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Dopo la leggendaria serie del 1972, anche gli appassionati nordamericani si resero conto del gran valore dell’hockey sovietico: nonostante i giocatori russi mancassero della fisicità dei Canadesi, erano tuttavia dotati maggiormente dal punto di vista tecnico. Per soddisfare i tifosi, che volevano assistere a nuove sfide, furono organizzati altri incontri tra le due grandi scuole dell’hockey su ghiaccio.

Nel 1974 fu preparata una nuova serie di otto partite tra Canada e URSS, ma questa volta i giocatori nordamericani furono selezionati dalle formazioni della World Hockey Association: tra gli atleti convocati, i più famosi furono Bobby Hull, ma soprattutto Gordie Howe e i suoi figli Mark e Matty; per la Summit Series del 1974, furono selezionati anche tre membri della mitica squadra di due anni prima, vale a dire Frank Mahovlich, Pat Stapleton (cui fu assegnata la C di Capitano) e l’eroe di Mosca Paul Henderson, che erano stati ingaggiati dalle franchigie della WHA. La guida tecnica fu affidata a Billy Harris, valido attaccante dei Toronto Maple Leafs negli anni ’60 e membro della nazionale canadese ai mondiali del 1969; nel 1971 e nel 1972, Harris fu impegnato come tecnico della Svezia, prima di ricevere la chiamata degli Ottawa Nationals (Toronto Toros) della WHA.

Alla vigilia di gara 1 gli addetti ai lavori avevano previsto una vittoria complessiva per i Sovietici, ma i Canadesi non partivano certo battuti. A differenza di due anni prima, la prima linea russa fu composta da Mikhailov, Petrov e Kharlamov, mentre gli altri giocatori furono continuamente ruotati.

Questi i risultati:

Quebec, 17 settembre
Canada – URSS 3 – 3

Toronto, 19 settembre
Canada – URSS 4 – 1

Winnipeg, 21 settembre
Canada – URSS 5 – 8

Vancouver, 23 settembre
Canada – URSS 5 – 5

Mosca, 1° ottobre
URSS – Canada 3 – 2

Mosca, 3 ottobre
URSS – Canada 5 – 2

Mosca, 5 ottobre
URSS – Canada 4 – 4

Mosca, 6 ottobre
URSS – Canada 3 – 2

Serie: Canada – URSS 1 – 4 (3 pareggi)

Ovviamente, le otto partite furono accompagnate dalle solite polemiche: come avvenuto due anni prima, le sfide di Mosca furono caratterizzate da arbitraggi controversi (con protagonista il solito Kompalla), che sicuramente penalizzarono la formazione nordamericana con chiamate molto discutibili. L’evento più clamoroso avvenne in gara 7, quando l’arbitro canadese Tom Brown non convalidò una rete di Bobby Hull allo scadere, negando il successo ai Nordamericani. Tuttavia, lo stesso Brown era stato protagonista di un episodio simile anche nella seconda partita: il Canada stava vincendo per 3-1, quando all’inizio del terzo periodo Vladimir Petrov infilò il disco nella porta avversaria; nonostante la luce rossa fosse rimasta accesa per quindici secondi, Brown non convalidò la rete.

Infine, va ricordata la rissa generale nei secondi finali di gara 6 (in cui al Canada furono fischiati 33 minuti di penalità contro i miseri nove all’URSS), causata da uno scontro tra Rick Ley e Valery Kharlamov. Come due anni prima, i Canadesi espressero i loro dubbi sullo svolgimento delle partite: Gordie Howe, ad esempio, pur riconoscendo l’estremo valore dei Sovietici, raccontò che gli arbitraggi delle quattro partite a Mosca furono alquanto sospetti.

Tuttavia, anche i Russi espressero il loro disappunto nei confronti dei rivali, accusati di attuare un gioco sporco e scorretto: alla vigilia di gara 8, i massimi dirigenti sovietici minacciarono addirittura un ritiro dalla competizione, se i Canadesi avessero continuato con le loro cariche violente. Tuttavia, il tecnico russo Boris Kulagin non convocò per l’incontro finale diversi fuoriclasse, tra cui Vladimir Petrov, Boris Mikhailov e Vladislav Tretiak, quest’ultimo sostituito da Alexander Sidelnikov.

Il miglior marcatore della serie fu Bobby Hull, che complessivamente realizzò nove punti, frutto di sette gol e due assist: spettacolare fu la sua performance nel quarto incontro, quando nel primo periodo realizzò un hat trick. Come due anni prima, Yakushev guidò l’attacco sovietico, segnando 8 punti (6 gol e 2 assist) in sette partite (non fu convocato per gara 5); considerando le due serie, Big Yak totalizzò 19 punti (13 + 6). Ottimo fu anche Valery Kharlamov, che, pur segnando solo due reti (con sei assist), deliziò gli spettatori con alcune giocate meravigliose. Tra i Canadesi, importantissimo fu il contributo di Gordie Howe, che nonostante i 46 anni seppe ancora dimostrare il proprio valore con tre reti e quattro assist. Meno incisivo fu, invece, Paul Henderson, che segnò appena due gol (entrambi in gara 3). Anche i portieri disputarono delle ottime serie: il canadese Gerry Cheevers (utilizzato in tutte le partite, esclusa la terza) seppe reggere il confronto con Tretiak.

Curiosità:

– Sul retro della maglia dei giocatori canadesi, non era presente il nome degli stessi, bensì la scritta INTERNATIONAL.

– In gara 2, il Canada usufruì di un tiro di rigore: incaricato della trasformazione fu Mike Walton, che però vide la propria conclusione respinta da Tretiak: intervistato al termine della partita, il portiere russo affermò che il rigore era stato battuto in modo primitivo. Nella sfida successiva anche all’URSS fu accordato un tiro di rigore: Maltsev cercò di superare il portiere McLeod, che però evitò la rete.

– Qualche giorno prima di gara 5 (più precisamente il 27 e il 29 settembre), la formazione canadese sfidò le nazionali di Finlandia e Svezia, ottenendo due vittorie (8-3 e 4-3); l’8 ottobre (due giorni dopo gara 8), il Canada affrontò la Cecoslovacchia, perdendo 3-1.

Nonostante le polemiche, la serie del 1974 non raggiunse l’intensità di quella disputata due anni prima, anche perché la selezione nordamericana non rappresentava il Canada, bensì la WHA; inoltre, entrambi i figli di Gordie Howe erano nati negli USA e Mark aveva addirittura partecipato alle Olimpiadi del 1972 di Sapporo con la nazionale statunitense. Infine i Sovietici non erano più considerati i grandi nemici politici, ma solamente rivali sul ghiaccio: Gordie Howe raccontò che alla fine delle partite, i giocatori russi volevano scambiare le mazze, mentre Bobby Hull ricevette dei sinceri complimenti (prontamente ricambiati) da Alexander Yakushev.

Ad ogni modo anche la sfida del 1974 fu un successo, quindi la popolarità di questi scontri tra le due potenze andava sicuramente capitalizzata; tuttavia, i dirigenti della NHL non erano favorevoli a partite tra le due nazionali, poiché i Canadesi, non essendo abituati a giocare insieme, partivano chiaramente sfavoriti.

Nel 1975 fu organizzata la Super Series ’76, otto partite che avrebbero messo di fronte le migliori squadre della NHL contro alcune famose squadre moscovite, il Centralniy Sportivniy Klub Armii (CSKA, l’Armata Rossa) e i Krylia Sovetov (Soviet Wings); tuttavia, il CSKA fu rinforzato da Alexander Maltsev e Valeri Vasiliev (Dinamo Mosca) e da Slava Solodukhin (SKA Leningrado), mentre nei Krylia erano presenti atleti dello Spartak Mosca, tra cui Alexander Yakushev e Vladimir Shadrin. Per permettere ai professionisti nordamericani di essere al massimo della forma, gli incontri furono disputati tra dicembre e gennaio.

Il 28 dicembre 1975 al Madison Square Garden, i New York Rangers erano pronti ad affrontare il CSKA: nonostante un vantaggio iniziale nelle primissime fasi della partita, i Rangers furono ridicolizzati dai Sovietici, che diedero un’impressionante lezione ai loro avversari; New York non era una squadra adatta a sfidare il CSKA, ma pochi potevano immaginare un risultato simile. All’inizio del terzo periodo, l’Armata Rossa segnò il settimo gol della serata e le due reti finali di Rod Gilbert e Phil Esposito servirono solo ad addolcire la pillola.

I migliori giocatori di quella serata furono il portiere Tretiak e Valery Kharlamov, che realizzò un gol magnifico: in situazione di superiorità numerica, il leggendario #17 riuscì a “sfondare” il muro formato da quattro Rangers con un impressionante movimento di gambe; Harry Sinden, il coach della rappresentativa canadese nella Summit Series del 1972, commentò quel gol, definendo Kharlamov una delle più grandi superstar dell’hockey mondiale.

A fine gara il difensore di New York Doug Jarrett, sconvolto dalla velocità e dalla bravura del CSKA, affermò sconsolato: “They are like a team of Yvan Cournoyers, with Gordie Howe’s hit!”

New York Rangers – CSKA 3 – 7
Serie: NHL – URSS 0 – 1

Il giorno dopo a Pittsburgh, i Penguins affrontarono i Krylia Sovetov, che, dopo aver preso un vantaggio iniziale di 5-0, controllarono abbastanza agevolmente la rimonta degli avversari.

Pittsburgh Penguins – Krylia Sovetov 4 – 7
Serie: NHL – URSS 0 – 2

Il 31 dicembre al Forum, i Montreal Canadiens affrontarono il CSKA in una partita memorabile: gli Habs dominarono per sessanta minuti, ma nonostante una netta supremazia (38 tiri contro 13) non riuscirono a vincere, poiché Tretiak parò praticamente tutto; grazie alle reti di Boris Mikhailov, Valery Kharlamov e Boris Alexandrov, i Russi rimontarono uno svantaggio di 0-2 e 1-3. Montreal rischiò addirittura una clamorosa beffa, ma fortunatamente, Vladimir Popov, con Dryden ormai battuto, colpì il palo.

Montreal Canadiens – CSKA 3 – 3
Serie: NHL – URSS 0 – 2 (1 pareggio)

Il 4 gennaio i Buffalo Sabres, grazie ad un gioco molto fisico ed efficace, si sbarazzarono dei Krylia Sovetov, regalando alla NHL la prima vittoria della serie: i protagonisti del successo furono Rick Martin, Gilbert Perreault e Rene Robert, membri della celeberrima French Connection Line. A fine partita, Martin affermò a gran voce che l’hockey canadese era nettamente superiore a quello sovietico.

Buffalo Sabres – Krylia Sovetov 12 – 6
Serie: NHL – URSS 1 – 2 (1 pareggio)

Dopo la batosta contro Buffalo, i Krylia Sovetov si trasferirono a Chicago per sfidare i Black Hawks; grazie ad un parziale di 3-0 nel secondo periodo, i Sovietici si presero una convincente rivincita.

Chicago Black Hawks – Krylia Sovetov 1 – 4
Serie: NHL – URSS 1 – 3 (1 pareggio)

L’8 gennaio, otto giorni dopo la memorabile partita di Montreal, il CSKA disputò la terza partita della serie, sfidando i Bruins al Boston Garden; vista l’indisposizione di Petrov, Alexander Maltsev fu inserito dal tecnico Loktev nella prima linea d’attacco assieme a Kharlamov e Mikhailov.

Inizialmente, i Bruins cercarono di imporre il proprio gioco duro, ma nonostante la grande pressione, il punteggio, alla fine dei primi venti minuti, era ancora fermo sullo 0-0; all’inizio della seconda frazione, Boston sbloccò il risultato grazie ad un tiro di Forbes, mal valutato da Tretiak, che in quell’occasione commise uno dei suoi pochissimi errori.

Tuttavia, il vantaggio ebbe durata piuttosto breve, infatti, due minuti più tardi Kharlamov (con un meraviglioso backhand) pareggiò il conto, per poi raddoppiare al termine di una spettacolare azione che lasciò i Bruins assolutamente disorientati; dopo la segnatura, Wayne Cashman si rese protagonista di uno spiacevole episodio, colpendo con la mazza il capitano del CSKA Boris Mikhailov, il quale, a dire il vero, aveva ostacolato in maniera eccessiva il portiere dei Bruins, Gilbert.

Grazie a Maltsev, i Sovietici si portarono sul 3-1, ma sul finire della seconda frazione, Ratelle trovò una rete importantissima, che fece sperare i tifosi del Garden; purtroppo, dopo appena 43 secondi dall’inizio del terzo tempo, Tsygankov approfittò di un’incertezza della difesa di Boston, trovando la rete del 4-2, che chiuse l’incontro: la rete di Alexandrov, infatti, servì solamente a fissare il punteggio sul 5-2 finale.

Miglior giocatore della partita fu il portiere Tretiak, che parò 38 dei 40 tiri scagliati verso la propria porta; in verità, Boston dominò la statistica dei tiri (40 contro 19), tuttavia la superiorità del CSKA fu evidente: in moltissime occasioni, i Bruins rimasero assolutamente disorientati dai passaggi e dal gioco collettivo dei Sovietici.

Boston Bruins – CSKA 2 – 5
Serie: NHL – URSS 1 – 4 (1 pareggio)

Il 10 gennaio i Krylia Sovetov disputarono, contro i New York Islanders, il loro ultimo incontro, vincendo 2-1: tutti i gol furono segnati nel secondo tempo.

New York Islanders – Krylia Sovetov 1 – 2
Serie: NHL – URSS 1 – 5 (1 pareggio)

L’11 gennaio 1976 allo Spectrum di Philadelphia era in programma l’ultima gara della Super Series: i Sovietici si erano già aggiudicati lo scontro complessivo, ma la sfida tra Flyers, detentori della Stanley Cup, e il CSKA aveva un sapore speciale, poiché il vincitore di quella partita si sarebbe potuto fregiare del titolo (anche se ufficioso) di Campione del Mondo.

La partita fu interpretata al meglio dai Broad Street Bullies, che probabilmente erano la formazione più adatta per contrastare il gioco dei sovietici: Bobby Clarke e compagni erano famosi per il loro stile duro, fisico ed energico e presero le redini della partita fin dal primo ingaggio, vincendola agevolmente 4-1. Valery Kharlamov non fu un fattore in quell’incontro, anche perché fu messo fuori gioco da una gomitata (probabilmente volontaria) di Ed Van Impe; in seguito a quel colpo, tutti i giocatori, allenatori e dirigenti russi si alzarono dalla loro panchina e si diressero negli spogliatoi per protesta, rientrando sul ghiaccio diversi minuti più tardi.

I Flyers erano riusciti a salvare l’onore della NHL, tanto che il presidente Clarence Campbell affermò che i veri vincitori della Super Series erano i nordamericani: nelle tre partite più importanti (quelle contro Montreal, Buffalo e Philadelphia, le migliori compagini) i Sovietici avevano, infatti, collezionato solo un pareggio e due sconfitte.

Philadelphia Flyers – CSKA 4 – 1
Serie: NHL – URSS 2 – 5 (1 pareggio)

Dopo la Super Series ’76, la tradizione degli scontri NHL-URSS continuò anche nelle stagioni successive: ogni anno a dicembre, il campionato NHL veniva interrotto per permettere la disputa di queste sfide affascinanti. Negli anni ’70 furono organizzati anche incontri tra le compagini sovietiche e quelle appartenenti alla World Hockey Association.

Non tutte queste partite furono degne di nota, ma alcune di queste meritano di essere ricordate: nel febbraio 1979, al posto del tradizionale All-Star Game, New York ospitò la Challenge Cup, una serie di tre partite tra i migliori giocatori della NHL (praticamente, la nazionale canadese con l’aggiunta dei tre svedesi Borje Salming, Ulf Nilsson, Anders Hedberg) contro l’URSS; i professionisti vinsero la prima gara 4-2, ma i Sovietici si assicurarono il trofeo, aggiudicandosi gli altri due incontri 5-4 (rimontando da 2-4) e 6-0. Al termine di Gara 3, tutti gli osservatori canadesi espressero la loro ammirazione per la tecnica dei giocatori russi, lodando la loro abilità nel pattinare e la precisione dei passaggi.

Nel febbraio del 1987 a Quebec City fu giocato il Rendez Vous ’87, doppia sfida tra gli All-Stars della NHL e la nazionale sovietica: i professionisti vinsero la prima partita 4-3, ma l’URSS si aggiudicò gara 2 5-3, pareggiando la serie; come era successo otto anni prima per la Challenge Cup, anche il Rendez Vous ’87 sostituì la tradizionale Partita delle Stelle.

Escludendo le serie del 1972 e del 1974, quasi tutte le sfide tra le due scuole hockeistiche furono giocate in Nordamerica, ma nel settembre 1989 i Calgary Flames, detentori della Stanley Cup, si recarono a Leningrado per affrontare il Khimik Voskresensk, vincendo 4-2.

Le sfide Canada-URSS continuarono fino all’inizio degli anni ’90, ma ormai avevano perso da diverso tempo ogni interesse da parte di tecnici, osservatori e tifosi; l’incontro tra Quebec Nordiques e Dynamo Mosca, disputato a Quebec City il 15 gennaio 1991 (e terminato 4-1 per i russi), chiuse definitivamente il sipario su queste affascinanti partite.

Il bilancio finale premia l’Unione Sovietica, ma ovviamente non ci dobbiamo fare ingannare dai numeri: a partire degli anni ’80, molti di questi incontri erano considerati alla stregua di semplici esibizioni, in cui le superstar lasciavano spazio alle seconde, terze e quarte linee e gli allenatori provavano nuove strategie; nessuno era veramente interessato al punteggio finale e la cosa importante era evitare qualsiasi tipo di infortunio che avrebbe potuto pregiudicare la stagione. Inoltre, molti giocatori russi stavano lasciando l’Unione Sovietica, ormai prossima al dissolvimento, attratti da invitanti ingaggi nella NHL.

Ma negli anni ’70 era nata un’altra competizione che avrebbe conquistato l’attenzione degli appassionati e regalato dei momenti indimenticabili: la Canada Cup!

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L’autore dei tre articoli vuole ringraziare le seguenti persone:

Joe Pelletier
Arthur Chidlovski
Craig Wallace
Clayton Self
Bruce Kish
Vadim Kazakov
Dan Ammann
Leonid Makarovsky, Jean-Patrice Martel e tutti i membri della mailing list.

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