Kansas City, Missouri. Lunedì 13 ottobre. Pioggia. Come non detto.

Kansas City, Missouri. Martedì 14 ottobre. No pioggia. Si gioca gara 3 di ALCS, di fronte i Royals padroni di casa, avanti nella serie 2-0, ed i Baltimore Orioles. Questi ultimi hanno perso le prime due partite in casa e rischiano seriamente di non disputare più altre partite sul campo amico, se i Royals vinceranno due delle tre partite sul loro terreno.

Game 3

Kauffman Stadium, home of the Kansas City Royals

Il Kauffman Stadium ritorna ad ospitare una partita di ALCS dal 1983 e si offre in tutto il suo splendore e tutto il suo rumore: c’è profumo di storia nell’aria, portato dal vento dalle due vittorie a Baltimore e nessuno vuole mancare. I padroni di casa schierano Jeremy Guthrie sul monte (13-11, 4.13 ERA, 1.1 WAR per il veterano trentacinquenne) ed inseriscono in lineup EscobarAokiCainHosmerButler (pausa fiato) GordonPerezInfanteMoustakas, una filastrocca che non è ancora cambiata anche se siamo alla settima gara di playoff. Per contro gli Orioles scelgono il taiwanese Wei-Yin Chen (16-6, 3.54 ERA, 1.8 WAR).

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Moustakas tra la gente, ma il risultato c’è

Il primo inning è di studio ed i lanciatori tengono tutto sotto controllo, a parte un singolo di Lorenzo Cain, mentre nel secondo Baltimore mette la testa avanti: doppio di Steve Pearce e doppio di J.J. Hardy nel lungo outfield di Kansas City, con il primo che arriva a casa: 1-0 Orioles. Il risultato non muta nel terzo inning e nella parte alta del quarto, ma a questo punto i Royals trovano il pareggio: con un out, singolo di Cain (macchina da valide in questi playoff), singolo di Eric Hosmer, base ball a Billy Butler e groundout di Alex Gordon che porta a casa il primo di questi: 1-1.

Il quinto inning non porta punti, mentre il sesto si apre con una delle giocate più spettacolari della serie e degli interi playoff: Adam Jones è il leadoff e colpisce un pop che sembra andarsi a spegnere nei box adiacenti al campo dove ci sono i tifosi, ma Mike Moustakas non è d’accordo e riesce a prendere la palla al volo, finendo poi tra la folla in delirio.

E’ il segnale. Parte bassa del sesto inning, singolo da leadoff di Nori Aoki, sostituito subito da Jarrod Dyson e singolo di Hosmer che manda il compagno di squadra in terza base, su un Chen in difficoltà che forse il GM degli O’s, Buck Showalter, sostituisce con colpevole ritardo. A lanciare c’è Kevin Gausman e per Butler è facile battere un sac fly che porta a casa Dyson: 2-1 Royals. Gausman lancerà ancora il settimo e l’ottavo inning, ma Kansas City può schierare la triade perfetta dei rilievi HerreraDavisHolland e la partita è vinta. La serie va così sul 3-0 Royals.

Game 4

Ultima chiamata per evitare il capolinea: così si può descrivere per Baltimore questa gara 4, da conquistare obbligatoriamente per evitare sweep ed eliminazione. Il compito tocca a Marco Gonzales, messicano (10-9, 3.23 ERA, 2.1 WAR in regular season), mentre dall’altra troviamo Jason Vargas, californiano (11-10, 3.71 ERA, 2.4 WAR), già visto all’opera con ottimi risultati nella partita di apertura della serie contro gli Angels.

E quest’ultimo dimostra subito di essere oltremodo in palla, eliminando i primi tre battitori affrontati, mentre dall’altra Gonzalez, che non lancia da settembre, deve togliersi di dosso la ruggine: prima concede un singolo di Alcides Escobar, poi colpisce al ginocchio Aoki, che può così andare in base.

Cain con un bunt li spinge in seconda e terza, poi Hosmer batte una rimbalzante che il prima base di Baltimore, Pearce, fa sua: con un lancio in prima eliminerebbe il battitore, ma tenta un lancio a casa base dove sta giungendo Escobar. Il catcher però non riesce a bloccare la palla, che vola così lontana, permettendo anche ad Aoki di segnare e ad Hosmer di arrivare in seconda: 2-0 Royals.

Gli Orioles non danno segni di vita nel secondo inning, ma nel terzo, invece, Ryan Flaherty prova a dare la sveglia ai suoi con un HR sull’estremo campo destro, e dimezza lo svantaggio: 2-1 Royals. La partita basicamente finisce qui, con i lanciatori che salgono di livello e le difese che li assistono nel miglior modo: da segnalare nella parte alta del quinto una presa di Gordon su una difficilissima palla lunga di Hardy e i Royals che riescono a mettere due corridori agli angoli nello stesso inning salvo poi non concretizzare.

L’unico rischio corso dal manager dei Chiefs, Ned Yost, è schierare il rilievo Herrera già nel sesto inning e portarlo fino alla fine del settimo, poi i soliti Davis ed Holland chiudono la pratica: l’eliminazione di Hardy fa esplodere il pubblico del Kauffman Stadium, con i Royals chevincono il pennant dell’American League e volano alle World Series.

Chiudiamo con il commento alla serie di Domenico Guaragna: “Kansas City ha dimostrato di avere una discreta dose di fortuna,  tra BABIP ed eventi sempre girati a loro favore. È vero anche però che difensivamente gli Orioles non sono granché, ma basta vedere come sono arrivati i 2 punti che hanno deciso gara 4 per capire l’andazzo della serie. Poi la differenza vera l’hanno fatta gli episodi, ed in particolare il bullpen dei Royals, con il trio Herrera-Davis-Holland praticamente intoccabile. Poi se fa 580 di OPS di squadra c’è poco da fare, soprattutto se la squadra avversaria trova quella potenza che in regular season non aveva avuto.”

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Andrea Cornaglia, classe ’86, profonda provincia cuneese, si interessa al football dal 2006, prendendo poi un’imbarcata per il mondo dei college dal 2010: da lì in poi è un crescendo di attrazione, inversamente proporzionale al numero di ore dormite al sabato notte

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