Pablo Sandoval, una forza della natura in Gara 1

Se qualcuno poteva pensare che Detroit fosse venuta a fare shopping all’AT&T park si è sbagliata di grosso: la collina dei giganti è troppo ardua da conquistare perfino per il “Giustiziere” Verlander.

Con una fiammata sono iniziate le World Series 2012, e il piromane ha il volto di Pablo “Panda” Sandoval. 4 su 4, tre homer, un singolo, 4 RBI. Tre homer che spaccano la schiena ai Tigers, riducendoli quasi a comparse nello spettacolo che i Giants danno in riva all’oceano pacifico.

Dopo i classici riti previsti (cerimonia di apertura, fanfare, bande, majorettes, cantanti, inni ecc), la parola anzi, la palla, passa nelle mani dei 18 campioni della Americans e National League.

Bochy non cambia nulla: riconferma la squadra di due giorni fa, con “Rally” Zito sulla collina che concede poco o nulla: solo una valida al centro per Omar Infante e un walk per Miguel Cabrera. L’attacco lo chiude Delmon Young che batte su Sandoval: eliminato Cabrera in 2° per scelta difesa.

Il primo attacco di S.Francisco sembra già privo del mordente necessario: Pagan eliminato in prima da Verlander in copertura per Fielder (3-1) e “Scoots” Scutaro sempre out in 1a da Peralta. Giants con 2 fuori, manca solo Sandoval che si è già messo 2 strike sul gobbo. Verlander lo vuole chiudere di potenza: un 4seam fast a 95 mph: e quello che il “Panda” vuole.

La palla esce nel settore centrale dell’ AT&T park, in un tripudio di urla e fazzoletti arancioni. La puntura ha fatto male, ma Verlander reagisce subito e scaccia il fantasma mettendo SO Posey: terzo out.

Barry Zito, esperienza e precisione, lascia al piatto Peralta, lead-off del 2° inning, con una curva magistrale e, come un chirurgo, lascia il compito di ricucire il paziente alla sua difesa: Garcia out 6-3 e Avila out 4-3.

La parte bassa del 2° sembra dare ragione a chi pensa che, comunque, sarà un incontro tiratissimo. SO su Hunter Pence, una F8 per Belt e un 4-3 per Blanco: manco il tempo di bersi una tazza di caffè…

Verlander al piatto ha la stessa espressione che avrebbe se gli chiedessero di fare un triplo carpiato con doppio avvitamento: finisce out in foul da Belt. Jackson batte a terra una rimbalzante su Pagan. Immediata risposta di Zito che mette al piatto Infante. Mister Tripla Corona, Miguel Cabrera mette in campo una palla corta su Blanco, che gioca ovviamente profondo. Scatto da 100 mt olimpici del venezuelano che blocca in tuffo la valida di Cabrera a chiudere la prima parte del 3°inning: fenomenale! E siamo al big inning dei Giants, quello che metterà i Tigers con le spalle al muro.

Se non basta il valore, ci si mette pure la fortuna ad aiutare i Giants. Dopo i primi due out (Crawford F8 e Zito SO), Pagan batte una palla sporca su Cabrera che si avvicina al piccolo trotto; la palla fa un rimbalzo, Cabrera aspetta di coglierla al secondo ma la palla va a rimbalzare proprio sul lato interno della base, beffando il terza base dei Tigers che se la vede passare sopra la testa: doppio con aiuto del campo amico per Angel Pagan, che saluta come un marine.

Scutaro gira per la sua prima valida della serata (chiuderà con 2 H e 2RBI) e manda a punto Pagan. Tocca a Sandoval II° part. Questa volta il “Panda” la mette a sinistra, Verlander si volta a guardarla mentre esce ed esclama “Wow”: sportivo. Potrebbe essere un buon momento anche per Posey, un po’ in ombra in queste ultime gare, e in effetti ottiene la prima con una line drive a sinistra ma, e ce sempre un ma, Hunter Pence batte su Avila che lo elimina in 2°: fine del 3°.

Posey sfortunato, Posey protagonista. Al 4°, Fielder arriva in prima su una rimbalzante cattiva al centro, segue Young. L’esterno sinistro di Detroit batte quasi sul piatto: e in territorio buono per poco, centimetri. Young non si muove, Posey, con uno scatto afferra la palla, lo tocca e spara in 2a per Scutaro che tocca Fielder in scivolata: doppio gioco. Chiude Peralta con una fly ball per Pence.

Giants in attacco: ne vogliono ancora. Walk per Belt ma Blanco va K e Crawford out in prima da Infante che permette a Belt di arrivare in 2. C’è Zito in battuta, e Verlander ancora sulla collina. Il pitcher di S. Francisco se ne esce con una line drive a sinistra: Belt a casa ed RBI per Zito: lui si che sa usare la mazza!!! L’attacco si chiude con una eliminazione 4 3 per Pagan, e si chiude anche l’incontro n° 1 di queste series per Verlander: 4 IP, 6 H, 5 R, 1 BB, 4 SO e 2 home run.

Se il 5° attacco degli “automobilisti” passa con un nulla di fatto (inconcludente la prova del PH Danny Worth al posto di Verlander), quello dei Giants vede ancora brillare la stella di Pablo Sandoval Part. III° che, non pago, bastona anche Al Albuquerque (2 IP, 1 H, 1 R, 2 SO), che spedisce un altro trofeo ai tifosi stipati a sinistra.

Nel 6° attacco è Delmon Young ad accendere il numero 1 sullo score per Detroit. Arrivato in 2° base grazie ad una line drive a sinistra, Jackson, si porta in terza con un singolo di Cabrera al centro. Fielder in battuta piazza la stessa palla di Cabrera al 3°, Blanco gioca nella stessa posizione in cui giocava al 3°, corre come al 3° e prende la palla in tuffo come al 3°. In battuta ha collezionato 3 SO e una eliminazione in base: ma come si può fare a meno di un esterno così?

Si arriva a Young che, con una ground al centro, manda Jackson a casa per il 1° punto Tigers. A questo punto Bochy decide che per Zito è abbastanza: il partente di S. Francisco scende dal monte tra gli applausi del pubblico californiano; al suo posto il redivivo Tim Lincecum. Che si sia ripreso dalla disfatta subita la settimana scorsa a Saint Luois lo si capisce subito: Peralta è SO con 4 lanci.

Se la seconda parte del 6° e la prima del 7° si chiudono con un nulla di fatto, il 7° attacco Giants vede altri due punti. Sul monte è salitoValverde al posto di Albuquerque, che ottiene subito un K ai danni di Lincecum. Ma Lincecum è un  pitcher, Pagan no. L’esterno centro batte una line drive a destra: doppio e saluto militare di rito.

Scutaro è da singolo a terra a sinistra per il punto di Pagan. Sandoval in battuta, e già ci si chiede dove butterà la palla sta volta ma, niente trofei per i pubblico: solo un singolo violento che manda Scutaro in terza; spetterà a Posey farlo segnare con una linea a destra. Leyland manda qualcuno a tirar giù Valverde, al suo posto mettono Benoit che ha la freddezza e la precisione di lasciare al piatto Pence e Belt.

Ormai l’incontro è quasi esaurito, 8 a 1 per i padroni e Detroit è alle corde. L’8° attacco degli ospiti è stata solo una passerella per Lincecum che, al 9° lascia il posto a Josè Mijares. Il ruolino della “Lince” è di tutto rispetto: 2,1 IP, 0 H, 0 R, 0 BB e 5 SO. L’ottavo attacco di S. Francisco è stato improduttivo e, a meno di miracoli, non ci sarà il nono. C’è il nono attacco di Detroit, con Mijares sul monte contro il “Principe” Fielder; batte, ma la sua battuta è preda di Joaquim Arias, che ha sostituito Sandoval sul sacchetto di terza: tiro in prima, 1° out.

Neanche il tempo di riprendere su Young che Bochy richiama il suo closer in panchina e mette su George Kontos. La scelta è infelice ma senza troppi danni. Young ottiene una line drive a destra e Peralta la butta fuori per l’ 8 a 3. Andy Dirks entra come PH al posto di Garcia, ma solo per farsi eliminare in prima proprio da Kontos poi, mettendo Avila in prima su ball, anche Kontos viene fatto scendere. 0,1 riprese lanciate e 2 punti incassati. Jeremy Affeldt chiude l’incontro ad affrontare il PH dei Tigers, Ramon Santiago. Batte e la difesa sceglie di eliminare Avila in 2°: incontro chiuso.

Non c’è che dire: i Giants partono col turbo per questa serie, a dire il vero sembrava la prosecuzione di gara 7 contro i Cards. Hanno lavorato tutti molto bene anche se, in battuta, apparte l’RBI di Zito al 4°, a battere sono stati solo i primi 4 giocatori di S. Francisco. Il peggiore sicuramente è Hunter Pence: 3 SO e una scelta difesa, inguardabile.

Detroit forse l’ha fatta facile: non basta avere dei cannibali come Fielder e Cabrera per pensare di continuare con lo sweep che fu ai danni degli Yankees, nemmeno pensare di avere il risultato in cassaforte disponendo del marziano Verlander. Troppa fiducia in un facile risultato a proprio favore? Non pochi avevano pronosticato un risultato positivo per i Tigers.

Il Baseball va così, perché anche i pronostici possono venire sovvertiti e, comunque stasera gara 2, sempre a S.Francisco. Fister per i Tigers e Bumgarner per i Giants partenti: la sfida continua!

Post By Matteo Ferrari (4 Posts)

Classe 68. Ha giocato per 25 anni nell’ambito delle squadre di baseball del bolognese. Dopo un lungo periodo di distacco da tutto quello ch’era il vecchio gioco, ha ricominciato a seguire assiduamente il baseball professionistico USA nel 2012. E’ fan degli Athletics, e ammira i Giants, e non gli piacciono gli Yankees.

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