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Casey McGehee, 3 HR contro i Cardinals...

Cercare di capire il trend di questa National League Central inizia a diventare un inutile esercizio, tanto ogni teoria viene inevitabilmente smontata pezzo per pezzo nelle due settimane successive: si parlava di equilibrio e di division incerta?

In queste settimane abbiamo avuto ascese verticali, picchiate tremende, streaks e via discorrendo, per arrivare a una classifica stravolta a quella che era 14 giorni fa. Ma c’è anche stata la chiusura del mercato, con trade di grande importanza che settano il futuro di alcune franchigie (Houston), mentre altre hanno mirato a colpi mirati e in soddisfazione di precise esigenze (Milwaukee) ed altre ancora non hanno fatto significative mosse (Cincinnati).

In ogni caso analizziamo tutto squadra per squadra, come al solito, cercando di capirne il più possibile.

Milwaukee Brewers (65-50)

Ecco la prima sorpresa della division, i Brewers capaci di inanellare un record di 11-1 e di dare uno scossone niente male alla classifica, nonostante gli infortuni di Carlos Gomez (già annunciato nello scorso report, di ritorno forse a settembre) e soprattutto di Richie Weeks che nella partita contro i Cubs del 27 luglio si è procurato una distorsione al piede sinistro che lo terrà fuori fino a fine agosto).

Proprio per rimediare a quest’ultimo problema i Brewers hanno effettuato un solo importante movimento di mercato, scambiando Erik Komatsu con Jerry Hairston, in arrivo dai Washington Nationals.

Il successo di questo periodo è dovuto sia a prestazioni di squadra di livello, sia a prestazioni individuali di grande impatto, come i 3 HR in una partita di Casey McGehee, il 3 agosto contro i Cardinals. In generale ottime prestazioni vengono dall’attacco in questo mese post All Star Game e a dirigere le danze si vede Yunieski Betancourt (.388, .405, .575, 3 HR e 18 RBI), molto ben assistito da Ryan Braun (.346, .369, .642, 5 HR e 12 RBI), dall’inossidabile principe Fielder (.994 OPS) e dal potente Corey Hart (6 HR e 13 RBI). Più problemi invece per Mark Kotsay, che si limita ad un .194 di AVG.

Tra i lanciatori due nomi sopra tutti gli altri, nonostante la maggior parte del pacchetto abbia offerto prestazioni di livello: i nomi sono Zach Greinke (3-1, 1.38 ERA, 9 BB, 35 SO, 1.01 WHIP) e John Axford (9 salvezze su 9 tentativi e 1.50 di ERA),quest’ultimo anche in relazione a Francisco Rodriguez, che è riuscito a sprecare 2 partite su 2 tentativi dal suo arrivo in Wisconsin.

Il calendario potrebbe essere di ulteriore aiuto ai Brewers, con due serie con i Pirates, più Mets e Dodgers, con la pesante sebbene unica in apparenza insidia di una serie contro Saint Louis, in arrivo a partire da questa notte.

Saint Louis Cardinals (62-53, 3.0 GB)

Gli unici in grado di rimanere attaccati, seppur a fatica, a questi scatenati Brewers, sono i Cardinals, che nelle ultime due settimane segnano un record di 8-5 e non si staccano troppo dalla testa. Parliamo di Cardinals con diversi nuovi volti, brillanti nel mercato e capaci di mettere in piedi trade di quantità e di qualità.

La prima con i Toronto Blue Jays che ricevono Colby Rasmus, Bryan Tallet, Trever Miller e P.J. Walters in cambio dei rilievi Octavio Dotel, Jackson e Rzepczynski, del LF Patterson e di tre giocatori che saranno nominati in seguito o soldi. Interessante anche la trade con i Los Angeles Dodgers, a cui va il prospetto di AA Castellanos, in cambio di Rafael Furcal, alla ricerca di un upgrade a Ryan Theriot. Da segnalare, tra le varie cose, infine, la sospensione di 5 giornate al catcher Yadier Molina, espulso dal match contro i Brewers del 2 agosto dopo una discussione con l’arbitro di casa base.

Le mazze calde dei Cards dopo l’All Star Game sono quelle che si sono già distinte per tutto l’anno, e rispondono ai nomi dei giocatori più di esperienza della squadra, Albert Pujols (9 HR e 19 RBI), Matt Holliday (.297, .436, .554, 4 HR e 13 RBI) e Lance Berkman (.299, .390, .552, 4 HR, 12 RBI).

Molto bene stava andando anche Nick Punto, con una OPS di 1.038 prima che uno strappo agli addominali lo fermasse per 15 giorni, indicativamente fino a metà agosto. La sfida nella posizione di SS già citata tra Furcal e Theriot è quasi in pareggio, con il primo che viaggia con .235 di AVG e il secondo con .204, ma insieme combinano 11 RBI.

Tra i lanciatori partenti buone cose sono venute in questo mese soprattutto da Jake Westbrook (2-1, 1.06 WHIP) e Chris Carpenter (3-1, 1.33 WHIP, 9 BB, 32 SO), mentre fatica di più Edwin Jackson, alle prese con un’ERA di 5.79. Tra i rilievi da segnalare Jason Motte, 0.00 di ERA e 0.52 di WHIP, in 9 IP.

Le prossime settimane offrono scenari di calma relativa dopo l’iniziale sfida contro i Brewers che aprirà il periodo e potrà dare fisionomie più precise alla division: nell’ordine infatti ci sono Rockies, Pirates, Cubs e Dodgers.

Pittsburgh Pirates (55-59, 11.0 GB)

Dall’altro lato delle montagne russe troviamo i Pirates, fino a due settimane fa in lizza per la division ed ora sprofondati nel baratro, con un record di 2-12 che ha eliminato ogni loro pretesa. E dire che la franchigia della Pennsylvania aveva cercato di mantenersi nei quartieri alti alla trade deadline tramite due mosse che facevano sperare e non poco i tifosi: sono infatti arrivati Derrek Lee dagli Orioles (in cambio di Aaron Baker) e Ryan Ludwick dai Padres (in cambio di un PTBNL). Lo stesso Lee è stato vittima di un infortunio alla mano che lo sta tenendo fuori da qualche giorno, anche se dovrebbe essere sulla via del rientro.

Tra i pochi che si sono salvati tra i battitori annoveriamo Neil Walker (.320, .364, .410, 1 HR, 8 RBI), Brandon Wood (.306, .382, .531, 3 HR, 9 RBI) e Garrett Jones (.254, .325, .507, 4 HR, 10 RBI), mentre un po’ più in difficoltà dopo l’All Star Game c’è Andrew McCutchen (.210 AVG, 1 HR, 10 RBI), che comunque è sempre molto meglio dei vari ed assortiti Steve Pearce (.097, .125, .097) e Lyle Overbay (.154 AVG), quest’ultimo non in grado di mantenere un rendimento da prima base MLB e quindi tagliato in contemporanea all’arrivo di Lee.

Tra i lanciatori pochi problemi solo per il closer Joel Hanrahan (0.00 ERA, 0.83 WHIP, 4 salvezze su 5 tentativi) e Chris Morton (2-1, 2.76 ERA, 16 BB, 21 SO), mentre brutte prestazioni sono venute finora in particolare da Paul Maholm (0-3, 5.87 ERA, 1.66 WHIP) e Kevin Correia (1-3, 8.39 ERA, 1.86 WHIP).

Dopo la serie con i campioni del mondo in crisi Giants, per i Pirates arriveranno solo partite contro avversari di division, cioè Brewers (ben 7 scontri), Reds e Cardinals.

Cincinnati Reds (55-60, 11.5 GB)

Scivolando lentamente ma ormai costantemente sempre più lontani dalla testa della division, i Reds non sembrano più poter aspirare a qualcosa di migliore del terzo posto, sia per propri demeriti sia per una certa dose di sfortuna che sta bloccando alcuni dei migliori giocatori della franchigia.

Immobile nel mercato terminato a luglio, Dusty Baker ha dovuto fare i conti con gli infortuni di Scott Rolen (aggiornamenti parlano di ritorno a settembre), Brandon Phillips e Yonder Alonso, entrambi valutati giorno per giorno ma  assenti già da qualche partita.

E’ un peccato perché proprio questi ultimi due erano tra i migliori della squadra dopo l’All Star Game, con Alonso (1.386 OPS seppur con solo 16 AB) leggermente migliore di Phillips (.284, .318, .457, 3 HR, 14 RBI). Tra i migliori sono sicuramente da inserire anche l’immarcescibile Joey Votto (.310, .410, .548, 4 HR, 15 RBI) ed Edgar Renteria (13 RBI), capace di abbandonare l’altra parte della rubrica, che a questo giro ospita Fred Lewis (.176 AVG) e Miguel Cairo (.204 AVG).

Sul monte di lancio ottime prestazioni sono venute dal closer Francisco Cordero (0.00 ERA, 0.50 WHIP, 3 salvezze su 3), da Johnny Cueto (seppur un po’ in calo, 2-2, 2.35 ERA, 1.14 WHIP) ma soprattutto del rilievo Aroldis Chapman di ritorno dall’infortunio, (11.2 IP, 0.60 WHIP, .083 AVG avversario) e tra i migliori dell’intera lega.

À suivre per i rossi abbiamo serie contro Rockies, Padres, Nationals, Pirates e Marlins.

Chicago Cubs (49-66, 17.5 GB)

Record positivo (7-6) anche in questo scorcio di stagione per i Cubs, che sembrano aver trovato, seppur con notevolissimo ritardo, una loro quadratura, aiutati anche dall’assenza di infortuni. Pochi movimenti di mercato hanno caratterizzato il periodo, con la cessione del solo Kosuke Fukudome ai Cleveland Indians in cambio di Abner Abreu e Carlton Smith. Parliamo quindi di equilibri poco mutati che però sembrano funzionare di più.

Buone prestazioni in battuta vengono da molti giocatori, e tra questi mi permetto di segnalare Starlin Castro (.340, .369, .474, 3 HR, 13 RBI), Blake DeWitt (1.032 OPS), Marlon Byrd (.329, .364, .573) e Aramis Ramirez (5 HR e 18 RBI). Molto più in difficoltà al momento Jeff Baker, che produce una linea di .174, .200, .174.

Lanciatore in un ottimo periodo di forma è Matt Garza, che in quest’ultimo mese ha prodotto un record neutrale di 1-1, con 2.41 di ERA, 1.19 di WHIP, 13 BB e ben 30 SO. Poche le prestazioni palesemente negative, tra cui spiccano quelle del rilievo Carlos Marmol, con una WHIP di 1.94.

Nationals, Braves, Cardinals e Astros nell’immediato futuro dei Cubs: i progressi possono essere confermati.

Houston Astros (38-77, 28.5 GB)

Al di là del record di 5-8 che comunque è meglio di molti altri della stagione, ottime notizie in ottica futura giungono dalla trade deadline che ha portato molti interessantissimi prospetti, seppur a costo dei più brillanti talenti del periodo attuale. Infatti oltre a Keppinger, già ai Giants, due trade hanno caratterizzato questo fine luglio: Hunter Pence è infatti andato a Philadelphia, in cambio dei prospetti Cosart, Singleton, Zeid e un PTBNL. Altri prospetti in arrivo da Atlanta, nuova casa di Michael Bourn, ceduto in cambio dei prospetti lanciatori Clemens, Oberholtzer e Juan Abreu, più l’outfielder Schafer.

In mancanza delle tre principali bocche da fuoco della squadra, il peso dell’attacco è sulle spalle di giocatori che dovranno da qui a fine stagione prendersi le proprie responsabilità e dimostrare qualcosa, e fino ad ora spiccano José Altuve (.348, .371, .409), Humberto Quintero (.327, .327, .481, 2 HR, 8 RBI) e Carlos Lee (4 HR, 15 RBI), mentre rendono molto poco Brett Wallace (.139, .184, .139) e Matt Downs (.148, .179, .222).

Tra i lanciatori, discrete prestazioni solo da Francisco Rodriguez (1-1, 1.59 ERA, 1.15 WHIP), mentre deludono e non poco due dei principali partenti della rotazione, Brett Myers (0-3, 4.36 ERA, 1.48 WHIP) e A.J. Happ (1-3, 8.84 ERA, 2.12 WHIP).

Nelle prossime due settimane per gli Astros ci sono D-Backs, Dodgers, Cubs, Giants e Rockies: qualche W si può ottenere.

Post By Cern (183 Posts)

Andrea Cornaglia, classe ’86, profonda provincia cuneese, si interessa al football dal 2006, prendendo poi un’imbarcata per il mondo dei college dal 2010: da lì in poi è un crescendo di attrazione, inversamente proporzionale al numero di ore dormite al sabato notte

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