Si, il ragazzo si è ambientato bene nella Grande Mela...

32.8 punti di media con il 49% dal campo e nomina come Player of the Week.
Questo il fatturato di Carmelo Anthony nelle ultime 5 partite disputate, nelle quali ha trascinato i Knicks a riagguantare il 50% di vittorie, appuntamento che ormai manca dalla stagione 2000-2001.

Ma al di là dei numeri stratosferici, Anthony sembra davvero avere trovato la dimensione giusta, oltre che in campo, fuori dal campo.

La città è ai suoi piedi. Qualche giorno fa la 9th Avenue ha salutato LeBron James per fare posto alla gigantografia di 39 metri di ‘Melo, fresco di contratto siglato con una compagnia di telefonia mobile americana; mentre i commercial già girano in rete e in TV da settimane.

Ciò che ha stupito un po’ tutti dal suo arrivo nella Grande Mela è stato proprio il suo mettersi a disposizione dei compagni in funzione della vittoria: la squadra sa cosa può avere da lui e lui sa cosa può dare alla squadra.

Non è un gran segreto il fatto che Anthony in certe fasi della partita, durante i suoi anni a Denver, tendesse a “mangiare” troppi palloni, ma è altrettanto vero come il suo mid-range game non abbia rivali nell’intera lega soprattutto nelle fasi clutch della partita.

Cosa da non sottovalutare è, inoltre, il suo inserimento nel sistema di D’Antoni che gli permette di toccare molti più palloni. Numeri come quelli contro i Nets, dove Anthony ha chiuso con 39 punti, 10 rimbalzi e 5 assist, sottolineano questa sua nuova attitudine a essere un giocatore a 360 gradi, cosa che gli capitava assai raramente in Colorado.

Tuttavia si potrebbe obiettare che New York non possa vantare un eccellente record dopo lo scambio con i Nuggets. Sacrosanto, per carità. Ma bisogna ricordare anche che stiamo parlando di una squadra che ha visto rivoluzionato il quintetto per 4/5 e che non ha avuto a disposizione Billups per parecchie partite.

Un dato abbastanza interessante, che sottolinea come l’approccio di New York sia tutt’altro che sbagliato, riguarda proprio la difesa nell’ultimo quarto, la migliore dell’intera lega da gennaio a oggi, grazie soprattutto alla pressione difensiva che è riuscita a generare addirittura 22 palle perse di Cleveland qualche giorno fa.

E in questa direzione si muovono le dichiarazioni di Anthony che si preoccupa poco delle sue prestazioni e del suo minutaggio, ma, insieme a Billups e Stoudemire, è concentrato esclusivamente a superare Philadelphia per raggiungere il sesto posto nella griglia dei play-off.

Non è un caso che da qualche tempo a New York si divertano a chiamarlo Carmelo “Must Win” Anthony.

Ma dove possono arrivare i Knicks di Carmelo?

Beh, settimo o sesto seed che sia, per New York sarà comunque durissima.
D’Antoni ultimamente ha dichiarato che per lui non fa nessuna differenza incontrare Miami o Boston, e per certi versi potrebbe avere ragione, anche se il record stagionale non dice proprio questo: contro gli Heat il record è di 2-2, mentre con i Celtics è 0-3.

Ma al di là di queste semplici statistiche, appare chiara, a livello di match-ups, quanta differenza farebbe incontrare LeBron e compagni, anziché i rivali storici di Boston.

Innanzitutto perché Carmelo ha sempre sentito la sfida con LeBron, sin dai tempi della high school, e ha sempre dato spettacolo contro di lui; inoltre Billups e Stoudemire si troverebbero di fronte Bibby e Bosh, due giocatori quasi nulli nella metà campo difensiva.

Incontrare Boston comporterebbe invece pesanti miss-match che potrebbero rendere la serie davvero a senso unico, dove credo si divertirebbe solo David Stern.

Io, tuttavia, l’ultima squadra che vorrei incontrare in un primo turno sarebbero i Knicks di Anthony. O sbaglio?

Post By PeppeQ (7 Posts)

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11 thoughts on “Carmelo Anthony: Mr. Must-Win

  1. Per talento offensivo puro lui, Kobe e Durant se la giocano. Melo è impressionante, un grandissimo giocatore, ma gli manca un allenatore che lo faccia diventare un leader a 360°.

  2. Altra superpartita di melo con philadelphia sorpasso e PO con miami in arrivo non voglio illudermi ma credo che ce la giocheremo anche perchè la pressione è tutta per loro. Go new york!

    • neanche i Knicks sono da titolo…

      ma solo a me ogni tanto Melo sembra svogliato nel giocare?

      comunque lo trovo fortissimo. E’ uno dei pochi giocatori in grado di giocare puramente sia da 3 che da 4.

      • Lo era molto a Denver negli ultimi tempi, a New York le cose sono abbastanza cambiate.
        Tra l’altro, quando non gioca sereno, oltre a non dare un contributo positivo, ti fa perdere le partite con cifre tipo 8 su 35 al tiro, 0 assist e 8 TO.

        In America dicono “when Melo starts cheesing, it’s a bad news for the defense”. E’ questo che fa la differenza.

  3. ma stiamo commentando le cifre messe contro cleveland ?
    a fine stagione ?
    please ripassare dopo il primo turno dei P.O. thanks

  4. Non sono cifre messe contro Cleveland.
    Sono le cifre difensive di New York da gennaio a oggi nell’ultimo quarto, le migliori dell’intera lega. Quello di Cleveland è semplicemente un season high.

  5. Una domanda stupida.

    Anthony tornerà a giocare con il numero 15 nella prossima stagione?
    C’è qualche possibilità?

    • Earl Monroe gli ha dato il lasciapassare, ma la deadline per chiedere il cambio di maglia è scaduto il primo marzo, quindi la prossima stagione non potrà indossare la numero 15. Quindi se ne parlerebbe nella stagione 2012/13…

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