Dopo una stagione allo Stewart-Haas, Kevin Harvick, non più giovanissimo, ha iniziato una seconda avventura dopo la ultra decennale esperienza con Richard Childress, alla ricerca “disperata” di un campionato.

Un passaggio che finora, nonostante i problemi di affidabilità, e anche un po’ di sfortuna, ha dato brillanti risultati, iniziati già nella seconda gara stagionale.

La prova di Phoenix dello scorso marzo è stata la sua prima vittoria, surclassando la concorrenza dopo aver macinato il massimo di giri in testa alla corsa con 224.

Da quel momento, Harvick ha avuto alcune gare deludenti per problemi meccanici o forature e salvo la top ten di Martinsville, il miglior piazzamento prima di Darliglington è stato un misero 36° posto.

Poi, la vittoria nella “The Lady in black”, ovvero Darlington (238 giri al fronte di 367) è stata la seconda della stagione, una sorta di rinascita per il pilota che da quel momento ha ritrovato la via maestra verso il successo.

C’è da dire che fino alla gara di Charlotte, la seconda visita stagionale della categoria non ha visto il victory lane, ma nelle 24 gare successive a Darlington è la costanza a fare la voce grossa proiettandolo definitivamente come possibile candidato per il titolo.

Ha ottenuto ben 6 secondi posti di cui tre consecutivamente; un numero esorbitante che ha creato un mix di gioia e rabbia che il pilota a volte non ha potuto sopportare.

Solitamente Harvick è un pilota che non delude le aspettative anzi, molte volte sul tracciato è come un giaguaro nella giungla, giunge quando meno te lo aspetti, al momento giusto nel posto giusto.

Per quest’anno, questa caratteristica di finisher è stata in parte offuscata dalla quantità esorbitante di giri compiuti in testa: con 2094 al fronte, il massimo in carriera, è finora l’unico a sfondare la barriera dei 2000 anzi, sarà l’unico tra tutti i piloti visto che Keselowski in questa speciale classifica figura secondo con 1582 giri.

La brutta faccia della medaglia è invece il numero di giri completati durante il campionato: 9990. Numero bassissimo se si considera che Newman è in testa con 10424 giri completati e piloti di seconda fascia come Truex Jr, Marcos Ambrose, Casey Mears, David Ragan e perfino la compagna di team Danica Patrick lo superano sfondando i 10000.

Harvick inoltre è stato in testa per almeno un giro in 26 gare delle 35 disputate quest’anno; per ben 9 volte lo è stato con oltre 100 giri e ad esse s’includono 4 gare con oltre 200 giri davanti a tutti.

La recentissima vittoria a Phoenix domenica lo pone come favorito per successo finale: la sua esperienza, la sua qualità nel guidare e la sua capacità di leader, oltre alle ottime statistiche sono i motivi per cui Harvick è in pole rispetto a Newman, Logano ed Hamlin; inoltre ha chiuso terzo in campionato per ben tre volte negli ultimi 5 anni.

Per Harvick è la grande opportunità per coronare un sogno davanti ad avversari, almeno sulla carta sulla carta, battibili.

 

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