Ebbene sì. Dopo 8 stagioni di astinenza gli Indians sono a 11 vittorie dal ritorno ufficiale sul trono della AL Central. Dopo l’epica rimonta dei Cavaliers nelle Finals NBA che ha posto fine alla maledizione, erano in molti a pensare che per tornare a gioire a Cleveland si dovesse aspettare l’arrivo dell’autunno.

Invece la tribù ha sorpreso tutti traendo vantaggio dal calo di Royals e Tigers rispetto alle scorse annate, degli White Sox che con l’arrivo dell’estate si sono sciolti come un ghiacciolo e dei terribili Twins, contro cui gli Indians sono curiosamente 10-9 mentre hanno vinto in 11 occasioni su 12 con i Tigers.

Fino a metà maggio la tribù flirtava col 50% mentre Chicago stava sorprendentemente dominando la division. Poi qualcosa è scattato. Uno spettacolare mese di Giugno da 22 vittorie, di cui 13 consecutive, ha proiettato Francona in cima alla Central con una forbice di 14 gare.

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Da lì in poi solo Detroit ha insidiato gli Indians andando a -4 ad inizio Agosto. Le successive 5 sconfitte consecutive di Cabrera e compagni hanno però allontanato nuovamente le 2 franchigie.

Nel 2015 a questo punto della stagione Cleveland aveva 10 vittorie in meno ed era virtualmente fuori dal discorso playoff, oggi il titolo divisionale che manca dal 2007 sembra cosa ormai fatta nonostante ci siano ancora 7 incontri da giocare con i rivali della Motown.

Il merito di questo step decisivo va dato alle poche ma mirate modifiche di Chernoff e compagnia; l’acquisto di Mike Napoli ha permesso a Carlos Santana di occuparsi del ruolo di DH a tempo pieno, posizione che era stata terra di molti e di nessuno nel 2015. Inoltre l’ex Red Sox a 34 anni ha tirato fuori una delle sue migliori regular season con record di fuoricampo ed RBI, rispettivamente a quota 33 e 94 con la possibilità di crescere ancora.

Nel bullpen ha strapagato il rischio preso con Otero dopo il suo pessimo 2015 con gli A’s; .219 di media concessa in 63 inning per il nativo di Miami con un ERA di 1.56. Alla deadline è poi arrivata la ciliegina sulla torta; direttamente dal Bronx, in cambio di 4 giocatori, è arrivato Andrew Miller. Il mancino che serviva a Terry Francona potrebbe risultare decisivo nei playoff affiancato a Brian Shaw e Dan Otero, con Cody Allen ad occuparsi del nono. Certamente uno dei ‘pen più temibili della lega, secondo in WAR solo a quello degli Orioles.

Sembrava servire inoltre qualcosa di più sostanzioso dei giovani Urshela e Ramirez in terza. Uribe sembrava la mossa giusta con il grande apporto di esperienza. Tuttavia il 37 enne in 260 apparizioni nel box ha messo assieme una misera slash line: .206/.259/.332. Dal primo agosto è cosi tornato fisso Jose Ramirez che in precedenza aveva anche fatto gli straordinari come LF. Lo switch hitter è esploso definitivamente nella sua quarta stagione in MLB battendo oltre quota .300 sia contro i destri che contro i mancini e avrà un ruolo determinante nei playoff.

La rotazione è rimasta la stessa con Josh Tomlin che si è guadagnato uno spot fisso scavalcando Cody Anderson. Kluber è sceso attorno al 3 di ERA ed ha invertito il suo record dal 9-16 del 2015 al 16-9 di quest’anno, complice il miglior rendimento dell’attacco durante le sue uscite ( 3.35 PPG nel 2015, 5.07 nel 2016). Bauer, Carrasco, Tomlin e Salazar hanno tutti un record positivo e rappresentano probabilmente la rotazione più forte della AL con una slash line avversaria di .246/.302/.420. Da sottolineare poi che nella postseason almeno uno di loro, probabilmente Tomlin, andrà a fare da rilievo rafforzando ulteriormente il reparto.

Anche il middle infield è rimasto invariato con Kipnis e Lindor rispettivamente secondo e terzo del lineup.

Non è andato tutto rose e fiori dato che ci sono stati gli infortuni di Michael Brantley e Yan Gomes da fronteggiare. Dietro al piatto Roberto Perez ha compensato bene difensivamente, ma molto meno nel box di battuta e i numeri di Gomes non erano esattamente inarrivabili prima del suo infortunio. C’è stata poi l’opzione Gimenez, con caratteristiche esattamente opposte, quando anche Perez si è infortunato al pollice. A 20 giorni dai playoff questo, assieme a quello di LF, sembra essere l’unico spot con un ballottaggio per Francona nelle ALDS.

In campo esterno appunto, oltre al già citato Ramirez, Rajai Davis ha preso le veci di Brantley. Con le sue 37 basi rubate a 35 anni Davis ha inoltre conteso il ruolo di leadoff a Santana nonostante la sua bassa OBP. Davis potrebbe quindi avere le sue chance nei playoff. Da non sottovalutare però l’esperienza di Coco Crisp, arrivato anche lui alla Deadline. Alternative meno probabili quelle di Guyer e Martinez entrambi con troppi pochi AB per poter essere giudicati.

Facendo un recap, il 25 man roster per la postseason dovrebbe avere più o meno queste sembianze:

STARTERS: Corey Kluber, Carlos Carrasco, Danny Salazar, Trevor Bauer, Josh Tomlin

BULLPEN: Cody Allen (closer), Bryan Shaw, Andrew Miller (LHP), Dan Otero, Zach McCallister, Kyle Crockett (LHP), Jeff Manship, Mike Clevinger.

C:  Roberto Perez e Yan Gomes

1B/DH: Mike Napoli, Carlos Santana

2B: Jason Kipnis

SS: Francisco Lindor

3B: Jose Ramirez

OF: Lonnie Chisenhall, Tayler Naquin, Rajai Davis, Coco Crisp

UT: Michael Martinez

Anche se è ancora presto vista la situazione nella AL East, ad oggi i Red Sox sarebbero gli avversari nelle ALDS. Il record di stagione pende dal lato di Fenway Park per 4-2, ma ciò che più preoccuperebbe in questa eventualità sarebbe il lineup mortale di Boston, determinato a portare il suo “papi” sul tetto del mondo per l’ultima volta. La tribù ha comunque ancora la possibilità di riprendere i Rangers per il miglior record della AL distante 3 partite. Ciò permetterebbe di affrontare una Wild card nelle Division Series.

Prima di pensare ai possibili roster e accoppiamenti per i playoff però, Francona farà bene a tenere la sua squadra sul pezzo in vista della serie in cui ospiterà Detroit in questo weekend, crocevia della stagione per entrambi. Uno sweep subito ridurrebbe il vantaggio a 3 partite e potrebbe avere pesanti ripercussioni emotive. Un risultato opposto porterebbe Cleveland a un passo dalla division.

 

 

 

Post By matteos (42 Posts)

Appassionato fin dai 10 anni della cultura e dello sport USA dopo essermi innamorato del baseball avendolo giocato a scuola. Amo il playground per il basket con gli amici dove imito goffamente i movimenti dei miei idoli NBA. Sogno di vedere dal vivo almeno una partita di ognuna delle 4 franchigie a cui tengo che per ora posso seguire solo grazie a litri e litri di caffè. Non sopporto le persone che indossano canotte NBA e cappelli MLB o NFL senza sapere chi o cosa stiano indossando.

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