Anche quest'anno Brandon Roy dovrà fare pentole e coperchi per i Blazers?

Al mio via scatenate l’inferno!

Dovrebbe essere questo il motto di una squadra che viene da una regular season da 50 vittorie nonostante una delle più impressionanti sequenze di infortuni che si possano ricordare.

Ma ad essere onesti, sono anni che i Blazers vengono spacciati per “futura contender” e non ha ancora mai spiccato davvero il volo. Le colpe sono molteplici: chi mette al primo posto della lista la voce “infortuni”, chi discute le scelte del coach, chi ritiene che Portland abbia fallito l’assalto ad una star la scorsa estate.

Il primo a pagare, il giorno dopo l’ultimo draft, è stato il general manager Kevin Pritchard. Liquidato con pochissimo stile dalla proprietà, il dirigente tanto amato in Oregon è stato rimpiazzato con Rich Cho. Il nuovo pupillo di Paul Allen appena due giorni dopo aver ricevuto l’incarico aveva già firmato un free-agent: Wes Matthews. Tanta fretta non per caso, visto che tra le accuse mosse al suo predecessore faceva capofila quella di “eccessivo immobilismo sul mercato delle trade e scarso appeal nel reclutare free-agent”.

Wes Matthews è l’unica vera addizione al roster della scorsa stagione, a meno di voler credere che le nuove matricole possano avere da subito un impatto determinante nei risultati di questa franchigia. Chi vi scrive non ha tanta fiducia.

Dunque altro giro e altra corsa, con le stesse facce, gli stessi pregi e gli stessi difetti. Ma se anche quest’anno i Blazers non supereranno il Primo Turno di playoff, non sarà più sul giemme che ricadranno le colpe. Pivotal year, per coach e anche alcuni giocatori.

CONFERENCE: Western
DIVISION: NorthWest

Arrivi: Wes Matthews (Jazz) e le matricole Luke Babbitt, Elliot Wiliiams e Armon Johnson
Partenze: Jerryd Bayless (Hornets) Martell Webster (Timberwolves) Juwan Howard (Heat)

Probabile quintetto base
PG- Andre Miller
SG- Brandon Roy
SF- Nicholas Batum
PF- LaMarcus Aldridge
C- Marcus Camby

ROSTER
Guardie: Andre Miller, Brandon Roy, Armon Johnson, Patty Mills, Elliot Williams, Wes Matthews, Rudy Fernandez.
Ali: Nicholas Batum, LaMarcus Aldridge, Dante Cunningham, Luke Babbitt.
Centri: Marcus Camby, Greg Oden, Joel Przybilla, Fabricio Oberto/Jeff Pendergraph.

Head Coach: Nate McMillan

Note: Fabricio Oberto dovrebbe firmare per i Blazers ed a fargli posto sarà probabilmente Jeff Pendergraph, sophomore sfortunato e out-for-the-season. Armon Johnson in estate ha convinto il coaching staff e dovrebbe assicurarsi un ruolo da secondo/terzo playmaker. Patty Mills è a rischio di taglio.

OBIETTIVO
Vincere una stramaledetta serie di playoff.

A dimostrazione che il progetto è davvero in crescita. Ma la concorrenza è aumentata ed altre squadre sono maturate perfino più in fretta dei Blazers. I Thunder di Kevin Durant si aggiungono ai Nuggets (in attesa di capire se Carmelo Anthony resterà una pepita o cambierà casacca) ed ai Jazz per la leadership divisionale, un primato ben più difficile da conquistare rispetto alle stagioni recenti.

Concesso che i Blazers anche incerottati sono ampiamente una squadra da playoff, conquistare il fattore campo nel primo turno di post-season non sarà semplice (nonostante Chad Ford accrediti i Blazers del terzo posto nella Western Conference) e due anni fa non fu sufficiente per avere la meglio sui Rockets.

Coach McMillan può vantare un curriculum di risultati eccellenti nella sua avventura alla guida dei Blazers, ma nella regular season! Nel corpo a corpo dei playoff non ha collezionato belle figure e, viceversa, gli viene da più parti imputato di non sapere correggere in corsa l’andamento di una partita e di attenersi con eccessiva rigidità alle stesse rotazioni di uomini.

McMistake vuole dimostrare che sono gli altri a sbagliarsi e sta gradualmente formando un gruppo che assomigli sempre più alla sua idea di basket. Migliorare la difesa dei Blazers è il dilemma che gli toglie il sonno e la presenza sempre crescente di giocatori duri nella propria metà campo è aumentata: Batum ha fatto suo il posto vincendo la concorrenza di Webster e Outlaw (entrambi ormai lontani dall’Oregon), Camby è arrivato lo scorso inverno e, come anticipato, Wes Matthews in questa sessione estiva di mercato. Quest’ultimo, nei piani dell’allenatore, sembra destinato a giocare perfino dei minuti da point guard..

Le prime due armi offensive saranno anche in questa stagione Brandon Roy e LaMarcus Aldridge. Per il primo non sono necessarie presentazioni o, se preferite, prendiamo a prestito le parole con cui Kobe Bryant ha risposto alla domanda di John Thompson chi è il più difficile avversario da marcare nella Western Conference?

“Roy 365 giorni l’anno, sette giorni a settimana. Roy non ha punti deboli nel suo gioco”.

Amen.

Due ombre sulla sua stagione: in primo luogo il fattore infortuni, che ha toccato anche lui lo scorso anno impedendogli di partecipare alla serie contro Phoenix in condizioni ottimali; in seconda battuta la fiducia. Non in se stesso, ma personalmente lo vedo meno entusiasta delle passate stagioni, forse lui per primo meno convinto del progetto che gli stanno modellando attorno.

Aldridge invece continua ad essere un giocatore di grande talento e capace di registrare statistiche, ma non di essere un fattore determinante quando si decide l’esito di una partita. Non lo fa in difesa, non lo fa in attacco dove il suo ormai storico difetto è quello di non dare punti facili dal pitturato, preferendo affidarsi al suo elegantissimo fade-away. LaMarginal, come lo nominano i suoi peggiori detrattori, ha ancora tanta strada da fare per poter essere il secondo violino di una contender e guadagnarsi quel posto all’AllStar Game che reclama da un paio d’anni.

A prendersi cura di Aldridge è arrivato un nuovo assistant coach, nonché vecchia gloria dei Blazers che due volte hanno disputato le Finals nei Nineties: Buck Williams. Un altro Williams lascia Portland, Monty infatti è diventato il nuovo head coach degli Hornets ed in Louisiana è approdato pochi giorni fa anche Jerryd Bayless, definitivamente bocciato da McMillan.

Il supporting cast è più definito nelle gerarchie rispetto al passato, ma non per questo è chiaro quanto possa offrire alle due star della squadra. Andre Miller, ora indiscusso playmaker titolare, resta un tassello imperfetto nel progetto di gioco del coach. È un anno più vecchio ed è in scadenza di contratto (sulla prossima stagione c’è una team option) dunque non è neppure un intoccabile. Batum ha sbaragliato la concorrenza nel ruolo di ala piccola, tanto che ora il suoi cambio designato è Luke Babbitt!

Rudy Fernandez sogna di lasciare Portland, o quanto meno coach McMillan. Il che, per sua sfortuna, è la stessa cosa. In rampa di lancio due anni fa, ora vaga nel limbo anche per colpe sue: la mediocre stagione lasciata alle spalle l’ha reso meno interessante per le altre franchigie e Portland, che alla fine l’avrebbe anche ceduto, non ha trovato contropartite adeguate. Lo spagnolo è ancora un potenziale crack, ma il tempo passa e poi le etichette diventano difficili da togliere.

Dante Cunningham, altro buon difensore, potrebbe guadagnare più minuti in questa stagione. Il contributo di Przybilla, al rientro dal doppio infortunio che lo terrà fermo per oltre un anno, è un punto interrogativo. E il suo contrattone in scadenza potrebbe significare valigie pronte. Wes Matthews è il nome nuovo, a cui si chiede difesa e di essere una minaccia con il tiro da fuori, per poter concedere praterie a Brandon Roy per le sue scorribande in area.

Marcus Camby è ovviamente la garanzia: giocatore esperto, intelligente, altruista, passatore sottovalutato, rimbalzista, buon difensore sull’uomo, super in aiuto. Vecchietto ma suona ancora.

Se quest’anno ci sarà un passo deciso verso lo status di contender, molto dipenderà anche dallo stato di salute dell’unico giocatore non ancora nominato. Greg Oden.

Già perché quello che è stato scelto prima di Kevin Durant non deve dimostrare di essere meglio della star dell’Oklahoma (obiettivo ragionevolmente fantascientifico), ma di essere un giocatore sano e degno delle previsioni che si facevano al suo ingresso nella Lega.

Progressi tutt’altro che trascurabili li ha già fatti vedere, ma senza giocare con continuità la carriera del centro venuto dall’Ohio rischia seriamente di prendere una brutta piega. E con lui i sogni dei Portland Trail Blazers.

Post By Max Giordan (978 Posts)

Max Giordan segue l'NBA dal 1989, naviga in Internet dal 1996. Play.it USA nasce dalla voglia di unire le 2 passioni e riunire in un'unico luogo "virtuale" i tanti appassionati di Sport Americani in Italia. Email: giordan@playitusa.com

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16 thoughts on “Portland Trail Blazers: Preview

  1. Il roster della 1° e di gran lunga migliore di quello della 2° rilassando LaMarcus a 3° opzione.
    Si legge la franchigia sorridenti,
    poi gli infortuni allontanano i G.M.
    Tastare il polso dell’implosione.

    Con loro vado in standby rimanendo sempre affascinato.

  2. Bella squadra, mai esplosa per infortuni e misfatti vari. Secondo me quest’anno Batum fa il botto e si tolgono qualche soddisfazione!!

    • Credo di no. Sto aspettando con impazienza dato che sono un tifoso. Almeno so di non essere “solo”. Forza Kings.

  3. Due nomi: Fernandez e Oden. Il primo ha talento ma non si capisce perchè non da quello che ci si aspetta. E’ un separato in casa e salvo riappacificazioni non vedo che ci stia a fare a Portland. Forse potrebbe essere scambiato a febbraio se decidesse di giocare a basket e se McMillan lo schiodasse dalla panca. Oden è il nato vecchio con acciacchi tipici di un 35enne con 15 anni di NBA alle spalle. Purtroppo non è nemmeno vicino alla soglia dei 30 ma ha un elenco variegato di infortuni. Avrà talento, sarebbe dominante in un mondo perfetto ma salvo sorprese sarà sempre ad un millimetro dal rompersi di nuovo. Certo che i dubbi fisici su di lui espressi al tempo del draft erano legittimi. Squadra forte ma non andrà da nessuna parte. Tutto dovrebbe combaciare perfettamente; essere sani e vogliosi di stupire. Non credo accadrà.

  4. esco fuori tema e vi propongo di fare i vs pronostici per la prima partita stagionale:

    Boston vs Heat – Boston
    Suns vs Portland – Portland
    Rox – Lakers – Lakers

  5. aggiungo pure…

    mvp: durant
    mvp difensivo: artest(ma vincerà howard)
    rookie dell’anno: griffin
    giocatore più migliorato: bargnani(non tanto per impatto ma per cifre)
    coach dell’anno: thibodeau
    miglior realizzatore: durant(bella lotta con melo)
    miglior rimbalzista: howard
    miglior assistman: chris paul(sarà il miglior cp3,più forte anche di quello versione 2008)
    campioni nba: los angeles lakers(più freschi dei celtics,più quadrati degli heat,ma ovviamente sarei l’ultimo a stupirmi se dovessero vincere il titolo una delle altre due)

  6. I Lourdes Trail Blazers..

    2 anni fa erano ad un passo poi la sfiga (infortuni a catena) e un paio di scelte secondo me opinabili come la firma di Miller, buon play ma non il tipo di play che serviva loro, che hanno Roy come vero gesture del gioco.. A Portland serviva piu’un Blake migliore, una sentenza da fuori sugli scarichi; altro dubbio la firma a cifre alte di Matthews da Utah.

    Ho la sensazione che abbiano avuto un po’di fretta di crescere subito, cosi’facendo hanno intasato il salary cap.

    Comunque, squadra profonda ed equilibrate al solito: Bayless combo guard dai raptus agonistici devastanti.
    Roy il solito leader silenzioso e letale
    Affollamento in spot 3, magari impacchettano Fernandez che non sembra felicissimo in Oregon per qualcosa, che non so io neanche, visto che sono coperti (ma non egregi) in ogni ruolo.
    Sotto canestro se Aldridge diventa All-Star, come da sue potenzialita’ puo’girare la loro stagione.
    Sui giganti dai piedi (meglio ginocchia) d’argilla difficile fare considerazioni. Sulla carta difficile trovare meglio di una coppia Oden con Przbylla come back-up (forse solo Howard-Gortat). Poi giusto giusto come polizza assicurativa c e’anche il grande Nonno Camby
    Pero’entrambi devastati dagli infortuni, particolarmente colui che rischia di diventare il nuovo Sam Bowie (colui che fu scelto prima di Michael Jordan, ovvero colui che fu scelto prima di Kevin Durant).
    Ho la quasi certezza che non vedremo mai il vero Oden in NBA.

    52 W e playoff facili

  7. Pronostici simili a Gallo, tranne che per miglior difensore (Howard dominerà, prevedo per i Lakers una regular molto, molto tranquilla…), e per giocatore più migliorato (è l’anno di Westbrook)! occhio a Griffin, per me quest’anno fa sfracelli!!! il sito è ancora un pò fiacco, niente pronostici sulle 8 ad est ed ovest per i play-off??

    • Siamo anche noi vittime del passaggio degli hacker, la risposta alla tua domanda la hai il Boss.. speriamo di tornare online con il blog quanto prima.
      Ciao!

  8. Pronostici di stasera: ovviamente mi sciropperò Heat-Celtics.
    celtics-heat Heat
    suns-blazers Blazer
    lakers-rockets Rockets (a sorpresa)

    mvp: Durant
    mvp difensivo: Artest
    rookie dell’anno: Griffin (a mani basse)
    giocatore più migliorato: DeRozan
    coach dell’anno: thibodeau
    miglior realizzatore: Durant (facile)
    miglior rimbalzista: Howard
    miglior assistman: Deron Williams
    campioni nba: Magic (se Howard sarà devastante in 1v1) altrimenti Lakers

    Prevedo almeno un 25+10 per Griffin che darà una scossa alla lega. Giocatore impressionante. Ammetto che mi piace molto. I Clippers hanno pescato alla grande, non che ci voleva molto. Insomma hanno evitato un Olowokandi…..

  9. L’analisi dell’articolo mi sembra più che corretta; ricordiamoci quindi cosa è riuscita a fare Portland con tutti gl infortunati l’anno scorso! Quest’anno abbiamo gia inziato a pagare con Pendergraph, speriamo di fermarci qui. Anzi speriamo di recuperare almeno Oden!
    Bayless. mi dispiace, ma è andato via, perché play non poteva esserlo e non ha i numeri per fare la guardia: gli auguro una buona carriera.
    Webster idem, dispiace, ma quasi non seviva più. E’ arrivato Oberto e serve un sostituto di LaMarcus e Matthews sembra già inserito discretamente.
    Miller? Speriamo si amalgami un po’ meglio.
    Mia nota dolente: Rudy! Stravedo per lui, mi farebbe “eccitare” quasi come faceva Clyde (naturalmente non voglio bestemmiare!), ma non riesce ad esmprimersi al massimo, sicuramente per colpe sue, ma anche dell’allenatore…E poi sarà anche colpa di Batum, che soprende tanto anche me.
    Però a vederlo in queste prime uscite non sembra tanto svogliato.
    Così come non mi sembra svogliato Roy, visto la partita di ieri!!!
    Buon inizio, anche se pronosticabile, ma se il buon giorno si vede dal mattino…
    Se parecchi ci sottovalutano…meglio così, potremmo essere una sorpresa!

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