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Joey Votto, la stella dei Reds

Non si può certo dire che, prendendo ad esame le singole Divisions, la National League Central sia quella dalla quale ci si possa maggiormente attendere il nome del team vincitore del titolo 2011, anche se questa considerazione siamo convinti non faccia per nulla notizia.

La regular season che sta per iniziare non dovrebbe discostarsi molto, infatti, dall’andamento delle ultime stagioni che, per i sei team della NL Central, non sono certamente state prodighe di grandi soddisfazioni.

La scorsa stagione ha laureato i Reds campioni di Division, grazie soprattutto ad un attacco tra i primi 4-5 della lega, poi schiantatisi contro la corazzata Phillies nel Divisional Playoff, in una serie breve e senza storia.

Quest’anno per Cincinnati potrebbe essere un po’ più difficile ripetersi, dato che Cubs, Cardinals e soprattutto Brewers sembrano avere tutte le carte in regola per opporvisi.

La franchigia del Wisconsin riparte dalla delusione della scorsa stagione con un manager esordiente e un monte di lancio tutto nuovo che deve far dimenticare le cifre negative del 2010; quella dell’Illinois dal solito Zambrano, stella di una rotazione giovane, che deve dimostrare finalmente la maturità che ora tutto lo staff tecnico ha ragione di pretendere; nel Missouri invece il mercato ha portato in dote un pool di veterani che dovranno integrarsi nel roster dimostrando di aver ancora qualcosa di importante da dare alla causa.

Il dato più certo della Division, a nostro avviso, rimane quello dell’assegnazione dell’ultimo spot. Come da 4 anni a questa parte, infatti, nessuno potrà togliere l’ennesima brutta stagione da cento sconfitte ai Pittsburgh Pirates, che in questo secolo mai si sono neppure avvicinati ad un posto playoff.

In rigoroso ordine alfabetico, esaminiamo ora nel dettaglio le sei squadre della NL Central 2011.

 

CHICAGO CUBS

I vecchi e i nuovi Cubs. Ad inizio anno solare, abbiamo assistito alla transazione più importante della offseason dei Cubs: l’arrivo sulle sponde del lago Michigan del lanciatore Matt Garza da Tampa Bay, per il quale i Cubs si sono liberati di giocatori di contorno tra i quali il pitcher Chris Archer e gli esterni Sam Fuld e Brandon Guyer. A Washington si è invece accasato Tom Gorzelanny, lanciatore di rotazione nella stagione passata dei rossoblu, reduce da una regular season incolore da 7w a fronte di 9 sconfitte.

La volontà di migliorarsi del management dei Cubs è evidenziata dal fatto che non si sono fermati qui nel rafforzare il roster 2011. Carlos Pena, Kerry Wood, Reed Johnson, Fernando Perez, Max Ramirez sono i nomi nuovi, in ordine di importanza.

Via Gorzelanny, dentro Garza: un pitcher destro al posto di un mancino, sostanzialmente, ma soprattutto l’acquisizione di una pedina importante da giocare sul monte in questo 2011 per Chicago: nel 2010 in maglia Rays Garza è stato 32 volte partente con un record di 15-10, 3 complete games e uno shotout, il tutto completato da una ERA di 3.91, molto simile alla sua media in carriera.

Questo dato testimonia la buona continuità di rendimento del ventisettenne californiano, che si inserisce a pieno titolo come numero tre della rotazione dei Cubs subito dietro a Carlos Zambrano (ottimo il suo 2010) e Ryan Dempster. Completano il materiale umano a disposizione dei pitching coaches di Chicago Randy Wells e Carlos Silva tra i partenti e, nel bullpen, Sean Marshall e il nuovo arrivo Kerry Wood, 33 anni, rilievo corto che ha chiuso il 2010 con la maglia degli Yankees e per il quale la proprietà ha messo sul tavolo 10.5 mln di dollari per questa stagione, pregando si mantenga in salute. Se a questi nomi aggiungiamo il closer Carlos Marmol, 38 salvezze su 43 opportunità nella scorsa stagione, uno dei migliori della National League, non si può certo dire che nella città del vento le speranze di una stagione positiva siano mal riposte.

L’attacco fu la dolente nota della stagione appena conclusa: appena 18mi per punti segnati, 21mi per percentuale di arrivo in base, il tutto incoronato da un .257 di media battuta non esaltante.

L’acquisizione di Carlos Pena, prima base, sul mercato dei free agent è volta proprio a dare una scossa in questo senso, essendo il dominicano un uomo da più di 800 valide in carriera, anche se reduce dalla peggiore prestazione stagionale per media battuta. Il più pagato della franchigia rimane Alfonso Soriano, con i suoi 19 mln di dollari, slugger che dopo un deludente 2009, l’anno scorso è tornato vicino alle sue medie carriera e può sempre dire la sua nel box.

Completano il roster Kosuke Fokudome, Marlon Byrd e Tyler Colvin agli esterni, Aramis Ramirez, Starlin Castro, Blake DeWitt agli interni e Geovany Soto in qualità di catcher titolare.

Come ampiamente previsto, i Cubs hanno dall’ottobre scorso un nuovo Manager: Mike Quade, confermato dopo le 37 gare allenate sul finire della scorsa stagione come interim coach. Fino a quel momento privo di esperienza come capo allenatore nelle Majors, Quade, che abbiamo avuto l’onore di ricevere in Italia un paio di mesi fa alla Coach Convention di Bologna, ha appena compiuto 54 anni e fa parte dello staff rossoblu dal 2007.

Preseason 2011 e punti chiave: Al momento in cui scriviamo lo spring training dei Cubs li ha visti vincenti in 8 partite sulle 19 disputate, non certo un record esaltante. Uomo chiave della nuova stagione rimane Carlos Zambrano, uno dei partenti più solidi e affidabili della Lega. 11-6 il suo record 2010 con 3.33 di ERA e 117 strikeout. Rimaniamo un po’ scettici riguardo al box di battuta, dove la pur importante aggiunta di Pena, non pensiamo possa ribaltare l’impasse patito la scorsa stagione.

A proposito di pre-stagione e nuovi acquisti, Matt Garza ha giocato finora 3 gare: il suo record è disarmante: 0-2 concedendo il .345 con 14.85 di PGL in sei riprese punto due. Se il buon giorno si vede dal mattino, non vorremmo che lo sforzo del management di rafforzare la rotazione e far volare in alto finalmente questi Cubs si infrangesse ancor prima di prendere quota.

Pronostico: Dopo il quinto posto divisionale del 2010 (75-87), crediamo in un miglioramento anche se non sufficiente a garantirne l’approdo ai playoffs: terzo posto in division con 85/87 vittorie da contendersi coi Cards.

 

CINCINNATI REDS

I vecchi e i nuovi Reds. Pochi  movimenti di mercato per i Reds, che in questa offseason hanno puntato maggiormente a rafforzare il supporting cast di una squadra reduce da un’annata positiva nei numeri più che nella sua brusca conclusione in sede di playoffs.

Spiccano in entrata i nomi di Edgar Renteria, Fred Lewis, Jeremy Hermida, oltre a Dontrelle Willis, eterna incompiuta, visto sul finire della scorsa stagione ad Arizona. Lasciano invece la franchigia dell’Ohio Orlando Cabrera, Laynce Nix, Arthur Rhodes, Aaron Harang, Mike Lincoln.

E’ ovvia la considerazione che tanto è cara al giornalismo sportivo di casa nostra: squadra che vince non si cambia… o quasi. L’acquisizione di Renteria, MVP delle scorse World Series, è certo da considerarsi una bomba di mercato, anche se a sgonfiarne parzialmente gli effetti detonanti potremmo aggiungere che il colombiano, che va per le 36 primavere, durante la scorsa stagione, la terza consecutiva al di sotto delle sue medie battuta di carriera, ha giocato solo 72 partite, sparando le sue migliori cartucce comunque quando contava di più, cioè in fondo alla post season. Appare dunque a fine carriera e, se pur con tanti ringraziamenti, a San Francisco se ne sono già accorti.

La perdita dell’All Star Rhodes è probabilmente, per Cinci, la più sanguinosa, nonostante per lui si possano fare le stesse considerazioni spese in precedenza con Renteria, a maggior ragione che il pitcher mancino di anni ne ha appena compiuti 41. Inoltre alle sue spalle avanzava da mesi prepotentemente la candidatura del suo naturale successore, Aroldis Chapman, ora titolare del ruolo di primo rilievo nel bullpen dei rossi.

La rotazione dei partenti è comunque discreta, con Edinson Volquez, delusione del 2010 che il pitching staff è deciso a rilanciare, Bronson Arroyo (17-10 lo scorso anno), Johnny Cueto (12-7 nel 2010), Homer Bailey e il giovane Travis Wood, mentre il closer rimane Francisco Cordero, lo scorso anno 40 salvezze su 48 con una media PGL di 3.84 ed un salario decisamente importante a sottolineare la fiducia riposta in lui da parte della proprietà.

Nel complesso il monte dei Reds, la scorsa stagione, si è assestato cifre alla mano su posizioni di rincalzo, a ennesima dimostrazione che l’annata positiva è da considerarsi frutto di un ottimo attacco, non di ottimi lanciatori. 12mo per punti guadagnati (4.01) e 11mo per media battuta concessa agli avversari. Mentre nel box i battitori di Cincinnati sono risultati quarti nelle Majors in punti, media battuta e slugging percentage.

In conclusione non troppe sorprese ci attendono nel roster che affronterà questo lungo 2011, anche perché, ad esempio, il settore degli interni appariva già la scorsa stagione come uno dei migliori della National League. Ecco che, infatti, il management di Cincinnati ha acquisito alcune pedine a rafforzare la zona esterna del diamante. Ai confermati Jonny Gomes, Drew Stubbs, Jay Bruce, si sono aggiunti Fred Lewis (la scorsa stagione a Toronto) e Jeremy Hermida, classe 1984, dal mercato dei free agent.

In campo interno, quindi, confermatissimi l’MVP Joey Votto, Scott Rolen e Brandon Phillips, mentre Renteria (che per lasciare i campioni del Mondo in carica prende dai Reds i suoi bei 10mln per questa stagione) presumibilmente si alternerà nel ruolo di shortstop con Paul Janish. Catcher, il venezuelano Ramon Hernandez, media .300 sfiorata nella scorsa stagione regolare.

Preseason 2011 e punti chiave: Al momento in cui scriviamo il record dei Reds in questo spring training recita 10-7, non male, anche se rimane un dato prettamente indicativo.

Uomo chiave della nuova stagione rimane senza ombra di dubbio Joey Votto, miglior giocatore della National League nel 2010 e uno dei battitori più costanti delle Majors, oltre che un ottimo prima base. Polveri bagnate in questa preseason, solo 5 su 20, ma una stagione passata da incorniciare, impreziosita da cifre quali il .324 di media battuta, i 37 HR, e i 113 punti battuti a casa, tutti numeri da leader di franchigia. Per forza di cose il destino di Cincinnati passa dalla sua mazza se vuole confermarsi sui livelli della stagione 2010.

Pronostico: Primo posto in Division nel 2010 (91-71) e primo viaggio nei playoffs dopo anni, per questi Reds che dal 2001 non avevano mai conosciuto una stagione vincente. Ci sbilanciamo confermandoli, in questo 2011, come una delle squadre candidate al titolo di Division. Primo/secondo posto (eventuale wild card) con 90/92 vittorie, ma uscita rapida al primo turno dei playoffs: le grandi, nelle altre due Division della NL, rimangono fuori portata.

 

HOUSTON ASTROS

I vecchi e i nuovi Astros. La seconda parte di stagione regolare 2010, per gli Astros, è stata tutt’altro che da buttare. Questa considerazione ha evidentemente suggerito alla proprietà l’idea che ci fossero discrete basi su cui costruire, o per lo meno iniziare a lavorare con serenità verso obiettivi più simili a quelli che hanno animato la franchigia nei primi anni del secolo.

Dal 2001 al 2006, infatti, Houston ha collezionato un primo e cinque secondi posti in division, due dei quali con record valevoli per la wild card della NL. Dal 2007 in poi il bilancio vittorie-sconfitte è in netto deficit e la scorsa annata si è chiusa con un ben poco esaltante 76-86 (quarti ad una vittoria dai Brewers). Come detto, però, separando le prime 60/65 gare dalle successive cento, potremmo notare due stagioni differenti, la seconda delle quali con record sopra quota .500.

Ed ecco spiegata la frase di apertura di cui sopra: gli Astros hanno mosso poche pedine e non di primissimo piano, allestendo un mercato mediocre che difficilmente farà da leva al salto di qualità auspicato dai tifosi texani, ultimamente poco inclini all’ottimismo riguardo ai destini della franchigia.

Clint Barmes, Bill Hall, Ryan Rowland-Smith sono le facce nuove, mentre non vestiranno più la maglia biancorossa Matt Lindstrom, Felipe Paulino, Brian Moehler, Geoff Blum.

Il vero problema di Houston, la scorsa stagione, è stato il box di battuta. Addirittura terrificanti le cifre: 26mi per media battuta, 28mi per punti segnati (solo 611) e 29mi per percentuale arrivo in base e slugging pct. Non è bastato il solito Carlos Lee, le cui cifre tra l’altro appaiono in costante calo negli ultimi anni. Sul monte le cose vanno meglio ma non troppo: per media battuta concessa si sono classificati 20mi, mentre l’ERA da 4.09 è la 17ma nelle Leghe.

L’addio di Lindstrom toglie un uomo di rotazione, mentre l’acquisizione di Rowland-Smith sembra non risolvere il problema, visto l’1-10 di record del mancino lo scorso anno a Seattle. Gli ex Phillies Brett Myers (14-8 con 3.14 di PGL nel 2010) e J.A. Happ sembrano più affidabili e formeranno il gruppo dei partenti assieme al dominicano Wandy Rodriguez, la delusione del 2010, Bud Norris e Nelson Figueroa. Primo rilievo (Wilton Lopez) e closer (Brandon Lyon, 20 salvezze su 22 nel 2010) confermati.

Sul diamante ottime acquisizioni in campo interno, mentre sugli esterni poco c’era da ritoccare, visto il buon materiale già a disposizione. Barmes e Hall sono entrambi teoricamente dei seconda base, spot fino allo scorso anno occupato da Jeff Keppinger, titolare di un .288 che rappresenta la miglior media battuta di franchigia nel 2010. Uno dei due dovrebbe posizionarsi da interbase, anche se rimane il dubbio su chi possa essere più affidabile in uno dei ruoli più delicati della difesa.

Entrambi, comunque, portano in dote una media battuta vita attorno ai .250: da verificare se basterà a dare la scossa al line-up agonizzante della scorsa stagione. Chris Johnson e Brett Wallace dovrebbero ricoprire i ruoli restanti sui sacchetti di terza e prima, con  Humberto Quintero dietro il piatto.

Oltre a Lee, in campo esterno gli Astros potranno contare ancora su Michael Bourn, Hunter Pence (media battuta .282 in entrambe le ultime due stagioni), Jason Michaels e Jason Bourgeois.

Preseason 2011 e punti chiave: Al momento in cui scriviamo, il record dei texani è il peggiore di Grapefruit League (6-14) con un Rodriguez che proprio non ama la primavera e che anche quest’anno sta collezionando un’ERA di 9.35.

Uomo chiave della nuova stagione è ancora una volta Carlos Lee, come detto in calo statisticamente, ma pur sempre battitore da 25-30 HR e 90-100 RBI in stagione regolare. Michael Bourn è stato un All Star nel 2010 e Hunter Pence ha guidato la squadra in HR, RBI e punti segnati, ma non siamo certi che il cast di supporto sia all’altezza. Il bullpen appare mediocre e Brad Mills, coach confermato al suo secondo anno alla guida della squadra, avrà il suo bel da fare per migliorare il risultato negativo della stagione 2010.

Pronostico: Col pronosticato miglioramento dei Cubs, gli Astros cederanno una posizione, chiudendo perciò quinti in Division con un bottino di vittorie tra 70 e 75.

 

MILWAUKEE BREWERS

I vecchi e i nuovi Brewers. I Brewers della scorsa regular season hanno presentato al proprio pubblico due facce ben distinte: una prima a tratti esaltante mostrava un attacco solido e produttivo, non lontano dagli standard richiesti per raggiungere una posizione da playoff; la seconda era la faccia poco rassicurante della rotazione lanciatori, tra le peggiori delle intere Majors. Risultato: terzi in Division con il record 77-85. Da sola la media PGL basta a chiarire il concetto: 4.58, 26ma della nazione. E da qui si doveva ripartire. E sono ripartiti eccome!

Frenetica e tutt’altro che di ordinaria amministrazione l’ultima off season del management dei gialloblu che ha lavorato sui punti deboli della franchigia, stravolgendo il pitching staff e aggiungendo al roster nomi importanti che mancavano nel Wisconsin come l’acqua nel deserto.

Dopo aver rinunciato ai partenti Doug Davis, David Bush (ora ai Rangers) e Chris Capuano (Mets) e ai rilievi Carlos Villanueva (Blue Jays), Todd Coffey (Nats) e Trevor Hoffman (ritirato), sono dunque arrivati Zack Greinke, Shaun Marcum, Takashi Saito e Sean Green a potenziare un reparto che ora si piazza di diritto tra i primi 4-5 della National League.

L’ex Kansas City è certamente l’uomo della svolta. Da lui ci si aspetta un riscatto dopo la mediocre parentesi del 2010 che ha interrotto un miglioramento costante nelle sue cifre iniziato nel 2005. Greinke a 27 anni è un partente maturo, dato che è già giunto alla sua ottava stagione nelle Majors, garantisce 33-35 gare di solidità e, se davvero riuscirà a tornare ai livelli del 2009, anche prestazioni di tutto rispetto che allora gli permisero di chiudere l’anno con un’ottima ERA di 2.16.

Marcum (13-8 lo scorso anno a Toronto) si inserirà nella rotazione partenti dietro a Greinke e Yovani Gallardo unico starter della squadra, nel 2010, a portare a casa cifre dignitose (14-7 con 3.84 di PGL e 200 K). A loro si aggiungono Randy Wolf, reduce da un’altalenante regular season 2010 e Chris Narveson.

Il giapponese Saito, giunto da Atlanta, andrà a rimpinguare il bullpen affiancandosi ai confermati Hawkins, a cui verrà chiesto di ritrovare la forma fisica e mentale di due stagioni fa, Braddock e Parra. John Axford sarà il closer anche per quest’anno (24 su 27 opportunità di salvezza nel suo più che discreto 2010).

Come in precedenza accennato, sul fronte dell’attacco le cifre della stagione scorsa sono di buon auspicio in vista di quella che sta per iniziare. I Brewers hanno infatti segnato 750 punti, con una media battuta di .262 (11mi in MLB) e totalizzando la nona percentuale assoluta per quanto riguarda gli arrivi in base.

Il reparto interni esce rinforzato dai movimenti di mercato dell’ultima offseason, con l’acquisizione del forte shortstop cubano Yuniesky Betancourt. Compie il percorso inverso destinazione Royals Alcides Escobar. Pressochè intoccabili Prince Fielder (32 HR la scorsa stagione), Rickie Weeks (112 punti) e Casey McGehee (104 RBI) sui tre sacchetti difensivi, con la probabile alternanza di Mark Kotsay in prima e Craig Counsell in seconda.

Alternanza che si ripeterà in batteria, dove i nomi dei ricevitori non sono cambiati rispetto alla stagione appena conclusa: Lucroy, Nieves, Maldonado e Kottaras.

Gli esterni che ruoteranno in questo 2011 restano gli stessi: Ryan Braun (.304 di media battuta, miglior prestazione di franchigia nel 2010) a sinistra, Carlos Gomez al centro e Corey Hart a destra, con Chris Dickerson e Mat Gamel nel dugout pronti a dare una mano.

Preseason 2011 e punti chiave: Fino a questo momento Milwaukee ha vinto undici delle 17 partite disputate in questa preseason, facendo meglio di tutte gli altri 5 team della division.

Quest’anno dispongono di un pitching staff finalmente in grado di competere, all’interno della Central, con quello dei Cardinals. Mentre Braun, McGehee e Weeks dovrebbero garantire i punti che servono ad alleggerire la tensione del monte di lancio. In molti danno Prince Fielder sul piede di partenza al termine della stagione, in quanto free agent, chissà che le mosse di mercato di quest’inverno non riescano a farlo ricredere.

Per tutti questi motivi è difficile battezzare un “pivotal player” per il destino di questa franchigia, anche se noi andremmo con Corey Hart, classe ’82, numeri in costante crescita ed ottimo esterno in difesa: se riuscisse a limitare la sua sinistra tendenza all’eliminazione al piatto, potrebbe essere la chiave tecnica della corsa vincente dei gialloblu nel 2011.

Pronostico: Lo sforzo compiuto dalla proprietà di dotare Ron Roenicke, manager esordiente, e tutto il suo staff tecnico di lanciatori di classe e sostanza non può essere sottovalutato. Per questo motivo sarebbe delittuoso non raccogliere l’opportunità più unica che rara di salire di livello e prendersi una volta per tutte la leadership della Central Division. Pronostichiamo dunque i Brewers al primo posto con 90/95 vittorie, ma, nel caso in cui i Reds riuscissero a migliorarsi di nuovo vincendo la divisione, un record simile potrebbe comunque assicurare loro facile accesso al posto playoff garantito dalla wild card.

 

PITTSBURGH PIRATES

I vecchi e i nuovi Pirates. In molti in queste settimane si sono letteralmente rifiutati di sprecare tempo e inchiostro sui Pittsburgh Pirates. Qualcuno ha anche aggiunto che Andrew McCutchen dovrebbe intentare causa per danni nei confronti della franchigia, in quanto la punizione di dover giocare con questa maglia risulterebbe per lui sproporzionata e immeritata.

Non ci rimane altro che scherzare, ormai: su questi Pirates, seriamente, non ha voglia di discorrere nessuno. Non conoscono una stagione vincente dal 1992, quattro volte sesti in NL Central negli ultimi 4 anni e 5 volte negli ultimi sei. Iniziano l’annata 2011 con un nuovo manager: Clint Hurdle.

Otto anni di esperienza in MLB coi Colorado Rockies, Hurdle ha terminato soltanto una stagione oltre media .500, nel 2007, con conseguente unica qualificazione ai playoff nei quali, nonostante l’esito di quella postseason, detiene comunque record positivo. Hurdle che, perdonateci il solito tono scherzoso, di ostacoli ne dovrà superare parecchi, è il sesto manager a tempo pieno dei Pirates dall’ultima stagione vincente del club.

Principali addizioni in questa offseason sono stati: Lyle Overbay, Matt Diaz, Garrett Atkins e i pitchers Kevin Correia, Scott Olsen, e Joe Beimel.

Hanno lasciato la casacca giallonera: Zach Duke, Lastings Milledge, Chan Ho Park.

In pratica nessuna delle mosse mercato fatte negli scorsi mesi dovrebbe cambiare troppo il destino dei pirati. Certo è che per fare peggio del 2010 dovrebbero metterci dell’impegno ed è difficile pensare che riescano nell’impresa. 29mi per punti e percentuale nel box (.242), 28mi e 27mi rispettivamente nella percentuale di arrivi in base e nella slugging pct, disarmante il 30mo posto per BAA e punti guadagnati, con un incommentabile 5.00.

Overbay, che dovrebbe prendere possesso del cuscino di prima, ha dato un ottimo contributo alla causa dei Blue Jays nelle ultime 5 stagioni ed è comunque un uomo che garantisce un .250 di media battuta e 65/70 RBI a stagione. A nostro avviso è anche un difensore sottovalutato, mentre Matt Diaz, esterno da Atlanta, ha giocato solo 84 partite nel 2010 e dovrà dimostrare di essere in grado di tornare ai livelli di due anni fa per conquistarsi il posto da titolare in campo sinistro.

Il posto di esterno centro è saldamente nel guantone di McCutchen, uno dei più eccitanti giocatori che abbiano vestito la casacca giallonera da oltre vent’anni a questa parte. A destra si posizionerà di nuovo Garret Jones, uno dei pochi salvabili della stagione scorsa, titolare di numeri discreti quali i 21 Homer e gli 86 RBI.

Pedro Alvarez, Ronny Cedeno, Neil Walker e Josh Rodriguez si contenderanno le tre posizioni interne rimaste, con Chris Snyder catcher titolare.

Del monte di lancio sarebbe preferibile non parlare, per evitare di infierire. Rilievi e closer, eredità della scorsa stagione, hanno i nomi tutt’altro che altisonanti di Evan Meek, Chris Resop, Chris Leroux e Joel Hanrahan.

I tre neoacquisti lasciano un tantino perplessi, a cominciare dal rilievo Scott Olsen, sul cui curriculum la parte dedicata a sospensioni e problemi legali è più vasta di quella relativa alla carriera da lanciatore.

Per la cronaca, comunque, negli ultimi quattro anni tra Florida e Washington non ha mai avuto una stagione vincente, scendendo sotto i 5.50 di ERA solo nel 2008. Kevin Correia (10-10 con 5.40 di PGL l’anno scorso in maglia Padres), invece, si inserirà nella rotazione partenti che comprende i confermati Maholm, Ohlendorf, McDonald e Morton. I

l primo dei quattro è risultato il miglior pitcher dei suoi nel 2010 con un’imbarazzante ERA di 5.10. A conclusione di questa analisi, verrebbe da dire che se, sulla carta, il tuo miglior lanciatore è Ross Ohlendorf (1-11 nel 2010), non c’è nessuna speranza di migliorare le cose.

Preseason 2011 e punti chiave: Fino a questo momento Pittsburgh non ha voluto smentirsi, perdendo undici delle 19 partite disputate in questa preseason. Olsen ha una ERA di 9.00, Ohlendorf è 0-2 con 6.75 di PGL. Male, non c’è che dire, e lontana appare la luce in fondo al tunnel. Come tutte le acque torbide, però, anche quella dei tre fiumi della città della Pennsylvania nasconde un piccolo tesoro, vero uomo franchigia, nonché chiave della nuova stagione dei Pirates.

Parliamo di nuovo di Andrew McCutchen, la cui preseason, finora, non è stata proprio fortunatissima, in quanto ha subito un doloroso infortunio al polso sinistro e al momento è ancora tra i giocatori inattivi. Il ventiquattrenne di Fort Meade sta per iniziare la sua terza stagione nelle Majors e non ci stupiremmo se le sue cifre, ottime lo scorso anno, crescessero di nuovo, innalzandolo di diritto tra i migliori 7-8 battitori della National League. 94 punti e .286 di media battuta sono un bel trampolino dal quale spiccare un nuovo volo.

Pronostico: Dopo le 105 sconfitte della stagione appena conclusa, ci si chiede un grande sforzo nel pronosticare un esito differente per quanto riguarda la nuova avventura di questi derelitti Pirates. Sesto e ultimo posto in division con, almeno questo ci sentiamo di augurarglielo, 63 vittorie e 99 sconfitte. Più in là non potranno andare.

 

ST. LOUIS CARDINALS

I vecchi e i nuovi Cardinals. Tanti e importanti movimenti di mercato per i Cards, molto attivi nel corso della offseason, dopo un 2010 per loro deludente, terminato sì con un record positivo (86-76) ma non sufficiente a garantire loro un posto nei playoffs.

Nuovi arrivi soprattutto nel bullpen, già di buon livello, che risulta ulteriormente rafforzato dalle firme di Brian Tallet, Miguel Batista e Raul Valdes.

Ma certamente LaRussa non può che essere contento del lavoro fatto sul monte di lancio nel 2010; tanti sono stati, infatti, i motivi di soddisfazione per il manager veterano alla 16ma stagione coi Cardinals, a partire dai 3.57 punti guadagnati dai lanciatori di St. Louis, quinta miglior statistica in MLB.

A tal proposito, non bisogna dimenticare la splendida stagione di Adam Wainwright, a 2.42 di ERA. Il ventinovenne di Brunswick avrebbe dovuto apprestarsi ad iniziare la sua settima stagione in maglia biancorossa dopo aver costantemente migliorato in ognuna delle sei precedenti, concludendo lo scorso anno con le migliori statistiche della squadra: 20 vittorie, 213 avversari lasciati al piatto e un incredibile 1.05 di WHIP (basi per ball più punti per inning lanciati).

Un serio infortunio al gomito, però lo sta relegando in lista infortunati e, stando alle ultime notizie, il pitcher dovrebbe subire, a breve, un intervento ricostruttivo al braccio infortunato.

Chris Carpenter (16-9 nel 2010), Jake Westbrook, Jaime Garcia (13-8 con 2.70 di ERA), Kyle Lohse, Kyle McClennan (probabile rimpiazzo per Wainwright) sono gli altri nomi della rotazione partenti, comunque una delle migliori anche quest’anno in tutta la lega.

I rilievi confermati sono Jason Motte, Trever Miller e Mitchell Boggs, mentre il closer sarà di nuovo il trentottenne Ryan Franklin, 27 salvezze su 29 nella passata regular season.

Addizioni di rilievo anche per quanto riguarda interni ed esterni. I nomi più importanti sono certamente quelli di Lance Berkman e Ryan Theriot. Il primo è stato firmato per un anno a 8 milioni e rappresenta la vera scommessa del management dei Cardinals, alla ricerca di un terzo violino offensivo da affiancare nel lineup alla coppia Pujols-Holliday. Berkman in difesa dovrebbe piazzarsi a destra in campo esterno, ma all’occorrenza potrebbe essere il back up di Pujols in prima. La speranza di LaRussa è che si riprenda dopo una stagione non proprio esaltante in maglia Yankees, oltre al punto interrogativo riguardante le sue condizioni fisiche, a 35 anni di età e qualche acciacco già patito nel recente passato.

Theriot sarà presumibilmente l’interbase titolare, dopo la cessione ai Mariners, avvenuta quest’inverno, di Brendan Ryan (vera delusione della stagione passata), anche se si è sempre dimostrato più a suo agio a giocare in seconda; anche Theriot è atteso al riscatto dopo un’annata deludente. Altra faccia nuova nel reparto interni è Nick Punto, utility man che può ricoprire tre ruoli in difesa e darà certamente il suo apporto alla causa. David Freese, Skip Schumacher e Tyler Greene completano il lotto degli interni.

A fianco di Berkman e Holliday (.312 di media battuta nel 2010) in campo esterno giocherà Colby Rasmus al centro con Jon Jay probabile sostituto nel ruolo. Gerald Laird, invece, è stato firmato come backup di Yadier Molina, a nostro avviso il miglior catcher difensivo della MLB, sempre divertente da vedere dietro al piatto ed efficace quando serve in attacco (lo scorso anno 62 RBI e .262 di media battuta).

Infine, non vestiranno più la casacca biancorossa nel 2011 Brad Penny (sfortunato 2010 per lui, causa un brutto infortunio), Blake Hawksworth (starter/rilievo ceduto ai Dodgers in cambio di Theriot), Jason LaRue (ritirato), Aaron Miles, Randy Winn e Jeff Suppan.

Preseason 2011 e punti chiave: Al momento in cui scriviamo St. Louis ha un record di 9-7 nella Grapefruit League 2011. Holliday sta battendo con un incredibile .387, ed anche quest’anno ci si attende un apporto di grande sostanza dalla sua mazza. Meno brillante appare invece la forma in questo inizio di primavera della stella Albert Pujols.

E’ sempre lui, a nostro avviso, il giocatore chiave di questi Cardinals, leader di un attacco che nel 2010 si è piazzato soltanto 13mo per percentuale di arrivi in base, 14mo per punti segnati (736) e nono per media battuta (.263). Pujols è stato comunque il migliore dei suoi nel corso della stagione passata, grazie a statistiche di tutto rispetto: 42 HR, 118 RBI, 115 punti segnati. In molti sono pronti a scommettere che questo possa essere l’ultimo anno del dominicano nel Missouri, in quanto la franchigia non è riuscita a fargli firmare un’estensione di contratto entro la sua autoimposta deadline.

Anche per questo motivo è lecito attendersi dal numero 5 un’ennesima grande stagione, l’undicesima davanti ai suoi tifosi dei quali è idolo indiscusso, avendoli conquistati con prestazioni di rara costanza e solidità offensiva.

In conclusione se LaRussa e il suo staff riusciranno a portare a buon fine l’operazione-rinascita di Berkman e costruiranno qualcosa sulle fondamenta del buon 2010 di Colby Rasmus, ecco che nel box di battuta i Cardinals saranno pronti a dare filo da torcere anche agli squadroni più dotati sul monte di lancio, come i phab phour di Philadelphia.

Pronostico: Terzo posto in Division, da contendersi con i Cubs. L’obiettivo, però, raggiungibile di 90 vittorie potrebbe anche regalare loro qualcosa di più. Wild card, a nostro avviso, difficilmente accessibile.

Post By Marco Pellicelli (10 Posts)

Parmigiano del sasso, innamorato dello sport americano da bambino, a 4 anni sugli spalti del diamante “Europeo” del Ducato, a 6 anni per le telecronache NBA di Dan Peterson e alcuni anni dopo per quelle NFL di Flavio Tranquillo su Tele+2. Sportivamente parlando la mia seconda città è Philadelphia. In oltre 30 anni di passione sono stati più i giorni bui di quelli sereni, ma da quando sono atterrato un giorno di luglio nella City Of Brotherly Love, ho capito che nulla al mondo avrebbe nel mio cuore preso il posto di quelle 4 franchigie.

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