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1 – Juan Pablo Montoya – 10 – Chi vince non può che prendere il voto massimo. Gli ultimi 15 giri sono stati fantastici, da leggenda dell’automobilismo, ma non da meno è stata la rimonta dal 30° posto dove era scivolato nelle prime fasi di gara;

2 – Will Power – 8 – Gli è mancato il guizzo vincente, ed alla fine si è un po’ lamentato. È rimasto abbastanza coperto nelle prime fasi, mossa che se avesse vinto sarebbe stata classificata come grande tattica ed invece ha lasciato l’impressione di una mezza delusione;

3 – Charlie Kimball – 9 – Gara strepitosa, per di più per un pilota che non ha negli ovali il suo punto forte. Ma era stato veloce per tutte le prove e quindi il risultato è una conseguenza del suo buon lavoro;

4 – Scott Dixon – 8,5 – Ha dominato gran parte della gara, ma nel finale ha perso l’attimo giusto. In ottica campionato è comunque pericolosissimo;

5 – Graham Rahal – 9 – Ancora una volta il migliore degli Honda. Di più non si poteva chiedere, ed anzi il risultato conferma il suo momento d’oro;

6 – Marco Andretti – 9 – Ha perso la sfida con Rahal per il migliore degli Honda, ma ha fatto una grande gara, dando tutto quello che poteva e cercando di andare oltre i limiti della sua vettura. E non essere finito a muro è un attestato di stima;

7 – Helio Castroneves – 5 – Era tra i favoritissimi, non si è mai visto;

8 – JR Hildebrand – 7 – Gara difficile da valutare, sempre indietro, e poi un guizzo finale per una ennesima top 10 ad Indy. Essere il migliore della sua squadra gli garantisce comunque un voto in più;

9 – Josef Newgarden – 6,5 – Mezzo punto in più perché nel finale ha provato a risalire qualche posizione, ma anche lui è naufragato nel disastro del team di Carpenter;

10 – Simon Pagenaud – 9 – La gara della consacrazione. Adesso siamo certi che potrà giocarsi, in futuro, i campionati. Sfortunato quando ha rotto l’ala anteriore, ha poi recuperato 11 posizioni in 15 giri, roba alla Hornish;

11 – Sebastien Bourdais – 5 – Non si è mai visto;

12 – Ryan Briscoe – 8 – 19 posizioni guadagnate rispetto alla griglia, dopo essere arrivato il giovedì prima della gara per prendere il posto di Hinchcliffe. È un pilota ondivago, ma il risultato di Indy dimostra che merita un posto nella categoria;

13 – Takuma Sato – 5 – La mossa sconsiderata alla prima curva del primo giro gli rovina una gara che invece poteva essere molto migliore, come dimostrano i due giri di ritardo recuperati;

14 – Townsend Bell – 7 – Gara accorta, come al suo solito, ed ad un certo punto era risalito nella top 10. Perde qualche posizione nel finale, ma tutto sommato ha disputato una bella gara;

15 – Ryan Hunter-Reay – 4- Un disastro completo;

16 – Gabby Chaves – 7 – Buona gara, si è affacciato anche nella top 10, vince la gara con Coletti per il titolo di Rookie of The Year;

17 – Alex Tagliani – 5 – Gara assolutamente anonima;

18 – James Jakes – 5,5 – Altro che non si è mai visto, mezzo punto in più perché almeno termina a pieni giri;

19 – Simona de Silvestro – 5 – Rallentata dal contatto con Montoya ad inizio gara, si perde nel disastro dell’Andretti Autosport;

20 – Carlos Munoz – 7,5 – Il risultato finale è influenzato dalla sosta al pit all’ultimo giro, ma ha disputato una grande gara, come al solito ad Indianapolis, andando oltre i limiti della sua vettura;

21 – Justin Wilson – 7 – Ottima la prima parte, quando resta tranquillamente nella top 10. Un pit stop sfortunato lo fa sprofondare nelle retrovie;

22 – Pippa Mann – 5 – Purtroppo si è vista solo per il caos ai box;

23 – Sebastian Saavedra – 5 – Gara abbastanza anonima, finita ancora una volta a muro;

24 – Jack Hawksworth – 5 – Giornataccia per la squadra di AJ Foyt, lui resta nell’anonimato;

25 – Stefano Coletti – 4,5 – Mezzo punto in meno perché è stato quasi sempre il più lento in pista, e questa è una colpa perché anche se è un rookie aveva pur sempre un motore Chevrolet;

26 – Tony Kanaan – 7 – Grande gara fino all’incidente. Un peccato, con la sua grinta sarebbe sicuramente stato un brutto cliente nel finale;

27 – James Davison – 7 – Stava facendo una grande gara, risalendo posizione su posizione, prima del patatrac ai box coi compagni di squadra. Magari meriterebbe una chance i qualche altra gara;

28 – Tristan Vautier – 6 – Stava facendo la sua gara tranquilla prima del ritiro;

29 – Oriol Servia – 6 – Altro che fino al momento del ritiro stava disputando la sua onesta gara;

30 – Ed Carpenter – 4 – Giornata disastrosa per lui e il suo team. Lento, scivola piano piano nelle retrovie, e finisce a muro. Ci si aspettava molto di più;

31 – Bryan Clauson – 4 – Ad Indianapolis sta prendendo un brutto vizio, quello di finire a muro. Forse la 500 Miglia è qualcosa di troppo grande per lui?

32 – Sage Karam – np – La sua gara dura qualche centinaio di metri, e non per colpa sua. Ingiudicabile;

33 – Conor Daly – np – Per lui invece la gara non inizia neppure. Anche lui ingiudicabile.

Post By Marco Strazzulla (155 Posts)

Sono un grande appassionato di sport americani, in special modo di basket NBA e football NFL, ma soprattutto di automobilismo. Considero la IndyCar la migliore categoria al mondo per spettacolo, sportività e completezza dei piloti. Ho assistito di persona alla 500 Miglia di Indianapolis 2008, uno spettacolo indescrivibile.

Website: → Indycar Italy

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