Una giornata eterna  per compiere cinquecento giri che si farebbero in poco meno di tre ore, soprattutto quando la pioggia diventa padrona ed innonda il tracciato per sei ore.

Ad uscirne vivo è Matt Kenseth che con grande esperienza e freddezza beffa Jimmie Johnson e Jeff Gordon nell’ ultimo restart della notte, tornando nel victory lane dopo un lungo digiuno.

Digiuno interrotto dopo 51 gare che equivalgono ad un anno e mezzo; precisamente Kenseth non vinceva dal settembre 2013, quando allora New Hampshire fu l’ovale della gloria.  Per Kenseth si tratta di un grosso respiro di sollievo dato che ha quasi matematicamente il pass per la post season aggiungendosi così ad Harvick, Logano, Johnson, Hamlin e Keselowski.

La storia della gara è stata a dir poco incredibile, con due bandiere rosse  e solo tredici piloti giunti a pieni giri.

Harvick e Kurt Busch  leader indiscussi delle battute iniziali sono stati improvvisamente catapultati in coda al plotone per vari motivi: Harvick leader  con maggior numero di giri in testa 184, si è visto precipitare alla 38° posizione dopo essere rimasto coinvolto in un incidente al giro 273, il cui promotore è stato Jimmie Johnson, in quel momento sotto di un giro.

Kurt invece, ha subito una penalità per eccesso di velocità nei pit,  ma compie una missione al di fuori del comune   risalendo  dalla trentesima posizione fino alla vetta a pochi giri dal termine. La mossa di entrare ai pit per cambiare gomme si rivela fatale per il rush finale chiudendo solo 15° .

Storia più complicata invece per Gordon con ben due giri dietro al leader, ha trovato le forze per rimontare portando la sua Chevrolet ad un limite estremo e da grande campione ha chiuso con un brillantissimo terzo posto, cogliendo il quinto top ten consecutivo stagionale.

Nelle buone notizie della serata c’è il sesto posto di Stewart, al primo top ten stagionale,  dopo prestazioni molto deludenti, oltre a Newman al quinto posto finale, Stenhouse Jr quarto dopo essere scattato dalla 25° posizione, Austin Dillon  decimo e  “l’alligatore” Justin Allgaier con una solida prova chiudendo all’ ottavo posto.

Discorso a parte per altri due top ten di serata, Kyle Larson e Danica Patrick autori di prove di alto valore tecnico. Larson è stato in testa per 90 giri tenendo a bada piloti ben più quotati di lui con gomme più usurate di ben venti giri, prima di finire un giro al di sotto del leader e chiudere al settimo finale.

Danica, invece  dopo aver galleggiato intorno alla 18° posizione ed aver evitato una serie d’incidenti, è sopravvissuta  chiudendo al nono posto finale, grazie anche ad un’ ottima strategia di gara. Per lei si tratta di un record, il sesto top ten in carriera, mai una donna è riuscita cogliere tale impresa nella massima serie. Inoltre è al tredicesimo posto nella classifica della del Chase, quindi al momento la Patrick disputerebbe il Chase.

Dalle note positive a quelle negative:  finisce qui la striscia di top ten consecutivi per Kevin Harvick, Martin Truex jr e Joey Logano, finora sempre andati a segno tra i primi dieci, sono relegati al 38° posto, 29° posto e 40° posto finale.

Truex ha avuto forature varie e problemi di sterzo, mentre Logano è stato colpito da Keselowski nelle battute iniziali di gara, pertanto hanno avuto una serata completamente da dimenticare.

La categoria si sposterà così a Richmond dove 400 miglia attenderanno i piloti ancora una volta in una gara notturna il prossimo sabato.

 

 

Post By Davide Sarti (236 Posts)

Sono un grande appassionato di motori americani, che a 27 anni ha seguito le orme dei grandi campioni. Tramite la mia passione e le mie conoscenze cercherò di raccontarvi il mondo della NASCAR nel modo più dettagliato possibile. Possibilmente, cercherò di farvelo amare

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