, a scapito di Rose e Boozer (gli unici due realizzatori quantitativi, oltre a Deng).

 

 

Hawks side: continuare con il quintetto alto (Johnson, Williams, Smith, Horford, Collins)

Pro: anche se non c’è un Howard da “maltrattare”, c’è un dirompente Noah da contenere e da tagliare fuori (quasi 5 rimbalzi offensivi di media contro i Pacers e Hibbert!), ma soprattutto Horford serve su un Boozer già inefficace ed un po’ acciaccato, e Smith deve badare a Deng (“mvp tattico” dei Bulls). Considerando poi che su Joe Johnson non potrà starci Korver, ma solo Brewer (o Bogans per alcuni tratti), anche se Johnson (come chiunque altro) faticherà su Rose, Derrick si ritroverà troppo solo in attacco ed i tori potrebbero anche finire la loro trionfale stagione nel recinto del secondo turno …

Contro: i Bulls sono ottimi in difesa e giocare troppo a lungo con solo 4 attaccanti (Collins e Pachulia non lo sono affatto) e con il solo Joe minaccioso da oltre l’arco (più Crawford dal pino), implica forzatamente una buona prestazione al tiro degli altri quattro, pena una deleteria inefficienza offensiva (contro i Pacers, che il miglior assist-man degli Hawks sia stato Horford, dovrebbe, nel bene e nel male, far riflettere…).

 

P.S. Peccato per Hinrich, la serie sarebbe stata ancora più aperta con lui in campo…

 

 

 

HEAT VS CELTICS

 

Heat side: quintetto senza play nè centro (Wade, House, Jones, James, Bosh)

Pro: estrema pericolosità offensiva, sia perimetrale che in avvicinamento al ferro e, soprattutto, in campo aperto (per fiaccare la resistenza dei “vecchietti” celtici…). Chiaramente, James giocherebbe da point forward, spingendo Rivers a scegliere di sacrificare il proprio centro: un O’Neal chi potrebbe marcare fra gli Heat in versione small? Bosh? Allora a Garnett resterebbero: un James che porta palla o un Jones che corre tra i blocchi… compiti fuori misura anche per un agonista versatile come KG. Sarebbe/sarà anche interessante la marcatura di Wade su Rondo…

Contro: se torna Shaq, Doc potrebbe scegliere di tenerlo in campo per abusare di Bosh (in turnazione con Garnett), puntando molto su Green in copertura su LeBron (combinazione azzardata, ma sarebbe la meno rischiosa).

 

 

Celtics side: difesa a zona (2-3 adattata, quella “made in Usa” che bada ai 3 secondi difensivi)

Pro: con i due O’Neal (o almeno Jermaine) a coprire costantemente il pitturato e gli altri Celtics a risparmiare fiato ed energie, cercando solo di chiudere l’accesso al ferro, agli Heat non resterebbe che affidarsi al tiro dalla lunga ed al mid-range game (quindi compromettere l’efficacia offensiva di James e Wade, come dimostrano le shot charts vs Sixers…). Ci sarebbe il classico problema difensivo di responsabilità nel taglia fuori, ma nel complesso le gambe degli esterni celtici resterebbero più fresche per tutta la serie, senza dover inseguire Wade o James…

Contro: LeBron prenderebbe di mira gli spot frontali, difesi da Rondo ed Allen, per tirargli sistematicamente in faccia, il che potrebbe innescare parziali spacca-partita, se il jumper entra con continuità. Inoltre, le testarde penetrazioni di LeBron e Dwayne rischierebbero di caricare di falli la front line bostoniana.

P.S. Hinrich, Butler, Gay, Haslem e Shaq… il quintetto degli infortunati (al secondo turno) non sarebbe poi male, no?

 

 

10 thoughts on “Utopie tattiche per il secondo turno

  1. Articolo interessantissimo, e non è escluso che si possa vedere qualcuna di queste soluzioni nel corso di play-off. Quella che mi convince di meno è il quintetto alto dei Mavericks, perchè Artest un modo per difendere forte su Nowitzki lo trova comunque e poi come fanno a far circolare la palla con il tedesco, Haywood e Chandler in campo contemporaneamente? Rischierebbero davvero troppo a mio parere…

  2. bell’articolo! mavs li cedo cmq con 2 lunghi, menphis allen e battier conley e le 2 belve e thunder minor west durant ibaka perk e harden 6° uomo; chicago al banco di prova vero: riuscirà a non essere troppo prevedibile in attacco basando tutto su rose?
    su boston-heat non ce lo vedo wade su rondo e dico chelmers wade james bosh anthony vs il classico rondo allen pierce garnett o’neal.

  3. Da collega redattore non posso che farti i complimenti, uno degli articoli più interessanti mai letti qui per me!

  4. Complimenti per l’articolo molto interessante, come si fa a non innamorarsi dei PO NBA?

  5. Secondo me invece molte delle soluzioni proposte sono del tutto utopiche, e nn se ne vedrà neanche l’ombra…

    Taj Gibson da 3 nn esiste, sia perchè in attacco nn avrebbe alcuna palla giocabile, con l’area già intasata da Booz e Noah, sia perchè nn ha tiro da fuori (e questo toglierebbe spazio alle penetrazioni di Rose), sia perchè in difesa JSmooth è troppo più veloce ed altetico…il suo impiego da 3 nn sarebbe alcun vantaggio reale ai Bulls, anzi, solo grattacapi…

    Miami credo che più che utilizzare House (caduto un po’ in disgrazia nella seconda parte di stagione), ha già Bibby che tira benissimo sugli scarichi, ed in più è anche un playmaker (per quanto al 1° turno si sia visto pochissimo)
    LBJ da 4 invece credo che lo vedremo durante la serie, ma a quel punto invece di dirottare KG, si andrebbe con Green (il quale in attacco nn è comunque questa pippa), mentre Jones mi chiedo come potrebbe mai arginare PP

    Comunque credo che nel caso mancasse Shaq, Boston andrà spesso con KG da 5, ed idem farà Miami con Bosh. Ma che sia un vantaggio per quelli della Florida nn ne sono sicuro

    Mynor – Westbrook nn si è mai visto neanche in RS, figuriamoci se lo rischia nei PO…anche se, mancando guardie dominanti tra le file Memphis, Russell potrebbe nn massacrarsi in difesa…più che altro, Durant da 4 nn ha senso, perchè dopo un quarto, sia lui che Zack avrebbero 6 falli ognuno.
    Anzi, mentre Hollins può dirottare Battier o Young su KD, nn ci sarebbe nessuno per contenere Z-Bo…penso che il coach di Memphis pagherebbe di tasca sua per vedere OKC con Durant da 4

    Riflettendo invece sulla serie Mavs-LA, ammetto che anche io ho pensato ad un utilizzo massiccio di Peja…per assurdo, ritengo che forse il miglior schieramento per Dallas sia rinunciare a Kidd, mettendo Terry come point guard (allmeno Kobe in difesa si stanca, altrimenti contro Kidd ha vita facile…), Marion da 2 tattico per dare fastidio a Kobe, Peja da 3 e così via…

    Se metti Marion da 3, nn hai tiro da fuori, ed Artest va in aiuto su chiunque passi in area. Ed essendo RonRon potente, ma nn un mostro di velocità, credo che darebbe si problemi a Peja, ma neanche troppi, visto che nn sono i kili che mancano al serbo, quando la velocità di base…

    Detto sinceramente, l’unico modo che i Mavs hanno di mettere in difficoltà i Lakers è mischiare le carte e rischiare, altrimenti sarà un massacro

  6. Bell’articolo ma “Grizzlies che potrebbero arrivare persino in finale Nba” non si pò legge!

  7. Grazie a tutti per i complimenti, si fa quel che si può…

    @redbull: credo che per quest’anno Haslem resterà davanti la tv… ed anche se tornerà a mettere la tuta, non so per quanti minuti lo vederemo in campo: più si avanza nei playoff, più non sarà il caso, per gli Heat, di testare in campo la sua condizione ed il suo recupero…

    @Restiamo Umani: non a caso, il titolo parla di “utopie tattiche” e l’introduzione di “scelte quasi nelsoniane”… non va dunque preso come un elenco di previsioni, poiché ho provato ad ideare piuttosto mosse a sorpresa, “coup de theatre” e sperimentazioni ardite, appunto, alla Don Nelson… se vedrai i coaches professionisti fare questi azzardi, avvisami pure, che gli mando il curriculum…

    @Black Dog: non so se tra gli “addetti ai lavori” (Espn e simili…) qualcuno avrebbe puntato un cent sul loro passaggio contro gli Spurs… adesso, i Thunder non sono certo un ostacolo invalicabile, credo sarà una serie decisamente combattuta… e se passassero anche questo turno, siamo poi sicuri che i campioni in carica o i Mavs avrebbero vita facile? Pensiamo a Kobe che si trova in staffetta Battier ed Allen… o a Nowitzki che deve difendere su Randolph… (solo per restare ai primi violini).

  8. sottolineare l’importanza dei tiri liberi nella serie OKC-MEM mi sembra molto significativo, su entrambi i lati del campo. OKC va in lunetta quanto nessun’altra squadra della lega, e i Grizzlies tendenzialmente sono abbastanza fallosi, perché molto aggressivi. i non-Durant (con particolare riferimento a Westbrook) faranno molta fatica a guadagnarsi tiri puliti in questa serie, devono rimediare con tanti viaggi in lunetta.

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