Gli Houston Astros dopo tante stagioni deludenti ai piedi della MLB sono stati in grado di draftare giocatori di ottimo livello come Altuve, Springer, Keuchel e McCullers.

Due anni fa la stagione dell esplosione quando arrivarono a un passo dall’eliminare quelli che sarebbero diventati i campioni del mondo dei Kansas City Royals e il livello sembra tornato quello soprattutto nelle ultime partite dopo essere stati reduci da un inizio non brillante.

Questa squadra ha molti punti di forza, uno sicuramente il lineup, molto completo visto che possiede sia battitori di contatto come Altuve, Aoki e Gurriel sia battitori di potenza come Gattis, McCann, Reddick e Beltran. Questo perfetto bilanciamento è valso finora il terzo posto nella MLB come media in battuta e il nono come punti segnati, segnale di conferma delle alte attese d’inizio stagione.

Impressionanti gli avvii di stagione al piatto di Reddick che sta avendo una media di 281 (molto più alta di quella che ha avuto nelle ultime stagioni) e di Marwin Gonzalez che oltre a essere un jolly difensivo ha già battuto 9 HR con una media di 271.

Per quanto riguarda il pitching staff la stella di Kuechel è tornata a splendere nei cieli di Houston e la chiave del suo successo è un command su tutti i lanci a dir poco invidiabile visto che a differenza di molti pitcher della nuova generazione lui non è un power pitcher con una fastball dal 95 mph o più ma un location pitcher con una fast dalle 89 alle 91 mph.

Il resto della rotazione vede McCullers e Morton su discreti livelli che risultano buoni visto il run support che ogni partita l’attacco gli da mentre Fiers e Musgrove devono trovare ritmo visto il pessimo inizio, soprattutto il pitcher ex Brewers che sbagliando location spesso concede visto la sua poca velocità nei suoi lanci tantissimi homerun.

Il bullpen anch’esso va a corrente alternata visto che Devenski, Harris, Peackock e Feliz vengono da un ottimo avvio di stagione mentre Sipp, Gregerson, Gustave e il closer Giles hanno iniziato con una ERA decisamente alta.

L’intero pitching staff degli Astros oltre ad avere dietro di sè una grande difesa ha dimostrato ampiamente di poter eliminare i battitori al piatto essendo primi nella MLB come strikeouts messi a segno. Tutto questo ha dato origine al miglior inizio nelle prime 34 partite di tutta la storia della franchigia con un record di 23-11 e ottimi propositi per il resto del campionato.

 

Post By albertomanf (35 Posts)

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6 thoughts on “Houston Astros: i texani cominciano ad ingranare

  1. Gli Astros sono partiti bene quest’anno, forse memori del pessimo avvio di stagione 2016 che poi li costrinse a rincorrere inutilmente. Da queste prime partite appaiono forti, profondi, giovani. Personalmente ritengo che il monte di lancio avrebbe bisogno di un altro partente veramente forte per puntare a qualcosa di consistente. Tuttavia la vicenda Astros mostra come il sistema USA di perdere per un certo periodo di tempo e intanto ricostruire funziona. Certo bisogna saper scegliere bene e gestire, ma qualche anno fa Houston perse più di 100 partite, nel frattempo ha ammassato scelte e diverse di queste, Altuve, Correa, Springers, ecc. si stanno facendo apprezzare per consistenza e solidità.

    • Seguo gli Astros da una vita, e non è proprio così.
      Se mai, gli Astros di oggi sono la dimostrazione che nello sport americano il front office fa la tutta la differenza del mondo.
      Dopo aver sfiorato le ws con i Biggio e Clemens, quel modo di pensare, culminato con la trade per Carlos Lee, li ha portati nel baratro e condannati ad anni di mediocrità.
      Un cambio a 180 gradi su come si fanno le cose lì ha portati ad essere quello che sono ora.

  2. Sono anche io tifoso degli Astros. Mi riferivo in tono generale, anche i 76ers hanno accumulato talento in maniera spropositata e nonostante si giochi in 5 a basket sono almeno 4 anni che non mettono in campo un quintetto decente. E’ evidente, concordo con te, che il cambio di gestione e una politica oculata e seria ha cambiato rotta, ma parte tutto dalla possibilità di farlo: negli sport USA se decidi di perdere e ricostruire ti viene concesso di farlo in un sistema di scelte che agevola ciò. Poi, va da sè, bisogna saper scegliere, sapere ricostruire, saper firmare giocatori di esperienza da affiancare ai giovani, ecc. Io sono particolarmente contento della realtà attuale e mi sembra che questa situazione sia frutto di una scelta: perdiamo, accumuliamo scelte e creiamo un nucleo in divenire sul quale innestiamo giocatori da freeagent. Certo, anche negli sport USA puoi trovarti in realtà di mezzo come si sono trovati gli stessi Astros: sei hai Biggio, Lance Bergman e qualche altro giocatore buono e nel 2005 sei alle World Series credo che sia normale che provi a fare altro, ma quando decidi di ricostruire lo puoi fare in un contesto che punta a dare opportunità a tutti non solo ai grandi club coi soldi, che pure in USA ci sono.

  3. Già, ma mai come nel baseball é necessario ragionare nel lungo periodo.
    Non sono tanto le scelte alte, quanto le scelte oculate, la gestione della farm, le trade sensate. In queste cose gli Astros sono passati tipo da ultimi a primi, tale é stato il cambio di rotta.

    • Sì, hai ragione, ma nei miei due interventi ho ripetuto la cosa anche io.
      Mi pare chiaro che se ci vado io a scegliere giocatori per qualsiasi squadra anche con 10 prime scelte di fila riuscirei a fare un disastro e non mettere in campo nessuna squadra decente. Senza gente capace e un sistema serio non vai da nessuna parte. Tuttavia è possibile che anche io, scegliendo male, possa imbroccare in un fenomeno e dare cmq una possibilità alla squadra di crescere: questo, estremizzando, credo sia il bello(e ciò che puntavo a rimarcare)del sistema sport USA, nel calcio, banalmente, il fenomeno eccezionale finirà poi sempre a vestire la maglia dei più forti. C’è uno spirito di (ri)equilibrio, di puntare ad una competizione verso l’alto, di dare appunto possibilità a tutti i team di competere che in altri sport non esiste: hai i soldi? puoi vincere, non ce li hai? se hai culo il giocatore bravo vestirà la tua maglia 1/2 anni (se lo hai scoperto)poi se lo papperà la squadra coi soldi. Ora non è che in USA non ci siano team più ricchi o più capaci di attrarre fenomeni, ma il sistema delle scelte(con un front office capace)dà una possibilità concreta e su un raggio di tempo più lungo per provare a vincere. Tutto qui. A me affascina questo sistema e lo trovo molto più giusto, più competitivo di quello del calcio-per riferirsi a sport a squadra dove girano tanti soldi – dove(non solo in Italia dove ciò è palese e indiscutibile vincono sempre le solite 3 squadre)vincono più o meno sempre i soliti.

  4. Certo, concordo che il sistema permette di agire ad un front office bravo.
    Rimarcavo il fatto che all’interno di quel sistema c’è comunque chi ricostruisce per sempre e chi compete da vent’anni.
    Detto questo, Devo regna.

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