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Passato da pochi giorni il break per l’All-Star game, si mette in moto la seconda parte di stagione. Tra squadre che puntano ai playoff ed altre che invece cercheranno di finire le loro stagioni in modo non proprio tragico gli scenari sono vari.

Se in molte division ci sono squadre che sono lanciatissime verso la postseason ed inanellano vittorie una dietro l’altra, non si può dire lo stesso della AL Central, che offre 4 squadre racchiuse in cinque partite ma nessuna di esse è sopra le 50 W quando abbiamo, ad esempio, Houston a 63 e i Dodgers a 65.

A guidare la classifica ci sono i Cleveland Indians, con un record di 48-44, i quali sono seguiti a breve distanza da Minnesota (47-46), Kansas City (45-47) e Detroit (43-49): questi ultimi, però, non paiono essere convinti della loro forza e la cessione del loro esterno J.D. Martinez ad Arizona è chiaro simbolo che si sentono più seller che contender.

Il focus odierno, però, è sulla squadra seconda in classifica, i Twins: questi sono nel bel mezzo di una stagione impensabile, sia per il record in sé stesso sia perché le 47 vittorie finora ottenute sono molto vicine alle 59 della scorsa stagione. Di tutta la scorsa stagione.

Cosa è cambiato rispetto al 2016?

La rotazione si ripropone quasi intatta, con i vari Erwin Santana, Kyle Gibson, Hector Santiago, Jose Berrios e Phil Hughes ancora in squadra e la sola introduzione del giovane Adalberto Mejia, giunto a Minneapolis da San Francisco nella trade Nunez.

Di tutti questi, come già detto altrove (link top pitchers), Santana sta avendo una stagione da All-Star con una ERA di 2.99 e un controllo dei propri lanci mai avuto in carriera. Un discorso simile vale per  Berrios, il quale ha trovato una ottima stabilità dopo un pessimo 2016, mentre gli altri nomi non eccellono e mantengono una ERA almeno superiore a 4 (Mejia) e 5.50 (tutti gli altri).

Altri miglioramenti importanti vengono dal closer, Brandon Kintzler, anche lui alla migliore stagione della carriera con una ERA di 2.18 e 26 salvezze convertite su 29 opportunità.

Passando al box di battuta la situazione è originale, in quanto ad oggi le statistiche sono praticamente le stesse di tutto il 2016.

L’unico investimento degno di questo nome fatto dai Twins nella passata offseason è stato il catcher Jason Castro, arrivato da Houston con a carico un triennale da 24,5 milioni di dollari. Che questi non fosse uno dei ricevitori più offensivi della lega era cosa nota, ed infatti questi sta battendo con una media di .218, molto simile a quella delle ultime tre stagioni in Texas (ma molto più bassa rispetto al precedente catcher di Minnesota, Kurt Suzuki), ma con molte basi su ball che lo hanno portato ad avere già 1.4 WAR.

A fronte del calo in questa posizione si trova un netto miglioramento di molti altri giocatori rispetto alla passata stagione: si va dalla resurrezione del 34enne 1B Joe Mauer, all’esplosione di potenza del 3B Miguel Sano che ha già battuto 22 home run, fino ad una ennesima buona stagione, quella del LF Eddie Rosario.

Playoff, dunque? Con calma, prego. Innanzi tutto le possibilità non sono poche, sia perché la seconda wild card al momento in possesso degli Yankees è distante solo una partita e mezza, sia perché anche la stessa Cleveland dista, come detto, anche lei 1.5 partite.

Il discorso è diverso se si guarda il talento medio, che è ovviamente più alto in altri lidi; se però i Twins continueranno su questa strada, troveranno un minimo di supporto dai lanciatori e sfrutteranno a dovere le tante abbordabili sfide divisionali, allora ci saranno delle possibilità.

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Andrea Cornaglia, classe ’86, profonda provincia cuneese, si interessa al football dal 2006, prendendo poi un’imbarcata per il mondo dei college dal 2010: da lì in poi è un crescendo di attrazione, inversamente proporzionale al numero di ore dormite al sabato notte

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