Le così tanto attese World Series sono finalmente arrivate, ed a giocarle sono due squadre che con successi e gloria hanno storicamente un rapporto piuttosto conflittuale: i Cleveland Indians non vincono il titolo dal 1948 e non giocano le finali dal 1954 mentre di Chicago Cubs, maledizioni e capre sappiamo ormai tutto, con l’ultimo titolo arrivato più di un secolo fa (1908) e l’ultima vittoria in National League datata 1945. Si inizia nell’Ohio, con gli Indians che vorrebbero fare il paio con il recente titolo NBA dei Cavaliers che ha rotto un digiuno di 65 anni di qualsiasi franchigia della città in qualsiasi sport professionistico e schierano quello che è forse il loro miglior partente, Corey Kluber, che finora in questa postseason non ha concesso punti in due delle tre partite giocate. I Cubs vi contrappongono l’esperienza di Jon Lester, anche lui impegnato in tre occasioni finora con solo 2 R concesse in totale e schierano come DH Kyle Schwarber, recuperato in extremis da un infortunio ai legamenti del ginocchio che lo aveva tenuto fuori per tutta la stagione.

L’atmosfera al Progressive Field è ovviamente elettrica e Kluber contribuisce a scaldarla ancor di più, con un primo inning pulito condito da due K su Dexter Fowler e Kris Bryant. Dall’altra parte, invece, Lester elimina Rajai Davis e Jason Kipnis, poi però si blocca e concede un singolo a Francisco Lindor e due basi su ball a Mike Napoli e Carlos Santana a riempire le basi: tocca a Jose Ramirez segnare il primo punto per la propria squadra, con un cortissimo infield single che nessuno riesce a maneggiare, seguito da Brandon Guyer, che viene colpito sul piede da un lancio di Lester. Dopo il primo inning, quindi, gli Indians conducono 2-0. Kluber continua il suo personalissimo show negli inning successivi, concedendo un paio di valide ma ottenendo anche molti K, esattamente 8 nei primi 3 inning.
Anche Lester si riprende con forza dal pallido primo inning ed il punteggio rimane invariato senza emozioni fino alla parte bassa del 4° inning, quando il C di Cleveland Roberto Perez incoccia splendidamente un lancio del lanciatore avversario e lo manda sugli spalti per l’HR del 3-0 e per l’entusiasmo del pubblico casalingo. Lester arriverà poi al sesto inning prima di essere rilevato da Pedro Strop, mentre Kluber nel settimo concede un singolo a Ben Zobrist prima di lasciare il posto ad Andrew Miller, il quale però arriva fino a riempire le basi con zero out con una BB a Schwarber ed un singolo di Javier Baez: da qui in poi il rilievo ex (tra gli altri) di Yankees e Red Sox si riscopre dominante ed elimina di seguito Willson Contreras, Addison Russell e David Ross, mantenendo la sua ERA in postseason a 0.00. Anche Strop, Travis Wood e Justin Grimm portano a casa il settimo inning senza danni per i Cubs mentre Miller nella parte alta dell’ottavo mette un paio di uomini in base ma si salva senza patemi.
È la parte bassa dell’ottavo a spaccare in maniera definitiva: Grimm concede una base su ball a Guyer e un singolo a Lonnie Chisenhall. Il manager Joe Maddon prova a salvare la situazione inserendo sul monte Hector Rondon, ma il lanciatore venezuelano concede il secondo HR della serata a Perez, e questo porta il risultato sul 6-0, che poi sarà anche il finale dopo il nono inning intonso di Cody Allen. Interessante notare che Perez abbia messo a segno in postseason lo stesso numero di HR (3) che aveva battuto in tutta la RS, che nella sua carriera mai avesse avuto una partita con più HR e che gli unici altri due Indians a colpire più HR in postseason sono stati Manny Ramirez e Jim Thome: non ha scelto il palcoscenico sbagliato per farsi notare.

Il compito dei due manager sarà ora quello di resettare quanto successo in questa gara 1 e presentarsi tra poche ore tirati a lucido per la seconda sfida, anticipata tra l’altro di un’ora (primo lancio all’1.08 italiana) per timori di maltempo: i Cubs schiereranno Jake Arrieta, tanto performante in regular season quanto in difficoltà nelle due sfide finora affrontate in postseason, mentre gli Indians si affideranno a Trevor Bauer, che finora ha avuto un mese di ottobre travagliato: feritosi a una mano con un drone, il lanciatore californiano dovette lasciare la sfida contro Boston dopo nemmeno un inning ma pare aver recuperato per questa importantissima partita.

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Andrea Cornaglia, classe '86, profonda provincia cuneese, si interessa al football dal 2006, prendendo poi un'imbarcata per il mondo dei college dal 2010: da lì in poi è un crescendo di attrazione, inversamente proporzionale al numero di ore dormite al sabato notte

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One thought on “Indians sul piede di guerra: a loro Gara-1!

  1. ” i Cleveland Indians non vincono il titolo dal 1948 e non giocano le finali dal 1954″ nel 1995 e nel 1997 dove erano gli indians? sulle finali di tressette non metterei la mano sul fuoco ma sono piuttosto sicuro per quanto riguarda le WS :)

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