I Rays hanno schiantato i Rangers in Gara 1

PREVIEW

Questa sfida di American League Division Series  vede impegnate due franchigie che sono arrivate alla postseason in modo diametralmente opposto: da un lato i Rangers hanno vinto la loro AL West precedendo gli Angels (sempre vicini ma che hanno raramente dato l’impressione di poter raggiungere i loro avversari) ed avendo la certezza della qualificazione già da una settimana.

Dall’altra parte i Rays hanno compiuto quella che è stata forse una delle imprese più elettrizzanti della storia del gioco, ricucendo un divario dai Red Sox che sembrava irriducibile e trovando il primo posto nella Wild Card.

Senza dilungarmi troppo nei dettagli che hanno portato a questo esito, propongo il podcast curato dai bravissimi Cristian “Sberl” Bona e Marco “RVD” Barbanera in cui questi ultimi analizzano, tra l’altro, l’ultima pazza settimana di regular season.

Passando alle mie personali attese per questa serie, vedo molto equilibrio per l’esito finale: da una parte i Rangers vantano un roster completo ed esperto, con la malcelata voglia di arrivare almeno ai risultati della scorsa settimana, dall’altra i Rays hanno un ottimo mix tra giovani e veterani, un manager a mio avviso molto competente come Joe Maddon ed due fattori che potrebbero fare la differenza, l’entusiasmo e l’adrenalina di questi ultimi giorni, i quali potrebbero essere il vero traino per la franchigia della Florida, mia favorita (ma di molto poco) per il passaggio del turno, nonostante il fattore campo sfavorevole.

GAME 1

Al Rangers Ballpark di Arlington va in scena la prima sfida di questa serie, di fronte a 50.498 persone che riempiono l’impianto texano. I due manager puntano su strategie opposte nella scelta dei loro partenti: da una parte il manager dei Rangers Ron Washington punta sull’esperienza di C.J. Wilson, 34 partenze stagionali ed un’ERA a 2.94, dall’altra il già citato Maddon sorprende tutti schierando Matt Moore, rookie promosso a settembre, con una sola partenza in MLB, lo scorso 22 settembre a NY contro gli Yankees, condita da ben 11 strikeout in 5 innings.

Dopo un primo inning di studio, la partita si infiamma nel secondo: Wilson colpisce Ben Zobrist, lo manda in base, ed immediatamente dopo Johnny Damon mette a segno un HR che muove il punteggio: 2-0 Rays. A seguire Kenny Schoppach mette a segno un singolo, con Matt Joyce che nel corso dell’inning lo fa arrivare a casa base: 3-0. I Rangers non riescono a toccare Moore ed i Rays ne approfittano alla grande: con Longoria e Zobrist sulle basi, prima che Schoppach vada 2 su 2, con un 3 run-HR che porta il punteggio sul 6-0 dopo tre inning.

Moore continua a non subire, se si esclude un doppio fine a sé stesso di Josh Hamilton nel quarto, e nella parte alta del quinto inning i Rays affondano ancora: Adrian Beltre sbaglia un’assistenza in prima, consentendo a Damon di arrivare salvo, ed ancora Schoppach, in vera e propria serata di grazia, mette a segno il suo secondo HR, portando ancora più avanti i suoi: 8-0 e titoli di coda a metà partita appena passata.

C’è ancora tempo, nel nono inning, per un singolo di Damon che porta a casa B.J. Upton, prima che Wade Davis chiuda tranquillamente il suo nono inning e conseguentemente la partita, con un severissimo punteggio di 9-0 per i Rays, che sovvertono in questo modo anche i discorsi relativi al fattore campo. Da rivedere pesantemente invece i Rangers, che riescono a mettere a segno sole due valide e devono ritrovarsi molto velocemente per non perder ulteriore terreno.

Per i Rays, oltre ai 2 HR ed un 3/5 totale per Schoppach (che, è bene ricordarlo, in stagione regolare ha battuto .176 di AVG), menzione di grande onore per Moore: il rookie pitcher, in 7 inning lanciati, ha concesso solo due valide e due BB, mettendo strikeout sei avversari. Molto diversa la prestazione del partente dei Rangers, Wilson, tenuto sul monte 5 inning in cui ha concesso 8 valide (di cui 3 HR) e 6 punti guadagnati. In battuta, l’unico padrone di casa a battere valido (esatto, uno su 10 ci è riuscito), è stato Hamilon, che ha chiuso con 2/4.

Non si perde tempo e già questa notte c’è gara 2, Shields @ Holland, prima di spostarci in Florida, per gara 3 lunedì notte.

Post By Cern (182 Posts)

Andrea Cornaglia, classe ’86, profonda provincia cuneese, si interessa al football dal 2006, prendendo poi un’imbarcata per il mondo dei college dal 2010: da lì in poi è un crescendo di attrazione, inversamente proporzionale al numero di ore dormite al sabato notte

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