Josè Alberto Pujols Alcantara noto a tutti col nome di Albert Pujols è diventato il nono giocatore nella storia MLB a colpire 600 homerun in carriera e lo ha fatto in grande stile con un grande slam homerun sabato 3 giugno contro i Minnesota Twins battendo fuoricampo un change-up basso ed interno lanciato da Santana.

Ne ha fatta di strada il ragazzone di Santo Domingo da quando il 2 aprile del 2001 debuttò nelle Majors giocando left fielder per dare spazio a Mark McGuire in prima base: il suo primo homerun risale alla notte del 4 aprile 2001 contro il lanciatore Armando Reynoso quando pareggiò temporaneamente la partita dei suoi Cardinals in trasferta contro i Diamondbacks.

Da quel momento in poi la sua carriera è stata oltre ogni possibile aspettativa, contando che fu scelto nel draft del 1999 al tredicesimo turno alla chiamata numero 402 che a posteriori può essere considerata visto i traguardi di Pujols la miglior chiamata della storia del baseball.

Prima nominato “Prince” Albert poi inseguito “King” Albert o The Machine, il battitore dominicano è sempre stato un giocatore completo, fenomenale al piatto ma anche eccelso in difesa in prima base, ottimo battitore di contatto con uno swing e una corporatura tale da farlo diventare un fuoricampista da 600 homeruns in carriera.

In poche parole il numero tre ideale per ogni lineup ma ora a 37 anni le cose sono un po’ cambiate: dopo avere vinto tutto ed avere dato tutto Pujols è un giocatore diverso, infatti i problemi seri alle cartilagini delle ginocchia lo hanno limitato molto sia in difesa (motivo in più per firmare con gli Angels viso il ruolo di DH disponibile) e al piatto dove il calo nella rapidità di swing gli ha fatto calare anche la media in battuta.

Ma nonostante tutto sta continuando a tenere medie discrete in battuta mentre gli HR e gli RBI restano sempre nell’élite MLB fornendo a Mike Trout un ottima “protezione” battendo dietro di lui come numero 4 del lineup; la posizione numero 4 di clean up a Pujols è nuova visto che per tutta la sua carriera All Star game compresi è stato sempre il numero 3.

Ora con la sua media in calo è la posizione già adatta per lui dove con uomini in base riesce ancora a essere un battitore più che temibile, chiedere a Ervin Santana che a basi piene non posizionando perfettamente un change up ha concesso 4 punti con una sola battuta.

Lo slugger dominicano indubbiamente sarà eletto in hall of fame con il 100% dei voti a favore ( sperando ovviamente che non ci sia un giudice malato di protagonismo come nel caso di Greg Maddux ) e i traguardi personali che può raggiungere in carriera sono ancora eccezionali.

Il traguardo più vicino è quello delle 3000 battute valide in carriera essendo ora a 2876, poi nel mirino ci saranno due record importantissimi: il primo, che è il più ” semplice ” dei due, cioè quello di Hank Aaron dei 2297 RBI in carriera, visto che le sue medie e i già 1859 c’è una legittima chance che giocando 2-3 anni ce la possa fare.

Poi c’è il più complicato e anche il più importante quello dei 762 Homeruns di Barry Bonds, record si alla sua portata ma servirà giocare almeno altri 4-5 anni, ed è lui l’unico giocatore in attività in grado di avere una chance di battere questo record visto che Alex Rodriguez si è ritirato e dietro di lui in classifica non si vede nessun’altro con dei numeri tali da impensierire il record dell’ex esterno di Pirates e Giants.

Comunque si concluderà la sua carriera, sarà ricordato come il più grande giocatore di quest’era e forse della storia del baseball oltre che un grande uomo fuori dal campo dove nonostante il successo che ha avuto e che ancora ha trova il tempo per passare le giornate dove non si allena o gioca con bambini affetti da malattie mentali.

Post By albertomanf (36 Posts)

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