
AGGIORNATO IL 23 GIUGNO 2008 - - -
A cura di Gerry Donato | |||
| PICK | SQUADRA | GIOCATORE | MOTIVAZIONE |
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Derrick RoseMemphis, Freshman189 cm, play Assomiglia a: Chris Paul/Jason Kidd Guarda il video |
E' play mania. Derrick rappresenta l'unica alternativa credibile al duopolio Chris Paul - Deron Williams, che hanno ormai preso in mano la leadership del ruolo e non sembrano troppo intenzionati a rinunciarvi per i prossimi dieci anni. Imprendibili accelerazioni tutto campo, atletismo puro, uno contro uno, abilità nel concludere in penetrazione e sorprendente capacità di coinvolgere i compagni e di gestire il ritmo, anche difesa quando ci si mette: c'è tutto quello che serve per un profilo altissimo. Il tiro va e viene e qualche forzatura ancora c'è, ma point guard come lui passano sempre più difficilmente nel basket moderno. La lotteria si sta divertendo a sfidare la statistica ed ha premiato quest'anno proprio la squadra che era chiamata alle scelte più importanti per il proprio futuro, ora drasticamente indecifrabile. E' possibile di tutto: da movimenti e cessioni attorno alla scelta (più difficilmente della scelta stessa) all'opzione Beasley, che tecnicamente avrebbe senso e sarebbe l'ala grande con punti nelle mani che manca ai Bulls; Hinrich o non Hinrich è però emotivamente difficile sorvolare sulla suggestione che crea l'enfant du pays Derrick, nato e cresciuto a Chicago nel mito di Michael. |
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Michael BeasleyKansas State, Freshman202 cm, ala grande Assomiglia a: Antawn Jamison/Derrick Coleman Guarda il video |
Ala nel senso più esteso del termine non essendo ancora ben chiaro che ruolo si possa attribuirgli in ottica NBA, l'unica certezza è rappresentata da una stordente capacità di fare canestro, raggiungendo vette di eccellenza in avvicinamento partendo dalla media distanza e concludendo con la sua sensibilissima mano mancina. Fuori dal campo ne combina di tutti i colori, ma senza essere mai andato per il momento oltre goliardate adolescenziali: sicuro personaggio. Nella medesima posizione di Seattle l'anno scorso con Oden e Durant, Miami dovrebbe in teoria solo raccogliere chi tra Rose e Beasley non finirà nell'Illinois, ma Riley ha ufficialmente preso la cotta per Mayo ed è quindi vietato escludere mosse per arrivare ad OJ, scaricando Beasley la cui compatibilità con Marion fa storcere il naso; se invece Beasley sbarcherà effettivamente a Miami, possibile che l'apparizione di Shawn in Florida sia già terminata qui, ma con un pò di sacrificio reciproco i due possono tranquillamente coesistere. |
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OJ MayoUSC, Freshman192 cm, play/guardia Assomiglia a: Chauncey Billups Guarda il video |
La testa è quella che è, parzialmente disabitata, ed i pensieri sono quelli che sono, pressochè all'unisono incentrati su di se. Ma sul piano tecnico è emersa una sorprendente inversione rispetto al Mayo uscito dal liceo: è un sopravvalutato attaccante e sottovalutato difensore. Punti nelle mani non mancano ed in vari modi, ma le forzature e le palle perse non sono da meno e qualcosa non torna quando il ragazzo dichiara di sentirsi un play, specie nella gestione dei possessi decisivi sotto pressione; quello che però ha stupito gli osservatori è stata la costante crescita in difesa sia sull'uomo che lontano dalla palla. Comunque vada, ne sentiremo parlare a lungo. Brook Lopez ha perso appeal dopo i primi workout e pare in caduta libera nelle opinioni generali per il livello non elevatissimo di potenziale. Torna allora sul proscenio il grande OJ, per il quale Pat Riley dalla Florida sembra disposto addirittura a rinunciare a Beasley, il cui nome fa già sognare i tifosi dei Wolves. Sempre da tenere in considerazione la non tramontata soluzione Love. |
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Jerryd BaylessArizona, Freshman190 cm, play/guardia Assomiglia a: Monta Ellis Guarda il video |
E' fluido, veloce, verticale ed atleta prima classe, sa crearsi il tiro da solo specie in sontuoso arresto e tiro ma anche in uscita dai blocchi, ha la faccia tosta per andare in fondo procurandosi falli. Segnare è l'ultimo dei suoi problemi, ma cosa diamine ne può venire fuori al piano di sopra? Comprensione del gioco, letture, selezioni, coinvolgimento dei compagni, centimetri, difesa, trattamento di palla sono tutti limiti che fanno di lui la classica combo-guard realizzatrice da cui aspettarsi di tutto, dall'esplosione al flop. Il grande problema di chi compila i mock draft è dato dal fatto di dover assolutamente accantonare i gusti personali per rincorrere le opinioni, i rumors e soprattutto ciò che può passare nella testa dei vari front office; osservatori ed operatori USA stravedono per Bayless, evidenziandone pregevolmente i pregi e stigmatizzandone mirabilmente i difetti. Seattle (o chi per loro) non ha fretta, può attendere la crescita di Durant e far maturare attorno a lui il supporting cast per tornare competitivi, possibilmente integrando il carente reparto guardie; ma Jerryd è tutt'altro che adatto ad innescare il rookie of the year. |
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Kevin LoveUCLA, Freshman206 cm, ala grande Assomiglia a: David West Guarda il video |
Un tuffo negli anni '70. Clamoroso giocatore old-style con campionario di finte, fondamentali e persino aspetto estetico del tutto improbabile da trovare in questo draft, non ha nel dinamismo il pezzo forte del repertorio ma gioca in area con rara intensità e sa quasi sempre cosa fare palla in mano anche dalla media distanza. Può trasportare questo suo gioco dal college ai professionisti? Cercasi lunghi disperatamente, anche perchè le ultime mosse di mercato ed in particolare il discusso scambio con i gialloviola della California hanno portato ad un evidente accumulo di giocatori nel reparto guardie. Il dialogo tra Memphis e Minnesota è sicuramente fitto e Kevin McHale pare essersi clamorosamente innamorato di Kevin Love, forse rivedendo in lui parte delle sue caratteristiche come giocatore. A prescindere dalle intenzioni di Minnesota, Kevin ha ormai completato il sorpasso nei confronti di Brook Lopez come miglior lungo di questo draft. |
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Danilo GallinariOlimpia Milano (Italia), 1988205 cm, ala piccola Assomiglia a: Toni Kukoc Guarda il video |
Dopo Andrea Bargnani e Marco Belinelli è il turno di Danilo, con un profilo di partenza intermedio tra i due compagni di nazionale ma con maturità e prontezza mentale che potrebbero permettergli maggiore impatto e sviluppo della carriera più rassicurante. Leciti dubbi su atletismo (sottovalutato) e mobilità laterale - specie in funzione del contenimento degli atletoni che si troverà contro nel ruolo di ala piccola - non possono scalfire le qualità tutto campo del virgulto di papà Vittorio, dalla completezza offensiva alla comprensione del gioco, passando per istinti non comuni da predestinato. O New York o New Jersey, con piccolo infatuamento di Memphis a creare zizania: sembra questo lo scenaro attorno a Danilo quando mancano ormai pochi giorni al 26 Giugno. I provini con New York sono stati sicuramente positivi ed il contesto tecnico resta tra i migliori, ma ancora non è chiaro quanto sia convinto D'Antoni di questa soluzione. Ad onor del vero mancherebbe la materia prima fondamentale per il gioco del coach, ovvero un play in grado di spingere palla; pare infatti sia caccia aperta a Baron Davis e TJ Ford, ma l'alternativa più comoda potrebbe arrivare proprio dal draft: Russell Westbrook. |
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Eric GordonIndiana, Freshman191 cm, guardia Assomiglia a: Ben Gordon Guarda il video |
Realizzatore sopraffino ed attaccante finalizzato decisamente in funzione di se stesso, compensa con atletismo e forza fisica di rilievo i centimetri sotto lo standard odierno per le guardie NBA. Forse ha una delle meccaniche di tiro più pulite tra i giocatori in lotteria, ma lacune sparse nel coinvolgimento dei compagni, nel ball-handling e nella comprensione del gioco possono lasciare qualche incertezza ai front office chiamati a sceglierlo, oltre ad affossarne le prospettive come play nel breve periodo. Testa e determinazione sembrano quelle giuste. Nei taccuini e nei personali ranking di fine Maggio degli scout e delle dirigenze NBA, Eric si trova spesso nelle prime cinque posizioni assolute e talvolta davanti a Mayo e Bayless. Ecco perchè sarà molto difficile vederlo uscire dalle prime dieci scelte e sarà prima o poi raccolto da qualche franchigia anche al di là dell'oggettiva utilità, per altro ben presente per i Clippers alla caccia di un play o di una guardia dopo la conferma (a parole) di Elton Brand. |
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Joe AlexanderWest Virginia, Junior202 cm, ala piccola Assomiglia a: Hidayet Turkoglu Guarda il video |
Può essere considerato sotto molti punti di vista la cosa più vicina a Danilo Gallinari di questo draft, avendo una certa completezza offensiva e soprattutto una comprensione del gioco che in parte possono ricordare l'azzurro, che appare comunque nettamente superiore come talento complessivo, esperienza e maturità. Solo nell'atletismo Joe può essere considerato superiore, essendo insieme a Budinger uno dei migliori atleti bianchi che si è affacciato in NBA negli ultimi anni. Alexander è certamente il giocatore che più ha impressionato nella prima parte dei lavori con le varie franchigie: clamorosi responsi atletici e notevoli segnali palla in mano lo catapultano decisamente nella top-10 e nello specifico ai Bucks, che sono a loro volta rimasti entusiasti dei provini svolti presso di loro da Joe. Nella caccia aperta ad un prospetto in ala piccola la concorrenza di Gallinari resta forte ed anche il grande potenziale di Randolph potrebbe affascinare la franchigia del Wisconsin. |
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Brook LopezStanford, Sophomore212 cm, centro Assomiglia a: Chris Kaman Guarda il video |
Un tempo c'erano Olajuwon, Ewing, O'Neal, senza andare a scomodare altri mostri sacri; oggi chi cerca il miglior centro deve accontentarsi di Brook Lopez, che certamente ha mani e mobilità interessanti in relazione all'altezza ed in attacco può diventare presto un fattore, ma altrettanto sicuramente è ben lontano dall'essere un giocatore completo avendo troppi missing links sparsi specie nella lettura del gioco ed in difesa. Non sorprendente caduta libera nelle opinioni generali per Brook, che paga un apparente potenziale inferiore rispetto ai più illustri colleghi in giro nelle prime dieci posizioni del draft. Minnesota e Memphis restano due soluzioni possibili, ma se Wolves e Grizzlies scelgono altro Lopez rischia di crollare fino alla nona chiamata, venendo raccolto dai Bobcats che potrebbero così dirottare definitivamente Okafor nel ruolo di ala grande, per una frontline completa tra attacco e difesa in grado di soddisfare coach Brown. |
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Anthony RandolphLSU, Freshman208 cm, ala piccola Assomiglia a: Rudy Gay Guarda il video |
Affascinante. Intrigante. Ma anche estremamente pericoloso. Rappresenta una delle sfide più impegnative che può intraprendere un front office NBA, ma se vinta può anche pagare notevoli dividendi perchè il potenziale di questo ragazzo è nelle più strette vicinanze dell'infinito. In pochi mettono insieme così tanta fluidità ed abilità in palleggio da quelle altezze e con quelle doti atletiche, ma tra forza fisica, meccanica di tiro e comprensione del gioco c'è da lavorarci sopra parecchio per affinarlo e renderlo pronto al grande salto. Stesso discorso in difesa: a tratti imbarazzante, ma flash incredibili grazie ai suoi zompi ed alle sue braccia interminabili. La decima scelta di New Jersey è certamente una delle più affascinanti e complesse, come testimoniato dalla vastissima gamma di giocatori scrutinati in questi giorni, ovviamente anche in funzione della ventunesima scelta. Tra questi fa capolino Anthony Randolph e la dirigenza dei Nets potrebbe risolvere l'arcano affidandosi proprio al giocatore dal maggior potenziale che dovesse essere disponibile. |
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Russell WestbrookUCLA, Sophomore191 cm, play/guardia Assomiglia a: Leandrinho Barbosa Guarda il video |
Salito alla ribalta quest'anno in modo esponenziale sfruttando l'infortunio del titolare Collison, l'ha addirittura preceduto di un anno nella dichiarazione al draft: sublime e tipica storia NCAA. Atleta come ce ne sono pochi tra le guardie, può griffare qualche difesa di rara qualità e si può tranquillamente considerare il migliore difensore disponibile tra i piccoli. Ancora troppo selvaggio palla in mano, ma sa spingere e correre tutto campo con energia inesauribile. Certamente bisogna prendere in esame la sostituzione nel medio periodo di Tinsley e non a caso la soluzione Augustin è molto considerata oltreoceano. DJ è tuttavia davvero troppo simile a Jamaal e diventa allora molto interessante l'ipotesi Westbrook, combo guardia dal grande atletismo che può andare a coprire un buco nel roster dei Pacers, pur non avendo il tiro per rappresentare il giocatore ideale per coach O'Brien. |
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DJ AugustinTexas, Sophomore181 cm, play Assomiglia a: Jameer Nelson Guarda il video |
Nanerottolo imprendibile a livello NCAA, non si può certamente avvicinare ai vari Paul, Deron Williams e Derrick Rose anche nel lungo periodo, ma può trarre enorme beneficio dal ritorno di fiamma improvviso per il ruolo di play nell'edificazione di una franchigia NBA. Arresto e tiro, penetrazioni inafferrabili e tanta leadership anche nei momenti caldi della gara; è l'emblema del nuovo concetto di play riveduto e corretto rispetto alla "purezza" degli anni '80, ma è quello che insieme a Rose vi si avvicina di più. Con l'incognita Beno Udrih da gestire durante l'estate, la priorità sembrerebbe la scelta di un play in grado di coprire il buco lasciato da Mike Bibby l'anno scorso. Westbrook ed Augustin appaiono le uniche due soluzioni credibili a questa altezza ed il primo sembra essere anche l'opzione favorita di Sacramento, ma ha troppi estimatori (in primis Indiana qui sopra) nelle prime undici scelte di questo draft per cadere in mano ai Kings. |
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Alexis AjincaHyères-Toulon (Francia), 1988211 cm, ala grande Assomiglia a: LaMarcus Aldridge Guarda il video |
Un aliante che plana nella lega di David Stern. Raramente si è visto su un campo di pallacanestro una fattispecie così particolare di giocatore, in grado di abbinare i tanti centimetri ad una lunghezza di braccia e di gambe francamente impressionante. Per l'altezza di cui dispone è decisamente fluido e mobile anche tutto campo, ma palla in mano è ancora decisamente legnoso ed insicuro specie spalle a canestro e nei movimenti dai post. Esperienza, conoscenza del gioco, forza fisica e fondamentali vanno costruiti giorno dopo giorno in palestra, ma la mano è buona, come stoppa lui non stoppa nessuno ed il potenziale sfiora l'incommensurabile. La prima considerazione è un dubbio lecito: cosa se ne fanno di un altro progetto? La scelta è fortemente a rischio cessione (senza dimenticare che Portland ne ha tre al secondo giro!) e tutte le opzioni sono aperte. Ciò premesso, con il ritorno/debutto dello zio Greg e le guardie dall'Europa Koponen e Fernandez in rampa di lancio, la scelta a sorpresa potrebbe essere questo francese da spedire per tante ore in palestra, nella speranza di avere in mano colui che completerà con Oden ed Aldridge il reparto lunghi dei Blazers da dinastia. |
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Donte GreeneSyracuse, Freshman204 cm, ala piccola Assomiglia a: Rashard Lewis Guarda il video |
C'è tanto talento puro in questo ragazzo, ma anche la sinistra tendenza ad accontentarsi del suo gioco perimetrale ed a non dare il sufficiente apporto a livello di intensità specie in difesa, con linguaggio del corpo piuttosto discutibile. Ma i modi per arrivare al tiro dalla distanza sono numerosi e di rara naturalezza, la distanza NBA inoltre non appare certo un problema. Se Don Nelson potesse disegnare col pennello la sua ala ideale, l'affresco avrebbe esattamente i contorni di Greene, tipica ala perimetrale con centimetri in grado di correre e di andare a rimbalzo, autentica pace dei sensi per il coach dei Warriors. L'estate di Golden State è sicuramente delicata per rinnovi e prolungamenti contrattuali, quindi vietato escludere ogni soluzione. |
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Brandon RushKansas, Junior198 cm, guardia Assomiglia a: Eddie Jones Guarda il video |
Ha avuto un ruolo essenziale nel sfatare uno degli incantesimi più longevi del college basketball, ovvero il pluriennale mancato successo al torneo NCAA dei talentuosi Jayhawks. Accende e spegne con frequenza preoccupante, ma lascia notevoli istantanee in attacco sia al tiro dalla distanza che in avvicinamento, che accompagnati dal contributo che può dare in difesa grazie soprattutto alle braccia lunghe fanno di lui uno dei prospetti più completi tra le guardie di questo draft. Difficile capire il progetto tecnico che si vuole intraprendere in Arizona nel dopo D'Antoni ed i tanti rumors che gravitano attorno a Diaw e compagni non aiutano a fare chiarezza. Circola da ormai parecchie settimane la voce di un fortissimo interessamento di Steve Kerr per Rush, interessamento ai limiti di una promessa. Brandon può essere un collante ideale a metà strada tra gli spot di guardia ed ala piccola, magari sostituendo alla distanza il non eterno Raja Bell. |
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Darrell ArthurKansas, Sophomore203 cm, ala grande Assomiglia a: Antonio McDyess Guarda il video |
Insieme a Rush e Chalmers è uno dei Jayhawks che si affaccia tra i professionisti dopo il trionfo recente al torneo NCAA e dopo la splendida prima parte di finale disputata, ma rispetto ai due compagni potrebbe essere scelto più in alto. E' infatti un interessantissimo prospetto in ala grande, con atletismo e mani sopra la media oltre a significative soluzioni offensive dai 5 metri e dal post basso, soprattutto con uno dei migliori giro e tiro dell'intera NCAA. E' però poco convincente nell'aggressività e nell'attaccare canestro e gli manca forse quel pizzico di intensità, presenza, continuità e concentrazione per fare il definitivo salto di qualità. Sembra l'ideale completamento di Dalembert ed andrebbe a coprire nel tempo l'ormai annoso buco in ala grande dei Sixers, nonostante l'eroico e commuovente Reggie Evans visto nella serie contro Detroit. L'alternativa più credibile potrebbe essere rappresentata da Speights, giocatore senz'altro più interno e fisico di Arthur, ma ugualmente carente per intensità. |
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Kosta KoufosOhio State, Freshman213 cm, centro Assomiglia a: Mehmet Okur Guarda il video |
Per chi ha bisogno di un giocatore d'area in grado di spostare nel pitturato grazie ad elevati livelli di testosterone, decisamente meglio girare a largo. Ma chi vuole affidarsi ad un progetto stuzzicante trova tutto quello che cerca in questo atipico greco che ama giocare dalla media distanza o sul perimetro. Lascia dei flash offensivi molto interessanti ma soffre regolarmente i contatti per cui non va ghiotto e non è certo insuperabile nella propria metà campo. Può decollare da un momento all'altro nelle opinioni generali. Ci sono gli spagnoli, ci sono gli sloveni, c'è l'italiano, c'è l'argentino, c'è un mezzo israeliano... vogliamo farci mancare il greco (ad onor del vero quasi considerabile statunitense)? Potrebbe essere giunto il momento di una scelta tra Bosh e Bargnani e quindi al draft Toronto potrebbe andare su un lungo che si completi con il vincitore del ballottaggio; Kosta si accoppia malino con entrambi, ma sicuramente piace alla dirigenza dei Raptors. |
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JaVale McGeeNevada, Sophomore212 cm, centro Assomiglia a: Channing Frye Guarda il video |
E' il jolly di questo draft, il fattore imprevedibile e la potenziale scommessa più azzardata. In estrema sintesi è come assistere ad un giocatore di 2.10 che si muove con la velocità e l'agilità tutto campo di una guardia. Lascia dei flash assolutamente abbacinanti in attacco sia in area che soprattutto in commuoventi partenze frontali dalla media distanza, ma il giocatore è in buona sostanza tutto da costruire, dalla comprensione del gioco alla difesa. Progettone. Come la mettiamo con la vicenda Arenas? Vedere uno dei più favolosi giocatori d'improvvisazione castigato all'interno di uno dei più strutturati sistemi offensivi dell'intera NBA è quasi come far esibire un improvvisatore jazz al concerto di Capodanno. Augustin e soprattutto Westbrook sarebbero graditi, ma per dare un pò di elettricità ad una frontline non profondissima si può provare ad investire su JaVale. |
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Chris Douglas-RobertsMemphis, Junior202 cm, guardia Assomiglia a: Jerry Stackhouse Guarda il video |
Salito finalmente alla ribalta che merita nel torneo NCAA, paga a carissimo prezzo il decisivo 0/3 ai liberi nell'ultimo minuto della finale contro Kansas, errori fatali che hanno costretto i suoi Tigers al supplementare poi perso. Adorabile gioco in avvicinamento con tocco di rara sensibilità ed eleganza dalla media distanza, prende le migliori linee di fondo tra i giocatori disponibili ma sa anche segnare dalla distanza sia dallo scarico che dal palleggio. Si impegna in difesa ed ha braccia lunghissime per recuperi e rimbalzi, pur non essendo un atleta incommensurabile. Sottovalutato. Vicino a LeBron non è mai facilissimo capire cosa mettere, ma questo può essere un accoppiamento sfizioso. I due in qualche modo si completano (con le dovute distinzioni) e possono coesistere in attacco grazie alla multidimensione di Chris che può giocare sia dentro che fuori. Nel breve periodo potrebbe già entrare nelle rotazioni e diventare alla distanza tra gli eletti che saranno ricordati come il supporting cast delle vittorie di LeBron. |
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Marreese SpeightsFlorida, Sophomore207 cm, ala grande Assomiglia a: Al Jefferson Guarda il video |
Attenzione a questo ragazzone. E' salito alla ribalta progressivamente e silenziosamente, facendosi largo nel buco lasciato dai pluricampioni Horford e Noah. Ha un bel fisico ma anche mobilità ed atletismo sopra la media; sorprende in positivo per la crescita in attacco sia fronte che spalle a canestro, con tocco davvero insospettabile, per quanto sia ancora tendenzialmente selvaggio e prevedibile nei movimenti. In difesa proprio non ci siamo ed anche sul piano di etica, impegno, comprensione del gioco e presenza in campo fa storcere il naso a numerosi osservatori. Istinti e coordinazione valgono tuttavia ampiamente il primo giro. Difesa cercasi, ma Marreese non è certo colui in grado di incidere nella propria area accanto a Camby nel breve periodo. Può rappresentare invece l'ideale alternativa al sempre piuttosto malconcio Kenyon Martin, dando un'ulteriore dimensione offensiva ad una squadra che nel bene e nel male non sembra proprio avere nel DNA la fase difensiva. Facile anche che i Nuggets si spostino sull'obiettivo di rimpinguare lo scarno reparto guardie, gira infatti la voce di una promessa fatta a Ty Lawson, tuttavia caduto in disgrazia in questi giorni per motivi extra cestistici (arresto per guida in stato di ebbrezza). | 21 | ![]() |
DeAndre JordanTexas A&M, Freshman212 cm, centro Assomiglia a: Andrew Bynum Guarda il video |
A Forrest Gump bastava dire "corri Forrest!" per farlo contento; a Jordan basta dire "salta DeAndre!" per fare di lui materiale da primissime scelte. La pallacanestro ancora non risiede su queste latitudini, ma nessuno dei giocatori disponibili al draft si avvicina minimamente al suo potenziale fisico-atletico, con combinazione inarrivabile di centimetri, braccia lunghe, corsa tutto campo ed ovviamente deflagrante verticalità verso il ferro. Già bene a rimbalzo, ma al momento palla in mano è totalmente perso. I Nets alla 10 sembrano intenzionati a puntare uno tra Danilo Gallinari (prima scelta qualora fosse ancora disponibile) ed Anthony Randolph, come testimonia anche il decollo delle voci di una possibile cessione di Jefferson. Piace sicuramente anche Jordan, non a caso a lungo accostato a sua volta alla decima scelta; se dovesse precipitare così in basso dopo i disastrosi workout disputati, DeAndre potrebbe venire raccolto dalla dirigenza di New Jersey. |
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Courtney LeeWestern Kentucky, Senior194 cm, guardia Assomiglia a: Anthony Parker Guarda il video |
Mister utilità. Pur senza eccellere in particolari fondamentali, sa fare letteralmente di tutto sia in difesa che in attacco, con spiccato IQ cestistico, letture e selezioni sempre adeguate, indifferente capacità di prendere in mano la squadra facendo venti e passa a punti ma anche di fare lavoro sporco senza smanie di protagonismo. Giocatore perfetto in sistemi già collaudati. Rimanendo strettamente sulla carta, balza alla vista nel quintetto e nelle rotazioni di Orlando il buco nel ruolo di guardia, composto da giocatori non sufficientemente completi su entrambi i lati del campo. Se Brandon Rush - come appare sempre più probabile - non dovesse essere disponibile, i Magic si troverebbero costretti a ripiegare su uno tra Douglas-Roberts e Lee; quest'ultimo potrebbe avere quella prontezza e quella completezza tecnica anche nel breve periodo di cui tanto hanno bisogno in Florida. |
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Roy HibbertGeorgetown, Senior217 cm, centro Assomiglia a: Zydrunas Ilgauskas Guarda il video |
Con una stagione solo normale ha deluso le tante aspettative che aveva creato attorno a lui nel maestoso torneo NCAA del 2007, quando arrivò ad un Greg Oden dalla finale e soprattutto nelle top 5 dei mock draft di quel periodo. Cronica lentezza tutto campo e sofferenza ad alti ritmi, poca energia in area e voglia a rimbalzo in relazione ai centimetri, ma la comprensione del gioco, le mani ed alcuni momenti in post basso sono prima classe ed un bell'amarcord per l'ormai sepolto concetto storico di centro. Insieme a Washington che gioca la Princeton da lui ben conosciuta in questi anni a Georgetown, Utah è il sistema perfetto per Roy, grazie ai ritmi non estremi ed all'importanza del lavoro di smistamento dal gomito richiesta ai lunghi nel sistema di Utah; anche Roy può essere quel corpaccione e quel giocatore di post basso che manca a Salt Lake, benchè ad onor del vero uno specialista difensivo sarebbe ancora più apprezzato. Coach Sloan non adora storicamente avventurarsi con i giovanissimi rookies smaliziati, ma preferisce avere qualcosa di pronto subito e maturo, quale Hibbert certamente rappresenta. |
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Serge IbakaL'Hospitalet (Spagna), 1989206 cm, ala grande Assomiglia a: Tyrus Thomas Guarda il video |
Direttamente dalla serie B spagnola, aleggia come un'ombra nera nella seconda metà del primo giro questo impressionante e per molti misterioso atletone congolese, non a caso soprannominato "The Secret". Sta imparando a giocare a questo sport giorno dopo giorno, ma è ancora quasi tutto da costruire sul piano tecnico e della comprensione del gioco: spiccano in particolare i limiti nel mettere palla a terra e nel fondamentale di passaggio, ma in pochi mettono insieme un simile mix di completezza atletica e potenziale. Caccia aperta all'International per questa seconda scelta dei Sonics al primo giro: tutte le strade portano a Ibaka che potrebbe alla lunga rimpiazzare Wilcox, al quale per altro può essere paragonato. Il tutto ovviamente dopo il doveroso apprendistato e qualche anno a lavorare sui fondamentali, non necessariamente negli Stati Uniti potendo infatti essere parcheggiato in Spagna nei prossimi mesi a fare quella esperienza che ancora gli manca completamente. |
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Robin LopezStanford, Sophomore212 cm, centro Assomiglia a: Anderson Varejao Guarda il video |
Eccessivamente sottovalutato rispetto al gemello che certamente vedrà il suo nome chiamato da Stern molti minuti prima, ha meno talento generale di Brook ma una superiore presenza difensiva ed in area, tanto da permettere addirittura di prevedere un impatto non così inferiore se non proprio simile rispetto al fratellone. Anche alla lunga distanza la sua mobilità in relazione ai centimetri e le doti di intimidazione potrebbero concedergli una solidissima carriera NBA nel marasma attuale di lunghi. Con Luisito Scola i Rockets hanno fatto bingo, ma il sempre eterno Dikembe Mutombo prima o poi dovrà godersi il meritato riposo e la fragilità del cinese è un ulteriore campanello d'allarme per la dirigenza texana. In un contesto che fa della difesa un punto fermo, niente meglio di Robin che può mantenere alto il livello di intensità in area dalla panchina anche nel breve periodo. |
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Mario ChalmersKansas, Junior185 cm, play Assomiglia a: Jarrett Jack Guarda il video |
Brandon Rush è stato il leader ed il giocatore più costante e rappresentativo di Kansas, ma il torneo NCAA vinto dai Jayhawks sarà ricordato per il decisivo canestro da tre punti di Chalmers che ha portato la finale contro Memphis ai supplementari poi vinti, permettendo a Mario di fare finalmente un salto di qualità nella reputazione generale. Tanta difesa, tiro da fuori, applicazione e buona completezza potrebbero compensare i pochi centimetri ed attirare più di un front office alla ricerca di una riserva nel reparto piccoli. Ovviamente senza dimenticare l'aura da vincente che da questa primavera lo circonda e si porterà sempre dietro. Gli Spurs sono tuttavia celebrati da anni per la sublime capacità di prenotare in fondo al primo giro quei giocatori sparsi per il mondo che entro qualche anno entrano da protagonisti della grande famiglia nero-argento. C'è però anche bisogno di svecchiare il reparto guardie che dietro a Parker e Ginobili non ha molto da offrire: sembra perfetto in questo senso Mario Chalmers, per altro ex Jayhawks proprio come Jacque Vaughn di cui potrebbe prendere il posto. |
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Bill WalkerKansas State, Freshman199 cm, ala piccola Assomiglia a: Ruben Patterson Guarda il video |
Non più di un anno e mezzo fa Bill era ampiamente prospetto da lotteria, grazie soprattutto alle fragorose doti di salto. Un brutto infortunio nella prima parte della scorsa stagione ha ridimensionato il suo potenziale che era prettamente atletico, mettendo in luce l'incompletezza tecnica e l'ancora troppo acerba comprensione del gioco. Negli ultimi due mesi pare essersi tirato a lucido per arrivare nelle migliori condizioni possibili al draft, del quale può rappresentare una mina vagante. Può dare un tasso superiore di atletismo ed energia al reparto guardie/ali piccole che ha solo nell'altro grande progetto Julian Wright un'alternativa decorosa a Stojakovic. Proprio la differenza abissale come genere di giocatore rispetto a Peja fa di Bill un'interessante alternativa per allargare la troppo smilza panchina di Paul e compagni nella corsa verso il vertice NBA. |
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Jason ThompsonRider, Senior209 cm, ala grande Assomiglia a: Mark Blount Guarda il video |
Per chi ama il giocatore poco noto da raschiare nel sommerso dei college minori NCAA, ecco il prospetto che fa per voi. Non è un talento che avvicina i giovani al gioco, ma ha centimetri e notevole mobilità per la stazza, oltre a mani educate dal post alto sia per il tiro piazzato che per il fondamentale di passaggio sopra media per un lungo. C'è a rimbalzo, molto meno attivo in difesa. Prodotto non finito e tutto da verificare ad alti livelli, ma può giocarsi le sue carte NBA Memphis ha certamente come priorità rinvigorire il reparto lunghi, per quanto possa ovviare a questo deficit con la quinta scelta assoluta. Poichè due prospetti da allevare sono comunque meglio di uno, anche questa può essere orientata in quel senso. Attenzione anche all'idolo locale Joey Dorsey, nullo in attacco ma specialista difensivo d'area con fisicaccio notevole. |
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DeVon HardinCalifornia, Senior208 cm, centro Assomiglia a: Nene Hilario Guarda il video |
Classico atletone muscolare con braccia lunghe che magari non ha come priorità andare in doppia cifra di punti ma sa come difendere in area e far sentire la propria presenza a rimbalzo. Si muove bene, sa correre per il campo ma soprattutto come rendersi utile con intangibles e giocate di sacrificio per i compagni. Ragazzo intelligente anche fuori dal campo, in attacco siamo decisamente col profilo molto basso ma merita una chance NBA. Già l'anno scorso circolava la notizia di una promessa dei Pistons per DeVon. Effettivamente Detroit ha nel reparto lunghi qualche carenza quantitativa, specie dopo l'esplosione in questi playoff di Hot Rod Stuckey che ha dato una bella sistemata alle spalle di Billups ed Hamilton. Hardin si ripresenta nuovamente disponibile nel momento della scelta di Dumars e tornano allora d'attualità i rumors dello scorso anno. |
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Ryan AndersonCalifornia, Sophomore206 cm, ala grande Assomiglia a: Troy Murphy Guarda il video |
Austin Croshere e Troy Murphy sono due credibili ed efficaci termini di comparazione per il Golden Bears e californiano doc. Ha mani al tempo stesso morbide nel tocco ma forti e resistenti nel contatto con la palla, compromesso che gli permette di andare in scioltezza in doppia cifra di media a rimbalzo nonostante una forza fisica non esorbitante ed un'esplosività non certo detonante. Non ha invece risorse per sopperire ai suoi limiti atletici in difesa, fase del gioco in cui soffre nonostante meritevoli voglia ed intensità. Difficile dire cosa possa servire ai Celtics tra big three, giovani e veterani a progetto. Nella storica tradizione di bianchi dai fondamentali completi, manca in questa edizione vincente di Boston una fattispecie di giocatore come Ryan, in grado di fornire minuti di qualità dalla panchina con punti sugli scarichi e presenza a rimbalzo. |