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Houston Astros

La corazzata texana parte in testa ai pronostici ancora una volta. La pre season è trascorsa ad analizzare le poche cose negative del 2018, concluso però tristemente al cospetto dei Red Sox, dopo che nell’ultimo mese e mezzo le probabilità del back to back aumentavano vertiginosamente.

Le riunioni invernali hanno saggiamente portato a prevedere migliorie in battuta con le due stelle Altuve e Correa attesi al top dopo un anno sotto le aspettative. La diminuzione salariale totale di 23M è dovuta perciò anche alla consapevolezza di forza estrema in ogni settore rispetto ad esempio alle concorrenti divisionali, rinforzate si, ma con un margine da limare ancora alto.

E’ di pochi giorni fa l’adeguamento e l’estensione a Justin Verlander (2019-2021), Alex Bregman (2020-2024) e Ryan Pressly (2020-2021 più opzione 2022). Michael Brantley rappresenta un gigantesco gap col quale eliminare i problemi nell’outfield, non un semplice esterno ma una garanzia in entrambe le fasi di gioco e il free agent individuato da parecchi mesi nel caso “avanzasse” qualcosa dal mancato rinnovo di 5 anni a Dallas Keuchel: così è stato e per l’ex Indians tre volte All Star, futuro UFA nel 2021, pronti 15M annui e un lineup dominante.

Con DK ancora a “piede libero”, Charlie Morton ai Rays e Lance McCullers out a lungo termine, la rotazione è stata arricchita anche qui di un altro top player nonché eroe a Milwaukee nello scorso finale di campionato e postseason; Wade Miley a 4.5M annuali occuperà lo spot da 4 con però i probabili neopromossi dal bullpen Collin McHugh e Brad Peacock a completare i partenti, oltre ovviamente alle superstar Verlander e Gerrit Cole.

Sempre dalla free agency a 5.75M annuali è arrivato il nuovo catcher dalle ottime referenze offensive, il veterano Robinson Chirinos, venezuelano da una vita ai Rangers. Tyler White e Josh Reddick (in dubbio per lo start a causa di problemi alla schiena) nel turno basso chiudono l’ordine dei battitori che con Springer (CF), Bregman (3B), Altuve (2B), Correa (SS), Gurriel (1B) e Brantley (LF) rasenta ancora l’eccellenza.

La trade della passata mid season per Osuna – nonostante numerosi problemi legali – è risultata azzeccata e il messicano oggi rimane il più talentuoso lanciatore nel bullpen, letale nell’arrotare la sua fastball; le altre certezze tra i rilievi sono Hector Rondon (nonostante le difficoltà dopo il suo arrivo dai Cubs), Chris Devenski e Will Harris, attesi a tornare ai periodi d’oro dopo una stagione in sordina. Pressly, Deetz e il mancino Reymin Guduan sono gli altri annunciati.

Dimezzato per “prestare” lanciatori alla rotazione dei partenti e con giocatori da rivalutare potrebbe essere questo l’unico reparto in difficoltà nei primi mesi; gli infortuni e i mancati rinnovi avvenuti non per volontà propria giustificano comunque ogni mossa della dirigenza, che si ritrova ad aver tamponato al massimo le perdite senza subire peggioramenti, mantenendo la favolosa ossatura degli ultimi due anni.

Esperienza, profondità e qualità sono ancora le armi presenti, ragion per cui arrivare a 96 vittorie e vincere la division è l’obiettivo minimo.

Oakland Athletics

Iniziare con un 2 game sweep in Giappone dai Mariners la stagione regolare non è stato il massimo per gli Athletics! E’ presto per dare giudizi, figuriamoci, specialmente per un team che tutti amiamo per motivi sportivi, cinematografici e per la famosa “arte di arrangiarsi” ad ogni evento che fa di Billy Bean e i suoi ragazzi uno stile di vita più che una franchigia di baseball.

Come tutti gli inverni che si rispettino da queste parti, si è lavorato più sulle acquisizioni in free agency e sullo snellimento salariale, sceso infatti di 5 milioni. Lo start purtroppo conferma i dubbi da offseason sui lanciatori partenti. Mike Fiers e Marco Estrada sono stati bombardati in due incontri (3 IP, 5 punti su 4 hits e 1 home run il primo, 5 inning, 3 run su 5 valide e 2 fuori campo il secondo) e gli altri annunciati, il nuovo arrivato come MF#50 Anderson, Frankie Montas e Aaron Brooks – o Chris Bassit – non danno maggiori garanzie.

Il giovane asso Sean Manaea dovrà inoltre passare l’inizio di campionato in DL per 60 giorni: una sventura!! Khris Davis, Matt Chapman e Stephen Piscotty dal canto loro hanno ribadito la potenza in battuta in queste due sedute e per il futuro rappresentano una sicurezza, un po’ come tutto il reparto che ha contribuito a sfiorare le 100 W nella fantastica annata appena trascorsa.

La produzione offensiva del lineup A’s può essere letale ed è seconda solo a Red Sox, Astros e Yankees, nonostante l’addio a Jed Lowrie. Semien e Laureano sono la velocità e i contact guys, infallibili con guanto e tiro, mentre Olson (DL per 10 giorni), Chapman e Davis sono i nuovi Bash Brothers, col primo potente a metà ordine, il secondo più preciso sia con mazza e guanto e profilo MVP mentre il terzo, bomber tra i migliori in MLB, a rompere l’equilibrio con la sua forza sovrumana (48 Hr e .549 Slg).

Le altre certezze sono Pinder e Piscotty nell’esterno destro con Chad anche jolly dell’infield, dai quali si attende sviluppo e progressione, Phegley e Hundley sono i catcher, Canha è il prima base con la new entry Kendrys Morales dai Blue Jays l’alternativa o designated hitter, Grossman (LF e siglato da free agent a contratto annuale) e Profar (da Texas) in seconda chiudono i titolari di un reparto reduce da 227 fuori campo e 813 corse al piatto e che ha tutte le carte in regola per ripetersi.

Tra i segreti di Oakland c’è senza dubbio il bullpen, sul podio per ERA e leader nelle vittorie sul monte, utilizzato da Melvin per riparare i danni della rotazione, mischiando da opener un numero infinito di rilievi. Blake Treinen si è issato al top nell’intera lega, distinguendosi in ogni inning dove è stato chiamato in causa e non escludiamo possa replicare, vale per lui e per gli altri componenti come Lou Trivino, Fernando Rodney, Buchter, Petit, Hendricks, Wendelken e Joakim Soria, pezzo pregiato del mercato giunto anche lui come free agent dai Brewers.

Due reparti eccelsi e uno insoddisfacente le cui lacune potrebbero però essere colmate nello stesso modo del recente passato. Lo spot da wild card sarà l’obbiettivo primario da raggiungere però con 90 vittorie, sfiorarne 100 sarà dura.

Seattle Mariners

La positiva stagione con 89 vittorie non sufficienti ad agguantare i playoff, un livello eccelso tra i rivali dell’American League e un monte ingaggi pauroso sopra ai 200M hanno convinto Jerry Dipoto ad attuare una rivoluzione epocale che ha portato il gm alle trade per Robinson Cano, Jean Segura, Edwin Diaz, James Paxton e all’addio in free agency di Nelson Cruz, in pratica un’intera squadra.

Si ricomincia da Mitch Haniger e buone new entry che rappresentano un discreto viatico da cui ripartire, sicuri di non finire sopra le 100 sconfitte ma senza la fissazione dei playoff. L’inizio, forse ispirato anche dall’aria orientale nipponica, è stato incoraggiante. L’ordine dei battitori parte con Dee Gordon in seconda base, Haniger esterno centro, Jay Bruce in prima, Encarnacion battitore designato, Domingo Santana LF, Healy terza, Tim Beckham interbase, Mallex Smith right field e Omar Narvaez in ricezione.

Kyle Seager combatte ancora col polso malandato e starà fuori almeno fino a metà Maggio, mentre David Freitas è la riserva del catcher, Vogelbach e Moore della prima e outfield. A Gordon e MH#17, le fondamenta dalle quali riavviare il lavoro, col primo abile ad arrivare in base e il secondo ottimo hitter, sono stati affiancati veterani in cerca di conferme come Jay Bruce, 32 anni e ormai lontano dal livello all star ma ancora prolifico con 69 fuori campo negli ultimi due anni ed Edwin Encarnacion, liberato dalla offseason a risparmio di Cleveland, 36enne ancora capace di 32 hr, 107 Rbi e 115 Ops+. Una sentenza che non scende sotto i 32 home run dal 2011.

A caccia di rivincite Domingo Santana, chiuso ai Brewers dalla breakout season di Aguilar a dall’appeal generato da Cain e Yelich ma fruttuoso nel mese di Settembre con 24 apparizioni al piatto a .409/.458/.909. Marco Gonzales, Yusei Kikuchi, LeBlanc (tutti mancini) e i destri Leake ed Hernandez compongono la rotazione, col rilievo Roenis Elias e il top prospect Justus Sheffield da tener d’occhio in futuro come starter.

King felix è la leggenda, futuro hall of famer e vincitore di Cy Young, ma i 28M annui cominciano a pesare in base alle medie in crollo verticale nelle ultime tre stagioni che hanno contribuito al mediocre rendimento dell’intero reparto. Retrocederlo a rilievo lungo non sarebbe una cattiva idea. Strickland, ex Giants imprescindibile closer, Gearrin, Altavilla, Brandon Brennan, Rosscup, Bradford, Matt Festa, il lungo mancino Elias e Nick Rumblelow, action man in Giappone, compongono il dignitoso bullpen che si è difeso egregiamente in passato.

Bruce, Leak, Encarnacion e il nuovo lanciatore da San Francisco rappresentano l’esperienza e le certezze ai quali cedere le redini negli incontri decisivi se in estate Seattle sarà contender oppure figurano come merce di scambio in deadline per giovani prospetti futuri. Haniger (28), Santana (26), Healy (27), Gonzales (27) e Kikuchi (27) sono invece l’ossatura e il nucleo principale attorno ai quali far crescere i top prospect JP Crawford, 23enne interbase e jolly da seconda e terza, Evan White e Kyle Lewis, entrambi former first rounder prima base ed esterno designato e Jarred Kelenic, esterno centro primo giro Mets la scorsa stagione.

Nella trade per Paxton da tenere inoltre d’occhio, oltre al già citato Sheffield, 27° per Baseball America come profilo futuro, anche Eric Swanson dalle ottime referenze in Class A. Sono loro il motivo della rebuilding di Jerry Dipoto, che lascia allo skipper Scott Servais un cardine prioritario, dei veterani da rivalutare e giovani dalle alte potenzialità!

Essere underdog nei pronostici e non aver nulla da perdere visto il mercato al ribasso potrebbe tirare fuori l’orgoglio dei Mariners e trasformarli nella rivelazione stagionale, stile Rays e A’s 2018; ci teniamo larghi tra le 75 e le 90 W.

Los Angeles Angels

Il contratto a Mike Trout (430M), l’estensione a Justin Upton, un farm system qualitativamente migliorato e acquisizioni di esperienza mettono gli Angels su un gradino più alto rispetto al recente passato e ci consentono di pronosticarli in lotta per un posto in wild card e un record superiore al 50% sulle 85/90 vittorie.

Inoltre, nonostante una serie di contratti esagerati, possono ritenersi una franchigia flessibile nei tempi a venire in base agli accordi firmati. Oltre alle due stelle nominate e rinnovate, col secondo purtroppo out per due mesi (piede), vediamo infatti come ad esempio i 28M e più per la leggenda Pujols termineranno nel 2022 e solo Andrelton Simmons e Zack Cozart hanno garanzie per la prossima stagione. Tutti gli altri andranno in arbitration eligible e cost-controlled o saranno free agent a fine 2019. Il rookie of the year e stella nipponica Ohtani lo diventerà nel 2023.

La rivoluzione al lancio comprende gli addii di Garrett Richards, Blake Parker, Matt Shoemaker e Jim Johnson, sostituiti con Matt Harvey e Trevor Cahill, che completeranno la rotazione di coach Ausmus (primo anno del millennio senza Mike Scioscia) insieme a Skaggs, Pena e Stratton.

Un reparto sempre in difficoltà, nel quale mancherà il miglior starting pitcher presumibilmente designated hitter stagionale a causa dei cronici problemi al braccio, viene dunque incrementato di un ex candidato Cy Young come Harvey, anch’egli con acciacchi vari (torace) che ne hanno limitato il rendimento a 185 inning nel 2016 e 2017.

Jonathan Lucroy è il nuovo catcher (Smith l’alternativa), Tommy La Stella, jolly dell’infield, è l’ottima aggiunta dai Cubs per 1.35M annuali, Justin Bour a 2.5M dai Phillies è il nuovo prima base e Cody Allen il closer; per lui 8.5M con la speranza che il brutto rendimento del 2018 in maglia Indians sia stato una casualità e che ritorni ai fasti del passato. Completano il reparto Anderson, Bedrosian, Robles, Ramirez, Buttrey, Bard e Garcia.

Parlavamo del farm system e di quanto sia progredito grazie al lavoro fra gli altri di Billy Eppler, che permette oggi alla franchigia californiana di poter contare su numerosi top prospect da lanciare quanto prima, come Keith Law, Jahmai Jones, Griffin Canning, Jose Suarez ma soprattutto Jo Adell, atteso da tutti come futura stella, pure se attualmente out per infortunio.

Mike Trout ha rinnovato forse anche grazie al roseo futuro di questi ragazzi. Le incertezze, non poche, riguardano il rendimento sul monte, sia dei partenti che dei rilievi, ma analizzando le avversarie di seconda fascia possiamo notare come forse Skaggs e Heaney (in DL per 10 giorni) tra gli starter diano maggiori garanzie rispetto a ciò su cui possono contare Oakland e Seattle per esempio mentre Allen e Bedrosian negli inning finali non sono secondi a nessuno. L’ordine dei battitori è ancora di grandissimo valore.

Texas Rangers

Di poco sopra le 70 W il bilancio negativo dei Rangers 2018, nel quale la ricostruzione prevista a tempo debito non ha apportato miglioramenti, una delle peggiori rotazioni dell’intera lega ha creato molti disagi nell’organizzazione difensiva, il bullpen è risultato povero e l’offensive zone, a parte qualche home run hitter, non ha avuto nessuno sopra il .270!

Guardando ad oggi in questo reparto potremmo trovare progressi solo grazie a Joey Gallo, battitore di contatto da 40 hr e al giovane Ronald Guzman, che sarà presente a tempo pieno. Delino DeShields e Shin-Soo Choo si giocheranno lo spot da leadoff rimanendo lo stesso nello starting lineup anche in caso contrario, col secondo opzione anche da DH esterno centro a .265 e 20 fuori campo.

Mazara e Odor sono nomi giovani in big league da poco tempo, ricchi di potenziale da 20 home run ciascuno. Cabrera è il terza base, Andrus e Forsythe gli shortstop, Mathis e Kiner-Falefa i catcher. Tra i partenti giunti Edinson Volquez, Lance Lynn, Shelby Miller, nessuno dei quali ha lasciato grandi ricordi nell’ultima stagione, e Drew Smyly, unico nome in ascesa arresosi però a numerosi infortuni al braccio. Mike Minor ha inoltre dimostrato di saper lanciare meglio in altri ballpark che in quello casalingo.

Anche l’insicurezza del bullpen mette ansia, col vecchio Jesse Chavez rientrato dai Cubs, Kelley, Martin, Gomez, Springs, Bird e Dowdy a rappresentare inconsistenza e pochezza; Jose Leclerc, unico talento in grado di chiudere i match, grazie alla vivace fastball che lo caratterizza, non può però contare su setup affidabili che dovrebbero far arrivare la vittoria nelle sue mani.

Connor Sadzeck e la sua mostruosa fast a 97 mph, se riuscisse a controllarla meglio potrebbe essere un’aggiunta interessante a stagione avviata. Speriamo di sbagliarci ma un team ad oggi senza identità e con problemi sul monte troppo grossi per essere migliorati subito, con acquisti anch’essi reduci da fallimenti personali, pensiamo abbia da evitare l’ultimo posto in AL come unico obiettivo stagionale.

Post By Lucio Di Loreto (117 Posts)

"Malato" di sport a stelle e strisce dagli anni 80! Folgorato dai Bills di Thurman Thomas e Jim Kelly, dal Run TMC e Kevin Johnson, dai lanci di Fernando Valenzuela e dal "fulmine finlandese". Sfegatato Yankees, Packers, Ravens, Spurs e della tradizione canadese dell'hockey.

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