Anche quest’anno la lottery è passata e ci ha permesso di vedere la prima uscita ufficiale del socio di Jay-Z (sul lato baskettaro); il socio è russo, è ricco, sicuramente è una grande rivoluzione per l’NBA, poco fruttuosa dal punto di vista di rivitalizzazione della franchigia povera dell’area New Yorkese se si pensa che dopo una stagione pessima è arrivata “solo” una terza scelta…

E’ passato anche il draft vero e proprio, draft con un vincitore preannunciato e ultrapompato da tutto il circo dell’NBA (come ormai succede sempre più spesso) e una serie di giocatorini che se si fossero distribuiti meglio negli anni magari avrebbero potuto ricevere diversi onori.

E’ passato anche il mondiale in Turchia, mondiale snobbato dalla Rai che ancora non si decide a fare una pubblicità decente per gli eventi che acquista.

Soprattutto però è passato dalle stelle alle stalle (ancorchè doratissime, caldissime, pienedifighissime come forse solo il sud della Florida sa offrire) il carissimo Lebron con una telenovela finita in diretta televisiva con noi scemi a guardarla e a commentarla live..

In tutto questo andirivieni di emozioni è passata l’estate anche nella città resa famosa dal dottor Penderton a fine ‘800 (una volta tanto sfrutto il bombardamento pubblicitario dei media italioti)…

Come si sono comportati i nostri?
La dirigenza ha finalmente creato una squadra per poter arrivare alle Finali di Conference?
Ha portato avanti con diligente impegno e lungimiranza il lavoro degli ultimi 3-4 anni?

Conference: Eastern Conference.
Division: Southeast

Arrivi: Jordan Crawford (New Jersey Nets), Josh Powell (FA), Ethan Thomas (FA), Pape Sy (FA).
Partenze: Damion Jones (New Jersey Nets).
Scelte al draft: Damion Jones, Pape Sy

Quintetto base
Playmaker: Mike Bibby
Shooting Guard: Joe Johnson
Small Forward: Marvin Williams
Power Forward: Josh Smith
Center: Al Horford

Roster
PG: Mike Bibby, Jeff Teague
SG: Joe Johnson, Jamal Crawford, Jordan Crawford, Pape Sy
SF: Marvin Williams, Maurice Evans
PF: Josh Smith, Josh Powell, Etan Thomas
C: Al Horford, Zaza Pachulia, Jason Collins
Head Coach: Larry Drew.

Commento al mercato

L’estate degli Hawks è stata un susseguirsi di decisioni discutibili, ad oggi non è ancora dato giudicare se porteranno ad un miglioramento o no..

Partiamo dall’inizio, dalla notizia che molti tifosi si auspicavano da tempo, il 14 maggio 2010 è stato licenziato Mike Woodson. Il lavoro dell’ormai ex-coach, se si guardano i numeri, è encomiabile, ha portato gli Hawks da team fatto dal sarto per la lottery fino al secondo turno dei Playoff.. mi permetto però di citare una frase del sommo poeta: “Esistono in ordine crescente di mendacio le bugie, le grandi bugie e le statistiche del basket” ( cit: Federico Buffa ). Non fidandomi troppo delle statistiche di questo sport che ne produce invece molte e di tutti i tipi ripenso a come ha giocato il team in questi anni, all’impronta di Woodson e.. e mi accorgo che non esistono giochi in attacco, che la squadra si basa sulla classe di Johnson e sull’atletismo di Smith e Horford.

I miglioramenti avvenuti in questi anni sono in gran parte attribuibili alla crescita dei molti giovani (accumulati grazie a stagioni disastrose) piuttosto che alla bravura del coach, quindi un saluto a Woodson e vediamo cosa farà il nuovo coach, tale Larry Drew.

Il nuovo Head coach ha parecchia esperienza NBA potendo vantare 10 anni da giocatore in lega, da allenatore invece è al suo primo incarico come head-coach, certo non è un manciniano/mihajiloviciano, si è fatto la sua gavetta da assistant coach per vari team, fra cui l’ultimo, in ordine temporale, sono stati proprio gli Hawks.

Drew conosce l’ambiente e i giocatori, non credo quindi ci saranno incredibili cambiamenti nelle gerarchie, certo, riuscisse a far giocare un paio di pick&roll al dinamic duo Smith/Horford sarebbe già un bel passo avanti. Personalmente credo che, da persona pragmatica quale penso che sia (solo un pragmatico da ai 3 figli nomi che cominciano per la solita lettera) saprà apportare poche ma significative modifiche.

Insieme a Drew sono arrivati molti assistant coach, fra i tanti segnalo Nick “the Quick” Van Exel.

Sistemato il capitolo staff la dirigenza si è dovuta concentrare sulla quesione Free Agency 2010..
Atlanta non è male come clima, c’è la Coca Cola, purtroppo però non ha molta attrattiva per i giocatori NBA, la possibilità di portare un grande nome in Georgia era praticamente a 0.

Di fronte a questo dato di fatto, la dirigenza ha allungato un contratto stratosfericamente alto a Joe Johnson, che inizialmente pareva anche intenzionato ad andare altrove, quasi l’ambiente non lo soddisfacesse troppo.

Con un reparto guardie formato da Joe Johnson e da Jamal Crawford che ha fatto benissimo quest’anno ci si aspettava tutto fuorchè arrivi in questo spot, invece la dirigenza ha scambiato la propria prima scelta Damion James (ala piccola con non molto upset ma uno dei rookie considerati più pronti per il gioco NBA) sostanzialmente per la prima scelta di New Jersey, un altro Crawford, tale Jordan Crawford diventato famoso la scorsa estate per aver schiacciato in testa a Lebron e, soprattutto, perchè il video ti tale azione è stato confiscato inizialmente dai men in black della Nike. Crawford è una SG con parecchi punti nelle mani, praticamente un Jamal più giovane e più economico che però non ha dimostrato ancora niente in NBA, al contrario dell’omonimo compagno di reparto.

La scelta di mettere a roster sostanzialmente un doppione dell’ottimo sesto uomo Hawks è sembrata abbastanza strana inizialmente, le ultime voci che arrivano dall’ambiente Hawks parlano però di una riluttanza della dirigenza a offrire a Jamal Crawford l’estensione di contratto, quindi era già stato deciso di dare i dollari risparmiati dall’estensione a Joe Johnson.

Alla luce delle considerazioni appena fatte Atlanta non avrà a fine stagione Jamal a roster, che venga scambiato sul mercato o lasciato scadere, cambia sostanzialmente poco.

Sul fronte mercato segnaliamo alcune mosse di secondaria importanza, tutte effettuate nei reparti lunghi: sono stati infatti firmati i Free Agent josh Powell, fresco vincitore dell’anello con i Lakers, non proprio un protagonista, ha giocato appena qualche minuto in più di Adam Morrison..

Anche Ethan Thomas è arrivato a garantire esperienza nel reparto lunghi che è completato dalla rifirma di Jason Collins. Sostanzialmente la dirigenza ha aggiunto dei corpaccioni da buttare nella mischia per mandare in lunetta i vari Superman delle altre squadre.

Il 14 settembre la dirigenza ha messo sotto contratto il secondo rookie draftato, tale Pape Sy, ennesima SG in un reparto già sovraffollato.

Ma c’era ancora una mossa che la dirigenza aveva in mente per far effettuare un salto di competitività alla squadra: The Diesel!! Se siete un po’ informati sul mondo NBA saprete che Shaq è andato alla fine ai Celtics per tentare l’ennesimo, speriamo l’ultimo tentativo di vincere il titolo (sarebbe il quinto per lui) però il fatto che almeno ci abbiano provato fa capire che nell’ambiente c’è una certa fiducia sul progetto messo in piedi.

O’Neal non è in grado di portare la squadra fino alla finale di Conference da solo, ormai da anni, però avrebbe potuto dare una buona mano in alcuni momenti anche se, molto probabilmente avrebbe creato più danni che benefici…

A mio avviso la presenza di un centro vero avrebbe permesso di vedere Horford giocare molti minuti in PF, ruolo nel quale sarebbe maggiormente incisivo ma che, attualmente è coperto dall’esplosivo e costosetto Josh Smith.

La coppia di lunghi di Atlanta è, a mio avviso, il vero rebus della squadra, certo garantisce un dinamismo che nessun altra coppia può vantare, ma in una situazione da Playoff, in una serie a 7 partite risulta svantaggiata rispetto alle altre coppie.

Adesso guardiamo quali potrebbero essere le mosse di mercato future vagliate dalla dirigenza Hawks. Il quintetto titolare è, per 4/5 di buon livello, il difetto maggiore è sicuramente nello spot di SF dove Marvin Williams non ha mai dimostrato di essere un giocatore titolare in una contender, sarebbe quindi auspicabile una trade che portasse un veterano in questo spot, un giocatore in grado di dare almeno un paio di anni di gran basket.

Sguardo alla nuova stagione

Una volta ad est si andava ai PO anche stando sotto il 50% di vittorie, da un paio d’anni arrivare agli ultimi due spot disponibili serviva solo per vendere i biglietti per 2 partite in casa perchè le migliori 3 della conference appartenevano ad un livello sicuramente diverso, è sempre così…

Orlando e Miami sono le squadre da battere, Boston è sempre un incognita (ma poi che incognita è una squadra che arriva alle finals 2 volte in 3 anni?).

Atlanta si pone direttamente dopo queste tre squadre, nel caso in cui Plutone, Urano, Venere e il telescopio Hubble si allineino la notte fra il 28 febbraio e il primo marzo avrà addirittura il terzo record migliore a est, lo scenario più probabile è però quello in cui molte squadre lotteranno fino alla fine per entrare nei Playoff e per migliorare la propria posizione in griglia di partenza.

Infatti soprattutto Chicago e Milwaukee si sono rinforzate e lo hanno fatto in modo intelligente quest’estate.
I Bulls dopo aver perso Lebron e Wade ha puntato su Boozer, che si inserisce perfettamente nella strutturazione della squadra e garantisce punti, presenza in post ed esperienza ad una squadra che è ad un giocatore dall’essere la più completa a est.

Milwaukee invece punta moltissimo sul recupero di Bogut, il cangurone sta recuperando dal megainfortunio (fra una grigliata e l’altra, grazie Twitter) e sull’inserimento dei nuovi arrivati, personalmente stravedo in particolare per Corey Maggete che può essere un sesto uomo di lusso nella squadra di Skiles.

A mio avviso i margini di miglioramento degli Hawks sono pochi, non ci si può attendere che arrivino alla finale NBA, soprattutto perchè il quintetto titolare non è cambiato e la marcia in più dovrebbe arrivare da un cambiamento radicale di Horford (facesse un salto di qualità paragonabile a quello di Bogut la scorsa stagione sarebbe come vincere al superenalotto) e dall’aumento di minutaggio di Jeff Teague, che però lo scorso anno abbiamo potuto vedere molto poco; infatti ammesso e non concesso che Jordan Crawford sia un giocatore già incisivo difficilmente potrebbe aiutare la squadra più di quanto ha fatto lo scorso anno Jamal Crawford.

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3 thoughts on “Atlanta Hawks: Preview

  1. Non e’ cambiato nulla, tranne il manico.
    Soliti Hawks iper atletici e spettacolari, ma troppo leggeri (anche in un’era di penuria di centri) per fare veramente strada.
    Quanti proverbi si addicono a loro: manca sempre un centesimo per fare una lira, eterni incompiuti..

    Forse col nuovo coach Drew si vedranno meno giochi in isolamento e piu schemi che con Woodson.

    45 vittorie e primo turno fuori.
    Via d’uscita? forse scambiare Crawford (sesto uomo coi controfiocchi ma forse un po’ sprecato in squadra con Joe Johnson) per una ala piccola coi contro attributi e/o un vero lungo da rotazione con Josh Smith e Horford

  2. La vedo male quest’anno. Larry Drew è un coach inesperto e Mike Bibby ora come ora è un parente lontano di quello dei Kings. 42 W, playoff molto sofferti e figuraccia al primo turno.

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