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Si resta allo United Center per Gara 2 tra Pacers e Bulls.
Nella puntata precedente Indiana ha sfiorato l’impresa, ma uno stratosferico Rose ha impedito il ribaltamento del fattore campo, contribuendo con 39 punti alla causa della propria squadra.
Anche in questa gara Indiana non è venuta nella città del vento a fare una comparsata, ed entra in campo convinta e per nulla intimorita.
Il primo quarto vede le due difese protagoniste, con i Pacers che nemmeno sfiorano le percentuali allucinanti della prima gara, ma che costringono i Bulls a diverse palle perse, alcune veramente banali.

Chicago è molto più aggressiva rispetto alla partita precedente, ma Bogans sbaglia diversi tiri facili. Nota decisamente positiva per i Bulls è Boozer, estremamente convincente sia per atteggiamento che per rendimento sotto le plance.
Le percentuali dal campo sono bassissime, i Pacers superano appena il 30%, mentre i Bulls neppure ci arrivano e, nonostante un C-Booz da 9+7, la prima frazione si chiude 18-17 per gli ospiti.
Questa volta la difesa di Thibodeau appare molto più preparata e non collassata tutta attorno a Granger, mentre Indiana adotta la tattica di Gara 1, ovvero di concedere con discreta facilità il tiro da 3 ai padroni di casi, vista la scarsa attitudine perimetrale dei Bulls.

Una tripla di Dunleavy regala il +6 ai Pacers, Thibodeau decide di andare con il quintetto piccolo, schierando Gibson e Boozer nella frontline. In attacco qualcosa comincia a girare e Indiana deve faticare parecchio per trovare la via del canestro dall’altra parte.
A differenza di Gara 1 i ritmi sono gestiti dai Bulls nonostante lo svantaggio, e questo è un grande passo avanti per Rose e compagni.
Price porta punti ed energia dalla panchina, e riesce ad incrementare il vantaggio addirittura ad otto lunghezze, risvegliando i fantasmi della scorsa partita per i tori.
Improvvisamente Gibson comincia a fare la voce grossa in difesa, Rose accellera e Deng si iscrive alla partita, e i padroni di casa cancellano sostanzialmente lo svantaggio.
Ma Indiana dimostra ancora di essere un osso duro, che ha preso fiducia nei propri mezzi e riporta il punteggio a +9.
I Bulls in attacco sono molto superficiali, perdono palloni rivedibili e sbagliano canestri facili, ma grazie ad un paio di canestri di Rose e Noah riescono a riportarsi sotto, ricucendo per l’ennesima volta il distacco.
47-44 all’intervallo, con Deng tenuto a 1/7 dal campo, anche oggi allo United Center, abbiamo una partita. Da segnalare l’infortunio alla caviglia a Darren Collison, che lo terrà fuori per il resto della gara.

Nel terzo quarto Chicago alza il volume della radio sia in attacco che in difesa, e prima acchiappa il pareggio, per poi successivamente andare +3 con una tripla -finalmente- di Derrick Rose.
Chicago aggiusta le percentuali e stringe le viti in difesa, e riesce addirittura a portarsi +7, dando l’impressione di poter chiudere la pratica da un momento all’altro.
Ma continua la sagra delle turnovers per i ragazzi di Thibodeau e gli attributi dei Pacers sono direttamente proporzionali alla loro inesperienza.
Sembra che l’ultima frazione debba cominciare con i Bulls in vantaggio, ma Ford mette sulla sirena un canestro da distanza improponibile, che permette a Vogel e ai suoi di cominciare gli ultimi 12 minuti in parità.

Korver chirurgico anche in gara 2

Rose colpisce ancora da 3, ma Dunleavy risponde dando ancora il vantaggio agli ospiti, che non ne vogliono sapere di alzare bandiera bianca in questa partita.
Le cifre di Rose sono di tutto rispetto, ma oggi i Bulls appaiono molto più squadra e meno Rosecentrici, nonostante continuino ad essere estremamente imprecisi nella manovra offensiva, sia per quanto riguarda le percentuali che per il numero di palle perse. Pareggiato il Season High di palle perse per la squadra di Thibodeau, che getta all’aria 22 palloni.
A 5 minuti dalla fine i Bulls sono -2, ma Rose mette a segno un canestro mostruoso, e lo fa subendo fallo. E’ show dell’MVP, che con un jumper sigla il +5 per i Bulls a 3 minuti dalla fine, cominciando ad indirizzare Gara 2.
I Pacers provano a restare aggrappati grazie ad un tripla impossibile di Price e cominciando finalmente ad attaccare il ferro a caccia di tiri liberi, ma Rose ormai si è innescato.

+2 Bulls ad un minuto dalla fine, Hansbrough sale a raddoppiare il Playmaker dei Bulls che legge ottimamente la situazione, passaggio per Noah a centro area, la difesa collassa sul francese, lasciando pericolosamente Korver solo in angolo. Palla a Kyle e tripla chirurgica che ammazza la partita.

Finirà 96-90 per i Bulls, con ancora un immenso Rose protagonista e autore di 36 punti.
Chicago vince ancora ma non convince soprattutto in attacco, dove fa girare palla molto di più rispetto a gara 1, ma non riesce a farlo con la giusta fluidità.
Ennesimo dominio a rimbalzo, complice un Boozer estremamente solido sotto canestro, seppur non manchino i suoi soliti momenti di vuoto. Hansbrough totalmente annientato rispetto alla prima partita e difesa che in generale è girata molto meglio.

Stanno difendendo bene e noi teniamo troppo ferma la palla. Troppi uno contro uno e passaggi rischiosi, sono queste le principali ragioni delle palle perse. Dobbiamo lavorarci su.

Queste le parole di Coach Thibodeau sull’inquietante dato circa le turnovers dei suoi.
Indiana si è aggrappata molto alle sue riserve, che hanno messo a referto 43 punti, conditi da 16 rimbalzi e 12 assist, un fatturato di tutto rispetto, che conferma il valore del gruppo nella sua interezza, come sottolinea coach Vogel.

La nostra panchina ha reso bene tutto l’anno, nessuna sorpresa. Nove ragazzi sono andati a referto e in undici hanno contribuito. Abbiamo 15 giocatori che possono giocare e se qualcuno si fa male, non ci spaventiamo più di tanto.

2-0 Bulls quindi, nonostante il 39% dal campo, e ora la Seed #1 vola verso Indianapolis. Appuntamento a Gara 3.

Post By Carmine D'Amico (13 Posts)

Studente di Chimica e Tecnologia Farmaceutiche, la pallacanestro fa parte della sua vita praticamente da sempre. Da bambino infatti si innamora dei Chicago Bulls e della Fortitudo Bologna, oltre a consumare la cassetta di Space Jam fino a conoscerne le battute a memoria. Si diletta anche nella pallacanestro giocata, ma gli alti livelli li ha guardati solo da -molto- lontano.

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