Pocket

Geaorge Kottaras festeggiato, suo il primo cycle della stagione in tutta la MLB!

Settembre: per antonomasia il mese della vendemmia, ed il mese della scuola.

Con una metafora, anche per il mondo del baseball USA settembre è il periodo per queste attività: c’è chi, dopo mesi di cure e sacrifici, coglie gli abbondanti frutti seminati durante le 140 partite circa fin qui giocate, ottenendo in dono dalla semina iniziata in quel di marzo una preziosa messe che da queste parti si chiama offseason.

Ma c’è anche chi, dopo mesi di studio ed apprendimento, non è riuscito, vuoi per sfortuna o per incapacità, ad ottenere i risultati sperati, e dovrà rimettersi sui libri (o sul mercato) per cercare di porre rimedio alle proprie mancanze.

Scuola, infine, anche per i giovani che, dalle scuole inferiori passano all’università, al gotha della disciplina, quella dove possono iniziare a vedere, novelli Ercole, i loro dei più da vicino, cercando di carpirne i loro segreti con la speranza, neanche molto celata, di prenderne un giorno il posto, con il carico di successo e fama che ne deriva.

Presentazione allegorica per definire quello che è la NL Central in questo settembre, con una postseason alle porte che, salvo cataclismi, vedrà impegnati i soli Milwaukee Brewers, i quali ormai hanno un solido vantaggio sui Saint Louis Cardinals, capaci si di sweeppare i diretti rivali nella serie a cavallo tra agosto e settembre, ma non di dare una continuità al momento, finendo con l’aumentare il distacco che li separa dalla testa della classifica.

À suivre i Cincinnati Reds , sempre nel limbo della zona .500 o qualcosa meno, ai quali ormai manca solo più il freddo tocco dell’aritmetica per guadagnare il titolo di “former champions” della division.

A seguire i Pittsburgh Pirates hanno ormai trovato una dimensione di mediocrità dopo l’agosto orribile che li ha fatti teletrasportare dalla lotta per ottobre alle 20 partite di distacco che rappresentano il loro attuale momento.

A chiudere le solite vecchie conoscenze: i Chicago Cubs, che sono sempre ad un risicato numero di partite dallo scalare una posizione ma che non riescono mai in quello che per loro è forse l’ultimo obiettivo di stagione. A chiudere da tempo immemore la division, gli Houston Astros, con tutti i vari giovani che danno qualche segno di sviluppo che potranno venire a taglio per la stagione prossima.

Settembre è, per concludere, il mese in cui è previsto l’allargamento dei roster da 25 a 40 giocatori: occasione indispensabile sia per dare riposo ad atleti in tensione ormai dal primo fine settimana di aprile sia per promuovere e provare prospetti che bene si sono comportati nelle Minors, in attesa che fra loro si nasconda il futuro della franchigia. Ma ora, come sempre, un breve sguardo alle singole squadre.

Milwaukee Brewers (85-57)

Ennesimo periodo positivo per i birrai di Milwaukee, che con un record per l’ennesima volta positivo nelle ultime settimane (8-4) hanno un vantaggio in termini di partite ormai in doppia cifra sui Cards, i loro più diretti inseguitori.

Chiaro che con sole più 20 partite da giocare fino a fine mese, il titolo divisionale è ormai sulla I-41, in procinto di arrivare nella più popolosa città del Wisconsin per la prima volta dal loro ingresso nella stessa division, avvenuto nell’ormai lontano 1995.

Da rimarcare anche che questo, con tutta probabilità, sarà il secondo titolo divisionale della stori della franchigia nata nel 1969 a Seattle e trasferitasi nell’attuale sede nel 1970: correva l’anno 1982 quando i Brewers vincevano la AL East: corsi e ricorsi storici che faranno storcere la bocca e toccare ogni materiale ferroso ai tifosi di Milwaukee, ci raccontano che quella stagione coincise anche con la vittoria della AL, prima di cedere 4-3 nelle World Series ai Saint Louis Cardinals.

Tra i giocatori più in forma, due battitori e due lanciatori si sono particolarmente distinti, seppur in un mare di buone prestazioni: i primi sono Ryan Braun (.459 AVG, 1.271 OPS) in un periodo d’oro che si spera possa durare il più a lungo possibile, e, molto più a sorpresa, Geaorge Kottaras, capace di realizzare un cycle (un singolo, un doppio, un triplo ed un HR, anche se non in ordine) il 3 settembre contro gli Astros, primo giocatore a riuscirci in stagione in tutta la MLB. Tra i lanciatori ottime prove di John Axford, autore di altre 4 salvezze che portano il totale stagionale a 41 e di Zach Greinke.

Prossime sfide contro Saint Louis, Philadelphia, Houston, Cincinnati e Cubs: ultimo sforzo verso la gloria.

Saint Louis Cardinals (74-67, 10.5 GB)

Cavallo di rincorsa ai Brewers capofila troviamo come sempre i Cards: la loro è una lenta agonia con il distacco dai capifila che, nonostante anche uno sweep ai loro danni, aumenta lentamente ma inesorabilmente, fino a toccare le 10.5 partite di distacco.

In Missouri sanno che ci sono ancora le possibilità, seppur scarse, di riconquistare la vetta, ma le condizioni sono due: se da una parte i Brewers devono rallentare un po’ la loro corsa, e ciò dipende solo in minima parte dall’operato di Saint Louis, dall’altra proprio i Cards dovrebbero aumentare le loro sequele di risultai, cosa non semplice anche e non solo alla luce dei pericolosi cali di tensione che la squadra ha mostrato in uscite da vincere assolutamente, come ad esempio le due sconfitte nella serie contro i Reds, che hanno caratterizzato le ultime uscite.

Sulla breccia tra i giocatori dei Cardinals troviamo il solito ed immarcescibile Albert Pujols (con una OPS intorno al 1.000), Skip Schumacher e Jason Jay, che combattono con le unghie e con i denti per mantenere la squadra in scia a Milwaukee. Edwin Jackson è il lanciatore più on fire dei Cards, mentre molti problemi si stanno incontrando a livello di bullpen con molte partite perse o complicate proprio dai rilievi.

Crocevia saranno le due partite che restano con i Brewers, per i destini dei Cards, a cui seguiranno le sfide ad Atlanta, Pittsburgh, Philadelphia e Mets: la speranza è l’ultima a morire.

Cincinnati Reds (69-72, 15.5 GB)

La stagione dei Reds era iniziata con mille speranze, un titolo divisionale da difendere ed il sentore che sarebbe potuta essere una stagione di svolta, importante per la franchigia dell’Ohio.

Invece, nel lento scorrere delle ormai inutili che caratterizzano gli ultimi mesi delle squadre che non hanno più nulla da chiedere al campionato, la mediocrità sembra essere la principale costante delle loro prestazioni: 7-7 nelle ultime due settimane, con prestazioni buone (già citate le due vittorie sui Cardinals) alternate ad altre in cui la testa sembra già alla offseason, come le 4 sconfitte con una Philadelphia più forte ma assolutamente affrontabile con un po’ più di cuore.

Nelle ultime settimane il solito Joey Votto ha portato il solito apporto di HR (4, che porta il conto stagionale a 26), coadiuvato molto bene da Brandon Phillips (.981 OPS) e da Edgar Renteria, in ripresa decisa dopo una prima metà stagionale faticosa dal punto di vista dell’adattamento. Se si deve salvare un pitcher, se proprio si deve, alla luce delle recenti prestazioni, il closer Francisco Cordero (4/4 nelle salvezze) è quello che ha offerto più garanzie.

Doppie sfide a Cubs ed Astros più Brewers le prossime avversarie: un rigurgito d’orgoglio sarebbe cosa gradita.

Pittsburgh Pirates (65-76, 19.5 GB)

Con un’infermeria che rimane degna dell’ospedale di ER, anche i Pirates si avvicinano alla fine della stagione senza più pretese, ma rispetto agli anni scorsi il discorso è diverso: si è infatti sognato fino a luglio, cosa che non sempre era successa nelle passate stagioni.

Nonostante i recenti brutti record, ultimo il 5-9 delle ultime due settimane, la consapevolezza di avere una buona squadra c’è, con magari un paio di rinforzi di peso ed esperienza che potrebbero dare una mano nei momenti che contano. Non sono mancati motivi di gioia, come un 7-0 ai Cards, ma anche altre controprestazioni come uno sweep subito dagli Astros.

Un fantastico Hanrahan è il mattatore della squadra, con 4 salvezze su 4 e nessun punto subito in cinque inning lanciati. Dopo gli infortuni subiti che lo hanno tenuto fuori un mese, Derrek Lee è tornato in pienissima forma dimostrando cosa avrebbe potuto essere questo mese senza di lui: in 3 partite (small sample size, per carità, però ritorno d’impatto), 2 HR, 7 RBI e OPS a 1.699.

Molte sfide fuori dalla division in questo settembre per i pirati: Florida, Dodgers ed Arizona, più Houston e Saint Louis. Si spera sempre e comunque all’arrembaggio.

Chicago Cubs (61-80, 23.5 GB)

Ultimo mese di partite anche per i Cubs, i quali non hanno mai lottato per nulla in stagione, faticando tantissimo e perdendo i treni che contavano già dalla metà di giugno, quindi dopo soli due mesi e qualcosa dall’inizio della stagione.

Pochi, molto pochi gli spunti offerti dalla squadra in questo periodo, a livello di squadra, la quale ha conquistato un record di 5-8 nelle ultime due settimane: da rimarcare due vittorie contro i Giants che però al momento sono in sofferenza pesante.

Un uomo solo al comando nelle statistiche della franchigia dell’Illinois, (la sua maglia è bianco-blu) ed il suo nome è Alfonso Soriano: per lui la bellezza di 15 RBI, una OPS di .994 ed una presenza a dir poco dominante. A controbattere a suon di numeri, solo il pitcher Randy Wells: in 2 uscite 15.2 IP, 4H, 13 SO, 0.45 WHIP.

Grandi sfide a Cincinnati (6), più Mets, Astros e Brewers: poco da segnalare.

Houston Astros (47-94, 37.5 GB)

La ricostruzione texana continua a piccoli passi: è chiaro che non è questa la stagione che verrà ricordata nei secoli dei secoli dai tifosi della franchigia, anzi sarà una di quelle che più velocemente i supporter cercheranno di inserire nel tritatutto dei ricordi dimenticati, però molti prospetti si stanno affacciando alla lega con piglio deciso, ansiosi di guadagnarsi un posto per la prossima stagione. Il progetto può crescere bene, e con il giusto mix tra giovani ed esperienza si può togliere diverse soddisfazioni negli anni a venire.

Tra i giovani che si sono comportati bene in queste ultime due settimane (5-8 il record, merito più che altro di uno sweep contro i Pirates) citiamo l’OF Jordan Schafer e Jimmy Paredes, mentre più esperto contributo viene da Carlos Lee e Matt Downs. Henri Sosa, altro giovane, è invece il miglior lanciatore del pacchetto.

Nel prossimo futuro ci sono Pirates, Phillies, Nationals, Cubs e Reds: è tutta esperienza.

Post By Cern (183 Posts)

Andrea Cornaglia, classe ’86, profonda provincia cuneese, si interessa al football dal 2006, prendendo poi un’imbarcata per il mondo dei college dal 2010: da lì in poi è un crescendo di attrazione, inversamente proporzionale al numero di ore dormite al sabato notte

Connect

Commenta