L’All-Star Game di luglio, storicamente, è l’occasione per tirare le fila di quanto successo nella prima metà di stagione: sorprese, delusioni, conferme e tanto spettacolo ci hanno fatto compagnia tre mesi abbondanti di baseball.

Anche per noi di Playitusa l’occasione è propizia per parlare di chi si è distinto in questa prima parte di annata: attraverso alcuni articoli che andremo a sviluppare nei prossimi giorni, vedremo chi più si è fatto notare. Si andrà dagli hitters, categoria odierna, ai lanciatori, ai giovani.

TOP HITTERS

Aaron Judge (RF, New York Yankees)

Si parte dalla sensazione dell’anno: Aaron Judge sta semplicemente spaccando la pallina da inizio stagione, la prima a tempo pieno in MLB. Nel 2016 era stato promosso e aveva giocato 27 partite ma nulla lasciava presagire una tale esplosione. Ecco alcuni suoi dati:

  • 3rd in AL in BA (.330)
  • 1st in AL in HR (30)
  • 2nd in AL in RBI (66)
  • 1st in AL in R (75)
  • 1st in AL in BB (59)
  • 1st in AL in SLG (.701)
  • 1st in AL in OPS (1.149)

Tutto molto impressionante per un ragazzo che non è più giovanissimo (25 anni) ma che sta avendo una delle migliori stagioni da rookie che la storia ricordi. Purtroppo gli Yankees hanno avuto un pessimo giugno che li ha allontanati dai leader divisionali Red Sox, ma se i lanciatori troveranno nuovamente un buon stato di forma allora le cose potrebbero mischiarsi di nuovo.

Paul Goldschmidt (1B, Arizona Diamondbacks)

Se Arizona sta vivendo la propria miglior stagione dal 2011 a questa parte, buona parte del merito va ad una rotazione eccezionale: Zack Greinke, Robbie Ray, Taijuan Walker e Zach Godley e Randall Delgado hanno infatti tutti una ERA inferiore a 3.50. Ma anche le prestazioni dei battitori sono da meno e, anche se sarebbero da menzionare le prestazioni di Jake Lamb e Chris Owings, la faccia migliore è quella di Paul Goldschmidt, il quale a 29 anni è appena stato convocato per il suo quinto All-Star Game ed è in linea per la miglior stagione in termini numerici della sua carriera. Ecco i suoi numeri:

  • 9th in NL in BA (.313)
  • 8th in NL in HR (20)
  • 2nd in NL in RBI (67)
  • 1st in NL in R (73)
  • 3rd in NL in BB (56)
  • 7th in NL in SB (13)
  • 5th in NL in SLG (.584)
  • 3rd in NL in OPS (1.013)

Con la presenza di Arizona, Colorado e LA Dodgers, la NL West è una division iper-competitiva, con tre squadre ad avere un record positivo, quando le altre due della National ne hanno appena una.

Joey Votto (1B, Cincinnati Reds)

Piano a dare per morto il nostro canadese! Dopo un 2014 che faceva pensare a un declino del prima base di Cincinnati, Votto si è ripreso con due buone stagioni ma in questo 2017 è esploso ancora una volta, ed è in linea per battere alcuni dei suoi già impressionanti record:

  • 7th in NL in BA (.315)
  • 1st in NL in HR (25)
  • 5th in NL in RBI (64)
  • 4th in NL in R (64)
  • 1st in NL in BB (60)
  • 1st in NL in SLG (.627)
  • 1st in NL in OPS (1.053)

Votto è il solito cagnaccio da affrontare, paziente e gran valutatore di lanci, ed il gran numero di BB sta a dimostrarlo. Ma basta che il lanciatore commetta un piccolo errore e subito viene punito. Ciononostante, Cincinnati continua il trend negativo e langue in fondo alla già deludente NL Central, senza speranze di risalita a breve termine.

Bryce Harper (RF, Washington Nationals)

Pur in una NL East derelitta e priva di ostacoli (nemmeno i Mets martoriati dagli infortuni possono in questa stagione fare qualcosa) i Nationals mettono in mostra individualità a profusione (Scherzer, Strasburg e Gonzalez tra i lanciatori, Ryan Zimmermann, Daniel Murphy e altri tra i battitori) ma non possono prescindere dalla loro predestinata stella, che ha solo 24 anni ma oramai è alla sesta stagione in MLB.

  • 4th in NL in BA (.321)
  • 8th in NL in HR (20)
  • 5th in NL in RBI (64)
  • 3rd in NL in R (67)
  • 5th in NL in BB (54)
  • 4th in NL in SLG (.592)
  • 2nd in NL in OPS (1.017)

Sebbene non guidi in nessuna statistica, Harper è solido in ogni dove e possiede una carica agonistica che guida i propri compagni. Ora la parte complicata: i Nationals hanno recentemente sempre fatto delle grandi regular season salvo poi impantanarsi nel playoff. Riusciranno a sfatare la maledizione?

Jose Altuve (2B, Houston Astros)

15 partite di vantaggio sulla seconda dopo metà stagione è un margine di assoluta garanzia, ed è quanto gli Astros sono riusciti ad accumulare su Angels e compagnia, tutte con record negativo e ben al di sotto delle attese nel caso di Texas e Seattle. Tra i vari giocatori che svettano, non si può non nominare il più piccolo di essi, Jose Altuve, il quale unisce a grandi doti difensive anche un rendimento offensivo di livello.

  • 1st in AL in BA (.342)
  • 7th in AL in R (58)
  • 4th in AL in SB (18)
  • 4th in AL in OPS (.950)

In queste ultime stagioni, Houston si sta rifacendo dei recenti anni in tripla cifra di sconfitte, però adesso inizia ad essere oltremodo necessario un ulteriore passo: il talento per vincere una serie di playoff c’è, e magari anche per procedere molto in postseason, nonostante la presenza di alcune squadre leggermente più attrezzate.

 Charlie Blackmon (CF, Colorado Rockies)

Tutte le squadre finora analizzate attraverso i loro giocatori hanno rispettato, nel bene o nel male, le aspettative che si avevano su di esse: chi, invece, sta ricoprendo il ruolo di principale sorpresa sono i Rockies, i quali erano attesi a un 2017 interlocutorio ma che sono stati per un certo periodo la miglior squadra della NL e ora rientrano comunque ancora nelle migliori cinque. Tra i più performanti giocatori della squadra troviamo il barbuto Charlie Blackmon:

  • 5th in NL in BA (.320)
  • 2nd in NL in R (71)
  • 6th in NL in SLG (.579)
  • 8th in NL in OPS (.950)

Già nel 2016 Blackmon aveva mostrato importanti segni di una transizione da rapido esterno centro specializzato nel rubare basi a giocatore con una maggiore attenzione verso un approccio di potenza al box di battuta. Basti pensare che il suo record di HR è di 29 (ottenuto nella scorsa stagione) e che nel 2017 è già a 19, ottenuti nel 2014 ma in 154 partite. Al momento i Rockies hanno un notevole vantaggio sugli inseguitori per la Wild Card (va anche detto che sole 5 squadre in NL hanno un record positivo) ma attenzione a non abbassare la guardia.

Post By Cern (182 Posts)

Andrea Cornaglia, classe ’86, profonda provincia cuneese, si interessa al football dal 2006, prendendo poi un’imbarcata per il mondo dei college dal 2010: da lì in poi è un crescendo di attrazione, inversamente proporzionale al numero di ore dormite al sabato notte

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