A Melo e i Knicks in Gara 1 e 2 è mancata freddezza e un po’ di fortuna, non certo l’impegno…

A poco meno di ventiquattro ore dall’appuntamento cruciale tra Knicks e Celtics, con una Gara 3 da giocare in un Madison Square Garden più stracolmo che mai, vorrei soffermarmi ad analizzare ciò che, in queste prime due gare della serie, ha funzionato al meglio e ciò che invece non è andato per il verso giusto nel gioco di NY.

Tornare finalmente a casa dopo sconfitte brucianti come quelle patite dai Knicks nei primi due episodi della serie non può che far bene al morale dei giocatori, colpevoli di non aver concretizzato ciò che di buono sono stati in grado di costruire lungo l’arco dei 96 minuti di gioco.

Colpa della sfortuna, sì, perché con uno Stoudemire e un Billups in più (e un Walker in meno…) non so come sarebbe andata a finire.
Colpa di qualche chiamata arbitrale molto discutibile, passi.
Ma colpa soprattutto della mancanza di quello che in America chiamano “clutchness”, ossia freddezza negli ultimi secondi di una partita.

New York ha infatti avuto per due volte la possibilità di pareggiare, se non di portarsi a casa, i due confronti, ma in entrambe le occasioni ha fallito.

Siamo in Gara 1. Mancano 51’’ sul cronometro ed un claudicante Billups è costretto a lasciare il TD Garden per un infortunio al ginocchio. Entra in campo Douglas, che però non si lascia intimorire e con una bomba rompe la parità con 37’’ al termine della contesa.

Garnett accorcia subito per Boston, e il susseguente evitabile fallo in attacco di ‘Melo regala il possesso ai Celtics. Palla ad Allen da dietro l’arco. KABOOM!

Boston +2 e palla in mano ai Knicks, privi di timeout a disposizione. Anthony prende la palla più importante del match, ma invece di tentare una penetrazione od un più semplice passaggio a qualche compagno (visto che triplicato…), si prende una difficilissima conclusione dalla lunga distanza che però non trova il fondo della retina. NY perde così la prima.

Eccoci invece a Gara 2. Con i Knicks sotto di una lunghezza, Jeffries sigla il vantaggio con un layup. Rivers chiama timeout e disegna un gioco che porta Kevin Garnett a giocarsi un uno-contro-uno in post basso marcato dallo stesso Jeffries.

Due punti e vantaggio biancoverde. Ecco allora ripetersi la situazione della prima sfida, ma stavolta l’epilogo è ancora più amaro. Carmelo (autore fino a quel momento di 42 punti) viene raddoppiato intorno all’arco. Anthony opta quindi per un passaggio sotto caestro a Jared Jeffries, che però, invece di salire verso il ferro, tenta un più che improbabile passaggio per Bill Walker, che verrà intercettato da Garnett. Con gara 2 che va così in cascina per i Celtics.

Da quest’analisi salta subito all’occhio come, la squadra, sia stata incapace di affrontare la pressione di una gara Playoff decisa all’ultimo possesso. Vuoi per inesperienza della maggior parte degli interpreti. Vuoi per qualche scelta sbagliata da parte dei giocatori e di coach Mike D’Antoni. Vuoi anche per ciò che è capitato a due uomini fondamentali dello schacchiere come Stat e Chauncey.

Fatto sta che in tutte e due le azioni cruciali, le decisioni prese sono risultate essere errate. E non perché siano terminate male, anzi. Perché seppur il tiro di ‘Melo fosse entrato, la scelta di tentare la conclusione da 9 metri braccato da tre avversari sarebbe risultata comunque discutibile.

E perché la decisione di tenere in campo uno come Jeffries, e lasciare in panca un combattente come Ronny Turiaf, nei secondi finali, sarebbe stata vista lo stesso come qualcosa di indecifrabile, data la maggior fisicità e solidità del francese.

Peccato per le defezioni che hanno colpito la squadra ed hanno lasciato D’Antoni senza possibilità di alternativa, costretto a tenere in campo per parecchi minuti gente come Roger Mason Jr., Shawne Williams o un imbrazzante Walker da 0/11 dal campo.

Ed ecco che qui si rifanno avanti le perplessità legate alla mega-trade che ha portato Anthony in casacca arancioblu ma che è costata la partenza di 4 gioiellini dell’ormai ex quintetto base (tra cui il nostro Gallinari). Come sarebbe andata a finire se….? Non lo sapremo mai.

Intanto però siamo sicuri che una prestazione come quella sfoderata da ‘Melo in Gara 2 non l’avremmo mai vista!

E non è l’unica nota positiva. Ciò che veramente è venuto fuori di buono da queste prime due partite della serie è infatti stato l’atteggiamento e l’aspetto caratteriale dei giocatori di D’Antoni, capaci di affrontare a testa alta tutte le avversità che il destino gli ha posto lungo la strada, ed in grado di tenere col fiato sospeso una squadra come quella dei Celtics, finalisti della passata stagione e favorita dell’Est fino a qualche tempo fa.

Ciò che è mancato è stato lo sprint finale, quello che sarebbe valso una (se non due…) vittorie cruciali. Ora però si deve resettare tutto e pensare soltanto a portarsi a casa la terza gara, in una Grande Mela che non aspetta altro che prendersi una sonora rivincita nei confronti degli acerrimi nemici biancoverdi. Magari con uno Studemire in più, che sicuramente non dispiace…

Post By EmilianoT (53 Posts)

Appassionato di basket americano e di calcio, soprattutto quello inglese da qualche tempo, è laureato triennale in Scienze Politiche presso la LUISS di Roma e studia Marketing presso lo stesso ateneo. Gioca agonisticamente a basket. Conta diverse collaborazioni sul web come redattore sportivo, specializzato in basket NBA. E’ regolarmente iscritto all’ODG del Lazio come pubblicista.

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7 thoughts on “I Knicks e la “clutchness”

  1. il roster pre-trade e senza stoudemire nella seconda gara (infortunato) secondo me non arrivava neanche a giocarsele punto a punto

  2. togli Felton dall’inizio e Stat da fine primo tempo di gara 2 e vediamo cosa avrebbero fatto i Knicks pre-trade.. lo splendido Chandler(eufemistico) ammirato nelle prime due gare di Oklahoma insieme al nostro Danilo avrebbero tenuto in partita da soli NY a Boston fino all’ultimo?
    non abbiamo la controprova..ma ne dubito!

  3. Secondo me N..Y pre trade sarebbe non dico sul 2a0 ma tranquillamente 1a1

    Jeffries, Walker, Williams,Carter Blackman sono meglio del pacchetto spedito ai nuggets…beh non ci siamo proprio.
    Sicuramente ANthony è un upgrade clamoroso, billups indubbiamente ottimo. Ma la chimica di squadra che c’era prima diffiicilmente questo team l’avrà.
    Douglas è indecente, spara ogni cosa gli passi per le mani, è odioso da vedere anche come play.
    Jeffries ha gestito l’ultimo pallone del match perdendolo in maniera ridicola sotto canestro.
    Walker 0/11 al tiro al posto di un buon fields in gara 2…
    Anthony spaziale in gara 2 ma gara uno l’abbiamo persa anche per colpa sua.

    Stiamo giocando punto a punto per demeriti dei celtici

  4. Mi sembra che Turiaf non fosse disponibile per i soliti problemi alle ginocchia…………

  5. Felton – Chandler e Gallo per Melo e Billups? Chi è che non l’avrebbe fatto scusate?

    Ripeto, è indiscutibile che i Knicks di prima giocavano meglio e c’era più chimica di squadra, ma guardiamo ai fatti: Denver ha perso un titolare, Melo…Billups è vero, però avevano da tempo un Lawson in rampa di lancio e che già era in squadra…E hanno preso un giocatore da mettere in quintetto facendo poi un upgrade non da poco in panchina! Senza contare che finito il Melodrama, non avevano pressioni o attenzioni e si sono trovati liberi da qualsiasi tipo di peso…Poi per carità, la stagione che hanno fatto tutta merito loro è, però mi sembra che tra la situaizone post trade di Denver e quella di NY ci sia una certa differenza

    NY: perde 3 titolari e li sostituisce praticamente con uno, visti i continui infortuni di Billups…E con una panchina che diventa da inventare…Mi sembra che la differenza ci sia eccome! Poi per carità, ce ne hanno messo del loro per fare certi disastri sul punto non si discute!

    Infine concludo: NY post trade e NY pre trade è cambiato tutto e niente…Sicuramente abbiamo acquistato un giocatore che ci avvicina a poter pensare di puntare al titolo nell’immediato futuro, però il problema dei Knicks di prima e dei Knicks di oggi è rimasto lo stesso: la difesa…Se perdiamo le partite è sempre per quello, non ho mai visto i Knicks perdere una partita per problemi offensivi…Ecco perchè continuo a pensare che questo sia un limite grandissimo di D’Antoni e che forse sarebbe giusto fare un cambio di panchina! I Knicks di questi playoff mi stanno piacendo invece, perchè in difesa prestano più attenzione…Poi è chiaro che se giochi con Jeffries, Stat, Melo, Fields e Douglas contro O’Neal, KG, Pierce, Ray Allen e Rondo è quasi matematico che vieni fatto fuori…Infatti dico, magari potevano giocarsi meglio gli ultimi possessi, senza dubbio, ma se poi hai un compagno che di nome fa Jeffries al posto di uno che di nome fa Garnett, ci sta perdere…

    • Non so come darti torto Giulio su molti punti del tuo post. SInceramente però mi trovi in disaccordo quando parli delle possibilità di vittoria dei Knicks contro QUESTI Celtics. Eh sì, proprio QUESTI Celtics, perchè quelli che stiamo osservando in questi giorni sono di gran lunga un’altra sqaudra rispetto a quella di fine stagione scorsa/inizio anno.
      E’ sì vero che la qualità dei singoli è nettamente superiore, ma da ciò che si è visto sul campo, alla fine le due squadre si sono equivalse.

      E non avrei così tanti dubbi su di un pronto riscatto Knicks. Sempre, torno a ripetere, Stoudemire permettendo….
      .

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