Pocket

Colossale. Questo è il termine che si può attribuire a Kevin Harvick dopo la gara di Atlanta, dove con tutta la classe che lo contraddistingue ha sbaragliato la concorrenza, con una guida precisa e limpida sfruttando al meglio la linea gialla dell’ ovale.

Sono 181 i giri in testa compiuti dal pilota californiano sufficienti per ottenere la sua 38° vittoria in carriera, dove proprio nel 2001 vinse ai danni di Jeff Gordon, quella che allora era la prima vittoria da pilota della massima sere NASCAR. Su 325 giri Harvick ha conosciuto la crisi appena dopo il primo stage da lui dominato, quando viene richiamato ai box per ricontrollare i bulloni anteriori della sua Ford, rientrando in pista 18°.

Le redini di gara passano in mano ad altri Fordisti quali Brad Keselowski e Kurt Busch, mentre Harvick con facilità risale il plotone, terminando al quinto posto il secondo stage (vinto da Keselowski).

Il dominio Ford si consolida con l’entrata in partita di Joey Logano e Clint Bowyer, alla fine sesto e terzo rispettivamente. Ma è Harvick con il terzo segmento che prende un margine incolmabile per tutti: lascia a pieni giri solo 13 auto (7 delle quali sono Ford), e chiude la gara con quasi quattro secondi di vantaggio sul primo inseguitore, Brad Keselowski.

Poco e nulla hanno potuto le Toyota di Kyle Busch e Denny Hamlin, alla fine comunque nel top ten di gara ed un complessivo di 35 giri in testa. Male, anzi malissimo le Chevrolet che arrancano pesantemente nelle retrovie, un crollo di performance mai visto finora. Solo Larson ed Elliott figurano nono e decimo, entrambi mai protagonisti.

Un’ inversione di rotta che potrebbe riportare Ford agli apici di questa serie dopo i tanti clamorosi titoli persi negli ultimi 20 anni. Ma siamo solo alla seconda gara ed è presto per dirlo, rimane chiaro che le Toyota di Gibbs ma soprattutto la schiera delle Chevrolet devono capire il problema di performance probabilmente nato con l’arrivo della nuova Camaro.

Post By Davide Sarti (247 Posts)

Sono un grande appassionato di motori americani, che a 27 anni ha seguito le orme dei grandi campioni. Tramite la mia passione e le mie conoscenze cercherò di raccontarvi il mondo della NASCAR nel modo più dettagliato possibile. Possibilmente, cercherò di farvelo amare

Connect

Commenta

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.