Venghino signori venghino, l’Antica Bottega Mariners riapre!

Il 28 settembre 2015 è iniziata, a Seattle, la nuova gestione della franchigia targata Jerry Dipoto, esule degli Angels e ansioso di rimettersi all’opera su un nuovo palcoscenico.

Jerry Dipoto, nuovo GM dei Mariners

Il nuovo General Manager, innanzitutto, ha deciso di spendere il suo futuro in un negozio che negli ultimi anni non è esattamente stato il più attraente della strada: l’ultima apparizione ai playoff dei Mariners risale al 2001 e solamente 5 delle successive 14 stagioni hanno visto la squadra arrivare ad un record positivo. Dipoto, però, da buon commerciante ha iniziato con un inventario delle rimanenze della vecchia gestione, e sugli scaffali non ha trovato brutta merce: Nelson Cruz, Robinson Cano, Kyle Seager e Felix Hernandez sono infatti pezzi pregiati che il GM ha preso come pietre angolari del proprio progetto, unitamente ad Hisashi Iwakuma, rifirmato per una ulteriore stagione. Ad essi, in vista della riapertura, sono stati aggiunti molti nuovi articoli, tra cui il closer Steve Cishek, il partente Wade Miley (che Dipoto draftò 8 anni fa, quando si occupava dello scouting ad Arizona) ed il CF Leonys Martin, preso dai rivali divisionali Rangers, molto in ottica di un rafforzamento dei due settori più deboli della squadra, i rilievi e la difesa. Anche il commesso del negozio è cambiato ed è arrivato da Los Angeles un coach nuovo di pacca, alla prima esperienza in questo ruolo: si tratta di Scott Servais, 48enne, che con gli Angels era assistente del GM, e quindi dello stesso Dipoto.

L’inizio dell’avventura non è stato dei migliori e nelle prime 8 partite (di cui 5 contro Texas) il record dei Mariners era un misero 2-6. Da lì in avanti, però, il negozio ha iniziato a carburare ed i clienti (a.k.a. le vittorie) sono arrivati copiosi, fino al record attuale di 20-13. A livello offensivo la squadra non eccelle in nessuna statistica né di media né di potenza ed è facile citare gli articoli più mainstream, quelli che si vendono da soli: si va da Cano, che ha una BA di .307 con già 12 HR e 33 RBI (SLG di .613, mai avuta in carriera), a Cruz, 5 HR e 17 RBI, a Seager, il quale a sua volta finora ha messo in mostra una potenza sconosciuta. Il bello è però andare a trovare gli articoli un po’ più nascosti, quelli che non si trovano sempre e non piacciono a tutti: i due che corrispondono a questo identikit sono Ketel Marte e Dae-Ho Lee. Il primo è uno SS dominicano di 22 anni, in MLB da agosto dello scorso anno, il quale si era già messo in buona mostra nella passata stagione ma che in questo 2016 sta battendo con una media di .303, con 1 HR e 10 RBI; il suo tallone d’Achille è però la difesa ed i suoi 6 errori lo pongono al secondo posto in questa poco edificante classifica. Il secondo è un prima base sudcoreano di 33 anni, appena arrivato in MLB con un Minor League Deal ma che ha impressionato in primavera tanto da guadagnarsi prima un posto nel roster a 25 come platoon di Adam Lind come 1B e poi trovando sempre più spazio come titolare andando avanti con le settimane: al momento batte .283 con 5 HR.

Passando al monte di lancio, si nota subito che qui il livello è più alto: mai in stagione la squadra ha subito più di 8 punti in una partita (2 volte) e per ben 19 volte, invece, ne ha subiti 3 o meno, con 2 shutout. Come si vede dalla seguente tabella, i partenti hanno buona parte in questo successo:

 

Tab01

 

Hernandez, ormai giunto alla dodicesima stagione alle porte del Canada, continua ad essere un ottimo primo lanciatore sebbene si noti, almeno per questo scorcio di stagione, una netta diminuzione degli strikeout per 9 inning lanciati, che hanno sempre ballato tra 7,8 e 9,5, assestatisi a 6.8. Al suo fianco potrebbe essere giunta la prima grande stagione di Taijuan Walker: il giovane prodotto del draft 2010 è alla seconda stagione a tempo pieno e dopo un brutto 2015 sta dimostrando un controllo dei suoi lanci molto maggiore, con un totale di BB/9 passato da 4.3 nel 2014 (seppur con pochi dati a disposizione) a 2.1 nel 2015 a 0.8 in questa stagione. Nathan Karns è sempre un lanciatore da tanti K ma anche da tanta imprecisione mentre più fatica stanno facendo Iwakuma e Miley.

Si ricorderà come uno dei problemi affrontati da Dipoto nell’avviare l’Antica Bottega Mariners era stato il bullpen, il quale nel 2015 era 25° nella lega per ERA, 4.15. Ebbene, in questo primo quinto di stagione la “media PGL” dei rilievi di Seattle è 2.37, dato che li colloca al primo posto in MLB, alla pari con Baltimore. Ma ciò che sorprende è il fatto che tutto ciò è possibile senza il contributo totale o parziale di quattro attori molto importanti: Joaquin Benoit (arrivato in offseason da San Diego), Evan Scribner (Oakland), Charlie Furbush e Tony Zich. Cishek sta meritando pienamente i 10 milioni in due anni di contratto ottenuti in offseason, ripagando con 11 salvezze in 12 tentativi una ERA irreale di 0.98 e 1.0 WAR già a referto. Con lui, tra gli altri rilievi, ottimamente stano figurando Nick Vincent (6 holds, 1.32 ERA) e Vidal Nuno (6 holds, 1.80 ERA).

Senza dubbio va messa anche nel conteggio generale la stagione piuttosto negativa (finora) di Oakland (preventivata), Houston (decisamente no) ed Angels soffocati da problemi di cap, però va dato atto all’opera di Dipoto: in una offseason ha reso i Mariners una legittima contender divisionale.

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Andrea Cornaglia, classe '86, profonda provincia cuneese, si interessa al football dal 2006, prendendo poi un'imbarcata per il mondo dei college dal 2010: da lì in poi è un crescendo di attrazione, inversamente proporzionale al numero di ore dormite al sabato notte

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