
HORNETS 101, PACERS 96
Si ferma la ricorsa dei Pacers, che reduci da 3 vittorie consecutive a 116 punti di media, non riescono mai ad avere il controllo della gara vinta da New Orleans, che centra il 6° successo stagionale su 21 trasferte disputate. Il 2/2 di West a meno di 4’ dalla fine del 4° quarto manda sul +9 gli ospiti ma Danny Granger con 5 punti consecutivi riporta i suoi sul -4. Negli ultimi 3’, Indiana non trova punti dando la possibilità a Chris Paul di chiudere la gara con un facile jumper e con un 2/2 ai liberi. New Orleans domina sotto i tabelloni (49-37) e sbanca Indianapolis nonostante il 42% dal campo e il 4/15 dall’arco. Doppia doppia per CP3 che mette a referto 22 punti con 11 assist mentre West ne mette 24 con 10/21 dal campo. Per i Pacers, un Granger bloccato a 13 punti con 12 tiri mentre Roy Hibbert gioca la partita della carriera, segnando 27 punti e 10 rimbalzi.
KINGS 86, WIZARDS 96
Cosa è successo agli intriganti Kings di inizio stagione? Se lo chiedono in molti con la sconfitta di Washington che rappresenta la 16a delle ultime 22 disputate per un record che è cambiato dal 9-8 del 2 dicembre al 15-24 di oggi. Neanche stavolta, l’apporto di Kevin Martin è stato efficace. 23 punti con 6/17 dal campo e 8/8 ai liberi, il bottino dell’ex Western Carolina che ha giocato la sua seconda gara, dopo averne saltate 32 di fila. Vince Washington, che piano piano sembra assimilare i brutti giorni della vicenda Arenas, chiudendo la settimana con un sorriso e con un record per il proprio allenatore, Flip Sanders, che conquista la vittoria numero 600 in carriera, diventando il 22° coach della storia NBA a raggiungere suddetto traguardo. La nona vittoria negli ultime 10 sfide contro i Kings, porta la firma di Carol Butler (19) e del prezioso contributo della coppia Boykins-Young, che dalla panca, portano 25 punti e 11 canestri. Per i Kings, terza peggior prova balistica della stagione (37%) nonostante un Evans da 21 punti e 9/19 al tiro.
SUNS 99, BOBCATS 125
Volano i Charlotte Bobcats che umiliano i Phoenix Suns con un prova che consente loro di raggiungere il 50% di vittorie e di ritoccare qualche record di franchigia. I Suns non sono mai in partita con lo svantaggio che tocca punte di 39 lunghezze e con i Bobcats che segnano come non mai nella loro storia in un quarto (43) e nel primo tempo (74). Straordinario la prova del duo Jackson-Wallace che mettono sul piatto 29 punti a testa, con l’ex Warriors che raggiunge i 10.000 punti in carriera, disputando una grande gara da 11/17 dal campo, 4 triple, 8 assist e 5 recuperi. Non è da meno, il prodotto di Alabama che chiude con una doppia doppia da 29+13 in soli 31’, infilando 2 delle 10 triple a bersaglio dei Bobcats. Il record e le ambizioni di Phoenix continuano a scendere (dal 1° dicembre è 10-13) con la 10a sconfitta delle ultime 11 trasferte giocate. E’ bastato il primo tempo per avere una testimonianza, con i Suns che sono tornati nello spogliatoio sotto di 27 punti, prima che i panchinari (26 punti della coppia Clark-Lopez) stabilizzassero il pesante divario.
KNICKS 90, PISTONS 94
Rodney Stuckey, da qualche giorno alle prese con sintomi influenzali, trascina i Pistons alla terza vittoria consecutiva. 41 minuti sul parquet e 20 punti a referto per il nativo di Seattle, rimasto in ospedale fino alle 3 di notte. Detroit con una grande prestazione a rimbalzo (20 d’attacco) sembra aver messo alle spalle le orribili 13 sconfitte consecutive, anche se l’obbiettivo playoff sembra troppo lontano ma non lontanissimo all'orizzonte. In attesa del re-match tra le due squadre fra meno di 48 ore, i Pistons regolano i Knicks con 34 punti del duo Hamilton-Villanueva che hanno bisogno di 38 tiri. Per gli ospiti, i soliti noti. 27 punti per Danilo Gallinari che tira 8/16 dal campo (3/6 da 3) e per la seconda volta in 24 ore, un David Lee ad un assist dalla sua prima tripla doppia in carriera (26+17+9). Il resto è poca cosa (15/46 al tiro) con l’ennesima partenza a rilento che ha condizionato una rimonta quasi completata (-2 a 17” con il 3/3 dalla lunetta di Gallinari).
HEAT 80, THUNDER 98
Dopo aver vinto nettamente in casa dei Rockets, il tour di Miami prevede una sosta ad Oklahoma City. Sosta nel vero senso del termine, con gli Heat surclassati da quell’uragano che prende il nome di Kevin Durant. 14/18 dal campo, 3/3 da 3, 10 rimbalzi, 3 assist e 36 punti finali per il 21enne di Washington che trascina i Thunder ad una vittoria che serviva come il pane, dopo le sconfitte di un solo punto subite contro le texane Dallas e San Antonio. Oltre al Durant-show (un solo errore dopo 14 tiri tentati), ci sono i 14 punti di Green ed i soliti 20’ qualitativi di Harden che segna 14 punti con 4/9 al tiro. Per Miami, si conclude l’ondivaga tourneè ad Ovest con 3 vittorie a 109 punti di media e 3 sconfitte non superando mai quota 90. La coppia Wade-Beasley segna 52 degli 80 punti e 23 dei 34 canestri di una Miami che chiude con 1/8 da 3 ed il 55% ai liberi.
SPURS 86, GRIZZLIES 92
Altra sconfitta per gli Spurs. Altra vittoria per i Grizzlies. I diversi trend delle due squadre non tradiscono e ci consegnano un’altra grande storia della stagione con Memphis, che a questo punto può davvero ambire ad un posto nei playoff. Con la vittoria sugli Spurs, i Grizzlies aggiornano il record di franchigia di 8 vittorie consecutive in casa, salendo a 3 partite sopra il 50% di vittorie. Numeri impressionanti se si considera l’1-8 iniziale e la grana Iverson. San Antonio, alla 4a gara in 5 giorni, produce con le poche energie rimaste, un parziale di 12-0 (a firma Mason Jr.) sul finire del 4° quarto che sovverte le sorti del match, regalandosi il -1 a 41” dalla fine. Da li in poi è una sfida tra Randolph ed il canestro con l’ex Knicks che infila 5 dei 6 tiri liberi tentati e legittima la 21a vittoria stagionale chiudendo con 23 punti e 15 rimbalzi. Con un Rudy Gay da 8 punti e 12 errori su 16 al tiro, ci pensa OJ Mayo a garantire punti (19) e rimbalzi (8) per una squadra che cattura 51 rimbalzi, di cui 17 in attacco. Per gli Spurs, due sconfitte di fila dopo un intervallo di 19 partite con un ottimo record (15-4). Male in attacco (41%) con un Duncan da 23 punti e 11/17 dal campo ma diventa difficile espugnare un campo come quello dei Grizzlies se Parker-Ginobili-Jefferson combinano per 5/24 dal campo.
BUCKS 95, JAZZ 112
Dopo la rinfrancante vittoria sul campo dei Golden State Warriros, Milwaukee trova un parquet ed un avversario un filo più ostico e perde nettamente, nonostante un Carlos Delfino da massimo in carriera (28 punti con 6/10 da 3). Utah ha sempre il controllo della gara con la solita fluidità offensiva che contraddistingue i Jazz versione Salt Lake City. 56% dal campo, 28 assist ed un Deron Williams in perfetta condizione, dopo alcune partite dove è stato ampiamente limitato da qualche acciacco fisico. 18 punti e 6 assist per lui in 32’ mentre sono di gran lunga i migliori, i 23’ di CJ Miles che spara 8/11 dal campo per un bottino da 19 punti e 7 assist. Le doppie doppie di Okur (15+12) e Boozer (13+12) certificano il predominio nel pitturato (52-32, punti in vernice) con Milwaukee che tira 11/24 da 3. Per i Bucks, si tratta della 15a sconfitta alla 20a trasferta della stagione con l’ottavo posto della Eastern Conference lontano 2 partite. Jennings distribuisce 11 assist ma chiude con un solo canestro dal campo mentre le 18 palle perse recano il danno di 23 punti subiti.
CAVALIERS 102, LA CLIPPERS 101
Un grande 4° quarto di Lebron James (13 dei suoi 32 punti) consente ai Cavaliers di rimontare dopo il -10 di fine primo tempo ed il -13 della seconda metà del terzo quarto. La scintilla che aziona il ritorno dei leader della Eastern Conference (31-11) è l'8-0 di parziale con il quale Parker, James ed Ilgauskas chiudono il 3° periodo. Nel 4° quarto, Mo Williams trova il canestro del pareggio a 5' dalla fine con i Clippers che restano in gara grazie alle triple di un Butler da 33 punti (carrer high). Delonte West, limitato da dolori intestimali, segna i due punti del sorpasso con Gordon che risponde con il canestro del -1, dopo il 2/2 dalla lunetta di Lebron. Negli ultimi 100 secondi, le due squadre non vanno a segno con i padroni di casa che hanno la chance di vincere sull'ultimo possesso ma Baron Davis non ripete il miracolo fatto una ventina di gionri fa contro i Celtics e grazia i Cavaliers che tornano a casa con l'ottava vittoria delle ultime 10 trasferte. 32 punti con 12/20 dal campo per James mentre Williams e West combinano per 34 punti. Ai Clippers, non basta un sontuoso 60% dal campo e 10/19 dall'arco, per portare a casa la partita che si trasforma nella quarta sconfitta consecutiva. Oltre ai 33 di Bulter, ci sono i 28 con 11/16 dal campo (4/5 da 3) di Eric Gordon mentre pesa il 3/10 di Baron Davis e l'assenza di Kaman per salta la quarta gara di fila. Come le sconfitte dei Clips.
Che traffico nella Western Conference!
4.SAN ANTONIO 24-15
5.PORTLAND 25-16
6.PHOENIX 24-17
7.UTAH 23-17
8.HOUSTON 22-18
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9.OKLAHOMA CITY 22-18
10.MEMPHIS 21-18
11.NEW ORLEANS 21-18
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